Laveglia & Carlone

Laveglia & Carlone Casa editrice in attività da oltre mezzo secolo, che ha fatto della scientificità la propria stella polare

20/08/2026

Nel 1591 Piedimonte d’Alife era una comunità nella quale la religione occupava un posto centrale nella vita quotidiana. La Chiesa regolava i momenti fondamentali dell’esistenza, stabiliva comportamenti, definiva ciò che era lecito e ciò che non lo era. Ma dietro questa immagine di una societ....

❓Che cosa accadeva nella Terra di Lavoro alla fine del Cinquecento quando un sacerdote si rendeva responsabile di violen...
16/08/2026

❓Che cosa accadeva nella Terra di Lavoro alla fine del Cinquecento quando un sacerdote si rendeva responsabile di violenze, quando una donna veniva accusata di pratiche magiche, quando un uomo possedeva o consultava libri proibiti, oppure quando un potente signore feudale entrava in conflitto con un vescovo?
✍ Ne parla lo storico di Piedimonte Matese Armando Pepe nel suo ultimo libro “Magia, superstizione e clero criminale nell’Italia meridionale. Un caso esemplare: Piedimonte d’Alife, 1591”.
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Il nuovo libro di Armando Pepe, “Magia, superstizione e clero criminale nell’Italia meridionale. Un caso esemplare: Piedimonte d’Alife, 1591”, pubblicato

Nuova uscita!Per la collana Memoria, esce ufficialmente "Magia, superstizione e clero criminale nell' Italia meridionale...
14/08/2026

Nuova uscita!
Per la collana Memoria, esce ufficialmente
"Magia, superstizione e clero criminale nell' Italia meridionale. Un caso esemplare: Piedimonte d'Alife, 1591"
di Armando Pepe.
Alla fine del XVI secolo, la diocesi di Alife, nel cuore della Terra di Lavoro, costituisce un osservatorio privilegiato per analizzare le tensioni prodotte dall’attuazione della Riforma cattolica nei contesti locali. Attraverso le carte della Sacra Congregazione per le consultazioni dei vescovi, il volume ricostruisce conflitti giurisdizionali, pratiche disciplinari e rapporti di forza tra autorità ecclesiastica, poteri signorili e comunità, contribuendo a colmare un vuoto storiografico. I casi esaminati mostrano come il governo post-tridentino operasse secondo logiche flessibili di mediazione e controllo, più che attraverso interventi repressivi diretti. Il volume propone così una lettura articolata del disciplinamento ecclesiastico nel Mezzogiorno moderno, contribuendo al dibattito storiografico sul rapporto tra norme, pratiche e governo dei conflitti.

Nuove uscite in arrivo!
05/08/2026

Nuove uscite in arrivo!

01/08/2026

IL CASTELLO DEL CARMINE STA CADENDO NEL SILENZIO 😱

Eppure molti, moltissimi, forse la maggior parte dei napoletani non sa nemmeno che quelle due Torri sono ciò che resta dell’antico Castello del Carmine, una delle più imponenti fortificazioni della Napoli angioina, costruita alla fine del XIII secolo e ampliata dagli Aragonesi. Un castello quasi interamente demolito durante il Risanamento di fine Ottocento, del quale oggi sopravvivono soltanto le due Torri e un tratto delle antiche mura che proteggevano Napoli.

Proprio perché rappresentano una testimonianza unica della nostra storia, fanno ancora più male le condizioni in cui versano.

A distanza di appena dieci anni dall’ultimo restauro, il rivestimento storico in pietra delle Torri si sta nuovamente distaccando, tanto da essere trattenuto da una grande rete di protezione. Le pietre continuano a cadere, come un puzzle che lentamente si scompone nell’indifferenza generale (della politica, dei media, degli storici)

Il maxi restauro del 2016/17 “monumentando” fece anche uno scandalo per il perdurare dei grandi teloni pubblicitari che circondavano tutta l’area, il perdurare a lungo di lavori a rilento donó molta pubblicità gratuità agli sponsor.

Lungo le mura, come si può vedere nella foto che ho personalmente scattato, crescono arbusti e vegetazione spontanea in orizzontale. Le radici penetrano nella muratura e, se non rimosse tempestivamente, rischiano di provocare nuovi cedimenti.

È difficile accettare che un monumento sopravvissuto per oltre sette secoli, ai terremoti, alle due guerre mondiali e perfino alle demolizioni del Risanamento, oggi rischi di deteriorarsi per la mancanza di una manutenzione costante, dall’incuria e dalla totale assenza di rispetto verso il nostro patrimonio monumentale. Il degrado poi che lo circonda non ha commenti, è pure resta una “porta di Napoli” una “porta del tempo”.

Il restauro non può essere un punto di arrivo. Deve essere l’inizio di un programma continuo di monitoraggio, manutenzione e cura.

Per questo rivolgo un appello al Comune di Napoli ed in particolare al sindaco Gaetano Manfredi e alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, affinché intervengano con urgenza, verificando lo stato di conservazione delle Torri e delle mura e programmando gli interventi seri.

Anche questo è turismo. Perché il turismo non è fatto solo di eventi, concerti o campagne promozionali. È fatto soprattutto della capacità di custodire la propria storia, valorizzarla, raccontarla.

Una città che non si prende cura del proprio patrimonio storico perde memoria, perde dignità e perde anche una parte della propria anima.

E c’è un’altra riflessione. Se così pochi napoletani conoscono la storia del Castello del Carmine, significa che non abbiamo saputo raccontarla. Servono pannelli, percorsi culturali, strumenti digitali e iniziative che spieghino ai cittadini e ai visitatori cosa sorgeva in quel luogo e perché oggi restano soltanto quelle due Torri.

Due torri che hanno un nome, come tutte le torri di cinta di Napoli, in questo caso:

* La Brava
* Il Trono (nota anche come Torre Spinella).

* La Brava: il nome richiama il valore e il coraggio (“brava” nel senso di valorosa), probabilmente come omaggio alla funzione difensiva della torre e ai soldati che la presidiavano. Non esiste però un documento che ne spieghi con certezza l’origine.

* Il Trono: il significato è ancora più incerto. Potrebbe essere un nome celebrativo legato alla Corona aragonese e al potere regio. Successivamente la torre fu conosciuta anche come Torre Spinella, dal nome di una famiglia a essa collegata che la comandava.

In conclusione, si difende davvero solo ciò che si conosce. E Napoli merita di conoscere, custodire e amare tutta la sua storia.



Invito!! Consegna del premio al prof. Alfonso Tortora per il volume "Dal mare Baltico al Mediterraneo"Riconoscimento att...
05/07/2026

Invito!! Consegna del premio al prof. Alfonso Tortora per il volume "Dal mare Baltico al Mediterraneo"
Riconoscimento attribuito al rapporto passato-presente europeo.

07/05/2026

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Agropoli
84043

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