14/10/2026
Al pubblico interessa davvero che il dj faccia il set con il vinile?
A chi ama la musica e conosce la cultura DJ.
Il vinile può trasmettere autenticità, passione e competenza. Chi conosce i dischi, riconosce certe copertine o ricorda quando un brano usciva nei negozi può apprezzare molto la differenza.
A chi viene per ballare e divertirsi.
Generalmente contano soprattutto la selezione musicale, il ritmo, l'atmosfera e la capacità del DJ di capire la pista. Se la serata funziona, pochi si domandano se il brano provenga da un disco, da un CD o da un file digitale.
A chi cerca un'esperienza nostalgica.
Qui il vinile può avere un valore aggiunto: il gesto di appoggiare la puntina, la copertina, il disco che gira e il suono analogico contribuiscono a creare un'atmosfera coerente con il ricordo di un'epoca.
Il punto è questo: il pubblico può non accorgersi del supporto utilizzato, ma può percepire il valore della cultura musicale che c'è dietro.
È più gratificante per il DJ?
Qui, secondo me, la risposta è più semplice: per molti DJ che sono cresciuti con i dischi, sì, è più gratificante.
Ci sono sensazioni che il digitale non riproduce nello stesso modo:
- La ricerca del disco: trovare una versione particolare, un disco di importazione o un brano dimenticato.
- Il rapporto fisico con la musica: scegliere il disco, estrarlo dalla copertina, appoggiare la puntina e accompagnare il mix.
- La soddisfazione tecnica: gestire velocità, pitch, cueing e sincronizzazione senza affidarsi alla comodità delle funzioni digitali.
- Il valore della propria collezione: ogni disco può rappresentare un periodo della vita, un ricordo o una scoperta musicale.
Ma c'è anche un'altra cosa: quando hai costruito la tua cultura musicale attraverso i dischi, suonarli può farti sentire più vicino alla tua storia. Non è necessariamente superiorità tecnica o artistica: è anche un legame emotivo con il tuo mestiere.
Un DJ può mettere dischi in vinile e non essere particolarmente bravo.
Allo stesso modo, un DJ che usa una chiavetta USB può avere una cultura musicale straordinaria.
Il supporto non certifica il talento.
Il vinile può dimostrare una certa dedizione e può arricchire lo spettacolo.
Ma il vero valore del DJ è ciò che sa fare con la musica, non il supporto dal quale la riproduce.
Vale ancora la pena portare i tuoi vecchi dischi in consolle, alcuni di valore anche di centinaia di euro, oppure oggi il DJ va giudicato più per quello che fa vedere che per quello che sa musicalmente?
Per mia esperienza personale, oggi, nel 2026, pensare di portarsi dietro tutti i dischi che vorresti suonare durante una serata è praticamente impensabile.
Negli anni ’90, per un set di un paio d’ore, mi capitava di portare con me due borse, a volte tre, con circa 200 dischi. E nonostante questo, dovevi comunque fare delle scelte: non potevi avere sempre tutto quello che ti sarebbe venuto in mente di suonare.
Il digitale, sotto questo aspetto, ha semplificato enormemente la vita del DJ, permettendogli di avere a disposizione migliaia di tracce senza dover trasportare intere collezioni di dischi.
La differenza sostanziale è proprio questa: con il vinile puoi suonare soltanto ciò che possiedi e che hai deciso di portarti dietro. Con il digitale, invece, puoi avere una scelta musicale molto più ampia e adattarti con maggiore libertà a quello che succede in pista.
Ma attenzione: questo non significa che suonare in vinile sia semplicemente una questione di tecnica o di nostalgia.
Bisogna essere capaci di costruire anche un set di quattro ore esclusivamente in vinile, mantenendo la stessa varietà musicale, la stessa capacità di adattamento e la stessa fluidità di un set digitale.
E qui entra in gioco qualcosa che nessun supporto può sostituire: l'esperienza del DJ, la cultura musicale, la conoscenza dei dischi e gli anni trascorsi in consolle.
Se un DJ è davvero capace, il pubblico può anche non accorgersi se sta suonando in vinile o in digitale. Perché quello che arriva alla gente non è il supporto utilizzato, ma la musica, le emozioni e il modo in cui viene costruita la serata.
Alla fine, il vinile è una scelta, il digitale è uno strumento.
Il digitale ti dà più possibilità di scelta, ma è l'esperienza che ti permette di scegliere la musica giusta al momento giusto.
Ps Nella foto una parte della mia collezione di circa 25.000 vinili