08/05/2026
A pochi sarà capitato di non sentire una lacuna, da qualche parte nel proprio animo.
La maggior parte, per paura ,cerca di scacciarla, schiacciarla, farla svanire – spesso con i più brutali mezzi, adoperati sia verso se stessi che verso gli altri.
Tuttavia, a ben guardare, quella rimane sempre. Può farsi più silenziosa, meno evidente, al pari di un fiume carsico. Niente, sembra davvero annientarla.
Cosa rimane da far allora? Abbracciarla. Sì, abbracciare quella parte di noi sofferente, proprio come si abbraccia chi sta male. È parte di noi, non possiamo separarcene. Del resto, nel Dhammapada viene detto:
"L’odio non può sconfiggere l’odio,
solo esser pronti all’amore lo può" (verso 5)
Questo gesto di compassione ci permette di trasformare ciò che ci noi riteniamo inoportuno – la rabbia, la gelosia, l'invidia, la voglia di vendetta, la paura. E per riuscire a trasformarla è necessario rispondere, onestamente a una sola domanda: "Cosa desidero davvero per me?"
Nichiren ci parla di questo delicato processo in un gosho in particolare, su cui offro una riflessione nell'intervento di oggi - a partire dalle 17 sul canale Youtube La Via del Sutra del Loto.