26/05/2026
Per 400 anni nessun italiano aveva visto una cicogna costruire un nido.
Non era cacciata, non era avvelenata. Era sparita e basta — dal 1500, silenzio assoluto. I nostri nonni la conoscevano solo dalle favole: quella che porta i bambini, quella sui campanili del Nord Europa.
In Italia, nessuno la vedeva più da generazioni.
Nel 1959, a Rovasenda — un paese in provincia di Vercelli, 15 chilometri a sud-ovest di Biella — tre coppie atterrarono e costruirono il nido.
Nessun progetto. Nessuna reintroduzione. Nessuno scienziato che le aveva guidate fin lì. Arrivarono da sole, quattro secoli dopo l'ultima volta.
L'ornitologo Giovanni Boano documentò quei nidi nel 1981: erano la prima nidificazione accertata in Italia in epoca moderna. Fino ad allora, il Piemonte era rimasto l'unica regione italiana dove la cicogna avesse nidificato con successo.
Aspetta, però. Perché la storia non finisce a Rovasenda.
Negli anni '90 comparve in Sicilia. Poi in Calabria, dove nel 2003 una coppia spontanea scelse il comune di Luzzi, in provincia di Cosenza. Poi in Emilia, in Toscana, lungo i tralicci della Pianura Padana.
Oggi in Italia ci sono circa 300 coppie che nidificano. Su campanili, tetti, tralicci dell'alta tensione. In dieci regioni diverse.
Trecento coppie in un paese dove per quattro secoli la cicogna era una creatura delle fiabe.
La vedi ogni tanto in primavera, sul bordo di un campo o su un palo della luce. La dai per scontata. Ma fino al 1959, nessun italiano in vita aveva mai visto una cicogna italiana covare le sue uova.
In breve:
La cicogna bianca era scomparsa come nidificante in Italia dal 1500 circa
Nel 1959 tornò da sola a Rovasenda (Vercelli) senza alcuna reintroduzione organizzata
Oggi in Italia ci sono circa 300 coppie nidificanti in 10 regioni