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Channeling News Channeling News è una rivista dedicata al mondo invisibile che parla di tematiche di confine legate

Dio vuole consapevolezza e veritàUna delle scoperte più profonde che molte persone fanno lungo il proprio percorso spiri...
24/05/2026

Dio vuole consapevolezza e verità
Una delle scoperte più profonde che molte persone fanno lungo il proprio percorso spirituale è che Dio non desidera una vita costruita sulle apparenze. Vuole sincerità.

Essere sinceri significa riconoscere i propri limiti, le proprie paure, i propri errori e anche i desideri più autentici. La spiritualità non nasce dal tentativo di apparire perfetti, ma dalla capacità di guardarsi dentro con onestà.

Molti pensano di doversi avvicinare a Dio solo quando si sentono “degni”. Eppure, spesso è proprio nei momenti di fragilità che l’essere umano cerca più profondamente un significato e una guida.

L’amore verso gli altri
Quasi tutte le grandi tradizioni religiose insegnano che amare gli altri è uno degli aspetti fondamentali della vita spirituale. Non si tratta soltanto di grandi gesti, ma di piccoli comportamenti quotidiani: ascoltare, aiutare, avere compassione, evitare di ferire inutilmente.

L’amore non è soltanto un’emozione, ma anche una scelta. Significa riconoscere il valore delle persone, anche quando sono diverse da noi o stanno attraversando momenti difficili.

Imparare a perdonare
Il perdono è uno degli insegnamenti più difficili da mettere in pratica. Non significa dimenticare il male ricevuto o giustificare tutto, ma liberarsi lentamente dal peso dell’odio e del rancore.

Molte tradizioni spirituali vedono nel perdono una forma di guarigione interiore. Quando una persona resta intrappolata nella rabbia, infatti, continua a soffrire anche dentro di sé.

Crescere attraverso l’esperienza
Forse Dio non desidera esseri umani perfetti, ma persone che crescono.

La vita ci pone continuamente davanti a prove, errori, delusioni e cambiamenti. Attraverso queste esperienze maturiamo maggiore comprensione, sensibilità e umiltà.

Anche il dolore, pur essendo difficile da accettare, può trasformarsi in un’occasione di crescita. Alcune persone scoprono la propria forza proprio nei momenti più fragili.

Secondo alcune visioni spirituali, Dio desidera che l’essere umano faccia esperienza della vita in modo pieno e consapevole. L’amore, gli errori, la gioia, la sofferenza e perfino i momenti di crisi possono diventare strumenti di evoluzione interiore.

Ridurre la distanza dal divino
Molte persone immaginano Dio come qualcosa di lontano, irraggiungibile, collocato in una dimensione separata dalla vita quotidiana. Questa percezione può generare un senso di vuoto o l’idea di una ricerca senza fine.

In molte prospettive spirituali, però, la separazione da Dio non è reale, ma nasce da una percezione interiore: dall’ego, dalla paura, dalla convinzione di essere soli o scollegati dal tutto.

L’essere umano tende spesso a cercare Dio lontano da sé, in luoghi particolari o in condizioni speciali. Ma forse il divino non è distante: è presente in ogni esperienza, nella vita che ci circonda e persino dentro di noi.

Ogni essere umano possiede una dimensione profonda che spesso viene coperta dal rumore della quotidianità, dalle preoccupazioni, dalle paure e dalla continua attenzione verso l’esterno.

È un po’ come assaporare soltanto la superficie delle cose senza arrivare mai al centro. Dentro di noi esiste uno spazio più silenzioso, più autentico, che molte persone descrivono come una connessione con qualcosa di più grande.

Quando si impara ad ascoltare quella parte interiore, il senso di separazione inizia gradualmente a diminuire.

La libertà di scegliere
La libertà di scegliere
Un aspetto centrale della spiritualità è il libero arbitrio.

Se Dio avesse voluto esseri umani incapaci di sbagliare, non avrebbe lasciato la libertà di scegliere. La possibilità di decidere tra bene e male rende autentiche le nostre azioni.

Ogni persona costruisce il proprio percorso attraverso le scelte quotidiane.

Cercare il bene
Forse una delle risposte più semplici e profonde è questa: Dio vuole che l’essere umano impari a cercare il bene.

Non un bene perfetto o ideale, ma concreto: fare il bene quando possibile, aiutare chi soffre, essere sinceri con sé stessi e con gli altri, evitare di ferire inutilmente.

Anche piccoli gesti possono avere un grande valore: una parola gentile, un aiuto dato senza interesse, la capacità di ascoltare chi si sente solo.

Fare esperienza della presenza divina
Molte persone raccontano che il rapporto con Dio non nasce soltanto dallo studio o dalla conoscenza teorica, ma da un’esperienza vissuta.

La spiritualità, infatti, non è soltanto qualcosa da comprendere con la mente: è qualcosa che si sperimenta nel profondo. Quando una persona si sente interiormente connessa, tutto sembra assumere una qualità diversa: maggiore pace, più presenza, più senso.

Non si tratta necessariamente di eventi straordinari, ma di un modo diverso di vivere la realtà.

Consigli finali
Conclusione
La domanda “Cosa vuole Dio da noi?” probabilmente non possiede una risposta unica e definitiva. Tuttavia, molte riflessioni spirituali convergono verso alcuni elementi essenziali: vivere con autenticità, imparare ad amare, crescere interiormente e cercare il bene.

Forse il percorso spirituale non consiste nel diventare perfetti, ma nel diventare più umani, più consapevoli e più capaci di dare valore alla propria vita e a quella degli altri.

E forse, più che cercare Dio lontano da noi, il vero viaggio consiste nel riconoscere che ciò che stiamo cercando potrebbe essere sempre stato molto più vicino di quanto immaginiamo.

Che ne pensi?

Cosa vuole davvero Dio da noi? La risposta spirituale che potrebbe cambiare il tuo modo di vedere la vita.

Viviamo in un mondo che ci ha insegnato a trattenere tutto. A essere forti, controllati, impeccabili. Fin da piccoli ci ...
16/05/2026

Viviamo in un mondo che ci ha insegnato a trattenere tutto. A essere forti, controllati, impeccabili. Fin da piccoli ci sentiamo dire:
“Non piangere.”
“Devi reagire.”
“Sii forte.”
Ma forse le lacrime non sono una debolezza.
Forse sono una delle forme più profonde di guarigione che il corpo e l’anima conoscano.
Le lacrime parlano il linguaggio del cuore
Ogni essere umano nasce piangendo.
Il primo respiro della vita arriva insieme alle lacrime, come se il nostro spirito, entrando nella materia, avesse bisogno immediatamente di liberare energia, tensione, passaggio.
E forse non è un caso.
Perché il pianto è una soglia.
Un ponte invisibile tra ciò che tratteniamo dentro e ciò che finalmente lasciamo andare.
Quando piangiamo per dolore, per amore, per nostalgia o per perdita, qualcosa dentro di noi si scioglie. È come se l’anima trovasse finalmente una via per respirare.
Le lacrime non chiedono spiegazioni.
Scendono quando il cuore non riesce più a contenere ciò che sente.
Il corpo conosce il potere del pianto
Anche il corpo, nel suo silenzioso linguaggio biologico, sembra sapere che piangere aiuta.
Le lacrime emotive non sono uguali alle lacrime provocate da una cipolla o dal vento. Dentro di esse si muovono sostanze legate allo stress, alla tensione e al bisogno di riequilibrio.
Ultimamente un equipe di scienziati ha proprio confermato questo effetto, identificando una molecola antidolorifico presente proprio nella lacrime.
Quando una persona piange profondamente, spesso dopo arriva una sensazione di calma, come se qualcosa si fosse alleggerito.
Non è soltanto emozione.
È il sistema interiore che cerca di tornare in equilibrio.
Lo stress accumulato, le emozioni trattenute, le parole mai dette creano onde dentro di noi. E il pianto diventa allora acqua che scorre, che pulisce, che libera.li lui.
Lo spirito nella materia
L’elemento acqua e il mondo emotivo
Nella visione spirituale, l’acqua è l’elemento collegato alle emozioni, alla sensibilità, alla memoria interiore.
Quando dentro di noi l’acqua emotiva si agita troppo, ci sentiamo travolti:
pensieri confusi;
ansia;
insonnia;
tristezza;
senso di smarrimento.
È come trovarsi in mezzo a una tempesta.
Le lacrime diventano allora una pioggia sacra che permette al temporale di sfogarsi.
E dopo il pianto, spesso, il mare interiore torna lentamente più calmo.
Piangere è liberarsi
Molte persone si vergognano delle proprie lacrime.
Temono di apparire fragili.
Eppure chi riesce a piangere autenticamente spesso riesce anche a liberarsi meglio dalla tensione emotiva.
Le lacrime sciolgono rigidità interiori.
Aprono spazi nel cuore.
Permettono al dolore di muoversi invece di restare imprigionato dentro il corpo.
A volte si piange senza sapere nemmeno il motivo.
E va bene così.
Non sempre il cuore ha bisogno di spiegare. Talvolta il pianto arriva perché il corpo è stanco, perché l’anima è sovraccarica, perché troppe emozioni sono rimaste in silenzio troppo a lungo.
Il pianto è una forma di linguaggio antico.
I cristalli che accompagnano il dolore
Nel cammino spirituale esistono anche energie che possono accompagnare questo processo emotivo.
Uno dei cristalli più dolci e profondi è il quarzo rosa, legato al cuore, alla consolazione e all’amore.
Il quarzo rosa non cancella il dolore, ma lo accoglie.
È come una presenza silenziosa che abbraccia le ferite interiori e ricorda all’anima che può ancora sentirsi amata.
Molte persone lo utilizzano nei momenti di:
separazione;
lutto;
delusione;
fragilità emotiva;
insonnia legata alla sofferenza.
Tenuto vicino al letto o indossato sul cuore, il quarzo rosa aiuta a ritrovare dolcezza, calma e protezione emotiva.
Esistono poi cristalli più profondi, come alcuni quarzi lemuriani oceanici, collegati simbolicamente all’elemento acqua e ai movimenti interiori più intensi. Sono pietre che aiutano a lasciar fluire il dolore invece di trattenerlo.
Perché il dolore trattenuto irrigidisce.
Il dolore accolto, invece, lentamente si trasforma.
Consigli finali
Conclusione
Forse piangere significa proprio questo:
aprire una porta.
Una porta attraverso cui il peso esce.
Una porta attraverso cui l’anima torna a respirare.
Le lacrime non sono un fallimento. Sono il segno che dentro di noi esiste ancora sensibilità, amore, verità. E in un mondo che spesso ci vuole freddi e distaccati, avere il coraggio di sentire profondamente è già una forma di guarigione spirituale.
Perciò, se stai attraversando un momento difficile, non avere paura delle tue lacrime.
Lascia che parlino. Lascia che scorrano. Perché talvolta il cuore guarisce proprio così: goccia dopo goccia.

https://www.channelingnews.it/2026/05/16/le-lacrime-sono-una-guarigione-per-lanima/

Scopri come le lacrime possono trasformarsi in energia di guarigione per l’anima. Un viaggio interiore tra emozione, acqua e cristallo che illumina il cammino della rinascita spirituale.

12/05/2026

il potere di guarigione dei cristalli Corrado Marchetti Scuola Pranoterapia Cristalloterapia Centro Studi Pranici

Esiste un momento, nel cammino interiore di una persona, in cui tutto cambia.È il momento in cui smetti di vedere il mon...
09/05/2026

Esiste un momento, nel cammino interiore di una persona, in cui tutto cambia.
È il momento in cui smetti di vedere il mondo come un insieme di oggetti separati e inizi a percepire che ogni cosa possiede una presenza.

La pietra.
L’acqua.
Il vento.
Il fuoco.

Tutto vibra.

I cristalli custodiscono questa memoria antica della Terra. Sono nati nel silenzio delle profondità, nel tempo lento dell’universo, e portano dentro di sé geometrie che parlano direttamente all’anima.

Per questo, quando un cristallo entra nella tua vita, non arriva mai per caso.

Ti sceglie tanto quanto tu scegli lui.

Quando il cristallo cambia
Chi lavora spiritualmente con i cristalli sa che accadono cose difficili da spiegare con le parole.

Cristalli che cambiano colore.
Venature che compaiono improvvisamente.
Forme che sembrano trasformarsi.
Pietre che si spezzano, si aprono o si frantumano nel momento esatto in cui una persona sta attraversando un cambiamento interiore.

Non è soltanto materia che muta.

È energia che parla.

Il cristallo diventa uno specchio del tuo mondo invisibile. Assorbe, alleggerisce, riflette, mostra. Talvolta rende visibile un dolore che stava nascosto. Altre volte illumina una parte dimenticata di te che chiede di rinascere.

Ed è proprio questo che spesso lascia senza parole.

Perché improvvisamente comprendi che la materia non è separata dalla coscienza.

I cristalli sono davvero vivi? Un viaggio spirituale tra energia, materia e coscienza per scoprire il linguaggio invisibile dei cristalli e il loro legame con l’anima.

04/05/2026

✨ Un momento per ascoltare oltre il velo ✨
Hai mai desiderato sentire la presenza di chi non c’è più?
Ti invitiamo a un incontro speciale guidato da una medium, dedicato all’ascolto e alla connessione con i nostri cari defunti.
incontro con una medium per ascoltare i defunti
Ascolta i defunti con noi
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L’ego si manifesta in molti modi, ma uno dei più comuni è il continuo bisogno di affermare sé stessi attraverso frasi co...
02/05/2026

L’ego si manifesta in molti modi, ma uno dei più comuni è il continuo bisogno di affermare sé stessi attraverso frasi come: “Io ho fatto questo”, “Io so come si fa”, “Io sono così”. Quando il discorso ruota costantemente attorno all’“io”, può emergere una chiusura verso tutto ciò che è nuovo, diverso o sconosciuto.
Possiamo immaginare la mente come un contenitore. Se pensiamo di sapere già tutto, quel contenitore è pieno. E quando è pieno, non c’è spazio per nuove idee, nuovi punti di vista, nuove competenze.

La crescita personale richiede invece il contrario: disponibilità ad apprendere, curiosità, apertura mentale. Nessuno smette mai davvero di imparare. Chi cresce di più non è chi ostenta certezze, ma chi mantiene l’umiltà di sentirsi sempre in cammino.

“Svuotare il contenitore” significa proprio questo: lasciare andare convinzioni rigide, atteggiamenti difensivi e il bisogno costante di dimostrare qualcosa.

Se pensiamo di sapere già tutto, quel contenitore è pieno. E quando è pieno, non c’è spazio per nuove idee, nuovi punti di vista, nuove competenze.

È appena uscito il nuovo numero della rivista channeling news!!https://www.channelingnews.it/prodotto/rivista-num-13-apr...
25/04/2026

È appena uscito il nuovo numero della rivista channeling news!!
https://www.channelingnews.it/prodotto/rivista-num-13-aprile-2026/

Il tema centrale della rivista di aprile emerge come un invito all’integrazione tra la realtà materiale e le dimensioni sottili, proponendo l’evoluzione spirituale non come una fuga dal mondo, ma come un raffinamento della coscienza attraverso l’esperienza quotidiana.
I punti chiave della rivista:
Integrazione dell’Ombra: L’odio e la malvagità sono interpretati come strumenti evolutivi necessari per la crescita dell’anima, da comprendere e trasformare senza giudizio.
Meccaniche del Viaggio Astrale: L’attivazione dei sensi (specialmente il tatto) aumenta la densità della coscienza nelle dimensioni parallele, limitandone però la libertà di movimento.
Il Potere della Guarigione Energetica: Attraverso il metodo della “Bacchetta Magica”, l’essere umano può interagire con la propria biologia utilizzando l’intenzione e il tocco consapevole.
Morte come Comunicazione: Le testimonianze di canalizzazione con i defunti suggeriscono che il trapasso sia un processo di spostamento della coscienza e un’opportunità per sciogliere memorie familiari ancestrali.
Ricerche sulle Origini: Vengono esplorate teorie alternative sulla figura di Maria Maddalena nel territorio marchigiano e scoperte archeologiche in Giordania che contesterebbero l’evoluzionismo darwiniano.

https://www.channelingnews.it/prodotto/rivista-num-13-aprile-2026/

Amore e accettazioneNel nostro percorso di crescita personale e spirituale, spesso cerchiamo risposte all’esterno, dimen...
25/04/2026

Amore e accettazione
Nel nostro percorso di crescita personale e spirituale, spesso cerchiamo risposte all’esterno, dimenticando che molte delle tensioni che viviamo nascono dentro di noi.
Quando entriamo in uno stato di ascolto profondo , quel flusso autentico in cui non c’è preparazione ma solo presenza, emergono intuizioni preziose, come se una guida silenziosa ci accompagnasse passo dopo passo.
Uno dei temi più importanti che possiamo esplorare è quello dell’accettazione, strettamente legato all’amore verso sé stessi.
La tensione di non accettarsi
L’essere umano vive spesso in una condizione di tensione costante. Durante la giornata, anche senza accorgercene, ci focalizziamo su ciò che non ci piace di noi:
il corpo, l’aspetto fisico, i limiti, i pensieri, le emozioni.
Questa continua osservazione critica crea un peso interiore. È come se, poco alla volta, iniziassimo a rifiutare parti di noi stessi.
E quel rifiuto si trasforma in fatica, in disagio, in sofferenza.
In fondo, ogni volta che ci giudichiamo duramente, stiamo creando una forma sottile di conflitto interiore.
Il passaggio dall’accettazione all’amore
Accettarsi non significa rinunciare a migliorare, ma smettere di combattere contro ciò che siamo oggi.
Quando iniziamo a ripeterci con sincerità:
“Io amo il mio corpo”
“Io amo i miei limiti”
“Io accolgo anche le mie imperfezioni”
qualcosa cambia.
Il corpo si rilassa.
La mente si alleggerisce.
L’anima si apre.
Entriamo in uno stato più neutro, più armonico. È come sintonizzarsi su una frequenza più alta, dove non c’è più la lotta, ma un senso di completezza nel presente.
Trovate l'articolo completo e il video sul primo commento.

Spesso ci puniamo senza esserne pienamente coscienti. Quando lasci andare questa critica interiore e inizi ad amarti tutto si trasforma.

Durante la notte, quando la mente razionale si affievolisce e le strutture della routine quotidiana si sciolgono, si apr...
20/02/2026

Durante la notte, quando la mente razionale si affievolisce e le strutture della routine quotidiana si sciolgono, si apre uno spazio diverso. Uno spazio in cui la coscienza può esplorare.

Il lavoro astrale nasce proprio da questo:

silenziare la parte analitica,
lasciare andare il controllo,
permettere alla coscienza di muoversi oltre i confini del corpo fisico.
Non si tratta di fuga, ma di esplorazione consapevole.

Spesso questi viaggi non vengono programmati. Accadono. Ti “portano” dove devi andare. Come se un’intelligenza più ampia orchestrasse il percorso.

I tunnel tra le dimensioni
In questa esperienza recente, il viaggio è iniziato in modo spontaneo. Una proiezione rapida, come un passaggio in un tunnel di luce. Poi i flash. Immagini. Mondi.

Non uno solo. Più dimensioni.

Ogni passaggio era come un salto tra realtà differenti. E ciò che colpisce non è solo il cambiamento di scenario, ma la variazione di densità e complessità:

Alcune dimensioni apparivano quasi bidimensionali, come cartoni animati.
Altre mancavano della componente emotiva.
Altre ancora erano incredibilmente dettagliate, iper-realistiche.
In alcune percepivi solo energia, in altre struttura e forma.
Nei punti di intersezione – come finestre sospese tra due mondi – era possibile percepire entrambe le realtà contemporaneamente. Un’esperienza profondamente affascinante: vedere il cambiamento della “simulazione” mentre accade.

Quando il tatto entra in gioco
Ed ecco l’aspetto più sorprendente.

Dopo diversi passaggi, è accaduto qualcosa di inedito: la densificazione della coscienza.

Non solo vedere.
Non solo sentire suoni o odori.
Ma toccare.

Il tatto è apparso in modo netto. Il muro. Gli oggetti. La solidità.
Una percezione fisica autentica.

Ed è lì che qualcosa cambia.

Perché se normalmente in astrale puoi attraversare i muri, in quel momento no. La densità aumentata rendeva l’esperienza concreta. Quasi materiale. E con la concretezza arriva una domanda improvvisa:

“E adesso come torno indietro?”

È stato un istante. Un accenno di paura. Un’ansia sottile. Il timore di restare “bloccato”.

Il meccanismo di sicurezza della coscienza
Quando la coscienza incontra qualcosa che non riesce a incasellare, attiva un meccanismo naturale di salvaguardia.

La paura – anche minima – diventa il segnale di ritorno.

In pochi istanti, il viaggio si è invertito:

tunnel al contrario,
rientro rapido,
riapertura degli occhi nel letto.
Cuore accelerato. Consapevolezza piena. Memoria lucida dell’esperienza.

Il corpo fisico è tornato al centro, come se nulla fosse accaduto.
Eppure era accaduto tutto.

Scopri il ruolo dei sensi nei viaggi astrali: un’esperienza reale tra dimensioni, densità, tatto e coscienza

Indirizzo

Ancona

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