Nuovo Corriere del Tufo

Nuovo Corriere del Tufo Il Nuovo Corriere del Tufo è l'inserto d'area del Nuovo Corriere dell'Amiata, testata ventennale.

Il Nuovo Corriere del Tufo va a coprire giornalisticamente la macro area dell'Unione dei Comuni Colline del Fiora (Comune di Manciano, Pitigliano, Sorano). Questo strumento mantiene desta l'attenzione dell'intero sistema mediatico sulle vicende che riguardano l'Unione dei Comuni delle Colline del Fiora.
È in vendita negli esercizi commerciali e uffici turistici dei comuni di Manciano, Pitigliano e Sorano.
È inoltre presente, come allegato al nuovo Corriere dell'Amiata in tutti i comuni della Provincia di Grosseto. Redazione
C&PAdver Effigi, Via Circonvallazione Nord 4, Arcidosso GR
Cell: 3483047761
Tel: 0564 967139
[email protected]

27/08/2026

Scoprire Sorano attraverso una nuova audioguida digitale 🌐

▶ È disponibile un nuovo itinerario che accompagna cittadini e visitatori alla scoperta dei principali luoghi di interesse del borgo

Basta inquadrare il QR code con il proprio smartphone per accedere a un percorso della durata di circa 40 minuti, disponibile in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo

Il progetto è stato realizzato dal Comune di Sorano, su iniziativa dell’assessore a Eventi e manifestazioni, Digitalizzazione e Innovazione Luca Giustacori, insieme alla Proloco Sorano APS

«Abbiamo voluto mettere la tecnologia al servizio della valorizzazione del nostro patrimonio – spiega l’assessore Giustacori – offrendo ai visitatori uno strumento semplice e immediato per conoscere Sorano e la sua storia. Ringrazio la Pro Loco per la collaborazione e per il lavoro svolto»

Un nuovo servizio per migliorare l’accoglienza e permettere a tutti di visitare il borgo in autonomia, direttamente dal proprio smartphone

14/08/2026

Per Simone, 12 anni dopo...
Che la memoria dei nostri fiori piu belli sia sempre solidarietà e voglia di giustizia. ❤️

"...Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri,
coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.
Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,
e dì: magari fossi una candela in mezzo al buio..." Mamhoud Darwish

Tre giorni di incontri, tavole rotonde, musica, laboratori, arte, degustazioni e progetti condivisi per rimettere al cen...
24/06/2026

Tre giorni di incontri, tavole rotonde, musica, laboratori, arte, degustazioni e progetti condivisi per rimettere al centro la sostenibilità come pratica concreta, culturale e collettiva. Da venerdì 26 a domenica 28 giugno 2026 alla Villa Sforzesca di Castell’Azzara.

Tre giorni di incontri, tavole rotonde, musica, laboratori, arte, degustazioni e progetti condivisi per rimettere al centro la sostenibilità come pratica concreta, culturale e collettiva. Da venerdì 26 a domenica 28 giugno 2026, Villa Sforzesca di Castell’Azzara, nel cuore dell’Amiata grosseta...

🟫È uscito il Nuovo Corriere del Tufo!
21/05/2026

🟫È uscito il Nuovo Corriere del Tufo!

30/03/2026

La tomba Ildebranda è un'antica sepoltura etrusca situata nella necropoli di Poggio Felceto a Sovana, presso il parco archeologico Città del Tufo, nel comune di Sorano.

La tomba risale al III-II secolo a.C., completamente scavata nel tufo, si presenta come un tempio monumentale con porticato a sei colonne che poggiano su un podio con due scalinate laterali; la camera funeraria, nella quale è stata intagliata una sola banchina di deposizione per i defunti, è raggiungibile attraverso un lungo corridoio centrale in discesa. La camera fu ritrovata completamente vuota, conseguenza di un antico saccheggio o dell'azione di tombaroli. Il nome fu dato in onore di Ildebrando di Soana, meglio noto come papa Gregorio VII.

La tomba fu scoperta da Gino Rosi nel 1924, il quale ne pubblicò un primo resoconto l'anno successivo.[1] Il Mercklin, alcuni anni prima, aveva probabilmente notato l'emergere di qualche struttura, ma le indagini non erano proseguite. Nel 1929 le necropoli sovanesi vennero studiate dall'archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli, il quale dedicò particolare attenzione alla tomba Ildebranda, eseguendo anche degli scavi archeologici.[2] Bianchi Bandinelli propose una ricostruzione più precisa del sepolcro e della decorazione, ciò fu permesso grazie proprio alle indagini archeologiche che condussero al ritrovamento di diversi elementi decorativi che integrarono ciò che restava della tomba.

Negli anni settanta furono eseguiti nuovi studi sulle necropoli che portarono alla realizzazione di una cartografia più precisa e a una nuova proposta per la ricostruzione dell'alzato della tomba Ildebranda,[3] la quale, nel 1974, venne sottoposta ad alcuni interventi di restauro. Agli inizi del XXI secolo la tomba è stata musealizzata, in quanto parte integrante del parco archeologico e sottoposta a nuovi interventi di restauro e conservazione.

🟤Cultura Non è mai troppo tardi 👉 https://www.nctufo.it/non-e-mai-troppo-tardi/✍🏻 Alessandro Zecchini
18/02/2026

🟤Cultura

Non è mai troppo tardi

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✍🏻 Alessandro Zecchini

C’è un filo sottile che lega da tanti anni la storia d’Italia al tufo di Pitigliano. È il filo della conoscenza che Alberto Manzi, il "maestro degli italiani",

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