29/12/2025
IL TOSCO L'HA VISTA COSÌ
BOLOGNA SASSUOLO 1-1
A me è sembrato un buon Bologna: certo non al top ma nemmeno una combriccola di avvinazzati che non si reggono in piedi come qualcuno vuol far credere.
Dopo le fatiche della Supercoppa in coda ad una prima parte di stagione dispendiosissima, ha comunque messo in mostra una prova importante: tanto possesso palla (58%) tanti tiri (16 contro 8) tanto pressing (PPDA 5,9 contro 10,8); insomma la solita prestazione piena di buone intenzioni anche se poco convincente in zona gol.
Manca certamente un po’ di brillantezza, qualche spunto dei soliti noti come Orsolini, Castro o Odgaard ma tutto sommato gli altri fanno il loro.
Zortea ha annullato Laurienté, Vitik benissimo su Koné anticipato svariate volte ben oltre la metà campo, Lucumi se non avesse fatto quei due enormi errori comunque in marcatura ha fatto molto bene contro Pinamonti che non è mai un cliente facile; Moro e Pobega hanno retto benissimo contro due giocatori importanti come Matic e Thorverdt: ricordo che il centrocampo titolare del Bologna o quello che ci si sarebbe aspettato come tale doveva essere composto da Freuler, Ferguson e Odgaard: bene questi tre calciatori per vari motivi non giocano insieme da un pezzo.
Piuttosto c’è da constatare che è un momento in cui sotto porta le cose non vanno come dovrebbero: Dallinga si è prodigato a legare il gioco (da una sua sponda di testa a metà campo parte l’azione del gol di Fabbian) e nell’unica occasione vera si è visto riba***re il tiro sulla linea dai difensori avversari; Immobile ha sbagliato un controllo su assist di Pobega nella occasione avuta sul finale che un attaccante di razza come lui non dovrebbe permettersi; Castro e Odgaard non hanno fatto in tempo ad entrare nel vivo del gioco per trovarsi uno spazio per ba***re a rete.
Segnali diversi da chi invece i tiri deve costruirseli: Rowe è apparso molto dentro alla partita, Orsolini che ha sparato a salve come può capitare a chiunque se non in grande giornata, è stato però determinante nell’azione del gol tenendo viva un pallone che sembrava perso; Pobega e Moro dalla distanza hanno tentato senza successo di trovare la porta avversaria così come un sempre arrembante Zortea: insomma, il volume della prestazione dei rossoblu a mio avviso è stato tutto sommato sufficiente e non sono in sintonia con chi ha già aperto il fuoco delle critiche.
Il rammarico a fine gara di Grosso per non aver vinto la partita, lascia poi il tempo che trova: ricordare di non aver concretizzato sui due regali di Lucumi e non rammentare di aver pareggiato proprio per aver sfruttato un altro regalo come quello di Ravaglia in uscita sa un po’ di chi la partita la analizza guardandola di sbieco; piuttosto la domanda da fare a Grosso sarebbe quella riguardante il modo di sfruttare una rosa così ben fatta e così tecnica obbligata a giocare praticamente solo su ripartenze (e non solo contro il Bologna: è proprio, ad oggi, il suo stile di gioco); a mio avviso i neroverdi potrebbero permettersi di palleggiare un po’ di più con un potenziale così.
Tornando a noi, adesso partirà un nuovo ciclo infinito di partite, per la precisione undici in trentacinque giorni, fino all’8 febbraio in cui la squadra avrà una settimana intera per preparare la gara successiva, cioè quello che fanno normalmente le squadre che non si qualificano per le coppe: bisognerebbe tenere in considerazione questo dettaglio ogni volta che si alza il livello delle critiche; diversamente è accanimento, come lo sono le critiche nei confronti del nostro portiere Ravaglia.
Incredibile come la memoria dei tifosi sia corta: uscite del genere non ne ricordate del buon Skorupski? Io sì, almeno una mezza dozzina!
Nemo propheta in patria: mai frase fu più giusta; d’altronde è scritta nei vangeli, e siamo tra l’altro in giorni in cui le sacre scritture solitamente vengono predicate.
Dicono che il nostro settore giovanile non produce giovani interessanti: se poi quando ne viene fuori uno gli si contano solo le cappelle e mai le prodezze allora vale poi tutto.
Buon 2026 a chi vuol bene al Bologna.