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08/09/2026

Un gruppo di suonatori tradizionali abruzzesi nell'Argenta del subito dopo guerra. Dietro i suonatoti, Viale Roiti. IA Maurizio Bragaglia

ARZENTA CRIMEDA FILO DI ARGENTA A UNA VITA SEGNATA DA TRE OMICIDIUna storia di cronaca nera iniziata più di sessant’anni...
08/09/2026

ARZENTA CRIME
DA FILO DI ARGENTA A UNA VITA SEGNATA DA TRE OMICIDI
Una storia di cronaca nera iniziata più di sessant’anni fa nel nostro territorio e proseguita, con risvolti incredibili, per quasi tutta la vita del suo protagonista. È il gennaio del 1963. A Filo di Argenta vive Primo Bisi, giovane di circa 26 anni, sposato da poco più di un anno con Jolanda Consalvo. Un giorno Bisi sorprende la moglie in casa insieme a un vicino quarantenne, che ritiene essere il suo amante. Ne nasce una violenta colluttazione che prosegue nel cortile dell’abitazione, dove Bisi colpisce l’uomo con una spranga, uccidendolo. Per quel delitto il Tribunale di Ferrara lo condanna a 14 anni di carcere. Un particolare riportato da alcune cronache successive rende la vicenda ancora più inquietante: Bisi avrebbe partecipato al funerale dell’uomo ucciso, arrivando addirittura a portarne la bara. Tornato in libertà nel 1977, si trasferisce con la famiglia a Savio, nel Ravennate. Passano ventiquattro anni e quella vecchia storia di Filo sembra ormai appartenere al passato. Ma il 6 dicembre 2001 accade qualcosa di terribilmente simile. Bisi ha 64 anni. Nella sua abitazione di via Trentino, a Savio, si trovano la moglie Jolanda, ormai 67enne, e il vicino di casa Alfredo Gridelli, 57 anni. Bisi è convinto che tra i due vi sia una relazione. Questa volta impugna una pi***la calibro 357 Magnum, regolarmente detenuta, e spara. Jolanda Consalvo e Alfredo Gridelli muoiono. A quasi quarant’anni di distanza dal delitto di Filo, la gelosia indicata come movente riporta quindi Primo Bisi al centro di un altro fatto di sangue. Le vittime, questa volta, sono due. Nel 2003 viene condannato con rito abbreviato a 16 anni di carcere, ai quali si aggiungono cinque anni da trascorrere in una struttura psichiatrica giudiziaria. La storia, incredibilmente, non è ancora finita. Nel 2010, per motivi di salute, Bisi ottiene la detenzione domiciliare presso l’abitazione del fratello a Longastrino. È ormai anziano, ma nel garage riesce a costruire artigianalmente alcune armi da fuoco. Il 17 settembre 2012 lascia i domiciliari, raggiunge Ravenna in scooter ed entra nello studio del suo ex avvocato Francesco Manetti. Quando rimane solo con lui estrae una pi***la artigianale e gli spara al petto. Il proiettile raggiunge un polmone, ma l’avvocato riesce a sopravvivere. Bisi fugge. Due agenti della Polizia municipale che si trovano nelle vicinanze si mettono al suo inseguimento. Bisi estrae una seconda arma e tenta nuovamente di fare fuoco, ma la pi***la si inceppa. Poco dopo viene arrestato. Per quell’episodio viene condannato nel 2013 a 12 anni e 8 mesi di reclusione, oltre a quattro anni in una casa di lavoro. Primo Bisi non tornerà più libero. Muore nel carcere di Parma a 86 anni. La notizia della sua morte viene resa pubblica nel febbraio del 2023, chiudendo definitivamente una storia criminale cominciata sessant’anni prima, nel gennaio del 1963, proprio a Filo di Argenta. Tre persone uccise, altre scampate alla morte e una vicenda che, per durata e successione degli avvenimenti, rappresenta certamente una delle pagine più singolari e drammatiche della cronaca nera legata al nostro territorio. (Nella foto di Giampiero Corelli, Primo Bisi in tribunale a Ravenna, nel luglio 2013)

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03/09/2026

Vania Lanzoni ci fa pervenire questa bella, seppur triste, foto di Vitaliano Manica degli anni Settanta. Uno scavatore che sta demolendo le scuole elementari monumentali.

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Foto del 1929. Il giardino della stazione ferroviaria di Argenta visto dai binari. Sullo sfondo, in lontananza, la sommità della chiesa della Seliciata.

SIPARIO DEL TEATRO DI ARGENTA Giovan Battista Aleotti detto “l’Argenta” (nato nella nostra città nel 1546) è indubbiamen...
01/09/2026

SIPARIO DEL TEATRO DI ARGENTA
Giovan Battista Aleotti detto “l’Argenta” (nato nella nostra città nel 1546) è indubbiamente il nostro concittadino che maggiormente ha reso onore alla nostra Argenta fuori dai suoi confini, nell’architettura civile, nell’architettura militare, nelle matematiche, nella costruzione di teatri, nella scenotecnica e nell’idrologia. Fra le innumerevoli opere citiamo per fama Teatro Farnese di Parma. In queste immagini vediamo l’immagine rovinata (in bianco e nero) della grande tenda da sipario del Teatro di Argenta dipinta da Ippolito da Molinella (fra le foto il suo autoritratto) nel 1856 in cui raffigura Giovan Battista Aleotti che presenta il disegno del Teatro Farnese al duca di Parma Ranuccio. La tela è andata distrutta con il bombardamento di Argenta che colpì anche il nostro bel teatro. Grazie alla ricostruzione IA di Maurizio Bragaglia, possiamo immaginarla nella sua versione originale.

Indirizzo

Argenta
44011

Telefono

+390532852085

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