29/06/2021
Serate consumate sul tavolo verde tra un bicchiere ed una sigaretta con la carta in mano per calare il poker d'assi o un biliardo sul quale far scivolare le tensioni accumulate nel corso della giornata. Dentro al Circolo dell'Unione tante storie ma anche aneddoti speciali narrati nel libro. Ecco alcuni passi
Il famoso Circolo dell’Unione, era un luogo nel quale la passione per il gioco, quello sano, senza barare e senza rischiare capitali, era attivo dal 1871, in pieno centro storico della città.
Nei suoi 150 anni di vita, ha visto vincere e perdere, nella stessa notte, tanti giocatori al tavolo verde, la cui abilità e qualche dose di fortuna spesso hanno fatto la differenza. Vincitori e vinti con un filo conduttore comune: stare insieme, ritrovarsi, parlarsi e scambiarsi pareri e commenti, qualche volta sfociando in discussioni ardite specie se il tema era il calcio. All’interno tante sfaccettature a comporne la variegata formazione dei soci, il cui colore politico e il ceto sociale, oltre alla formazione culturale e professionale, svanivano nel nulla, dando spazio a passioni sopite nelle mura di casa. C’era chi lo frequentava quotidianamente, specie i pensionati, chi di rado, e chi invece vi si recava solo nel fine settimana per godersi la partita in televisione nell’ampio salone, in compagnia di sodali della stessa squadra o avversari, il cui tifo esplodeva sonoramente alla vittoria finale. Nessun contatto digitale, come avviene oggi, nessun rapporto virtuale. Qui il tempo si è fermato all’incontro da vicino, dal vivo, di persona. Al tempo dei social dominanti , gli amici sono 100, 1000 o più, ma sono in ogni angolo del mondo e li conosci solo dalle immagini, dalle loro storie vere o inventate al momento, dal loro “profilo”, ma niente più. E’ datata 5 Settembre 2017, la missiva proviene da Roma, l’ha scritta Arnaldo Grue, figlio di “Don Aurelio”, nobile atriano che sfidò nel periodo che va dal 1943 al 1945, come scrive egli stesso, in gran segreto gli ufficiali nazisti per liberare i prigionieri del posto e non solo all’interno dello storico circolo in cui si ritrovavano gli ufficiali tedeschi.