L'oppure

L'oppure L’oppure è la voce giovane del territorio: da Pordenone raccontiamo tradizioni, storia e cultura con l’energia del volontariato e l’amore per la nostra terra.

Dieci anni di idee, comunità e progetti per restare e far crescere casa nostra. L’oppure è un’associazione che vive e racconta in modo nuovo il territorio. È un progetto giovane e dinamico che si pone l’obiettivo di raccontare il patrimonio culturale, artistico ed ambientale delle nostre terre. L’arte, la storia, le tradizioni e la letteratura sono alcuni dei protagonisti di questo racconto, assie

me ai festival e alle manifestazioni che animano le città in cui L’oppure è presente. Operiamo con passione e creatività, cercando sempre di fornire contenuti di qualità, con uno stile innovativo. Se vuoi ricevere i nostri aggiornamenti sui futuri eventi ed attività, il modo migliore è iscriverti alla nostra newsletter! 📧

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31/12/2025

Il nuovo anno arriva sempre con l’aria di chi porta in tasca strade ancora da percorrere. Ogni sentiero del nostro territorio, ogni storia custodita nei luoghi che amiamo, diventa un invito a continuare a esplorare, comprendere e condividere.

Che il 2026 vi sorprenda con nuove occasioni di incontro, con scoperte che accendono la curiosità e con quella piacevole sensazione di far parte di una comunità viva, fatta di memorie e visioni.

Auguri di un anno luminoso, ricco di cultura e di buoni passi avanti!

Anche l’ultimo giorno dell’anno profuma di tradizione! Un tempo ci si ritrovava in chiesa per il Te Deum di ringraziamen...
31/12/2025

Anche l’ultimo giorno dell’anno profuma di tradizione!

Un tempo ci si ritrovava in chiesa per il Te Deum di ringraziamento, poi via verso una cena abbondante, l’ultima dell’anno, condivisa tra famiglie amiche. In tavola comparivano brovada e muset, la minestra di fagioli e altri piatti rustici capaci di scaldare la casa e il cuore.

Allo scoccare della mezzanotte le campane rompevano il silenzio, seguite dagli spari dei fucili o dal fragore del carburo, dei mortaretti e delle “fusete” che solcavano il buio invernale.

Nelle case si ballava al ritmo della fisarmonica, salutando l’anno che finiva e quello che arrivava con un sorriso e qualche passo improvvisato.

Un ricordo di comunità, di vicinanza, di piccoli gesti che illuminavano la notte più lunga dell’anno.

Buona vigilia di San Silvestro!

25/12/2025

Durante questo periodo dell’anno il territorio sembra raccontare le sue storie con una voce ancora più chiara: le piazze si illuminano, gli angoli abituali si riempiono di vita e le tradizioni tornano a ricordarci chi siamo e da dove veniamo.

Desideriamo augurare un Natale sereno e condiviso, fatto di curiosità, di scoperte e di quel legame con la nostra comunità che rende ogni luogo più ricco di significato.

Che le feste portino tempo per guardarsi intorno, per ascoltare le tracce del passato e per immaginare insieme nuovi percorsi culturali.

Buon Natale dalle ragazze e dai ragazzi de L'oppure! 🎄🎅🎁

La gastronomia friulana è un mosaico di tradizioni che cambia volto da vallata a pianura, da collina a costa. Le differe...
24/12/2025

La gastronomia friulana è un mosaico di tradizioni che cambia volto da vallata a pianura, da collina a costa. Le differenze sono molte, ma tutte parlano la stessa lingua: quella di una cucina nata dall’ingegno contadino, capace di trasformare ingredienti semplici in piatti ricchi. Dietro ogni ricetta si nasconde una storia che lega il territorio alla sua gente.

Tre grandi anime si intrecciano nella tavola friulana: la zuppa, il b***o e il maiale. Sono mondi diversi ma uniti da regole precise, quasi piccole filosofie: non sprecare nulla, portare in tavola la stagione, acquistare solo ciò che serve. Da queste idee nasce un modo di cucinare essenziale e rispettoso, che trova equilibrio proprio nella sua semplicità.

Seguendo questi principi, prende forma un menù natalizio che vuole evocare la tradizione senza appesantirla. È pensato per un pranzo in famiglia o per la vigilia, con piatti che raccontano la terra friulana senza filtri.

Ecco la nostra proposta tradizionale 👉 https://www.loppure.it/il-menu-di-natale-de-loppure/

Molto diversamente da oggi, ma con qualche tratto in comune.Nel Pordenonese di un tempo il Natale nasceva attorno al foc...
23/12/2025

Molto diversamente da oggi, ma con qualche tratto in comune.

Nel Pordenonese di un tempo il Natale nasceva attorno al focolare. Nel pomeriggio della Vigilia si tagliava il grande branco seco de morer, un ceppo di gelso destinato a diventare il “Nadalin”. Doveva bruciare tutta la notte: si credeva scaldasse il Signore e aiutasse la Vergine ad asciugare i panni del Bambino Gesù. Per rispetto, nessun indumento poteva essere messo vicino alle fiamme.

Al fuoco del Nadalin erano legate antiche credenze. Si diceva che quanti più giorni restava accesa la brace, tanti più sacchi di frumento sarebbero arrivati nell’anno nuovo. Una parte della brace veniva conservata con cura: si riteneva capace di proteggere il pane, il vino e perfino di difendere la casa dai temporali. Era un rito che univa fede popolare e speranza contadina.

La Vigilia era giorno di digiuno e astinenza. Le famiglie mangiavano fasiòi de magro e pesce, oppure il baccalà cucinato a mezzogiorno e spesso offerto nelle osterie. La sera si consumavano gli avanzi, o si preparava un semplice piatto di polenta e latte. C’erano anche varianti locali come i bigui in salsa e la bisata, ma il piatto più atteso erano gli s’ciosi.

Chi restava a casa mentre gli altri andavano alla Messa di mezzanotte preparava il vin brulè, bevanda calda che accoglieva tutti al ritorno. Lo si offriva anche a chi passava cantando “Oggi è nato” di casa in casa. Alcune osterie lo servivano gratuitamente ai clienti, trasformando la notte della Vigilia in un momento di convivialità semplice e sincera. Qualcuno aggiungeva una "sopa co le tripe" per chiudere in bellezza.

Accanto al fuoco si svolgeva un rituale curioso: dodici chicchi di granoturco, uno per ogni mese dell’anno, venivano posati sul bordo del focolare dalla mezzanotte della Vigilia a quella di Natale. Osservando se si fossero mossi in avanti, indietro o fossero rimasti fermi, si prevedeva l’andamento del prezzo della biava. Era una piccola pratica divinatoria, figlia di un mondo rurale attento ai segni.

Il giorno di Natale portava finalmente un pranzo più ricco. Al posto della solita polenta si mangiava pane, seguito da minestra di riso, gallina o tacchino lesso, oppure capone o anatra in tecia. In tavola comparivano anche mandolato, mostarda e, più tardi, il panettone, introdotto quando divenne più accessibile. Sorprendentemente, questa struttura del pranzo è rimasta quasi invariata nel tempo.

Per i bambini il momento magico arrivava con i doni. A Roveredo, Fiume e Corva non era San Nicolò o Santa Lucia a portarli, ma Gesù Bambino stesso. Un’usanza che rendeva il Natale ancora più intimo e religioso, intrecciando fede e tradizione familiare. Nel complesso, il Natale pordenonese univa riti domestici, sapori contadini e piccoli gesti quotidiani che raccontano un mondo ormai scomparso.

Ringraziandovi di cuore per il sostegno che ci donate ogni giorno, noi ragazze e ragazzi de L’oppure vi auguriamo un Natale sereno, pieno di affetto e di momenti condivisi con le persone che amate. Che il nuovo anno vi porti gioia, energia e nuovi inizi luminosi! 🎁🎅🎄

👉https://www.loppure.it/come-si-festeggiava-il-natale-una-volta/

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Se desiderate sostenere ancora il nostro lavoro e farci un regalo di Natale per il 2026, potete fare una donazione alla nostra associazione seguendo le indicazioni presenti a questo indirizzo: https://www.loppure.it/sostienici/

Certe storie nascono da un dettaglio che pare innocuo. Nel 897, quando il re d’Italia Berengario I firmò un diploma con ...
22/12/2025

Certe storie nascono da un dettaglio che pare innocuo. Nel 897, quando il re d’Italia Berengario I firmò un diploma con su scritto “Naones, corte regia”, probabilmente non pensava di fissare la prima citazione scritta di Cordenons, e così di Pordenone. E invece quella formula, solo poche parole, apre un intero mondo: quello delle origini giuridiche e territoriali della zona.

Chiamare un luogo corte regia non era un vezzo. Significava che quel territorio dipendeva direttamente dal re, non da un conte locale. Pordenone, dunque, era terra della corona, amministrata secondo regole proprie. Un privilegio antico, che probabilmente risaliva già all’epoca longobarda, quando – come ricorda Paolo Diacono – le terre fiscali vennero divise tra duchi e sovrano.

Questo status aveva conseguenze molto concrete. Le corti regie potevano ospitare mercati e fiere protetti dal banno regio: niente dazi, garanzie per i mercanti, libertà di scambio. Un magnete economico, insomma. Non stupisce che lungo queste vie d’acqua e di commercio sia germogliata presto la vocazione mercantile di Pordenone.

La storia della curtis Naonis segue poi il destino del Friuli, ma con un filo rosso tutto suo. Dal X secolo passò ai duchi di Baviera, poi di Carinzia, più tardi alla grande famiglia degli Eppenstein e infine agli Asburgo. Ecco perché Pordenone e Cordenons, a differenza di altre terre friulane sottoposte al patriarca di Aquileia, rimasero sempre legate all’autorità ducale austriaca.

Ne parliamo qui 👉 https://www.loppure.it/pordenone-terra-del-re/

Nella seconda metà dell’Ottocento il Pordenonese cambiò rapidamente volto. Le industrie tessili attirarono migliaia di l...
19/12/2025

Nella seconda metà dell’Ottocento il Pordenonese cambiò rapidamente volto. Le industrie tessili attirarono migliaia di lavoratori, soprattutto donne, catapultate in un sistema fatto di orari rigidi, cottimi, dormitori e sorveglianza costante. Le prime proteste non furono compatte: episodi brevi, improvvisi, senza organizzazione. Sommati, mostrano però la nascita di una nuova coscienza del lavoro.

Negli anni Ottanta dell’Ottocento arrivarono i primi scioperi. Le tessitrici di Roraigrande si ribellarono al taglio del cottimo, mentre a Torre un alterco con il direttore fece esplodere la tensione. A rendere incandescente l’atmosfera contribuivano licenziamenti arbitrari, salari instabili e processi basati su indizi fragili.

A fine secolo la stampa iniziò a parlare apertamente di “questione operaia”, segno che la fabbrica non era più vista come semplice macchina produttiva, ma come luogo di conflitto. Le idee socialiste cominciavano a circolare, mentre la maggioranza dei lavoratori cercava soprattutto condizioni più umane: paghe dignitose, orari sostenibili, rispetto.

Il biennio 1905-1906 fu un vortice. Nel 1905 Cordenons divenne il centro di uno scontro durissimo: le filandine del setificio Ceresa scioperarono e la cavalleria caricò nelle strade, senza riuscire a piegarle. Attorno a loro fermento continuo: scioperi nei cotonifici, proteste per il caro grano, produzione bloccata dalla mancanza di vagoni.

Nello stesso periodo si rafforzò anche la vita comunitaria operaia. Le prime cooperative e leghe aumentarono la loro influenza, gestendo spacci e creando reti di solidarietà. Ma i limiti erano evidenti: nel 1906 la ditta Amman revocò il credito agli operai, trasformando il magazzino in un’arma di pressione. L’autonomia era ancora fragile e in salita.

Nel 1906 esplose la vertenza simbolo: lo sciopero delle tessili di Fiume Veneto. Chiedevano salari pari alle colleghe di Borgomeduna. Quando duecento operaie lasciarono il reparto, i carabinieri bloccarono il corteo al ponte sul Meduna. Seguirono scontri, licenziamenti, processi. Le donne arrivarono a sdraiarsi sulla strada per impedire l’uscita dei semilavorati. La città reagì compatta solidarizzando con le manifestanti.

Il 23 marzo 1906 scattò la serrata generale e l’esercito occupò lo stabilimento. Dopo cinquanta giorni di resistenza, il 11 aprile arrivò l’accordo: aumenti salariali, rientro quasi totale delle licenziate, contratti salvi.

Fu un punto di svolta: la Destra Tagliamento entrò nel Novecento come territorio capace di negoziare, resistere e costruire identità collettiva dentro e fuori la fabbrica.

Ne parliamo qui 👉 https://www.loppure.it/primi-scioperi-pordenone/

Questo Natale regala spazio alle idee.Il 2025 è un anno speciale per L’oppure. Dieci anni di parole libere, pensiero cri...
18/12/2025

Questo Natale regala spazio alle idee.

Il 2025 è un anno speciale per L’oppure. Dieci anni di parole libere, pensiero critico, cultura, lavoro editoriale indipendente e volontario. Dieci anni in cui raccontare e valorizzare il territorio non è mai stato un esercizio di stile, ma una scelta dettata dalla passione e dalla buona volontà.

Tutto questo è possibile grazie a chi decide di esserci, di sostenere, di credere che le idee abbiano bisogno di luoghi per crescere.

A Natale puoi fare un dono che dura ben oltre le feste: con una donazione sostieni le attività editoriali della nostra Associazione e contribuisci a mantenere vivo uno spazio giovanile di confronto, ricerca e scrittura libera.

Scopri come sostenerci qui 👉 https://www.loppure.it/sostienici/

Le idee ringraziano. Anche noi 😄🎅

Il brodo brustolà è uno di quei piatti che non alza la voce, ma quando arriva in tavola dice tutto: una farina tostata c...
18/12/2025

Il brodo brustolà è uno di quei piatti che non alza la voce, ma quando arriva in tavola dice tutto: una farina tostata con pazienza, un filo di b***o, il profumo della maggiorana e quel pane abbrustolito che assorbe il brodo come un ricordo caldo.

Una ricetta antica, nata nelle cucine friulane e cugina del più essenziale brût brustolât della Carnia. Pochi ingredienti, tanta identità. È la cucina che non chiede permesso: fa quello che può con quello che ha, e lo fa bene.

Se vi capita di provarlo, accompagnatelo con un Tocai del Collio. Non serve nient’altro per sentirsi dentro una storia che ha viaggiato di generazione in generazione.

Come si fa? Ecco qui 👉https://www.loppure.it/brodo-brustola/

Pordenone può sembrare una città tranquilla, quasi timida, ma la sua storia ha un’energia sotterranea notevole. Per seco...
17/12/2025

Pordenone può sembrare una città tranquilla, quasi timida, ma la sua storia ha un’energia sotterranea notevole. Per secoli è stata una piccola frontiera, un punto di passaggio strategico tra Oriente e Occidente, dove guerre, scambi e migrazioni hanno lasciato tracce decisive nel suo carattere.

Per comprenderla davvero serviva qualcuno capace di leggere il passato con precisione: Andrea Benedetti (1896-1978). Nato a Rovigno ma legato a Pordenone da parentele e frequentazioni, da giovane esplorò gli archivi della famiglia Montereale Mantica, veri scrigni di pergamene, lettere e contratti che raccontavano secoli di vita locale.

Quell’esperienza sfociò nella sua opera più importante, la Storia di Pordenone (1964), prima ricostruzione completa della città basata su documenti consultati con metodo scientifico. Il suo lavoro era preciso e sistematico: trascriveva e confrontava documenti primari, atti notarili e corrispondenze, integrando storia politica, sociale ed economica. Sebbene centrato sulle élite e sul contesto locale, con alcune lacune su classi popolari e strumenti analitici moderni, il libro offrì una solida base primaria per ricerche future.

Grazie a Benedetti, Pordenone emergeva come nodo di traffici, ponte tra mondi diversi e laboratorio di convivenze politiche ed economiche. La sua opera divenne punto fermo per chiunque volesse studiare seriamente la storia cittadina e continua ancora oggi a fornire una chiara comprensione del passato della città.

Della sua vita e di chi era ne abbiamo parlato qui 👉https://www.loppure.it/andrea-benedetti/

Oggi, il 16 dicembre 2015, depositavamo il nostro primo statuto, dando il via a un'avventura come poche!Nel ripercorrere...
16/12/2025

Oggi, il 16 dicembre 2015, depositavamo il nostro primo statuto, dando il via a un'avventura come poche!

Nel ripercorrere questi dieci anni, viene naturale pensare a quanto L’oppure sia cambiata insieme alla città che l’ha vista nascere. Non è stata una corsa frenetica, ma una trasformazione paziente: un gruppo di giovani curiosi che, passo dopo passo, è diventato una presenza riconoscibile nel panorama culturale di Pordenone.

Dalla prima bozza di statuto del 2015 alle oltre mille pubblicazioni prodotte nel tempo, la nostra storia è fatta di collaborazioni, volontariato e continuità. Molti soci e collaboratori hanno portato con sé l’esperienza maturata qui, altri hanno scelto di rimanere e custodire le competenze interne, contribuendo a un patrimonio collettivo che ancora oggi ci sostiene.

Nel frattempo la città ha intrapreso un percorso di crescita culturale sempre più evidente, fino alla designazione come Capitale Italiana della Cultura 2027. Dentro questo contesto in evoluzione, abbiamo sentito l’esigenza di allargare lo sguardo: valorizzare il territorio, intrecciare storia, arte, identità urbana. Sta nascendo anche una nuova Redazione under 24, segno che lo spirito iniziale continua a generare entusiasmo.

Tutto ciò è possibile grazie a un sostegno diffuso: lettori, donatori, volontari. Anche i contributi più piccoli hanno permesso a L’oppure di mantenere stabilità e continuità, secondo quella tradizione civica che riconosce nel fare insieme il modo più solido per costruire comunità.

Nel decennale dell’Associazione, il mio sentimento è semplice: gratitudine. Per chi c’era, per chi c’è, per chi arriverà. Con l’augurio di poter festeggiare un ventennale altrettanto ricco di storie, incontri e trasformazioni.

Alessio Conte
Presidente, L’oppure

https://www.loppure.it/lettera-del-presidente/

Aviano non è solo un paese. È un incrocio di rotte, lingue, musiche, paure e sogni. Un luogo dove da settant’anni Italia...
15/12/2025

Aviano non è solo un paese. È un incrocio di rotte, lingue, musiche, paure e sogni. Un luogo dove da settant’anni Italia e Stati Uniti convivono sotto lo stesso cielo.

Da questa consapevolezza nasce “It’s Aviano. Il Paese con la Base”, un progetto culturale ambizioso che fa una cosa tutt’altro che scontata: fermarsi, guardarsi allo specchio e chiedersi che cosa abbia significato davvero vivere accanto a una delle più grandi comunità statunitensi d’Italia.

Nel 2025 ricorrono i 70 anni dall’accordo italo-statunitense che, il 15 febbraio 1955, portò il contingente USA dentro il campo aeronautico di Aviano. Un atto tecnico, sì. Ma con conseguenze profonde: sociali, culturali, emotive. Un piccolo paese pedemontano diventato, prima ancora che esistesse la parola, un laboratorio di globalizzazione.

“It’s Aviano” non nasce per celebrare né per giudicare, ma per capire. Lo fa unendo ricerca storica, racconto audiovisivo e divulgazione. Con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, l’Amministrazione comunale ha scelto una strada chiara: raccontare una storia locale che parla al mondo.

Cuore del progetto sarà il documentario “United States of Aviano. La faccia epica dell’America”, un film di 90 minuti diretto da Francesco Guazzoni e Alessandro Pasian. Un viaggio dentro settant’anni di convivenza: le radio americane degli anni ’70, i locali “yankee”, i matrimoni misti, ma anche i momenti di paura e di crisi. Sullo sfondo, eventi che hanno segnato un’epoca: Balcani, Cermis, 11 settembre. Tra le storie più sorprendenti, anche il legame tra Aviano e l’infanzia di Amy Adams.

Accanto al film, l’Università degli studi di Trieste condurrà una ricerca scientifica sul rapporto tra la comunità locale e la Base, coordinata dal professor Sergio Zilli. Uno studio che racconta Aviano come caso di continuità storica, non di semplice parentesi militare. Il risultato sarà una pubblicazione e un convegno internazionale nel 2027, anno di Pordenone Capitale italiana della cultura.

Oggi a Udine, al Palazzo della Regione, c’è stata la presentazione. Noi non potevamo mancare 👉🏻 https://www.loppure.it/its-aviano-quando-una-comunita-studia-se-stessa/

Indirizzo

Aviano Air Base

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La nostra storia

L’oppure è un’associazione che vive e racconta in modo nuovo il territorio. È un progetto giovane e dinamico che si pone l’obiettivo di raccontare il patrimonio culturale, artistico ed ambientale delle nostre terre e di sostenere coloro che sul nostro territorio vogliono fare cultura. L’arte, la storia, le tradizioni e la letteratura sono alcuni dei protagonisti di questo racconto, assieme ai festival e alle manifestazioni che animano le città in cui L’oppure è presente. Operiamo con passione e creatività, cercando sempre di fornire contenuti di qualità, con uno stile innovativo.

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