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UN CENTRO COMUNALE RIFIUTI TRA FUSARO E MAZZONECosa succede a Bacoli?Succede che l’ATO NA2 ha progettato di aprire un nu...
11/06/2026

UN CENTRO COMUNALE RIFIUTI TRA FUSARO E MAZZONE

Cosa succede a Bacoli?

Succede che l’ATO NA2 ha progettato di aprire un nuovo “Centro Comunale per i Rifiuti” e sapete dove? Al Fusaro, un poco dopo la “Leonardo”, una traversa dopo via Calosi - andando verso il Mazzone - in questa area verde.

Il progetto - secondo la Relazione trasmessa al Comune (prot. 17056 del 26 maggio 2026) - prevede la realizzazione su 6620 mq di “un CCR pienamente funzionate, attrezzato e allineato alle previsioni normative” che - secondo il RUP ing. V. Sico - “contribuirà a chiudere il ciclo dei rifiuti in modo virtuoso trasformando quelli che erano punti deboli (isole ecologiche insufficienti) in punti di forza”.

Il nuovo Centro - con doppia corsia d’accesso, videosorveglianza, sistema antincendio fisso - dovrebbe infatti comprendere “una zona di conferimento e deposito dei rifiuti non pericolosi”, “dei rifiuti pericolosi con copertura fissa o mobile” e circa 2.200 mq per lo “stazionamento degli automezzi, servizi del personale, box guardiania, uffici amministrativi”: all’interno è prevista una “pesa a ponte fino a 50 quintali”, “una specifica area adibita alle operazioni di trasbordo dei rifiuti urbani”, “un’area destinata al riuso” oltre ad una dotazione di “almeno n. 5 cassoni scarrabili e n. 2 press container nuovi per le diverse frazioni”.

Ecco tutto questo l’Ente di Ambito - l’organismo che coordina il ciclo dei rifiuti per ogni ambito (ATO) in cui è divisa la Città Metropolitana - vuole realizzarlo a Bacoli chiedendo alla Regione di finanziare l’opera con i fondi europei FSC 2021/2027 nell’ambito del “Programma a favore degli impianti a servizio del ciclo integrato dei rifiuti” approvato dal Governo (Comitato Interministeriale Programmazione Economica, n. 70/2024).

Chiesti a luglio 2025 dati e informazioni all’Ufficio Tecnico, l’Ente di Ambito adesso ha voluto il nulla osta del Comune - rilasciato a fine maggio (delibera Giunta 85 del 27 maggio 2026) - così da presentare la pratica in Regione per il finanziamento.

Che - se ottenuto - significherebbe che la “Flegrea Lavoro” potrebbe trasferirsi da Cuma in questa nuova area.

Il punto è che - nell’ultimo decennio - questo è solo l’ultimo di tanti progetti, redatti e poi cestinati, motivo per cui continueremo a seguire la vicenda ma senza creare attese o allarmismi nei cittadini.

Fermo restando che senza questo post anche questo progetto sarebbe rimasto nei cassetti del Comune.

𝗟’𝗔𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗜𝗟 𝗣𝗔𝗣𝗣𝗜𝗖𝗘
𝗗𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗗𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶, 𝗟𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼, 𝗕𝗲𝗻𝗶 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶

Cosa succede a Bacoli? BASTA UN CHIOSCO PER PIAZZA ROSSINI ?
10/06/2026

Cosa succede a Bacoli? BASTA UN CHIOSCO PER PIAZZA ROSSINI ?

PRIMO PREMIO PER GATTI ABBANDONATICosa succede a Bacoli?Succede che i gatti randagi aumentano, le colonie feline versano...
09/06/2026

PRIMO PREMIO PER GATTI ABBANDONATI

Cosa succede a Bacoli?

Succede che i gatti randagi aumentano, le colonie feline versano nel degrado, i cittadini lamentano situazioni igienico-sanitarie al limite: l’Amministrazione però - oltre a prendersi premi e complimenti - non stanzia un euro in più per i gatti randagi.

Il Comune infatti destina ogni anno poco più di 35 mila euro per la “ditta Lanna Giuseppina” di Caivano che ospita circa 18 cani e che ha una convenzione da 58.320 euro per due anni (determine 198 del 30 gennaio e 225 del 5 febbraio 2026) prorogati fino a maggio 2026 per altri 9 mila euro (determina 851 del 27 aprile 2026) in attesa del nuovo bando che dovrebbe chiudersi a luglio.

Per i gatti il Comune invece non ha servizi specifici ma si limita a far compilare le pratiche per la sterilizzazione, pratiche che vengono inoltrate all’ASL Veterinaria di Marano che ha tempi lunghissimi.

Non sorprendere allora lo stato in cui versano i felini randagi.

Fin da maggio-luglio 2025 i Volontari hanno segnalato all’Amministrazione che “lo stato dei luoghi in cui vivono questi animali si presenta in condizioni igienico-sanitarie gravemente compromesse con presenza di pulci, zecche, vegetazione incolta”, una situazione che - continuano i Volontari - “oltre a generare rischi per la salute pubblica, comporta gravi disagi per i cittadini e gli animali, vittime di malattie, incidenti, avvelenamenti”.

A questo si aggiunge “l’aumento incontrollato delle nascite” in quanto “il numero estremamente limitato di sterilizzazioni dell’ASL è del tutto insufficiente a contenere il fenomeno fuori controllo”.

Cosa potrebbe fare il Comune?

1) Prevedere un capitolo di bilancio - non legato al solo canile, 35 mila euro sono niente! - per siglare convenzioni con i veterinari (accreditati alla BDU) e per un presidio veterinario locale;

2) Individuare un luogo idoneo sia per accogliere temporaneamente i gatti in attesa di cure o di adozione, sia per potervi liberare i felini non adottati o non adottabili;

3) Attivare intanto un proprio piano - parallelo a quello insufficiente dell’ASL - di sterilizzazione straordinaria delle colonie feline al fine di contenere il fenomeno e fermare l’emergenza igienico-sanitaria;

4) Una bonifica straordinaria delle aree con pulizia, diserbamento, disinfestazione dai parassiti infestanti.

Proposte - tutte queste e tante altre - che i Volontari avevano presentato all’Assessore T. Scotto di Luzio che si è limitata a ripetere la solita tiritera dei soldi salvo offendersi per le critiche degli attivisti con tanto di ghosting sulle loro chat.

Ma come?

L’Assessore T. Scotto di Luzio che ha fatto approvare oltre un anno fa un disciplinare per “l’adozione di cani randagi catturati ed ospitati in struttura convenzionata” (delibera Giunta 6 del 21 gennaio 2025) oggi se ne esce che non ci sono soldi per i gatti?

L’Amministrazione che si gloriava ad aprile di essere stata candidata al premio “Animal Awards Lav 2026” perché “ha dedicato politiche al benessere animale, attraverso campagne contro il maltrattamento” adesso non può fare niente per i randagi felini?

Il Comune che finanzia tutti e tutto - un paio di migliaia di euro alle Associazioni “amiche” non si nega mai - adesso non ha fondi per sostenere o affiancare il lavoro dei Volontari?

Allora facciamo così…

L’Amministrazione prima metta i soldi per combattere il randagismo e per la sterilizzazione degli animali e poi - a cose fatte, a meriti davvero acquisiti - si vanti dei premi a tutela degli animali.

Premi che dovrebbero andare anzitutto ai Volontari: loro sì che lo fanno con disinteresse e rimettendoci di tasca loro.

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Cosa succede a Bacoli? PISTA DI MISENO: CHI E’ RESPONSABILE ?
08/06/2026

Cosa succede a Bacoli? PISTA DI MISENO: CHI E’ RESPONSABILE ?

06/06/2026

A Baia, dopo anni di insistenza della nostra Associazione, abbiamo finalmente un marciapiede percorribile dove prima si rischiava veramente la “pelle” in ogni momento.

G. Cibelli

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Cosa succede a Bacoli? QUALCOSA EPPUR SI MUOVE…
06/06/2026

Cosa succede a Bacoli? QUALCOSA EPPUR SI MUOVE…

Cosa succede a Bacoli ? CURVA BAIA, REALIZZATO IL MARCIAPIEDE
06/06/2026

Cosa succede a Bacoli ? CURVA BAIA, REALIZZATO IL MARCIAPIEDE

TRASPORTI: CRONACA DI UN ANNO DI RITARDI E DISAGIRicordate? A seguito della chiusura del Monte Olibano, il 29 luglio 202...
05/06/2026

TRASPORTI: CRONACA DI UN ANNO DI RITARDI E DISAGI

Ricordate? A seguito della chiusura del Monte Olibano, il 29 luglio 2025 l’Amministrazione di Bacoli diffuse un comunicato trionfale, pieno di promesse e scadenze scolpite nella pietra sul trasporto pubblico locale. A distanza di tempo, possiamo dirlo senza giri di parole: non se n’è avverata una. Neanche per sbaglio.

1) La stazione di Torregaveta

Il progetto di arretramento è stato presentato come un capolavoro. Successivamente, la nostra Associazione si è recata presso la sede EAV per evidenziare numerose criticità che né i tecnici dell’azienda né il Comune avevano rilevato. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: cantiere fermo e nessuno che si assuma la responsabilità di un progetto nato già con evidenti lacune.

2) La stazione di Baia

Aperta, sì, ma in condizioni provvisorie e ben lontane dalle presentazioni patinate mostrate per anni. Il progetto definitivo, quello che dovrebbe collegare le banchine a Piazza De Gasperi in condizioni di sicurezza, resta ancora un miraggio. Annunciato, celebrato, mai realizzato.

3) La frequenza sarà “ogni mezz’ora”

Fu annunciata come imminente. Il risultato reale è stato un treno ogni ora e, successivamente, ogni 45 minuti. Adesso i treni passano ogni mezz’ora: siamo lontanissimi dall’obiettivo degli anni ’90, un treno ogni 20 minuti. Nel comunicato si parlava persino di “percorrenza” invece che di “frequenza”: sarebbe opportuno utilizzare almeno la terminologia corretta.

4) La Cumana “a settembre 2025”

La promessa era chiara: entro metà settembre avrebbe riaperto l’intera linea. In realtà, la riapertura è avvenuta nel febbraio 2026, cinque mesi dopo. E senza nemmeno un’ammissione dei ritardi che i cittadini hanno dovuto subire.

5) “Riapriamo in 45 giorni”

Dovevano essere 45 giorni. Sono diventati oltre tre mesi. La riapertura è arrivata il 23 ottobre, ma soltanto fino a Gerolomini e non prima dell’inizio dell’anno scolastico, come era stato annunciato. Un’altra scadenza mancata, archiviata nel silenzio.

6) La favola dei “15 anni di fermo”

L’Amministrazione parlò di una tratta Licola-Torregaveta “ferma da 15 anni”. Peccato che:

– dal 2016 al 2022 abbiano circolato treni turistici come “Un Treno per Cuma”, “Cuma Express” e “CuMare Express”;

– la linea sia stata utilizzata per collaudi e movimenti di materiale rotabile;

– la chiusura al servizio ordinario risalga al 2014 e quindi a 11 anni, non a 15.

Una narrazione comoda, ma smentita dai fatti, dai numeri e da chiunque conosca realmente una linea che resta tuttora inattiva.

Il dettaglio più rivelatore è che, nel comunicato del 29 luglio, l’Amministrazione non mancò di ringraziare tutti: il presidente della Regione Vincenzo De Luca, il presidente EAV Umberto De Gregorio e il presidente della Commissione Trasporti Luca Cascone. Un tripudio di gratitudine preventiva per ciò che avrebbero fatto.

In quelle righe, però, non c’era una sola parola per chi, in quei mesi, ha davvero pagato il prezzo dei disagi: i pendolari di Bacoli, costretti a pesanti sacrifici e a viaggi interminabili tra treni, bus navetta e ulteriori coincidenze ferroviarie. Una circolazione degna di una ferrovia del dopoguerra. Chiusure improvvise delle tratte, partenze soppresse, ritardi continui e ore di vita sottratte ogni giorno. Nessun cenno, nessuna scusa, nessun riconoscimento del sacrificio imposto a migliaia di persone.

Ringraziamenti in alto, silenzio in basso. Una scelta che dice molto più di quanto si volesse dire.

Le promesse del luglio 2025 si sono rivelate un catalogo di annunci non mantenuti. Riaperture in ritardo, numeri gonfiati, progetti incompleti, cantieri bloccati. E soprattutto una narrazione che non regge alla prova dei fatti.

La verità è semplice: non è mancato il tempo. È mancata la serietà.

Geppino Basciano

𝗟’𝗔𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗜𝗟 𝗣𝗔𝗣𝗣𝗜𝗖𝗘
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MISENO, PREPOTENZA PUBBLICA E PRIVATACosa succede a Bacoli?Succede che a Miseno, nella bella Miseno, la martoriata Misen...
04/06/2026

MISENO, PREPOTENZA PUBBLICA E PRIVATA

Cosa succede a Bacoli?

Succede che a Miseno, nella bella Miseno, la martoriata Miseno, si deturpa da una parte la spiaggia e dall’altra il mare.

Qualche giorno prima, la scorsa settimana, sulla spiaggia di Miseno, le ditte dell’Esercito abbattono le cabine per costruirne di nuove: lo fanno in un sito SIC - altro cemento in zona protetta? - con una gru sulla sabbia e con operai senza occhiali, senza casco, senza guanti, uno sulla pala meccanica, uno sul muro da abbattere, con calcinacci e polvere sui civili che passano o prendono il sole.

Qualche giorno dopo, la scorsa domenica, sull’altra spiaggia di Miseno, le barche ormeggiano fin sotto la spiaggetta dell’ex Piranha - già rovinata dalla Marina Militare col nulla osta del Comune con un parcheggio a tre metri dal mare - mettono in moto i motori e gettano alimenti, oli, sporcizia a mare, nonostante i residenti che prendono il sole o fanno il bagno.

E’ mai possibile che i “militari” - tutori della legge - appaltino lavori senza richiedere la Vinca - è possibile verificare sul portale della Regione - in un “sito d’interesse comunitario” e facciano lavorare operai in condizioni di insicurezza per loro e per i bagnanti?

E’ mai possibile che - in attesa i “volontari” mettano la fune - i “privati” disturbino i residenti sulla spiaggetta nonostante sia un’area marina protetta con tanto di preesistenze archeologiche?

Nel primo caso, i cittadini hanno allertato le autorità e dall’inizio di questa settimana i lavori sono fermi.

Nel secondo caso, ugualmente, i cittadini hanno allertato le autorità marittime ma - come al solito - “arriviamo-arriviamo” e non arriva mai nessuno.

In ogni caso, l’ennesima violenza - l’arroganza dello Stato e dei privati, prepotenza pubblica e privata - su una frazione già penalizzata e su cittadini che vorrebbero solo godersi il loro diritto al mare in condizioni di decoro e di sicurezza.

Il tutto in una Miseno sempre più svilita, deturpata, abbandonata.

Foto del 27/05/2026 e del 31/05/2026

Miseno, 04/06/2026
Il Coordinamento delle Periferie

TRAFFICO, SOLUZIONI & PROBLEMICosa succede a Bacoli?Succede che l’estate è alle porte e sappiamo cosa potrebbe significa...
03/06/2026

TRAFFICO, SOLUZIONI & PROBLEMI

Cosa succede a Bacoli?

Succede che l’estate è alle porte e sappiamo cosa potrebbe significare.

Una Città paralizzata dal traffico, cittadini chiusi nelle proprie case, auto infilate nei loro cancelli e vicoli, l’ansia devastante di non sapere cosa fare in caso di malori o bradisismo.

Purché i bagnanti non abbiamo scelto altri lidi, i cittadini sanno cosa li aspetta nei prossimi fine settimana ma non sanno che farsene delle polemiche sui parcheggi, controversie chiacchiere e distintivi che non smuovono di un metro né il problema né le auto.

Ci vogliono invece soluzioni che ci sono da mesi, da anni:

1) IMMEDIATO: la dismissione estiva dei cantieri, sensi unici e targhe alterne per garantire percorsi "liberi" per residenti e soccorsi, la disciplina delle ostruzioni su strada (aperitivi, tavoli, fioriere), il rispetto delle ordinanze sui trasporti eccezionali anche per gli autobus, una convenzione con l’ASL per le eliambulanza;

2) BREVE-MEDIO TERMINE: il divieto di accesso - motivato per ordine pubblico come fatto da Pozzuoli - a tutto il Comune una volta riempiti i parcheggi - quelli pubblici e privati da mettere “in rete” - sia attraverso pannelli luminosi lungo le strade - a cominciare dalla Tangenziale - sia attraverso posti di blocco ai tre ingressi della Città;

3) MEDIO-LUNGO TERMINE: iniziare i lavori previsti dal PUT sulle “arterie del mare” - cioè le rotonde sugli incroci di via Risorgimento e via Lungolago - e convocare le “conferenze straordinarie dei servizi” per risolvere i nodi irrisolti della viabilità intercomunale specialmente in riferimento al bradisismo: la rotonda “Cavani”, l’arretramento della Cumana a Torregaveta, la strettoia dell’Arco Felice Vecchio.

Soluzioni queste che vanno associate con almeno 1.300 stalli di sosta - tanti ne sono stati chiusi col PUC - ampliando i parcheggi pubblici, aprendo quelli privati, chiudendo quelli abusivi nati alla macchia.

Soluzioni che vanno attuate tramite tre Piani finora disattesi:

- Il “Piano della Sosta” che - dopo l’affidamento delle strisce blu alla TMP di Portici nel 2022 - non è mai stato redatto;

- Il “Piano delle Opere Pubbliche” che ancora non ha programmato quegli interventi infrastrutturali sulla mobilità pur previsti dal PUT, pur inseriti nel PUC, pur finanziati;

- Il “Piano Traffico” che - dopo l’adozione del Commissario F. Tarricone (delibera 52 del 23 agosto 2018) - non viene discusso fin dal 1998 (delibera 13 del 30 gennaio 1998): la ditta di Cava dei Tirreni ci sta lavorando da quasi un anno per 31.085,60 euro ma finora non si vede niente (determina 1501 dell’11 agosto 2025).

Soluzioni queste che non toccherebbe fare a noi bensì agli Amministratori in carica da 8 anni sugli ultimi 10: tanto di cappello!

Perché il punto qui non sono i problemi, le complicazioni - innegabili - ma la volontà, la volontà di risolvere questioni strutturali, la volontà di stare davvero dalla parte dei cittadini e definire quale modello di sviluppo economico e turistico vogliamo per Bacoli.

𝗟’𝗔𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗜𝗟 𝗣𝗔𝗣𝗣𝗜𝗖𝗘
𝗗𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗗𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶, 𝗟𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼, 𝗕𝗲𝗻𝗶 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶

Indirizzo

Via Roma, 158
Bacoli
80070

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 12:00
Mercoledì 10:00 - 12:00
Venerdì 10:00 - 12:00

Telefono

+393336400949

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