14/02/2026
La previdenza complementare, disciplinata dal D.lgs. 5 dicembre 2005 n. 252, rappresenta il secondo pilastro del sistema pensionistico il cui scopo è quello di integrare la previdenza pubblica obbligatoria (I pilastro). Essa ha come obiettivo quello di concorrere ad assicurare al lavoratore, per il futuro, un livello adeguato di tutela pensionistica, insieme alle prestazioni garantite dal sistema previdenziale pubblico. Si stima che nel prossimo futuro, a causa delle modalità di calcolo effettuate con il sistema totalmente contributivo, gli assegni pensionistici vivranno un taglio importante rispetto al passato. Alla luce di questo è fondamentale, per mantenere un tenore di vita adeguato, provvedere a crearsi una rendita pensionistica integrativa.
La previdenza complementare è basata su un sistema di forme pensionistiche incaricate di raccogliere il risparmio previdenziale mediante il quale, al termine della vita lavorativa, si potrà beneficiare di una pensione integrativa.
La posizione individuale del lavoratore risulta costituita dai contributi versati dal lavoratore e dal datore di lavoro alla forma pensionistica complementare e dai rendimenti ottenuti, al netto dei costi, attraverso l'investimento sui mercati finanziari dei contributi stessi. Essa è ovviamente collegata, oltre che all'ammontare dei contributi versati e dei rendimenti ottenuti, alla durata del periodo di versamento.
Sono previste, inoltre, una serie di agevolazioni fiscali, riconosciute anche a favore dei familiari fiscalmente a carico, che rappresentano una ulteriore opportunità di risparmio fiscale.
Ma chi sono i destinatari dei fondi pensione?
• i lavoratori dipendenti, privati e pubblici;
• i soci lavoratori e i lavoratori dipendenti di società cooperative di produzione e lavoro;
• i lavoratori autonomi e i liberi professionisti;
• persone che svolgono lavori non retribuiti in relazione a responsabilità familiari;
• lavoratori con un'altra tipologia di contratto (ad es. un lavoratore a progetto o occasionale).
A vigilare sul corretto funzionamento dei fondi complementari c´è la COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione)
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