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Bari - Nuovi alberi, essenze e fiori settembrini: prende forma il volto “verde” della nuova via Manzoni pedonale, che ac...
10/09/2026

Bari - Nuovi alberi, essenze e fiori settembrini: prende forma il volto “verde” della nuova via Manzoni pedonale, che accoglierà lungo i 750 metri di strada due filari di alberi per isolato, per aumentare l’ossigenazione dell’aria e catturare le polveri sottili.

Nella giornata di oggi, le operazioni di piantumazione si sono concentrate sull’isolato compreso tra via Calefati e via Abate Gimma (il secondo a partire da piazza Garibaldi), su cui saranno presenti undici esemplari di Schinus terebinthifolius (noto anche come “pepe rosa”), insieme a cento piante erbacee della famiglia delle Asteracee, con fiori settembrini. Per verificare l’andamento del cantiere e assistere alle operazioni di piantumazione, questa mattina l’assessore alla Cura del territorio Domenico Scaramuzzi ha effettuato un sopralluogo in via Manzoni.

Nel complesso, al termine della riqualificazione della strada, saranno piantumati circa novanta alberi (Schinus terebinthifolius), decine di essenze e arbusti sempreverdi (come il pitosforo nano, il lentisco e il mirto tarantino), insieme ai settembrini.

Sempre in via Manzoni, nella mattinata odierna i volontari dell’associazione Retake Bari hanno organizzato un’iniziativa in vista dell’avvio dell’anno scolastico: gli attivisti hanno posizionato girandole colorate, piantine e messaggi che invitano i cittadini al rispetto degli spazi comuni e dell’ambiente, all’interno delle aiuole antistanti l’ingresso della scuola dell’infanzia comunale Manzari Buonvino.

“Prende forma, passo dopo passo, tra basole storiche e fiori colorati, il nuovo volto di Manzoni - ha sottolineato l’assessore Scaramuzzi - . Stiamo aprendo ai pedoni, uno dopo l’altro, gli isolati già riqualificati: da domani sarà la volta del tratto compreso tra via Abate Gimma e via Calefati, che sarà liberato dalle recinzioni nella sua fascia centrale, ormai completa con le basole storiche recuperate, come da prescrizione della Sovrintendenza, di modo da spostare le lavorazioni sulle fasce laterali, per realizzare i nuovi marciapiedi.

La novità sul secondo isolato è, inoltre, l’arrivo di undici splendidi alberi che, una volta cresciuti, con la loro chioma assicureranno ombra alla strada. Ricordiamo che sull’intera via Manzoni saranno in totale novanta i nuovi alberi. I fiori e i cespugli di settembrini, poi, doneranno alla strada altro verde, come richiesto dal sindaco Leccese per via Manzoni e via Argiro. Ogni alvaretto ha più colori, dal bianco al lilla, dal turchese al rosa, perché abbiamo voluto curare l’allestimento delle aiuole anche nei dettagli”.

I lavori di riqualificazione di via Manzoni trasformeranno la sede stradale carrabile in un viale alberato pedonale, con il recupero delle storiche basole in pietra lavica, prima coperte dall’asfalto e riportate alla luce nel corso degli scavi.

Come previsto dal progetto, nel tratto compreso tra piazza Garibaldi e via Calefati sono state riposizionate le basole originali rinvenute nel corso dei lavori sotto il manto stradale bituminoso divia Manzoni. La fascia centrale è stata completata e da domani sarà riaperto al transito dei pedoni anche il tratto compreso tra via Abate Gimma e via Calefati, mentre le lavorazioni si concentreranno sulle aree laterali dello stesso isolato.

Per quanto riguarda il cantiere di restyling dell’intera via, si ricorda che sono già stati restituiti alla fruizione dei pedoni gli isolati compresi tra corso Italia e via Crisanzio, su cui sono stati messi a dimora alberi ed essenze vegetali, parte integrante del progetto di rigenerazione urbana che punta a incrementare la qualità ambientale e il comfort dello spazio pubblico.

Il cantiere, inoltre, sta interessando anche gli isolati compresi tra via Dante e via Nicolai, su cui sono quasi terminate le operazioni di posa sulla fascia centrale, con pavimentazione a trama “opus spicatum”. Nell’isolato tra via Dante e via Principe Amedeo, invece, il tappeto centrale è già stato completato (con pavimentazione “a rombi”) e sono in corso gli interventi sulle pavimentazioni laterali.

A completare gli isolati con pavimentazioni a trame, che si ispirano ai diversi tessuti richiamando la storica vocazione tessile della strada, attualmente sono già visibili i disegni delle trame “Scottish” (tra via Garruba e via Crisanzio) e “alla greca” (tra via Garruba e via Nicolai). Il restyling di via Manzoni si concluderà con gli interventi in prossimità di piazza Risorgimento, che saranno cantierizzati nell’ultima fase dei lavori, a partire dalla prossima settimana.

Ai lati degli incroci, sulla scia di quanto fatto in via Sparano, saranno posizionate delle aiuole/fioriere, oltre all’arredo urbano, creando un effetto di “traffic calming”.

Una strategia operativa per affrontare le criticità del comparto vitivinicolo pugliese, riequilibrare il rapporto tra of...
09/09/2026

Una strategia operativa per affrontare le criticità del comparto vitivinicolo pugliese, riequilibrare il rapporto tra offerta e domanda, ridurre le eccedenze e tutelare il reddito delle imprese. È la proposta che l’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale, Francesco Paolicelli, intende portare all’attenzione del Governo nazionale, a seguito della condivisione con il Comitato Vitivinicolo della Regione Puglia.

La strategia regionale verte su priorità precise: attuazione del catasto vitivinicolo, governo delle superfici, riduzione delle eccedenze, revisione degli strumenti dell’OCM Vino, rafforzamento della promozione sui mercati internazionali e intensificazione dei controlli lungo la filiera.

“Ringrazio il Comitato Vitivinicolo per le proposte che ha portato e per l’interlocuzione sempre orientata al miglioramento di questo comparto. Il vino ha reso grande la Puglia in tutti i contesti nazionali e internazionali ed europei e oggi abbiamo il dovere di tutelare l’intera filiera, costruendo una rete forte di sinergie per mettere in campo strumenti concreti di salvaguardia di tutto il vino pugliese”.

Lo ha ribadito l’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale, Francesco Paolicelli, dopo aver ascoltato tutte le componenti del Comitato Vitivinicolo della Regione Puglia, composto dai referenti delle associazioni di categoria del mondo agricolo pugliese, istituzioni universitarie e di ricerca, dei consorzi di tutela e degli ordini professionali. Un incontro utile per concertare le azioni necessarie a migliorare, al quale hanno partecipato la direttrice del Dipartimento Agricoltura e Sviluppo Rurale, Antonella Bisceglia, e l’intera struttura della Sezione Competitività delle Filiere Agroalimentari.

Tra le questioni affrontate nel corso del Comitato, particolare attenzione è stata dedicata al catasto vitivinicolo. “Ho ribadito l’urgenza, non più rinviabile, nel dover determinare con precisione le produzioni pugliesi. Oggi sappiamo che possiamo contare su 91 mila ettari di superficie vitata in Puglia e una produzione attestata su 8,4 milioni di ettolitri e oltre 23.000 aziende. Ma dobbiamo capire quanto sono estesi i vigneti non censiti e avere dati reali che ci consentano di motivare richieste di aiuti economici e tarare meglio le modalità di produzione e promozione dei vini pugliesi. Ecco perché sul catasto vitivinicolo non sono più ammissibili ulteriori ritardi”. Tra le prime azioni, concertate con il Comitato vitivinicolo c’è la convocazione dei CAA (i centri di assistenza tecnica, organismi autorizzati e attivi sui territori che offrono supporto burocratico, amministrativo e di consulenza alle aziende agricole).

“Dobbiamo sapere con precisione cosa produciamo, dove lo produciamo e quali sono le superfici realmente interessate. E per quanto ci riguarda capiremo come attivare, nelle more dei protocolli già attivi con le forze dell’ordine, maggiori controlli sulla filiera produttiva del vino.”.

Tra gli interventi da condividere in seno alla CPA con urgenza, come già proposto nei mesi scorsi dall’assessore Paolicelli e su cui si è soffermato il Comitato vitivinicolo, c’è il tema relativo al superamento del meccanismo di incremento dell’1%, la distillazione di crisi. Una misura ritenuta necessaria per intervenire sulle giacenze accumulate, in particolare di vino rosso, liberare capacità nelle cantine e assicurare maggiore liquidità alle imprese.

In questa direzione l’assessore Paolicelli proporrà in sede di Conferenza delle politiche agricole anche il ricorso agli strumenti previsti dal Regolamento europeo 471/2026 per affrontare le crisi di mercato.

“Dobbiamo lavorare per una maggiore promozione del patrimonio vitivinicolo esistente – ha concluso l’assessore Paolicelli – E nella Commissione politiche agricole che terremo a Bari il 22 settembre 2026, durante la Fiera del Levante, avremo tra i punti all'ordine del giorno le modalità di utilizzo dei fondi OCM per la promozione del comparto nei paesi europei”.

Le organizzazioni ambientaliste - ClientEarth e Legambiente con il sostegno di Blue Marine Foundation - hanno avviato l’...
09/09/2026

Le organizzazioni ambientaliste - ClientEarth e Legambiente con il sostegno di Blue Marine Foundation - hanno avviato l’ultima di una serie di azioni legali volte a contrastare la protezione inefficace delle aree marine protette (AMP) in tutta Europa e gli impatti distruttivi causati dalla pesca a strascico in questi siti.

Il caso, promosso dalle ONG, è rivolto alle autorità italiane e chiede una protezione più solida dei fondali marini e delle specie che ne dipendono in due siti chiave.

Il primo sito, Tutela del Tursiops Truncatus, si trova in acque toscane e rientra nei confini del Santuario Pelagos, un’area di conservazione transfrontaliera gestita congiuntamente da Francia, Italia e Principato di Monaco e dedicata alla protezione dei mammiferi marini e dei loro habitat nel Mediterraneo. Questa area protetta di punta è la più grande AMP d’Europa e dovrebbe rappresentare un rifugio fondamentale per i tursiopi, ma le organizzazioni sostengono che si tratti di “parco solo su carta”, dal momento che al suo interno la pesca a strascico continua a essere generalmente consentita. Il secondo sito, Litorale di Gallipoli – Isola di Sant'Andrea, si trova nelle acque pugliesi del Mar Ionio. Lo stesso ospita preziose praterie di fanerogame marine e habitat di scogliera. Nonostante queste caratteristiche di pregio conservazionistico, un'ampia parte di questo sito è priva di mappatura degli habitat marini, con la pesca a strascico libera di continuare indisturbata.

Le autorità regionali sono sollecitate a intervenire su tre fronti chiave per la protezione degli oceani: la necessità di un’accurata mappatura degli habitat marini, la valutazione dei rischi ambientali legati alla pesca a strascico nelle aree protette e l’adozione di misure preventive in grado di contrastarne efficacemente gli impatti distruttivi.

Francesco Maletto, avvocato di ClientEarth esperto in conservazione marina, ha dichiarato: «Protetto deve significare protetto. La nostra ricerca dimostra che le autorità locali italiane ignorano i propri obblighi giuridici di garantire la protezione di siti di tale valore ecologico. Questo semplicemente non è accettabile. La nostra azione legale mette in mora le autorità italiane: la questione critica della pesca a strascico distruttiva deve essere affrontata».

Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente, dichiara: “Non possiamo definire 'protetti' tratti di mare dove perdurano pratiche di pesca dannose per i fondali che impoveriscono la biodiversità marina e gli stock ittici, compromettendo anche il futuro della piccola pesca artigianale e sostenibile. Chiediamo che venga eliminata la pesca a strascico nelle aree marine protette entro il 2030, come previsto dal Piano d'azione europeo per la pesca del 2023; e alle Amministrazioni competenti di mettere in campo le misure previste dalla Direttiva Habitat per proteggere gli habitat e le specie, in particolare in due siti marini della Rete Natura 2000, come quello della Tutela del Tursiops Truncatus in Toscana, e nel Litorale di Gallipoli – Isola di Sant'Andrea. Questo obiettivo deve inoltre andare di pari passo con la crescita della percentuale di mare protetto, in linea con gli obiettivi europei. Con questa azione legale congiunta, quindi, chiediamo alle autorità italiane divieti reali, controlli stringenti e una gestione rigorosa delle aree marine protette. Difendere concretamente i fondali di questi due siti chiave significa rispettare gli impegni europei e garantire un futuro vivo al nostro mare”.

Jean Luc Solandt, International Projects Lead di Blue Marine Foundation, ha dichiarato: l’opinione pubblica teme che la protezione del mare comporti la limitazione di tutte le forme di pesca. Le condizioni estremamente critiche in cui versano specie, habitat marini e attività di pesca nei mari italiani richiedono interventi urgenti. Gli ecosistemi marini in buona salute e pienamente rigenerati rappresentano un enorme beneficio sia per le persone sia per la biodiversità. Per questo è necessario agire con urgenza.”

I mari italiani sono tra i più sfruttati dalla pesca a strascico nel Mediterraneo: circa il 34% dei pescherecci a strascico attivi nel Mediterraneo batte bandiera italiana.

La pesca a strascico consiste nel trascinare sul fondale marino reti pesanti e zavorrate per catturare specie di interesse commerciale che vivono in prossimità del fondo, come merluzzo, nasello, gamberi e polpo. Questa pratica distrugge ecosistemi vitali e fragili come le praterie di posidonia e le formazioni coralline del Mediterraneo, ed è disastrosa per il ruolo cruciale svolto dagli oceani nello stoccaggio del carbonio. La pesca a strascico colpisce inoltre mammiferi marini, popolazioni ittiche e uccelli marini attraverso la cattura accidentale (“by-catch”) e il degrado degli habitat e delle reti trofiche da cui dipendono.

Sebbene le AMP italiane coprano circa l'11% delle acque nazionali, solo l’1% di esse è effettivamente protetto. L’Italia resta quindi ancora lontana dall'obiettivo di proteggere, mediante aree protette, il 30% delle proprie acque entro il 2030 – il cosiddetto obiettivo 30x30. Il caso mira a sostenere questo obiettivo, spingendo per una gestione più efficace dei siti Natura 2000 e per il contrasto delle attività che ne causano il deterioramento degli habitat.

Si è svolto al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste il confronto convocato dal Ministr...
08/09/2026

Si è svolto al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste il confronto convocato dal Ministro Francesco Lollobrigida sulle criticità che stanno interessando il comparto olivicolo-oleario nelle Regioni del Mezzogiorno, con la partecipazione del Sottosegretario Patrizio La Pietra e degli Assessori all’Agricoltura di Puglia, Calabria, Campania e Basilicata.

Il quadro presenta intensità differenti nei diversi territori, ma assume particolare rilevanza nelle aree a maggiore vocazione produttiva, dove l’elevato livello delle giacenze e la riduzione delle quotazioni rispetto ai picchi precedenti stanno determinando una crescente pressione finanziaria su una parte degli operatori della filiera, in particolare sui frantoiani, alla vigilia dell’avvio della nuova campagna olivicola.

Nelle principali aree produttrici del Mezzogiorno le giacenze si mantengono su livelli significativamente superiori rispetto allo scorso anno. Una situazione che, insieme alla riduzione delle quotazioni, sta determinando soprattutto un problema di liquidità per una parte degli operatori e rende necessario individuare strumenti capaci di accompagnare regolarmente l’avvio della nuova campagna.

Il confronto, franco e approfondito, ha consentito di analizzare le diverse componenti della situazione e di condividere la necessità di una strategia comune tra Governo e Regioni, capace di intervenire nell’immediato sulle difficoltà finanziarie della filiera e, parallelamente, di rafforzare gli strumenti di controllo, tracciabilità e tutela del mercato.

È stata inoltre condivisa l’importanza di proseguire il lavoro già avviato dal Ministero sul fronte della promozione dell’olio italiano e del rafforzamento dei controlli, individuando ulteriori interventi da approfondire e attivare rapidamente, facendo leva anche sugli strumenti già disponibili.

Tra le principali direttrici di intervento emerse dal confronto rientrano:
• il sostegno alla liquidità delle imprese della filiera, attraverso gli strumenti finanziari e di garanzia attivabili con ISMEA, anche in relazione alle quantità di prodotto stoccato, così da attenuare la pressione finanziaria sugli operatori e favorire una gestione più equilibrata delle giacenze;

• la valutazione di possibili interventi attraverso AGEA, nell’ambito degli strumenti disponibili e delle soluzioni concretamente attivabili a sostegno del comparto;

• il potenziamento dei controlli e della tracciabilità, anche attraverso il rafforzamento del sistema informativo SIAN per il settore oleicolo, sulla base delle esperienze già sviluppate in altri comparti agroalimentari;

• un confronto con la grande distribuzione organizzata e con il canale Ho.Re.Ca., per approfondire le dinamiche dei prezzi lungo la filiera, rafforzare le opportunità di commercializzazione e sostenere il consumo di olio italiano;

• un coordinamento permanente tra Ministero e Commissione Politiche Agricole, con il coinvolgimento degli altri Ministeri competenti, a partire dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per accompagnare gli interventi immediati con una programmazione strategica della filiera.

L’obiettivo condiviso è intervenire con tempestività per evitare che le difficoltà di liquidità di una parte degli operatori possano trasferirsi a cascata sui produttori e condizionare negativamente l’avvio della nuova campagna olivicola, tutelando al contempo il valore economico e produttivo dell’intera filiera.

Dal confronto è emersa una concreta disponibilità del Ministro Lollobrigida e del Ministero ad approfondire in tempi rapidi le soluzioni prospettate, secondo un metodo fondato sul lavoro congiunto tra Governo e Regioni e sull’ascolto delle esigenze della filiera.

Il confronto proseguirà ora sul piano tecnico, con l’obiettivo di verificare fattibilità, modalità e tempi di attivazione delle diverse soluzioni individuate.

Un ulteriore momento di confronto è previsto il 22 settembre a Bari, in occasione della seduta della Commissione Politiche Agricole nell’ambito della Fiera del Levante. Sarà l’occasione per approfondire le soluzioni emerse e proseguire il coordinamento tra Governo e Regioni in vista della nuova campagna olivicola.



"Voglio ringraziare il ministro Francesco Lollobrigida e il sottosegretario La Pietra e tutte le Regioni del Sud che hanno partecipato a questo confronto per il lavoro svolto e per la disponibilità a fare squadra per un comparto strategico per l’agricoltura italiana – commenta l’assessore all’Agricoltura e sviluppo rurale della Regione Puglia, Francesco Paolicelli -. Di fronte alle difficoltà che sta attraversando il settore, è fondamentale mettere in campo una strategia condivisa, capace di dare risposte concrete alle imprese e di tutelare il valore del nostro patrimonio olivicolo, attraverso soluzioni efficaci. In questa direzione, guardiamo già al prossimo appuntamento che si terrà a Bari, nel cuore di una delle regioni simbolo dell’olivicoltura italiana: sarà un momento importante per condividere le azioni che si metteranno in atto per affrontare questa fase di crisi, dando seguito al confronto avviato oggi e costruendo una risposta comune alla vigilia della nuova campagna olivicola".

È stata presentata questa mattina la quinta edizione della Bari Women Bike Ride, in programma domenica 20 settembre nell...
08/09/2026

È stata presentata questa mattina la quinta edizione della Bari Women Bike Ride, in programma domenica 20 settembre nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità.

Promossa da Terreno Cycling Therapy ETS e Non Sei Sola Bari APS, con il patrocinio del Comune di Bari, la manifestazione torna a coinvolgere la cittadinanza sui temi della mobilità sicura e inclusiva, della sicurezza stradale e del diritto delle donne a vivere lo spazio urbano in condizioni di autonomia e libertà.

Alla presentazione sono intervenuti Domenico Scaramuzzi, assessore alla Cura del Territorio, Francesca Bottalico, presidente della Commissione Conoscenza, Culture, Politiche Educative e Sport, Antonella Santoro, presidente di Terreno Cycling Therapy ETS e BYCS Bicycle Mayor di Bari e Vittoria Cafagno, presidente di Non Sei Sola Bari APS. Presenti anche Angela Perna, presidente della commissione Pari Opportunità, Fabio Sisto, presidente della commissione consiliare welfare, Silvana Mitolo, vice presidente di Terreno Cycling Therapy Ets, Erika Amoruso, vice presidente e co-fondatrice Nonseisolabari aps e i rappresentati di Veloservice e VaiMoo, mobility partner dell’iniziativa.

Nel corso dell’incontro sono stati illustrati il programma della manifestazione, il percorso e le iniziative che accompagneranno l’edizione 2026.

La Bari Women Bike Ride si svolgerà lungo un percorso di circa 8 chilometri, accessibile a tutti e pensato per accogliere anche le cicliste meno abituali, attraversando alcuni dei luoghi più rappresentativi della città.

Il raduno e la partenza sono previsti in piazza del Ferrarese. Da qui la pedalata attraverserà il lungomare Imperatore Augusto, corso Antonio De Tullio, piazza Massari e corso Vittorio Emanuele, per poi proseguire sui lungomari Araldo di Crollalanza e Nazario Sauro fino alla spiaggia di Pane e Pomodoro.

Qui è prevista una sosta di circa 30-45 minuti, pensata come momento di condivisione tra i partecipanti, prima del rientro lungo il lungomare e dell’arrivo nuovamente in piazza del Ferrarese.

Al centro della presentazione anche il tema della mobilità di genere. Oltre il 70% della cosiddetta “mobilità della cura”, ovvero gli spostamenti connessi alla gestione e all’assistenza familiare, è infatti a carico delle donne, con tragitti spesso brevi, molteplici e complessi.

“Ho letto con attenzione il rapporto sul gender gap e trovo molto importante il lavoro che state portando avanti sul tema della mobilità e della sicurezza – ha detto Domenico Scaramuzzi – Dobbiamo tenere conto del fatto che lo spazio urbano non viene percepito e utilizzato allo stesso modo da tutti: questa consapevolezza deve accompagnare sempre di più la progettazione delle infrastrutture ciclabili e, più in generale, degli spazi pubblici, così come le scelte in materia di urbanistica e sviluppo territoriale. Ringrazio Terreno Cycling Therapy ETS, che da cinque anni organizza a Bari la Women Bike Ride, quest’anno insieme a Non Sei Sola Bari APS: il lavoro di sensibilizzazione, formazione e costruzione di comunità che portano avanti sul territorio rappresenta un contributo concreto e prezioso alla riduzione del gender gap nella mobilità cittadina. Come amministrazione continueremo a sostenere con convinzione iniziative come questa, perché costruire una città più equa e sicura per tutte e tutti richiede la collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio capaci di portare nelle strade competenze, consapevolezza ed energia”

“C’è una frase che porto con me da tempo: “Le strade sicure le fanno le donne che le attraversano”. È una visione che sento molto vicina anche al senso di questa iniziativa, che come commissione abbiamo accolto con grande entusiasmo – ha continuato Francesca Bottalico – Quando parliamo di sicurezza delle donne, in realtà, parliamo del diritto di tutti a vivere e attraversare la città. Progettare spazi pubblici più accessibili, più vissuti e più sicuri non significa pensare a luoghi speciali per le donne, ma costruire una città migliore per tutte e tutti. Oggi, però, sappiamo che molte donne rinunciano ancora a muoversi a piedi o in bicicletta, soprattutto in alcune ore della giornata, perché non si sentono sicure. Per questo la Women Bike Ride va oltre l’evento sportivo: è un’occasione per riappropriarsi collettivamente dello spazio pubblico. Preferisco parlare non tanto di controllo, quanto di cura della città: attraversarla insieme, in bicicletta o a piedi, significa renderla più viva, più accessibile e più sicura per tutta la comunità”.

“Ci conforta sapere che gli obiettivi verso cui stiamo lavorando sono pienamente condivisi. Accanto alle infrastrutture fisiche dobbiamo costruire quella che definiamo “infrastruttura umana della ciclabilità”: competenze, consapevolezza e sicurezza, soprattutto per quelle donne che ancora oggi non si sentono libere di pedalare nel traffico urbano – ha dichiarato Antonella Santoro – Per questo sono fondamentali anche i dati disaggregati per genere e l’ascolto delle esperienze: i nostri questionari evidenziano paure e difficoltà che le donne esprimono molto più frequentemente, dal timore di pedalare da sole alla percezione di aggressività e insicurezza nel traffico. La Women Bike Ride non è una semplice ciclopasseggiata: è l’occasione per permettere anche a chi normalmente non pedala di attraversare la città in bicicletta, in un contesto collettivo e rassicurante, e sperimentare concretamente cosa significa muoversi in autonomia. La sfida è fare in modo che quella sensazione non duri soltanto il giorno della manifestazione, ma diventi quotidianità”.

“La nostra community conta 436 donne e, attraverso un questionario, abbiamo raccolto testimonianze molto chiare sulle difficoltà che molte ragazze incontrano negli spostamenti serali da sole, arrivando anche a individuare alcune zone della città percepite come più critiche – ha concluso Vittoria Cafagno – Per questo abbiamo accolto con grande convinzione la Women Bike Ride: la bicicletta può rappresentare uno strumento di autonomia e rapidità negli spostamenti, soprattutto la sera, anche se sappiamo bene che il tema della sicurezza delle donne nello spazio pubblico resta più ampio e non si esaurisce con il mezzo utilizzato. Pedalare insieme significa quindi anche chiedere un cambiamento concreto e continuare a lavorare perché le donne possano vivere la città con maggiore libertà e sicurezza. Durante la sosta a Pane e Pomodoro ci sarà un momento di raccoglimento e condivisione, insieme alle nostre volontarie, per invitare le partecipanti a esprimere pensieri ed esperienze delle partecipanti sul modo in cui vivono quotidianamente la città. Ringraziamo Terreno Cycling Therapy ETS per averci coinvolte in questa iniziativa e aspettiamo tutte e tutti il 20 settembre per pedalare insieme”.

Tra gli appuntamenti collegati alla manifestazione c’è la proiezione del docu-film Women Don’t Cycle, in programma oggi al Parco degli Aquiloni, in via Devito Francesco nell’ambito del Cinema all’Aperto. La serata propone due film dedicati ai temi dell’autonomia, della libertà e dei diritti delle donne.

Alle ore 20 sarà proiettato il docu-film Women Don’t Cycle, scelto da Terreno Cycling Therapy ETS e Non Sei Sola Bari APS come appuntamento di avvicinamento alla Women Bike Ride del 20 settembre.

Il documentario pluripremiato racconta il viaggio compiuto nel 2019 da Manon Brulard, partita da Bruxelles in bicicletta alla volta di Tokyo: 13.500 chilometri, 21 Paesi e 11 mesi in sella, durante i quali ha incontrato e raccolto le testimonianze di donne cicliste di diversi Paesi. Un racconto che invita a riflettere sul ruolo della bicicletta come strumento di libertà di movimento ed emancipazione femminile.

A seguire, alle ore 21.30, sarà proiettato “C’è ancora domani”, il film di Paola Cortellesi, per una serata che unisce due storie e due linguaggi diversi attorno a un filo comune: la libertà, l’autodeterminazione e il ruolo delle donne.

La Bari Women Bike Ride raccoglie l’eredità della Fancy Women Bike Ride, movimento nato a Smirne nel 2013 e arrivato a Bari nel 2021, e prosegue oggi come esperienza autonoma, mantenendo il carattere festoso e partecipativo della pedalata insieme alla richiesta di una maggiore attenzione alla dimensione di genere nelle politiche di pianificazione urbana.

L’appuntamento con la Bari Women Bike Ride è per domenica 20 settembre. Grazie alla collaborazione con i mobility partner VeloService e VaiMoo, chi non possiede una bicicletta potrà noleggiarne una per prendere parte alla manifestazione.

Per partecipare è possibile iscriversi al seguente link: https://forms.gle/6fhcWZNwEJvkjvZb8

Bari - Avanza il cantiere per la riqualificazione di via Manzoni, con lavorazioni in corso contemporaneamente su più iso...
08/09/2026

Bari - Avanza il cantiere per la riqualificazione di via Manzoni, con lavorazioni in corso contemporaneamente su più isolati e con il progressivo completamento delle diverse fasi previste dal progetto.

“Questa mattina abbiamo verificato l’avanzamento delle lavorazioni nei diversi isolati interessati dal cantiere di via Manzoni – dichiara l’assessore alla Cura del territorio, Domenico Scaramuzzi –. Nel tratto compreso tra via Nicolai e via Dante sono quasi terminate le operazioni di posa della pavimentazione sul tappeto centrale, caratterizzata dalla trama a spina di pesce, che proseguiranno fino alla prossima settimana.

Nell’isolato tra via Dante e via Principe Amedeo, invece, il tappeto centrale è già stato completato e sono in corso gli interventi sulle pavimentazioni laterali. Una situazione analoga si registra nel secondo isolato sul lato di piazza Garibaldi, dove è terminata la posa delle basole antiche recuperate nel corso dei lavori e si procede con il completamento delle fugature della pavimentazione centrale. Giovedì è inoltre prevista la messa a dimora di dieci nuovi alberi. Il cantiere sta quindi avanzando contemporaneamente su più fronti, secondo una precisa sequenza delle lavorazioni: completiamo innanzitutto il tappeto centrale, lo restituiamo alla fruizione pedonale, procediamo con la piantumazione degli alberi e successivamente concentriamo gli interventi sulle pavimentazioni laterali e sulle opere di finitura.

È una modalità che ci consente di far avanzare il cantiere in maniera progressiva e, allo stesso tempo, di restituire gradualmente gli spazi ai cittadini, isolato dopo isolato, accompagnando il completamento della riqualificazione dell’intero asse di via Manzoni».

Nel tratto tra via Dante e via Nicolai la nuova pavimentazione centrale è realizzata secondo il disegno a “opus spicatum”, con l’alternanza di basole scure in pietra vulcanica e basole chiare in pietra di Trani. La soluzione rientra nel sistema di pavimentazioni previsto dal progetto per i diversi isolati di via Manzoni.

Le lavorazioni proseguono anche sulle fasce laterali e sulle finiture dei tratti già pavimentati. In particolare, tra via Dante e via Principe Amedeo sono in corso gli interventi sulle pavimentazioni laterali, mentre tra via Calefati e via Abate Gimma si procede verso il completamento della sistemazione del tappeto centrale.

L’intervento si inserisce nel più ampio programma di rigenerazione di via Manzoni, che ha già consentito di restituire alla fruizione pedonale diversi isolati e di introdurre nuovi elementi di verde urbano, con alberature e piantumazioni pensate per migliorare la qualità ambientale e il comfort dello spazio pubblico.

Il cantiere continua quindi ad avanzare per fasi successive, con l’obiettivo di ricomporre progressivamente l’intero asse stradale e restituire alla città una via Manzoni più accessibile e riconoscibile, valorizzandone al tempo stesso la funzione commerciale e il ruolo all’interno del centro urbano.

Per conoscere i dettagli del progetto di riqualificazione di via Manzoni è disponibile la scheda dedicata sul portale comunale www.bariinprogress.it dove sono disponibili tutti gli aggiornamenti sui cantieri in città.

Indirizzo

Via Abate Gimma, 243
Bari
70122

Telefono

+393400093657

Sito Web

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