20/09/2026
Indossavano magliette con simboli palestinesi: è stato negato loro l’ingresso al palazzetto. È accaduto a Conversano, dove divampano le polemiche all’indomani del match di European Cup, tra il Conversano e gli israeliani del Maccabi. «È increscioso quanto accaduto – lamenta Massimiliano Macculi, portavoce del Comitato Conversano per la Palestina -. Avevamo annunciato una mobilitazione pacifica e dimostrativa, aderendo alla campagna internazionale “Show Israel the Red Card”, per chiedere che lo sport non diventi strumento di normalizzazione del genocidio in corso a Gaza e dell’occupazione della Palestina. Non contro i singoli atleti, ma contro le istituzioni sportive internazionali che continuano ad ammettere le squadre israeliane alle competizioni, mentre alla popolazione palestinese è negato anche il diritto di praticare liberamente attività sportive». Alla mobilitazione hanno aderito 20 organizzazioni, partiti e comitati provenienti dal barese e dalla Basilicata. Il presidio, tenuto nel piazzale antistante il palazzetto di via San Giacomo, «è stato pacifico e regolarmente autorizzato – spiega il portavoce -: solo cori, cartelli e i colori della Palestina, in un clima composto nonostante l’imponente schieramento di forze dell’ordine che ci ha accolto e filmato per tutto il tempo. Anche nei momenti di maggiore tensione, come quando ad alcuni spettatori è stata puntata la telecamera, altri sono stati respinti nonostante il biglietto acquistato e ad alcuni sono stati sequestrati oggetti e magliette, la protesta non è diventata conflittuale».
Gli attivisti, che rilevano «l’ambiguità del sindaco che autorizza la manifestazione e nello stesso tempo espone sulla facciata del municipio uno striscione per il Nobel per la Pace ai bambini di Gaza», criticano l’azione delle forze dell’ordine: «L’art. 6 della legge 401/1989 consente il divieto d’accesso solo verso chi abbia preso parte a episodi di violenza o li abbia incitati: non autorizza un Daspo di fatto deciso sul posto contro chi ha semplicemente manifestato un’opinione politica.
Continua a leggere:
link nelle stories📲