08/01/2026
“Qui non si parla di ferite. Si parla di sopravvivenza.
Sono un medico, ma davanti a questi ragazzi il camice pesa più del solito. Perché non stiamo curando solo corpi ustionati, stiamo cercando di tenere in piedi vite giovani che in una notte hanno visto crollare ogni certezza.
Quando sono arrivati, molti erano in condizioni critiche. Ustioni estese, vie aeree compromesse, corpi provati dal fumo e dal calore. Alcuni erano sedati, altri coscienti ma confusi, spaventati, incapaci di capire dove si trovassero o cosa fosse appena successo. In quei momenti la priorità è stabilizzare, proteggere, guadagnare tempo. Ogni gesto deve essere rapido, preciso, perché anche pochi minuti possono cambiare tutto.
Dal punto di vista chirurgico intervenire subito è stato fondamentale. Operarli precocemente, rimuovere il tessuto danneggiato, ridurre il rischio di infezioni: è l’unico modo per dare al corpo una possibilità reale di reagire. Alcuni oggi sono stabili, altri affrontano un percorso ancora lungo, fatto di più interventi, attese, dolore. Le sale operatorie restano aperte, anche nei giorni festivi, perché per loro il tempo non aspetta.
Ma le ferite più difficili non sono quelle che si medicano.
Questi ragazzi portano dentro immagini che non si cancellano, paura che riaffiora nel silenzio della notte, domande senza risposta. C’è chi si sveglia disorientato, chi chiede degli amici, chi non riesce ancora a parlare. Per questo il supporto psicologico è parte della cura tanto quanto la chirurgia. Aiutarli a ritrovare un equilibrio, a non sentirsi soli, a dare un nome a quello che provano è fondamentale quanto un intervento in sala operatoria.
Io li guardo e penso che nessun ragazzo dovrebbe imparare così quanto è fragile la vita.
Nessuno dovrebbe diventare grande in mezzo al fuoco.
Noi continueremo a curarli, ogni giorno, senza fermarci.
Ma il percorso vero sarà lungo. E non finirà quando le ferite sulla pelle si chiuderanno.
Perché certe notti non passano.
Restano dentro. E bruciano piano.”
—Dott. Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, direttore del Centro Ustioni dell’ospedale Niguarda di Milano