A Favore di Vento

A Favore di Vento Unisciti alla nostra community per non perdere mai un aggiornamento

18/06/2026

Patrizia Beria è morta dopo un intervento alla spalla: la famiglia denuncia dubbi sulla mancata prescrizione dell’eparina. La frattura alla spalla

📍Il problema in politica è quando ti ignorano. (Pensate alla nostra proposta strategica di firme per la neutralità dell’...
18/06/2026

📍Il problema in politica è quando ti ignorano. (Pensate alla nostra proposta strategica di firme per la neutralità dell’Italia). Certo conta quanto riesci ad incidere nella realtà. In questi giorni invece parlano di Rizzo di qui, Rizzo di là.
🇮🇹Rizzo vuole fare crescere il progetto della sovranità popolare e non è disposto, su questo, a cedere di 1 mm.
Poi, i giornalisti, i politici che vogliono confrontarsi, sono benvenuti. La nostra linea è chiara: destra e sinistra sono facce della stessa medaglia, il multipolarismo e la pace sono beni supremi, non negoziabili. Ci stiamo togliendo i “freni a a mano”, cresceremo.
Marco Rizzo

18/06/2026

Nichi Vendola rilancia la Primavera pugliese dal palco di Repubblica Insieme e apre alla stagione politica di Antonio Decaro. Il passato torna sul palco,

18/06/2026

Maturità 2026 al via per oltre 527mila studenti: prima prova tra autori, attualità, regole rigide e rischio esclusione. La campanella della Maturità 2026

18/06/2026

Beatrice Bellucci morì nell’incidente sulla Cristoforo Colombo a Roma: la consulenza tecnica ricostruisce velocità e dinamica dello schianto. Beatrice

18/06/2026

Dalila, concorrente di Affari tuoi dal Molise, ha vinto 100mila euro dopo una partita intensa e un passato segnato da difficoltà. La puntata di Affari

ELSA TORNA A CASA Che storia pazzesca, di quelle che fanno stringere lo stomaco ma poi esplodere il cuore di gioia! La n...
18/06/2026

ELSA TORNA A CASA
Che storia pazzesca, di quelle che fanno stringere lo stomaco ma poi esplodere il cuore di gioia! La notte di Capodanno, il locale Le Constellation a Crans-Montana è diventato una trappola di fuoco in un battito di ciglia. Quarantuno ragazzi non ce l'hanno fatta e più di cento sono rimasti feriti. Tra loro c'era Elsa, quindici anni, di Biella, arrivata a Zurigo in condizioni che definire disperate è poco: ustioni profonde su ben sei decimi del corpo. Immaginate la situazione: quando la pelle subisce un danno simile, è come se una fortezza medievale perdesse improvvisamente tutte le sue mura difensive, lasciando il castello completamente alla mercé degli invasori. Per settimane la sua vita è rimasta sospesa su un filo sottilissimo, protetta solo dalle macchine della terapia intensiva e da una pazzesca voglia di restare attaccata al mondo, finché dopo ventidue giorni ha riaperto gli occhi, riconoscendo mamma e papà. Il viaggio è continuato a Torino, al Centro Grandi Ustionati, dove la strada era ancora tutta in salita. Lì l'organismo di Elsa ha dovuto affrontare due tempeste perfette, due crisi gravissime in cui il corpo è diventato un campo di battaglia, ma le ha superate entrambe con una grinta formidabile. Dopo cinquantotto giorni di rianimazione, è passata all'Ospedale Infantile Regina Margherita per i mesi della rinascita: riabilitazione, supporto psicologico e la riconquista di ogni piccolo pezzo di autonomia.
Domani Elsa torna finalmente a casa, e questa non è solo una splendida notizia, è un trionfo assoluto, una specie di miracolo laico dove la scienza più avanzata ha fatto le veci del destino.
Dal punto di vista della microbiologia, la sua guarigione è un capolavoro da manuale. Quando si perde così tanta pelle, il corpo perde il suo scudo termico e biologico. In quel momento, batteri opportunisti come lo Pseudomonas aeruginosa o lo Staphylococcus aureus – che normalmente stanno alla larga o sono innocui – vedono quelle ferite come un'autostrada dorata e spalancata per entrare nel sangue e scatenare lo shock settico, una reazione infiammatoria a catena che è un po' come un incendio elettrico che fa saltare tutte le centraline degli organi vitali. Le due crisi superate da Elsa erano proprio questo.
Come si vince una guerra simile? Qui entra in gioco il lavoro silenzioso dei microbiologi, che hanno agito come moderni radar militari. Ogni singolo giorno hanno prelevato campioni, isolato i batteri e fatto l'antibiogramma, una tecnica che serve a testare in vitro quali armi chimiche funzionano meglio contro quel preciso nemico. Invece di sparare nel mucchio alla cieca, i medici hanno potuto usare proiettili intelligenti e antibiotici super mirati, neutralizzando le minacce prima che fosse troppo tardi. Non solo: per riparare quel gigantesco danno, la biologia dei tessuti ha fatto magie, coltivando in laboratorio vere e proprie "toppe" biologiche partendo dalle poche cellule sane rimaste a Elsa, stimolando i mattoncini del corpo, i fibroblasti, a ricostruire una nuova pelle senza subire il rigetto.
Sei mesi fa questa ragazza era tra i feriti più gravi di una tragedia mondiale, oggi esce dall'ospedale sulle sue gambe per riprendersi la scuola, le passeggiate e la vita. È la vittoria commovente della medicina italiana, di un'équipe straordinaria che ha lottato senza sosta e della forza atomica di una quindicenne che non ha mai smesso di crederci. Buon ritorno alla vita, Elsa!

18/06/2026

Commissione Covid di nuovo nel caos: il caso Arcuri riapre lo scontro su mascherine, appalti e controlli durante l’emergenza. La Commissione Covid torna

18/06/2026

Eros Ramazzotti e Francesca Tocca finiscono al centro dell’attenzione dopo l’invito vip al concerto di Roma. La presenza di Francesca Tocca allo Stadio

Mi chiamo Martina, ho 28 anni. Tre mesi fa decido di uscire con questo ragazzo. Si chiama Lorenzo, 31 anni. Profilo pien...
18/06/2026

Mi chiamo Martina, ho 28 anni.
Tre mesi fa decido di uscire con questo ragazzo. Si chiama Lorenzo, 31 anni. Profilo pieno di foto a Dubai (che palesemente era uno scalo aeroportuale), frasi motivazionali sulla mentalità vincente, foto di macchine in affitto e la parola "Mindset" ripetuta almeno tre volte nella biografia.
Decidiamo di fare un aperitivo. Io arrivo dritta dal lavoro, faccio l'impiegata al front-office in uno studio di commercialisti. Sono stanca, ho i capelli legati alla meno peggio, le scarpe comode e voglio solo uno spritz e un tagliere di affettati per staccare il cervello.
Lui si presenta al locale con un dolcevita nero aderente, giacca monopetto e l'aria di chi deve salire su un palco a presentare il nuovo iPhone, non bere un Campari in un bar della periferia.
Ci sediamo. Non mi chiede "come stai" o "com'è andata la giornata". Inizia un monologo ininterrotto di quaranta minuti sulla sua "visione". Mi parla di dropshipping, di criptovalute, di "rendite passive". Usa termini a caso con un'arroganza insopportabile: cashflow, asset, business model scalabile.
A un certo punto mi guarda, mentre io sto masticando mestamente un pezzo di focaccia, e con un tono di compatimento assoluto mi fa:
"Sai Martina, senza offesa, ma io non potrei mai fare la tua vita. La mentalità del posto fisso, lo stipendio a fine mese, l'orario nove-cinque... siete praticamente bloccati nella Matrix. Siete schiavi del sistema. Io il mio tempo lo monetizzo. Voglio uscire dalla ruota del criceto e andare in pensione a quarant'anni."
Stavo per strozzarmi con la mortadella. Volevo spiegargli che il mio capo mi fa ve**re un esaurimento nervoso un giorno sì e l'altro pure, ma almeno il 27 del mese il bonifico mi arriva in euro veri, non in monete di Super Mario scambiate su server cinesi. Ma faccio un bel respiro, annuisco, sorrido e aspetto che finisca lo strazio.
Ore 20:30. Chiediamo il conto. Due spritz, due taglieri. Totale: 32 euro.
Lui fa un sorriso da squalo della finanza, tira fuori il portafoglio e, con un gesto teatrale, estrae una carta di credito di metallo pesantissima e la appoggia sul piattino del cameriere.
"Offro io, ovviamente. I frutti del duro lavoro vanno goduti."
Il cameriere prende la carta, la infila nel POS portatile. Digita l'importo. Attesa.
Il POS fa un rumore sordo e inequivocabile. Bip-bip-bip.
Il cameriere guarda lo scontrino che non esce. "Scusi, transazione negata."
Lorenzo sgrana gli occhi. "Impossibile. Riprova, sarà un problema di connessione. Le banche tradizionali fanno sempre casini con i server per ostacolare i circuiti moderni."
Il cameriere riprova.
Transazione negata. Fondi insufficienti.
Vi giuro. Avrei voluto avere i pop-corn. Il lupo di Wall Street della tangenziale ha iniziato a sudare freddo. È diventato bianco. Ha aperto l'app della sua banca sul telefono con le mani che tremavano, balbettando scuse incomprensibili su un bonifico estero che doveva entrare, su un blocco temporaneo della blockchain e sul fatto che tutta la sua liquidità era "momentaneamente vincolata in asset a lungo termine".
Io l'ho lasciato sfrigolare nel suo imbarazzo per circa due minuti buoni. Poi ho aperto la borsa. Ho tirato fuori una banconota da 50 euro di carta, stropicciata, guadagnata timbrando il cartellino da "schiava del sistema", e l'ho data al cameriere.
"Tieni pure il resto," ho detto al ragazzo del bar. Poi mi sono alzata, ho infilato il cappotto, ho guardato il mio "imprenditore digitale" e gli ho detto:
"Ascolta Lorenzo. La prossima volta che decidi di uscire dalla Matrix e dalla ruota del criceto, assicurati di avere almeno in tasca i soldi per pagarti i semi di girasole. Buona serata."

Indirizzo

Bari

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando A Favore di Vento pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi