10/06/2026
Stop all'educazione sessuale a scuola: cosa prevede il Ddl Valditara e chi sta resistendo
Con 78 sì e 38 voti contrari, lo scorso 4 giugno, in un’aula dimezzata, in sordina e a fine anno scolastico, è stato definitivamente approvato al Senato il Ddl Valditara, una legge che regolamenta l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole italiane in modo molto restrittivo: la vieta di fatto nelle scuole dell’infanzia e primaria, sottoponendola invece nelle scuole secondarie al consenso informato scritto dei genitori, con obblighi burocratici molto stringenti su contenuti, materiali, finalità e presenza di esperti esterni.
Se applicata alla lettera, la nuova legge imporrebbe di richiedere l'autorizzazione dei genitori persino per trattare nei programmi letterari autori come Saffo, Shakespeare, Oscar Wilde o Virginia Woolf.
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara ha rivendicato in seguito questa impostazione, affermando che la legge punta a “tutelare i bambini dalla confusione della propaganda gender” e a “ridare voce ai genitori sulle tematiche dell'identità di genere per i figli adolescenti minorenni”.
Dietro la retorica ministeriale della lotta alla fantomatica “propaganda gender” si nasconde in realtà una stretta burocratica che allontana l'Italia dai modelli europei di prevenzione, riducendo lo studio delle relazioni e del consenso a una semplice lezione di anatomia biologica.
A fronte di questo intervento normativo, esiste un'ampia rete che continua a resistere. Dalla rete “Educare alle differenze” alla Fondazione Giulia Cecchettin, fino a un ricchissimo tessuto di associazioni, case editrici, docenti e università, c'è una base che investe nell'autoformazione e dal basso tesse alleanze per difendere la scuola pubblica come spazio democratico, inclusivo e sicuro per tutti.
Qui il mio articolo completo per Valigia Blu
Il Ddl Valditara cancella l'educazione sessuo-affettiva dalle scuole evocando il mito dell'ideologia gender. Cosa prevede la legge e chi sta resistendo