07/11/2025
La riforma della giustizia spiegata semplice.
In questi giorni si è assistito a furibonde polemiche sulla riforma della giustizia varata dal Parlamento dopo l’iter previsto dalla Carta costituzionale. In questo intervento, viene spiegata in modo semplice in cosa consiste effettivamente la cosiddetta riforma della giustizia.
Con un voto a maggioranza assoluta ma sotto la soglia dei due terzi, Senato (30 ottobre 2025) e Camera (18 settembre 2025) hanno approvato in seconda lettura il testo di legge costituzionale intitolato “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. Dal giorno della pubblicazione in Gazzetta scatta il timer; entro tre mesi un quinto dei membri di una Camera, 500.000 elettori o cinque Consigli regionali possono chiedere il referendum confermativo.
Che cosa cambia
Nascono il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica. La Costituzione viene riscritta per sancire carriere separate tra giudici e pubblici ministeri.
• In ciascun Consiglio siedono membri “laici” (professori ordinari e avvocati con almeno 15 anni) estratti a sorte da elenchi compilati dal Parlamento in seduta comune e membri togati scelti tra magistrati giudicanti o requirenti secondo la legge. Il mandato dura 4 anni, con divieti di cumulo con cariche politiche e con l’esercizio della professione forense.
• La giurisdizione disciplinare sui magistrati ordinari passa a un nuovo organo, l’Alta Corte. Sarà composta da 15 giudici, di cui 3 nominati dal Capo dello Stato (tra professori ordinari e avvocati con 20 anni), 3 estratti a sorte da un elenco parlamentare con gli stessi requisiti, 6 magistrati giudicanti e 3 requirenti estratti a sorte tra togati con almeno 20 anni e con funzioni di legittimità. Il presidente viene eletto all’interno della componente laica; il mandato dura quattro anni e non è rinnovabile. Sono previste incompatibilità e un meccanismo di impugnazione interna alle decisioni di primo grado.
• Le modifiche allineano il lessico costituzionale al doppio Consiglio e aprono ai magistrati requirenti l’accesso, in via regolata, alle chiamate in Cassazione.
• Entro un anno dall’entrata in vigore della riforma, il legislatore dovrà adeguare le leggi sull’ordinamento giudiziario, sui CSM e sulla giurisdizione disciplinare; fino ad allora restano in vigore le norme attuali.
La riforma interviene sui pesi e contrappesi dell’ordinamento giudiziario, separando i percorsi di carriera tra chi giudica e chi esercita l’azione penale, riformulando il governo autonomo della magistratura con due CSM e spostando la disciplina in capo a un giudice speciale, l’Alta Corte, con una composizione mista e quote estratte a sorte. Si tratta di un cambio di architettura costituzionale che, se confermato, ridefinirà nomine, trasferimenti, valutazioni e responsabilità disciplinari dei magistrati.
Le prossime tappe
• Fino al 30 gennaio 2026 rimane aperta la finestra per la richiesta del referendum confermativo. In assenza di richiesta, la legge potrà entrare in vigore senza consultazione popolare.
• Entro un anno dall’entrata in vigore dovranno essere approvate le leggi attuative su CSM, ordinamento giudiziario e processo disciplinare; fino ad allora si applicano le regole correnti.