16/06/2026
Buon pomeriggio
Una scarpa nata per mancanza, non per lusso.
Negli anni ’30 Ferragamo si trovò davanti a un guaio serio: per tenere in piedi i tacchi alti serviva il metallo giusto, ma quel metallo diventò introvabile. Le sanzioni del 1935 avevano complicato tutto, e andare avanti come prima non era più possibile.
Allora fece una cosa che sembra quasi una sfida al buon senso: guardò il sughero sardo, un materiale povero, leggerissimo e disponibile in Italia. Lo pressò, lo incollò a strati, e riempì quello spazio sotto il piede che fino a quel momento aveva dato solo problemi. Nel 1937 nacque così la zeppa in sughero.
Da fuori poteva sembrare un ripiego. In realtà era una trovata geniale: stabile, alta, comoda. E infatti quella che nasceva come soluzione di emergenza finì addosso alle dive, trasformando un materiale da arrangiarsi in un simbolo di eleganza.
È il bello della moda italiana quando trova l’idea giusta: parte dalla scarsità e arriva al sogno.
💁♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 1937: brevetto della zeppa in sughero
👉 1935: sanzioni che resero difficile usare l’acciaio
📚 Fonti: fondazione ferragamo, museo salvatore ferragamo, fotoshoe magazine