Roberta Garibaldi

Roberta Garibaldi Expert, Keynote speaker, Professor. https://linktr.ee/RobertaGaribaldi

Ho reso la passione della mia vita il mio lavoro e sto realizzando i miei sogni: credo nel turismo come leva per lo sviluppo dell’Italia, un brand di inestimabile valore, riconosciuto ovunque nel mondo, e convoglio le mie energie nella ricerca e nella sensibilizzazione su questo tema. Il mio approccio inizia dallo studio del fenomeno e si concretizza con l’applicazione della ricerca nella pratica quotidiana, con l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni e gli stakeholder per fare sistema e costruire il futuro basato sulla sostenibilità dell’offerta turistica a livello economico, sociale e ambientale. Il mio impegno è profuso nella diffusione di una cultura della collaborazione e della condivisione di strumenti, risorse e conoscenze in management e marketing turistico; ritengo la ricerca una spinta determinante verso l’innovazione. Amo viaggiare, conoscere le differenti culture e convogliare gli studi e le esperienze maturate nello sviluppo di strategie finalizzate alla crescita e al consolidamento del turismo. Questa passione mi ha portato a visitare piu di 100 Paesi nel mondo, un arricchimento di visioni ed esperienze da condividere. Durante questi vent’anni di lavoro ho potuto approfondire le numerose sfaccettature del mondo dei viaggi, del settore turismo e dell’ambito cultura, ricoprendo ruoli diversi a livello internazionale e nazionale. Sono professore di Tourism Management all’Università degli Studi di Bergamo, sono Vice Presidente del Comitato Turismo del OECD (OCSE), ho ricoperto la carica di Amministratore Delegato di ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo. Sono key note speaker ai principali eventi mondiali sul turismo, dal Forum di Davos a quelli di Unwto. Ho scritto o curato 22 libri e decine di articoli in riviste scientifiche italiane e straniere focalizzati su tutti gli aspetti legati al turismo: culturale, enogastronomico, termale e congressuale, dalla gestione degli agriturismi a quella dei villaggi vacanze, dalle risorse umane nel settore turismo fino alle nuove sfide offerte da internet e dalle nuove tecnologie. Da anni mi dedico alla valorizzazione del turismo enogastronomico, pubblicando il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano, giunto alla quinta edizione nel 2022, che punta a fare un quadro di un settore in forte evoluzione, grazie ad analisi quanti-qualitative, ricerche inedite e contributi di autorevoli esperti del mondo accademico e scientifico, nazionali e internazionali.

07/09/2026

Sono stata alla Mostra del Cinema di Venezia con gli Oasis.

𝟮,𝟮 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗯𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶 𝘃𝗲𝗻𝗱𝘂𝘁𝗶, 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝟰𝟬𝟱 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗱𝗼𝗹𝗹𝗮𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗰𝗮𝘀𝘀𝗶 𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝘁𝗼𝘂𝗿 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟱 𝗽𝗲𝗿 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲. Sono i numeri di 𝗢𝗮𝘀𝗶𝘀 𝗟𝗶𝘃𝗲 ’𝟮𝟱, il ritorno di Liam e Noel Gallagher dopo 16 anni.

Sono arrivati insieme nella Sala Grande per la première di 𝑶𝒂𝒔𝒊𝒔: 𝑫𝒐𝒏’𝒕 𝑳𝒐𝒐𝒌 𝑩𝒂𝒄𝒌 𝒊𝒏 𝑨𝒏𝒈𝒆𝒓, docufilm dedicato alla reunion e al tour che li ha riportati sui palchi di tutto il mondo.

Al di là della musica, emerge la forza di un brand culturale capace di attraversare generazioni e tornare, dopo oltre quindici anni, a mobilitare milioni di persone.

alla Mostra del Cinema di Venezia, ho visto Mr. Nelson, Did You Kill People? di Shinya Tsukamoto.Un film duro, profondam...
06/09/2026

alla Mostra del Cinema di Venezia, ho visto Mr. Nelson, Did You Kill People? di Shinya Tsukamoto.
Un film duro, profondamente toccante, che racconta la guerra non soltanto attraverso ciò che distrugge fuori di noi, ma attraverso quello che lascia dentro.
La storia vera di Allen Nelson, giovane afroamericano mandato a combattere in Vietnam, diventa una riflessione sulla memoria, sulla colpa e sulle ferite che continuano a vivere anche quando la guerra è finita.
C’è una domanda al centro del film — semplice, quasi disarmante: “Mr. Nelson, did you kill people?”
Ed è una domanda che resta.
Perché questo film non parla soltanto del Vietnam. Parla della guerra, dell’essere umano e della responsabilità di non dimenticare.
In un momento storico come quello che stiamo vivendo, l’ho trovato ancora più potente e necessario.
Uno di quei film che finiscono sullo schermo, ma continuano dentro di noi.

Venezia 83 🎬

A Chiuro, ho avuto il piacere di incontrare 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼 𝗡𝗲𝗴𝗿𝗶𝗻𝗶. Parlando con lui, mi sono tornati in mente due elementi ...
03/09/2026

A Chiuro, ho avuto il piacere di incontrare 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼 𝗡𝗲𝗴𝗿𝗶𝗻𝗶.

Parlando con lui, mi sono tornati in mente due elementi che considero particolarmente interessanti della sua storia professionale.

Il primo è il 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗩𝗮𝗹𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝗻𝗮. Un legame che non è semplicemente biografico: ritorna continuamente nel suo modo di interpretare la cucina, nelle materie prime, nei paesaggi, nei racconti e anche nel desiderio di costruire nuovi progetti nel territorio da cui è partito.

Il secondo riguarda invece 𝗜𝗹 𝗟𝘂𝗼𝗴𝗼 di Aimo e Nadia e il modo in cui è stata costruita la continuità di una delle esperienze più importanti della ristorazione italiana. 𝗔𝗶𝗺𝗼 𝗠𝗼𝗿𝗼𝗻𝗶 è mancato lo scorso anno, ma il passaggio era stato preparato molto prima. Alessandro Negrini e Fabio Pisani Chef hanno assunto negli anni una responsabilità crescente nella cucina, insieme a 𝗦𝘁𝗲𝗳𝗮𝗻𝗶𝗮 𝗠𝗼𝗿𝗼𝗻𝗶 nella conduzione del progetto.

Ed è forse questo l’aspetto che mi interessa di più.
𝗖𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗶 𝘁𝗿𝗮𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮 𝘂𝗻’𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗿𝗹𝗮 𝗶𝗻 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗶𝗺𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗲?

Nel mondo della ristorazione – ma lo stesso vale per molte imprese italiane – il passaggio generazionale viene spesso letto come un problema di successione. Credo invece che il tema più profondo sia quello della trasmissione.

Trasmettere una visione, un metodo, un patrimonio di conoscenze e di relazioni. E, nello stesso tempo, permettere a chi viene dopo di farlo evolvere.

Non è necessario che chi raccoglie un’eredità replichi chi l’ha preceduto. Anzi, probabilmente una successione riesce davvero quando i valori restano riconoscibili, ma trovano nuove forme, nuovi linguaggi e nuove progettualità.

Anche per questo trovo interessante il percorso di Alessandro: portare con sé la Valtellina in un’esperienza come Aimo e Nadia e, contemporaneamente, continuare a guardare alla Valtellina pensando a cosa sia possibile restituire al territorio.

Ieri ne abbiamo parlato anche con Tiziano Maffezzini in un luogo nel quale questo rapporto tra persone, competenze e territorio assume un significato molto concreto.

Forse i territori hanno bisogno anche di questo: non soltanto trattenere i talenti, ma creare le condizioni perché chi è andato lontano possa continuare a riconoscersi nelle proprie radici e, un giorno, riportare a casa esperienza, relazioni e visione.

L’Uzbekistan sta investendo nel turismo. Ma la parte più interessante è come sta cercando di farlo.Ho concluso la mia pa...
02/09/2026

L’Uzbekistan sta investendo nel turismo. Ma la parte più interessante è come sta cercando di farlo.

Ho concluso la mia partecipazione all’International 𝗘𝗰𝗼𝘁𝗼𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺 𝗮𝗻𝗱 𝗦𝘂𝘀𝘁𝗮𝗶𝗻𝗮𝗯𝗹𝗲 𝗧𝗼𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺 𝗦𝘂𝗺𝗺𝗶𝘁 di Tashkent con un incontro con 𝗦𝗮𝗻𝗱𝗷𝗮𝗿 𝗧𝗮𝗱𝗷𝗶𝘆𝗲𝘃, Deputy Chairman del Tourism Committee della Repubblica dell’Uzbekistan.

È stata anche l’occasione per approfondire la trasformazione turistica che il Paese sta portando avanti.

I numeri raccontano una crescita molto rapida: 𝟳,𝟳 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 nei primi sette mesi del 2026, +𝟮𝟮,𝟲% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le esportazioni di servizi turistici hanno raggiunto 𝗾𝘂𝗮𝘀𝗶 𝟯,𝟵 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗱𝗶 𝗱𝗼𝗹𝗹𝗮𝗿𝗶, +56%.

Ma ciò che mi sembra più interessante è il tentativo di accompagnare la crescita con una diversificazione geografica e di prodotto.

Accanto alle grandi destinazioni culturali della Via della Seta – Samarcanda, Bukhara e Khiva – l’Uzbekistan sta sviluppando turismo rurale, ecoturismo, turismo montano, gastronomico, wellness e adventure, creando nuovi itinerari nelle aree naturali e investendo nei territori.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗶𝗮̀ 𝟰𝟴 𝗶 “𝘁𝗼𝘂𝗿𝗶𝘀𝘁 𝘃𝗶𝗹𝗹𝗮𝗴𝗲𝘀” 𝘀𝘃𝗶𝗹𝘂𝗽𝗽𝗮𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗶. Nei primi sei mesi del 2026 sono inoltre entrati in funzione 𝟵𝟳 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗶 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟬 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗱𝗼𝗹𝗹𝗮𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼.

La strategia è ambiziosa: entro il 2030 il Paese punta a raggiungere 20 milioni di visitatori internazionali, portare il turismo al 7% del PIL e superare i 6 miliardi di dollari di export turistico. Parallelamente, sta lavorando su masterplan territoriali, infrastrutture, formazione, nuovi prodotti e apertura verso i mercati internazionali.

Ed è proprio su questo punto che il confronto di questi giorni è stato particolarmente interessante.

Crescere non significa soltanto aumentare gli arrivi. Significa decidere dove portare i flussi, quali economie locali attivare e quale patrimonio trasformare in esperienza turistica senza comprometterne l’identità.

Per un Paese che sta entrando rapidamente nei circuiti turistici internazionali, la sfida sarà riuscire a fare della sostenibilità non una correzione successiva alla crescita, ma uno dei criteri con cui progettare la crescita stessa.

È anche questo il senso dell’International Ecotourism and Sustainable Tourism Summit, che quest’anno l’Uzbekistan ha ospitato per la prima volta, riunendo a Tashkent operatori ed esperti provenienti da oltre 20 Paesi.

Una destinazione da osservare nei prossimi anni.

Grazie a 𝗟𝗮𝗿𝗮 𝗣𝗲𝗹𝗹𝗶𝗰𝗰𝗶𝗼𝗹𝗶 per l'intervista! Può l’enogastronomia diventare un’infrastruttura per lo sviluppo dei territo...
01/09/2026

Grazie a 𝗟𝗮𝗿𝗮 𝗣𝗲𝗹𝗹𝗶𝗰𝗰𝗶𝗼𝗹𝗶 per l'intervista! Può l’enogastronomia diventare un’infrastruttura per lo sviluppo dei territori?

È uno dei temi su cui ho avuto il piacere di riflettere sulle pagine di Quotidiano Immobiliare mettendo in relazione turismo, sviluppo territoriale e investimenti.

Quando parliamo di infrastrutture pensiamo normalmente a trasporti, collegamenti, servizi. Ma esiste anche un’infrastruttura fatta di imprese, produzioni agricole, ristorazione, botteghe, paesaggi produttivi, competenze e comunità.

Il turismo enogastronomico ha una caratteristica particolarmente interessante: mette in relazione questi elementi e può trasformarli in una rete economica e sociale. Agricoltura, trasformazione, ospitalità, commercio e cultura diventano parti dello stesso ecosistema territoriale.

𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗮𝘀𝘀𝘂𝗺𝗲 𝘂𝗻 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗿𝗲𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗲.

Recuperare una cascina, un frantoio, una cantina, un mercato o un borgo non significa semplicemente creare un nuovo luogo turistico. L’investimento diventa realmente territoriale quando riattiva funzioni, collega imprese, genera servizi e crea opportunità anche per chi quel territorio lo abita tutto l’anno.

E qui si apre, a mio avviso, una questione importante anche per chi investe nel turismo: il valore di un progetto dipenderà sempre più dalla qualità delle connessioni che riesce a generare intorno a sé.

𝗡𝗼𝗻 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗲 𝗶𝘀𝗼𝗹𝗮𝘁𝗲, 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶, 𝗺𝗮 𝗿𝗲𝘁𝗶 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮𝗹𝗶.

Non semplicemente nuovi posti letto, ma sistemi capaci di tenere insieme produzione, esperienza, servizi, accessibilità e comunità.

Grazie per lo spazio e per l’occasione di confronto.

Per leggere l'articolo, link nel primo commento!

𝗦𝗮𝗺𝗮𝗿𝗰𝗮𝗻𝗱𝗮. 𝗨𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗵𝗶 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶, 𝗽𝗲𝗿 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗶, 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗶 𝗲̀ 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼. La conosciamo per il Registan, le cupole turch...
26/08/2026

𝗦𝗮𝗺𝗮𝗿𝗰𝗮𝗻𝗱𝗮. 𝗨𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗵𝗶 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶, 𝗽𝗲𝗿 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗶, 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗶 𝗲̀ 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼.

La conosciamo per il Registan, le cupole turchesi, le madrase. Ma forse il significato più affascinante di Samarcanda è un altro: essere stata uno dei grandi crocevia delle culture del mondo.

Non a caso UNESCO l’ha iscritta nella World Heritage List come “𝙎𝙖𝙢𝙖𝙧𝙠𝙖𝙣𝙙 – 𝘾𝙧𝙤𝙨𝙨𝙧𝙤𝙖𝙙 𝙤𝙛 𝘾𝙪𝙡𝙩𝙪𝙧𝙚𝙨”. La Via della Seta, del resto, non era soltanto una strada lungo la quale viaggiavano seta, spezie, pietre preziose e altre merci. Viaggiavano 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗻𝘇𝗲, 𝗿𝗲𝗹𝗶𝗴𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗹𝗶𝗻𝗴𝘂𝗲, 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗵𝗲, 𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝗮𝗿𝘁𝗲, 𝗶𝗱𝗲𝗲.

Mercanti, studiosi, artigiani e viaggiatori provenienti da mondi differenti erano costretti a conoscersi, comprendere usi e lingue diverse, negoziare e convivere. Le città lungo queste rotte divennero così luoghi di commercio, ma anche centri di apprendimento e di scambio culturale. E le tracce sono ancora qui.

A 𝗦𝗮𝗺𝗮𝗿𝗰𝗮𝗻𝗱𝗮 si leggono le diverse fasi della storia dell’Asia centrale; l’architettura sviluppata durante l’epoca timuride influenzò territori molto lontani, dalla Persia all’India moghul fino al mondo ottomano. E qui Ulugh Beg fece della città anche uno dei luoghi della conoscenza astronomica del suo tempo. Poi 𝗕𝘂𝗸𝗵𝗮𝗿𝗮, altro grande centro di commercio, cultura e religione. E 𝗞𝗵𝗶𝘃𝗮, città-oasi racchiusa dalle sue mura.

Visitandole oggi mi colpisce soprattutto una cosa: 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗹’𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗵𝗶 𝘀𝗶𝗮 𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼, 𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗮𝗹𝗹’𝗶𝘀𝗼𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼.

È una riflessione che sento particolarmente contemporanea.

In un momento storico nel quale discutiamo molto di confini, identità, religioni e convivenza tra culture differenti, luoghi come Samarcanda ci ricordano che l’incontro tra mondi diversi non è un fenomeno nuovo. Ha attraversato la storia. Ha prodotto contaminazioni, conoscenza, architettura, arte, scienza e nuove identità. Forse è anche questo uno dei valori più profondi del viaggio: scoprire che ciò che oggi percepiamo come lontano è stato, per secoli, profondamente connesso.

Turismo mondiale: nel 2025 il settore raggiunge un nuovo record economicoIl 𝗪𝗼𝗿𝗹𝗱 𝗧𝗿𝗮𝘃𝗲𝗹 & 𝗧𝗼𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺 𝗖𝗼𝘂𝗻𝗰𝗶𝗹 (𝗪𝗧𝗧𝗖) stima ...
24/08/2026

Turismo mondiale: nel 2025 il settore raggiunge un nuovo record economico

Il 𝗪𝗼𝗿𝗹𝗱 𝗧𝗿𝗮𝘃𝗲𝗹 & 𝗧𝗼𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺 𝗖𝗼𝘂𝗻𝗰𝗶𝗹 (𝗪𝗧𝗧𝗖) stima che nel 2025 il turismo abbia generato 𝟭𝟭.𝟲𝟬𝟬 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗱𝗶 𝗱𝗼𝗹𝗹𝗮𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝘁𝗼 𝗮𝗹 𝗣𝗜𝗟 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲, pari al 9,8% dell'economia globale.

Nello stesso anno gli investimenti globali nel comparto hanno superato per la prima volta i 𝟭.𝟬𝟬𝟬 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗱𝗶 𝗱𝗼𝗹𝗹𝗮𝗿𝗶, con una crescita dell'8,5% rispetto al 2024. Le previsioni indicano che entro il 2036 il contributo del settore potrà raggiungere 𝟭𝟳.𝟭𝟬𝟬 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗱𝗶 𝗱𝗼𝗹𝗹𝗮𝗿𝗶, sostenendo quasi 𝟴𝟵 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼.

Il settore ha inoltre sostenuto 𝟯𝟲𝟲 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟱, pari a circa 1 lavoro su 9 a livello globale; gli arrivi internazionali hanno raggiunto un record di 𝟭,𝟱𝟰 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗱𝗶 – pari a 4,2 milioni di persone che attraversano un confine internazionale ogni giorno -, e la spesa dei visitatori internazionali è salita a 𝟮.𝟬𝟬𝟬 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗱𝗶 𝗱𝗼𝗹𝗹𝗮𝗿𝗶, superando per la prima volta il picco pre-pandemico.

Il turismo è cresciuto del 4,1% nel 2025, superando la crescita dell'economia globale nel suo complesso (2,8%) di quasi il 50%.

Dati, questi, che confermano il ruolo del turismo come uno dei principali motori della crescita economica e dell'attrazione di capitali a livello internazionale.

Per scaricare il rapporto link nel primo commento!

La prima tappa del mio viaggio in Uzbekistan è 𝗞𝗵𝗶𝘃𝗮.Dopo il volo da Milano, l’arrivo a Urgench all’alba e poi pochi chi...
22/08/2026

La prima tappa del mio viaggio in Uzbekistan è 𝗞𝗵𝗶𝘃𝗮.

Dopo il volo da Milano, l’arrivo a Urgench all’alba e poi pochi chilometri per entrare in un luogo completamente diverso.

Dentro le mura di Ichan Kala, il centro storico di Khiva, sembra quasi di poter leggere la struttura dell’antica città della Via della Seta: mura color ocra, minareti, madrase, cortili, vicoli e case costruite in terra.

Ma la cosa che cercherò di osservare durante questo viaggio è soprattutto ciò che accade oltre i monumenti.

Come vive oggi una città storica? Quanto spazio rimane alla vita quotidiana? Quale ruolo hanno artigiani, produzioni locali e gastronomia? E come si mantiene autentico un luogo quando aumenta il numero dei visitatori?

È la prima tappa di un viaggio che da Khiva mi porterà a 𝗕𝘂𝗸𝗵𝗮𝗿𝗮, 𝗦𝗮𝗺𝗮𝗿𝗰𝗮𝗻𝗱𝗮 𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗶𝗻𝗲 𝗧𝗮𝘀𝗵𝗸𝗲𝗻𝘁, dove parteciperò come keynote speaker alla 𝗘𝗰𝗼𝘁𝗼𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺 & 𝗦𝘂𝘀𝘁𝗮𝗶𝗻𝗮𝗯𝗹𝗲 𝗧𝗼𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺 𝗖𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝗰𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲.

Per ora, il viaggio comincia da qui.

Keynote speaker in Uzbekistan per la Ecotourism & Sustainable Tourism Conference 2026.Parto per Tashkent, dove il 26 ago...
22/08/2026

Keynote speaker in Uzbekistan per la Ecotourism & Sustainable Tourism Conference 2026.
Parto per Tashkent, dove il 26 agosto interverrò alla conferenza internazionale dedicata al futuro del turismo sostenibile, insieme a speaker ed esperti provenienti da diversi Paesi.
È anche l’occasione per conoscere da vicino una destinazione che negli ultimi anni sta vivendo una fase di forte trasformazione turistica.
L’Uzbekistan ha accelerato la propria apertura internazionale e sta investendo sul turismo come settore strategico: infrastrutture, ricettività, collegamenti, valorizzazione del patrimonio culturale e diversificazione dell’offerta.
I risultati sono già molto significativi. Nel 2025 il Paese ha raggiunto 11,7 milioni di visitatori internazionali, contro i 2,7 milioni del 2017, mentre il valore delle esportazioni di servizi turistici è passato da 531 milioni a 4,8 miliardi di dollari.
Ma è soprattutto la visione per i prossimi anni a essere interessante: entro il 2030 l’Uzbekistan punta a raggiungere 20 milioni di visitatori internazionali, portare il contributo del turismo al PIL dal 3,5% al 7% e aumentare sensibilmente permanenza e spesa dei visitatori.
Numeri importanti, dietro i quali c’è una domanda che mi interessa particolarmente: come si costruisce oggi una destinazione turistica internazionale?
Prima di Tashkent attraverserò Khiva, Bukhara e Samarcanda, lungo alcune delle grandi direttrici storiche della Via della Seta.
Sarà quindi un viaggio, ma anche un’occasione di osservazione e confronto: per capire come l’Uzbekistan stia organizzando la propria crescita, come stia valorizzando un patrimonio straordinario e quali scelte stia facendo per il turismo del futuro.

Sono stata in visita da Fragonard Parfumeur, in Costa Azzurra, e quello che mi colpisce non è soltanto la capacità di ra...
21/08/2026

Sono stata in visita da Fragonard Parfumeur, in Costa Azzurra, e quello che mi colpisce non è soltanto la capacità di raccontare il profumo e il savoir-faire locale.

È soprattutto la storia del loro modello turistico.

Fragonard apre la propria fabbrica ai visitatori praticamente fin dalla nascita, nel 1926. Un’intuizione che, letta con gli occhi di oggi, sembra estremamente contemporanea: portare le persone dentro il luogo di produzione, raccontare come nasce il prodotto, trasformare il savoir-faire in esperienza e creare una relazione diretta tra impresa e visitatore.

Da allora il sistema si è ampliato: Grasse, Èze, Parigi, fabbriche visitabili e musei dedicati al profumo, al costume e all’arte.

Ma c’è un dato che rende questo modello ancora più interessante: secondo Entreprise et Découverte, Fragonard arriva a generare fino al 50% del proprio fatturato attraverso la visita d’impresa, con oltre 1 milione di visitatori ogni anno.

La visita, quindi, non è semplicemente uno strumento di comunicazione o un servizio aggiuntivo: diventa parte integrante del modello economico. Il visitatore conosce il processo produttivo, comprende il valore del savoir-faire e conclude il percorso nello spazio di vendita, creando una relazione diretta tra esperienza e acquisto.

È un bellissimo esempio di come il turismo d’impresa possa essere contemporaneamente strumento di valorizzazione culturale, marketing, distribuzione, vendita diretta e sviluppo turistico del territorio.

Ed è forse questa la riflessione più interessante: quasi cent’anni fa Fragonard aveva già compreso qualcosa su cui oggi stiamo ancora lavorando molto.

Aprire i luoghi della produzione significa trasformare un prodotto in una storia, una storia in un’esperienza e l’esperienza in valore economico.

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