03/06/2026
𝗜𝗹 𝗥𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗨𝗻𝗶𝘁𝗼 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗮𝘀𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗹’𝗲𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗲𝗻𝗼𝗴𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼𝗿𝗮𝗻𝗲𝗼.
Nonostante una reputazione gastronomica storicamente meno consolidata rispetto ai Paesi mediterranei, la Gran Bretagna ha saputo costruire un modello innovativo basato su creatività, partecipazione attiva e forte connessione con i territori.
Nel contributo di 𝗚𝗿𝗲𝗴 𝗥𝗶𝗰𝗵𝗮𝗿𝗱𝘀 emerge chiaramente come il turismo food britannico si stia trasformando in una forma di “𝗰𝗿𝗲𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗳𝗼𝗼𝗱 𝘁𝗼𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺”: non più semplice consumo di prodotti locali, ma coinvolgimento diretto dei visitatori attraverso workshop, corsi, laboratori, esperienze con produttori e artigiani e attività che permettono di apprendere, creare e condividere.
I numeri confermano questa dinamica. Nel 2023 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝟭,𝟱 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 hanno visitato vigneti e cantine del Regno Unito, con una crescita del 55% rispetto all'anno precedente. Oggi sono circa 300 le aziende vitivinicole aperte al pubblico, segnale di un comparto che sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nell'offerta turistica nazionale.
Ma il dato più interessante riguarda il cambiamento di paradigma: 𝗶𝗹 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗶𝘀𝗶𝗲𝗱𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼, 𝗯𝗲𝗻𝘀𝗶̀ 𝗻𝗲𝗹𝗹'𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗮𝗱 𝗲𝘀𝘀𝗼. È la stessa evoluzione descritta da Richards, che evidenzia il passaggio da esperienze centrate sul cibo a veri e propri "foodscapes", ecosistemi in cui gastronomia, cultura, paesaggio, comunità e creatività diventano parte integrante dell'esperienza turistica.
🔗 Il contributo completo nel link al primo commento!