Roberta Garibaldi

Roberta Garibaldi Expert, Keynote speaker, Professor. https://linktr.ee/RobertaGaribaldi

Ho reso la passione della mia vita il mio lavoro e sto realizzando i miei sogni: credo nel turismo come leva per lo sviluppo dell’Italia, un brand di inestimabile valore, riconosciuto ovunque nel mondo, e convoglio le mie energie nella ricerca e nella sensibilizzazione su questo tema. Il mio approccio inizia dallo studio del fenomeno e si concretizza con l’applicazione della ricerca nella pratica

quotidiana, con l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni e gli stakeholder per fare sistema e costruire il futuro basato sulla sostenibilità dell’offerta turistica a livello economico, sociale e ambientale. Il mio impegno è profuso nella diffusione di una cultura della collaborazione e della condivisione di strumenti, risorse e conoscenze in management e marketing turistico; ritengo la ricerca una spinta determinante verso l’innovazione. Amo viaggiare, conoscere le differenti culture e convogliare gli studi e le esperienze maturate nello sviluppo di strategie finalizzate alla crescita e al consolidamento del turismo. Questa passione mi ha portato a visitare piu di 100 Paesi nel mondo, un arricchimento di visioni ed esperienze da condividere. Durante questi vent’anni di lavoro ho potuto approfondire le numerose sfaccettature del mondo dei viaggi, del settore turismo e dell’ambito cultura, ricoprendo ruoli diversi a livello internazionale e nazionale. Sono professore di Tourism Management all’Università degli Studi di Bergamo, sono Vice Presidente del Comitato Turismo del OECD (OCSE), ho ricoperto la carica di Amministratore Delegato di ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo. Sono key note speaker ai principali eventi mondiali sul turismo, dal Forum di Davos a quelli di Unwto. Ho scritto o curato 22 libri e decine di articoli in riviste scientifiche italiane e straniere focalizzati su tutti gli aspetti legati al turismo: culturale, enogastronomico, termale e congressuale, dalla gestione degli agriturismi a quella dei villaggi vacanze, dalle risorse umane nel settore turismo fino alle nuove sfide offerte da internet e dalle nuove tecnologie. Da anni mi dedico alla valorizzazione del turismo enogastronomico, pubblicando il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano, giunto alla quinta edizione nel 2022, che punta a fare un quadro di un settore in forte evoluzione, grazie ad analisi quanti-qualitative, ricerche inedite e contributi di autorevoli esperti del mondo accademico e scientifico, nazionali e internazionali.

17/06/2026

A 𝗖𝗮𝘀𝗮 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮, su Rai - Radiotelevisione Italiana, ho avuto l’occasione di parlare di come il turismo enogastronomico stia entrando in una fase nuova. Non è più soltanto scoperta di prodotti, territori e tradizioni: diventa sempre più uno 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗯𝗲𝗻𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲, 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼.

Alcuni trend, in particolare, stanno ridefinendo la domanda turistica:

𝗟𝗼𝗻𝗴𝗲𝘃𝗶𝘁𝘆
Il viaggio enogastronomico si collega sempre più al desiderio di vivere meglio e più a lungo. Non si tratta solo di “mangiare bene”, ma di 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗼𝗽𝗿𝗶𝗿𝗲 𝘀𝘁𝗶𝗹𝗶 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶, 𝗿𝗶𝘁𝗺𝗶, 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶 𝗿𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶, 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗴𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗲 𝗲 𝘁𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 che possono contribuire al benessere psicofisico.

𝗜𝗻𝘁𝗶𝗺𝗶𝘁𝗮̀
Cresce il valore delle 𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗹𝘁𝗲, 𝗮𝘂𝘁𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲, 𝗮 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗶 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗶. Il turista cerca momenti meno standardizzati, più profondi, capaci di generare ascolto, relazione diretta con i produttori e immersione reale nel luogo.

𝗖𝗼𝗺𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝘆
Il turismo enogastronomico è anche 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗺𝗶: tra visitatori e comunità locali, tra imprese e territori, tra persone che condividono valori, interessi e modi di vivere. Le esperienze più forti non sono solo quelle che si consumano, ma quelle che fanno sentire parte di una storia collettiva.

Per l’Italia questa evoluzione è particolarmente importante. Il nostro patrimonio enogastronomico può diventare una leva per redistribuire i flussi, valorizzare aree rurali e interne, rafforzare le imprese locali e proporre un’idea di turismo più sostenibile, umano e contemporaneo.

La sfida non è aggiungere semplicemente nuove attività all’offerta turistica, ma ripensare il turismo enogastronomico come 𝗽𝗶𝗮𝘁𝘁𝗮𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗯𝗲𝗻𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲, 𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.

Grazie a 𝗖𝗮𝘀𝗮 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 per aver dato spazio a questi temi, oggi centrali per il futuro del turismo italiano.

𝗟’𝗔𝗿𝗺𝗲𝗻𝗶𝗮 𝗰𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗱𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝘃𝗶𝗻𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼, 𝗺𝗮 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲, 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗲 𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮̀.  Nel contributo d...
16/06/2026

𝗟’𝗔𝗿𝗺𝗲𝗻𝗶𝗮 𝗰𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗱𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝘃𝗶𝗻𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼, 𝗺𝗮 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲, 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗲 𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮̀.

Nel contributo di 𝗭𝗮𝗿𝘂𝗵𝗶 𝗠𝘂𝗿𝗮𝗱𝘆𝗮𝗻, della Vine and Wine Foundation of Armenia, emerge una storia vitivinicola straordinaria: dalla grotta di Areni-1, dove è stata scoperta una delle più antiche cantine conosciute al mondo, fino alla rinascita contemporanea delle cantine armene.

Ciò che rende particolarmente interessante questo Paese è la presenza di molte viti non innestate, radicate direttamente nei suoli originari, alcune con oltre 120 anni di età. Un elemento che parla di resilienza, continuità e biodiversità. Le uve autoctone, come 𝗦𝗲𝘃 𝗔𝗿𝗲𝗻𝗶 𝗲 𝗩𝗼𝘀𝗸𝗲𝗵𝗮𝘁, raccontano un legame profondo tra viticoltura, altitudine, terreni vulcanici e cultura locale. Le cinque regioni vinicole — 𝗩𝗮𝘆𝗼𝘁𝘀 𝗗𝘇𝗼𝗿, 𝗔𝗿𝗺𝗮𝘃𝗶𝗿, 𝗔𝗿𝗮𝗿𝗮𝘁, 𝗔𝗿𝗮𝗴𝗮𝘁𝘀𝗼𝘁𝗻 𝗲 𝗧𝗮𝘃𝘂𝘀𝗵 — esprimono ciascuna un diverso rapporto tra paesaggio, tradizione e innovazione.

Dal punto di vista del turismo enogastronomico, l’Armenia rappresenta un caso molto interessante: non propone soltanto degustazioni, ma un’esperienza culturale integrata, in cui vino, monasteri, ospitalità, memoria storica e identità territoriale diventano parte di un unico racconto. È qui che il turismo del vino mostra il suo potenziale più alto: non come semplice visita in cantina, ma come 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗣𝗮𝗲𝘀𝗲, 𝗿𝗮𝗳𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗲 𝗹𝗼𝗰𝗮𝗹𝗶 𝗲 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶 𝗮𝗴𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗶 𝗲 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗽𝗼𝗰𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝘂𝘁𝗶.

Un ringraziamento a Zaruhi Muradyan per il contributo al Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2025.

Per scaricare il rapporto, link nel primo commento!

𝗗𝗢𝗣, 𝗜𝗚𝗣 𝗲 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼: 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗳𝗶𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀Con il nuovo Decreto Ministeriale sui Consorzi di tutela, ...
15/06/2026

𝗗𝗢𝗣, 𝗜𝗚𝗣 𝗲 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼: 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗳𝗶𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀

Con il nuovo Decreto Ministeriale sui Consorzi di tutela, che attua il Regolamento europeo 2024/1143, l'Italia rafforza il ruolo delle Indicazioni Geografiche come strumenti di sviluppo economico e territoriale.

Tra le novità più significative vi è il 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗧𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗗𝗢𝗣 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝗴𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗻𝗼𝗺𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶. Un passaggio importante perché sancisce, anche sul piano normativo, ciò che da tempo osserviamo sul mercato: i prodotti DOP e IGP non sono solo eccellenze agroalimentari, ma potenti attrattori turistici capaci di generare esperienze, identità e valore per i territori.

Il decreto attribuisce inoltre ai Consorzi nuove funzioni in materia di:
✔ gestione dell'offerta e programmazione produttiva;
✔ sostenibilità ambientale, sociale ed economica;
✔ tutela e valorizzazione delle denominazioni;
✔ promozione del legame tra prodotto, territorio e comunità locali.

I Consorzi potranno dunque assumere un ruolo ancora più attivo nello sviluppo di percorsi esperienziali, itinerari tematici, attività educative e iniziative capaci di trasformare il patrimonio agroalimentare certificato in una leva di sviluppo locale.

Un segnale importante che va nella direzione di una visione sempre più integrata tra 𝗮𝗴𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮, 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮, 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗲 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀. Il passo successivo sarebbe quello di armonizzare le competenze nel turismo enogastronomico e semplificare le procedure per le imprese.

L’Emilia-Romagna dimostra che nel turismo enogastronomico non vincono i territori con più prodotti, ma quelli che riesco...
12/06/2026

L’Emilia-Romagna dimostra che nel turismo enogastronomico non vincono i territori con più prodotti, ma quelli che riescono a fare sistema.

Oggi ne abbiamo parlato a Modena, presso Acetaia Giusti, nell’ambito della 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗮𝗱𝗲 𝗶𝗻 𝗜𝘁𝗮𝗹𝘆, durante l’incontro promosso da 𝗖𝗼𝗻𝗳𝗶𝗻𝗱𝘂𝘀𝘁𝗿𝗶𝗮 𝗘𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮-𝗥𝗼𝗺𝗮𝗴𝗻𝗮.

L’Emilia-Romagna rappresenta uno dei casi più interessanti a livello internazionale perché ha saputo costruire nel tempo un 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮𝗴𝗿𝗼𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶, 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮, 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼, 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗮𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗲 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼. Un approccio che ha permesso di trasformare grandi eccellenze in un sistema territoriale riconoscibile, competitivo e capace di generare valore diffuso.

Parmigiano Reggiano, Aceto Balsamico di Modena, Prosciutto di Parma, pasta fresca, Motor Valley, città d’arte e campagne produttive non vengono raccontati come attrazioni separate, ma come parti di una stessa identità territoriale.

È forse questa la lezione più importante che l’Emilia-Romagna offre oggi ad altri territori: il vantaggio competitivo non nasce dalla semplice presenza di prodotti iconici, ma dalla capacità di collegarli tra loro, costruendo una narrazione coerente e una visione condivisa di sviluppo.

Un ringraziamento a Claudio Stefani, Presidente della Filiera Agroalimentare di Confindustria Emilia Area Centro e alla guida di una delle realtà simbolo del Made in Italy, e ad Agostino Scialfa, Presidente della Filiera Turismo e Cultura, per l’invito, l’accoglienza e il confronto su temi centrali per il futuro dei territori.

La visita alle antiche acetaie e alle batterie storiche di Acetaia Giusti ha rappresentato un esempio concreto di come il patrimonio produttivo possa diventare anche patrimonio culturale e turistico, contribuendo a rafforzare il posizionamento internazionale dell’Italia e delle sue eccellenze. Sono 𝟰𝟱.𝟬𝟬𝟬 𝗶 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗼.

In un’epoca in cui si parla spesso di individualismo, vale la pena ricordare il ruolo che i club di servizio continuano ...
10/06/2026

In un’epoca in cui si parla spesso di individualismo, vale la pena ricordare il ruolo che i club di servizio continuano a svolgere nelle nostre comunità.

Sono luoghi in cui si raccolgono risorse per sostenere progetti sociali, ma anche spazi in cui si costruiscono relazioni, si condividono valori e si mette a disposizione il proprio tempo per il bene comune. Dietro ogni service ci sono persone che scelgono di impegnarsi concretamente per gli altri.

Nei giorni scorsi ho partecipato alla Charter Night per il trentesimo anniversario del 𝗟𝗶𝗼𝗻𝘀 𝗖𝗹𝘂𝗯 𝗕𝗲𝗿𝗴𝗮𝗺𝗼 𝗦𝗮𝗻𝘁’𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼.

È stata l’occasione per ritrovare amici con cui ho condiviso una parte importante del mio percorso associativo. Persone che magari si incontrano solo una o due volte all’anno, ma con le quali rimane un legame autentico costruito attraverso anni di progetti, sfide e amicizia.

Ho avuto l’onore di presiedere il Club nell’anno sociale 2011-2012 e conservo un ricordo particolarmente significativo di quel periodo.

Tra le esperienze che porto con me vi è il 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝗰𝘂𝗽𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗲𝗰𝗰𝗲𝗱𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗰𝗼𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶, con un duplice obiettivo: creare opportunità di lavoro per persone in situazione di fragilità e trasformare ciò che sarebbe diventato scarto in un aiuto concreto per chi era in difficoltà portato poi avanti dal Lions Host.

Le attività mi valsero anche il riconoscimento Melvin Jones Fellow, uno dei più importanti conferiti dal Lions Clubs International.

Guardando ai trent’anni del Club, ciò che colpisce è il valore generato nel tempo: decine di service, progetti e interventi a favore della comunità, resi possibili dall’impegno volontario di tante persone.

Per me, inoltre, il tema del servizio ha anche una dimensione familiare. Mia nonna è stata tra le fondatrici del Soroptimist Club di Bergamo. Mia figlia Camilla è stata presidente dell’Interact lo scorso anno e oggi prosegue il proprio percorso nel Rotaract. Tre generazioni diverse, organizzazioni diverse, ma unite dalla stessa idea: dedicare una parte del proprio tempo, delle proprie competenze e delle proprie energie alla comunità.

Il tema della serata era “𝙏𝙧𝙚𝙣𝙩’𝙖𝙣𝙣𝙞 𝙙𝙞 𝙨𝙚𝙧𝙫𝙞𝙯𝙞𝙤 𝙚 𝙖𝙢𝙞𝙘𝙞𝙯𝙞𝙖”. Credo che queste due parole sintetizzino perfettamente ciò che ho ritrovato ieri sera e ciò che rende ancora attuali i club di servizio: la capacità di trasformare relazioni e valori condivisi in azioni concrete per il bene comune.

Complimenti al Lions Club Bergamo Sant’Alessandro per questo importante traguardo e auguri per i prossimi trent’anni di servizio e amicizia.

𝗘𝗻𝗼𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗶𝗻 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮: 𝗱𝗮𝘁𝗶, 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗲 𝗹𝗲𝘃𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝘃𝗶𝗹𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗰𝗮𝗻𝘁𝗶𝗻𝗲Come stanno evolvendo le cantine italiane nell’acco...
09/06/2026

𝗘𝗻𝗼𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗶𝗻 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮: 𝗱𝗮𝘁𝗶, 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗲 𝗹𝗲𝘃𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝘃𝗶𝗹𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗰𝗮𝗻𝘁𝗶𝗻𝗲

Come stanno evolvendo le cantine italiane nell’accoglienza turistica? E quanto sono allineate rispetto ai benchmark internazionali?

Per rispondere a queste domande abbiamo realizzato un nuovo rapporto sull’enoturismo, basato su:

✔ 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝘂𝗿𝘃𝗲𝘆 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗹𝗲 𝗰𝗮𝗻𝘁𝗶𝗻𝗲 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗲
✔ 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗱𝗮𝘁𝗶 𝗲 𝘁𝗿𝗲𝗻𝗱 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶
✔ 𝘂𝗻’𝗮𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝗶 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝗼𝗳𝗳𝗲𝗿𝘁𝗮

Cosa emerge dall’analisi:

- 𝘂𝗻 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗼𝗳𝗳𝗲𝗿𝘁𝗮 𝗶𝗻 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮, con esperienze sempre più strutturate
- importanti punti di forza legati a 𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮̀, 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲
- ma anche alcune criticità ricorrenti: → 𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗰𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 → 𝗰𝗮𝗽𝗮𝗰𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗼𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 → 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼

Proprio questi elementi rappresentano oggi la principale leva di sviluppo per intercettare una domanda internazionale sempre più evoluta.

Il lavoro, sviluppato insieme a SRM Studi Ricerche Mezzogiorno (Gruppo Intesa Sanpaolo) e in collaborazione con Riva del Garda Fierecongressi, nasce nell’ambito del FINE Wine Tourism Marketplace.

Una ricerca che conferma come l’enoturismo non sia più un’attività accessoria, ma un vero asset strategico per lo sviluppo dei territori del vino.

Il Rapporto è disponibile gratuitamente. Scaricalo al link nel primo commento!

𝗜𝗹 𝗥𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗨𝗻𝗶𝘁𝗼 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗮𝘀𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗹’𝗲𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗲𝗻𝗼𝗴𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲...
03/06/2026

𝗜𝗹 𝗥𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗨𝗻𝗶𝘁𝗼 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗮𝘀𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗹’𝗲𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗲𝗻𝗼𝗴𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼𝗿𝗮𝗻𝗲𝗼.

Nonostante una reputazione gastronomica storicamente meno consolidata rispetto ai Paesi mediterranei, la Gran Bretagna ha saputo costruire un modello innovativo basato su creatività, partecipazione attiva e forte connessione con i territori.

Nel contributo di 𝗚𝗿𝗲𝗴 𝗥𝗶𝗰𝗵𝗮𝗿𝗱𝘀 emerge chiaramente come il turismo food britannico si stia trasformando in una forma di “𝗰𝗿𝗲𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗳𝗼𝗼𝗱 𝘁𝗼𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺”: non più semplice consumo di prodotti locali, ma coinvolgimento diretto dei visitatori attraverso workshop, corsi, laboratori, esperienze con produttori e artigiani e attività che permettono di apprendere, creare e condividere.

I numeri confermano questa dinamica. Nel 2023 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝟭,𝟱 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 hanno visitato vigneti e cantine del Regno Unito, con una crescita del 55% rispetto all'anno precedente. Oggi sono circa 300 le aziende vitivinicole aperte al pubblico, segnale di un comparto che sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nell'offerta turistica nazionale.

Ma il dato più interessante riguarda il cambiamento di paradigma: 𝗶𝗹 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗶𝘀𝗶𝗲𝗱𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼, 𝗯𝗲𝗻𝘀𝗶̀ 𝗻𝗲𝗹𝗹'𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗮𝗱 𝗲𝘀𝘀𝗼. È la stessa evoluzione descritta da Richards, che evidenzia il passaggio da esperienze centrate sul cibo a veri e propri "foodscapes", ecosistemi in cui gastronomia, cultura, paesaggio, comunità e creatività diventano parte integrante dell'esperienza turistica.

🔗 Il contributo completo nel link al primo commento!

Oggi ho avuto il piacere di partecipare al 3° Congresso Internazionale – Festival dell’Olivo ELIA Lesvos confest, ospita...
28/05/2026

Oggi ho avuto il piacere di partecipare al 3° Congresso Internazionale – Festival dell’Olivo ELIA Lesvos confest, ospitato nell’isola di L***o, in Grecia, all’interno della sessione dedicata alla 𝗰𝗿𝗲𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮̀ 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗼 𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗹𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗼𝗹𝗶𝗼 𝗱’𝗼𝗹𝗶𝘃𝗮.

Un’occasione importante – costruita con il supporto di International Olive Council, Yale University e Πανεπιστήμιο Αθηνών - University of Athens - per confrontarsi sul ruolo dell’oleoturismo, della valorizzazione territoriale e delle esperienze legate all’olio extravergine di oliva come leva di sviluppo sostenibile, culturale ed economico per le destinazioni rurali e mediterranee.

È stato particolarmente interessante dialogare con esperti internazionali e approfondire, accanto a 𝗘𝗺𝗺𝗮𝗻𝗼𝘂𝗶𝗹 𝗞𝗮𝗿𝗽𝗮𝗱𝗮𝗸𝗶𝘀 e al 𝗗𝗿. 𝗝𝘂𝗮𝗻 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗣𝗮𝗿𝗶𝗹𝗹𝗮 𝗚𝗼𝗻𝘇𝗮𝗹𝗲𝘀, come la costruzione di una narrazione integrata della filiera possa rafforzare il posizionamento dei territori e generare valore per comunità locali, produttori e turismo.

Ringrazio gli organizzatori di 𝗘𝗹𝗶𝗮 𝗟𝗲𝘀𝘃𝗼𝘀 𝗖𝗼𝗻𝗳𝗲𝘀𝘁 per l’invito e tutti gli attori coinvolti nell’iniziativa.

Onorata di ricevere il Premio Giornalismo Turismo Culturale “Xenia”, promosso all’interno del simposio internazionale “N...
26/05/2026

Onorata di ricevere il Premio Giornalismo Turismo Culturale “Xenia”, promosso all’interno del simposio internazionale “Networks, Markets & People”, ospitato dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

La manifestazione scientifica internazionale è dedicata ai temi della rigenerazione territoriale, del patrimonio culturale, delle aree interne, dell’overtourism e dello sviluppo sostenibile dei territori.

Il Symposium è promosso da ECHE Lab e LaborEM dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, insieme ad ASTRI – Associazione Scientifica per la Ricerca Interdisciplinare e gli Studi Regionali, BRIA – Byzantine Route International Association e dal Comitato Nazionale Italiano di ICOMOS.

L’iniziativa coinvolge inoltre una rete internazionale di università, centri di ricerca e società scientifiche, tra cui SIEV, SITdA, SIRA, SISTur e AGEI, a conferma del valore multidisciplinare del confronto scientifico proposto da “Networks, Markets & People”.

Ringrazio il Rotary Club Scilla Costa Viola che lo ha promosso con il Presidente Tromba, Francesco Calabrò presidente di Icomos, la giuria presieduta da Marlena Buscemi e tutti gli organizzatori per questo riconoscimento.

Complimenti anche agli altri premiati. Fratelli Bros - Antonio e Marco Manetti, Mauro Valentini e alla menzione speciale assegnata a Vittorio Porpiglia e Giuseppe Ribuffo.

Ricevere questo premio in Calabria assume per me un significato particolare: il turismo culturale ed enogastronomico può rappresentare uno strumento concreto di valorizzazione delle identità territoriali, di riequilibrio dei flussi e di sviluppo sostenibile delle aree interne e dei territori marginali, temi oggi più che mai centrali nel dibattito internazionale.

un momento dedicato alla ricerca sulle malattie rare, a sostegno della Fondazione A.R.M.R. – Aiuti alla Ricerca Malattie...
24/05/2026

un momento dedicato alla ricerca sulle malattie rare, a sostegno della Fondazione A.R.M.R. – Aiuti alla Ricerca Malattie Rare.

In Italia convivono con una malattia rara circa 2 milioni di persone. Dietro questi numeri ci sono famiglie, percorsi complessi, diagnosi spesso difficili e un grande bisogno di ricerca, competenze e supporto.

La Fondazione A.R.M.R. nasce proprio con questo obiettivo: sostenere la ricerca scientifica, finanziare borse di studio, favorire diagnosi più tempestive e accompagnare concretamente le persone che affrontano queste patologie.

Un plauso al Professor Silvio Garattini, che ha dedicato gran parte della propria vita alla ricerca scientifica e alla tutela della salute pubblica, e a Daniela Guadalupi, che ha creato questa Fondazione portandola avanti con passione, impegno e grande sensibilità umana.

La ricerca non è mai qualcosa di astratto: significa possibilità, speranza e futuro per migliaia di persone.

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