23/04/2026
Condividiamo una recensione di "Memorie di un Sonatore di Basso" di Gianni Maroccolo scritta con cura e maestria da Stefano Solventi e pubblicata oggi su Sentireascoltare.
Vi raccomandiamo di prendetevi un minuto per leggerla: coglie l'essenza del libro entrando in profondità, grazie Stefano! ❤
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..emerge insomma il cuore ora lucido e ora sfocato ma pur sempre pulsante del ricordo che ancora sembra tremare nel petto, degli accadimenti che comunque accadono e le cui conseguenze sono conti sempre aperti con la vita, con l’immaginare la vita, col bisogno e l’attitudine di farne uno spazio di incontro, confronto, scoperta, mutazione.
Proprio questa tensione corale si riflette nella forma del racconto a più voci, che prende le mosse già con l’introduzione affidata al filosofo della scienza Telmo Pievani (il quale con Marok ha collaborato in Nomadic) e col godibilissimo racconto-prefazione di Sacha Naspini, per poi diventare una sorta di contrappunto narrativo allo srotolarsi del filo mnemonico di Maroccolo, al quale si alternano pagine a firma Claudio Rocchi, Alberto Pirelli, Giorgio Canali (caustico e spassoso come sempre) e Giovanni Gasparini, fino all’intervento in postfazione di Giovanni Lindo Ferretti (che ripercorre quattro decenni con passo vertiginoso e solenne).
Interessante notare come tra i termini “sonatore” e “sognatore” passi appena un carattere di differenza, alludendo alla contiguità di due concetti che nel caso in questione sembrano in più casi sovrapporsi, come quando Maroccolo scrive: “Se si è in grado di cogliere i segni e di interpretare gli eventi, si può morire e rinascere più volte”...
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📌 Recensione: https://www.sentireascoltare.com/recensioni/gianni-maroccolo-memorie-di-un-sonatore-di-basso/
📌 Nei commenti trovate il link al nostro shop che raccoglie tutto quanto abbiamo pubblicato su Gianni Maroccolo.
Tra memoir e anti-autobiografia, Maroccolo smonta la linearità del racconto per restituire una memoria collettiva, fragile e stratificata. Un libro-corpo a più voci dove la musica accade ancora: nei margini, nelle crepe, nelle relazioni che si accendono e si consumano.