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Una nuova edizione dei Fasti Hesperiani, il libro-calendario illustrato della Societas Hesperiana, contenente il calenda...
25/02/2026

Una nuova edizione dei Fasti Hesperiani, il libro-calendario illustrato della Societas Hesperiana, contenente il calendario arcaico valido da Marzo 2026 a Febbraio 2027 è alle porte.

Alcuni nostri titoli, ad un prezzo scontato, saranno disponibili in allegato all'ordine dell'Almanacco. A breve l'elenco dei testi.

Valete Optime!

ALMANACCO DEI FASTI HESPERIANI – XIII° edizione in uscita!

Annunciamo la pubblicazione imminente della nuova edizione dei Fasti Hesperiani, almanacco illustrato contenente il nostro calendario luni-solare dei riti e delle festività, valido da Marzo 2026 e.c. a Febbraio 2027 e.c.

Come sempre, ricordiamo che il nostro calendario comincia in Marzo, seguendo la tradizione dei più antichi calendari della Roma arcaica e non in Gennaio.

Il Capodanno Marzio, secondo il nostro computo lunisolare, cadrà relativamente tardi: Giovedì 19 Marzo, in fase di Luna Nuova (Calende).

Infatti, anche se Febbraio sta per concludersi, nel ciclo della Luna ci troviamo ancora agli inizi del mese di Mercedonio, una lunazione aggiuntiva inserita per riallineare il calendario al ciclo del Sole.

In ogni caso, l’Almanacco sarà disponibile ben prima del Capodanno Lunare, già nei primi giorni di Marzo, con le consuete spiegazioni aggiornate dei Mesi e nuove illustrazioni di Feles Art, accompagnate da nuovi testi inediti e citazioni classiche sulla natura degli Dei, dei Miti e dei Riti d'Italia-Hesperia.

Essendo prima di tutto una pubblicazione interna, destinata ai Sodali e agli Amici del Sodalizio, le copie destinate alla vendita sono, come sempre, molto limitate.

Per riceverne una copia o per ulteriori informazioni, scriveteci un messaggio privato.

Che gli ultimi giorni dell’Anno Sacro Italico vi siano propizi!
Ambrones!

"FEBBRAIO E LE FESTE DI PURIFICAZIONE"Un classico articolo hesperiano nuovamente disponibile per la lettura integrale su...
15/02/2026

"FEBBRAIO E LE FESTE DI PURIFICAZIONE"

Un classico articolo hesperiano nuovamente disponibile per la lettura integrale sul sito Perennitas.it. Link nei commenti al post principale.

Lupercalia, la Luna del Lupo: una delle Feste più sentite del calendario romano. Spesso paragonata, un po' a sproposito, alla modernissima festa di San Valentino, la Festa presenta molte più analogie con i lati più profondi e reconditi dei Carnevali tradizionali italiani ed europei, ed affonda le proprie radici in un passato primigenio e ancestrale.

Assieme ai Februalia, e ad altri momenti, riti e costumi inerenti a Febbraio, l'ultimo Mese dell'Anno Sacro Romano-Italico, i Lupercalia fanno parte di un ciclo di Feste di Purificazione, che lustrano i mali visibili e invisibili prima dell'inizio della Primavera, e del nuovo anno, che tradizionalmente comincia a Marzo.

Che la Primavera ventura ci trovi purificati e rinnovati!



SUPERUOMO O MEZZUOMO? Il Grande Rito della Disperazione sovrumanista.(articolo apparso su: Perennitas.it) “Nullus locus ...
02/02/2026

SUPERUOMO O MEZZUOMO?
Il Grande Rito della Disperazione sovrumanista.

(articolo apparso su: Perennitas.it)

“Nullus locus sine genio, sive mas sive foemina”.
“Nessun luogo è senza un genio, che sia maschio o che sia femmina” – (Servio).

L’uomo superiore, ad esempio il Vir romano, consapevole della propria origine divina e stellare, del proprio quid sottile, onora il rapporto col mondo non manifesto dal quale proviene, interagendo con gli spiriti invisibili (Dei, Geni, Demoni, Mani, Lari, Lasi, Penati, Compitali). Solo così può dirsi Vir, differenziandosi dall’homo, che in buona sostanza indica un semplice dato biologico.

Può sembrare drastico, perentorio e brutale, ma un uomo senza i riti che gli consentono il collegamento col sovramondo, non potrà mai essere, in ossequio alla sua natura profonda e complessa, un Vir, un uomo compiuto. E la stessa condizione è valida per le famiglie, i popoli, gli Stati.

“La rovina degli Stati, la distruzione delle famiglie, e l’annientamento dei singoli sono stati sempre preceduti dall’abbandono dei riti… Essi forniscono i canali attraverso i quali noi possiamo cogliere le vie del cielo”.

(Atharva-Veda, XII, 1,1).

Secondo la Tradizione indo-aria, insieme a “verità, ordine, ascesi”, le formule e i sacrifici rituali sono i sostegni delle organizzazioni umane.

Il superuomo quindi, letteralmente e non nelle suggestioni ideologiche, non è l’uomo che deve provvedere all’intero orizzonte dell’esistenza, basandosi sul presupposto indimostrato che gli Dei siano morti o scomparsi, ma l’uomo che, semmai, riprende il contatto con essi interrotto da secoli di oppressione psichica di origine abramitica, alla quale si aggiunsero successivamente i deliri materialisti e positivisti più recenti, figli ed agenti dello stesso ente.

L’ipotesi sovrumanista relativa alla “morte di Dio” o “degli Dei” (le due formule convivono nel variegato mondo prometeico-transumanista) è un postulato manchevole dei minimi requisiti di conoscenza necessari ad affermare qualcosa di così grave e profondo (e fantasioso).
Chi può determinare con certezza la “morte” delle forze invisibili? Verrebbe da dire che può farlo chi, al contempo, può garantire che esse esistono.
Un sacerdote quindi o forse basta un teologo. Potrebbe essere un filosofo ma, come sappiamo, tertium non datur.
La religione non è una filosofia in senso moderno, una teoria costruita nel tempo e nella mente. E’ qualcosa che affonda le sue radici nella notte dei tempi ed ha valenze che vanno oltre l’idea e la parola.

Quindi, chi possiederebbe la conoscenza necessaria per stabilire che il rapporto tra Uomini e Dei si è interrotto? E tale interruzione vale anche per ogni altra forma di esistenza invisibile, inclusi gli spiriti degli Antenati, dei Genī, dei Mani ed ogni altra entità abitatrice del mondo etereo, al di là degli Dei?
E, cosa più importante, questo assunto vale per ogni popolo della terra, ovvero è così in ogni angolo del mondo? E tutti insieme, allo stesso istante, spiriti elementali, Geni, Demoni e Dei, si sarebbero ritirati, o morti o non sapremmo cos’altro, per lasciare tutti gli esseri umani della terra al loro destino?

Questo sarebbe il presupposto pseudo-eroico, indimostrato e fantasioso, dell’ ideologia superomista.

Potremmo dire, utilizzando l’ambientazione nietzschiana, che nel mercato delle idee filosofiche, intese come ideologie, incluso il sovrumanismo, nessuno crede agli Dei, alla stregua del mercato di Zarathustra: ” O voi uomini superiori, questo imparate da me: sul mercato non è chi creda negli uomini superiori”.

Ma, come sappiamo, “la via dello spirito è tale, che essa non esiste per chi non vuole camminare”.

E’ evidente che il limite di Nietzsche, Faye, Locchi e tutti gli altri autori che contribuiscono all’ideologia sovrumanista è dato dalla mancanza di conoscenza superiore, cosa che ha impedito loro di andare oltre il proprio cervello ed ogni altra esperienza o intuizione del mondo razionale. Per essi, gli Dei non esistono, ma non potendo contraddire tutto l’impianto identitario sacro-tradizionale dei popoli indoeuropei al quale fanno riferimento, non dichiarano che non sono mai esistiti, ma che sono morti, o si sono ritirati, occultati, chissà se per sempre o solo temporaneamente.

Ma un uomo senza Dei non è un uomo superiore e se si dichiara tale è solo perché è un uomo triste, spaventato, che tenta di ribaltare la situazione senza accorgersi che sta usando il linguaggio e le strategie del nemico. Lo stesso nemico che ha spento i suoi fuochi, interrompendo il legame con le forze sovransensibili.
Lo stesso nemico che attraverso le forme di obnubilamento psichico ha distrutto le civiltà tradizionali e relegato nel mondo occulto la sapienza antica.

I sovrumanisti dovrebbero riflettere sul fatto che ogni civiltà, ed ogni altra forma di eggregore, ogni pensiero attivo che poi si trasforma in realtà, si nutre non solo della “volontà”, ma anche del rapporto con entità che fortificano coloro i quali fanno parte di tale raggrupamento psichico-ideale.

Sono gli etnarchi, i guardiani (εγρῄγοροι), “coloro che vegliano”. Patrimonio, alleati attivi, di ogni popolo, etnia, nazione, visione del mondo.

Postulare la scomparsa, la morte, l’assenza di forze invisibili, mentre la realtà che ci circonda dimostra, al contrario, la pressante azione di forme pensiero coadiuvate da forze sottili, di segno chiaramente distruttivo, corrisponde ad una resa, e l’uomo che “centra” la propria azione in questi limiti, pur aspirando alla dimensione piuttosto fantasiosa di superuomo finisce per vivere da mezzuomo.

In pratica, così facendo, si decide unilateralmente di rinunciare alle armi e di combattere con le sole mani, mentre il nostro nemico continua a dotarsi di un sempre più vasto patrimonio energetico invisibile, che nel precipitato reale, nella sua attuazione orizzontale, finisce per spazzar via coloro i quali hanno abbandonato le Vie del Cielo.

Il degrado morale e spirituale dell’uomo della nostra epoca, è segnato non dalla volontà degli Dei di assentarsi, ma dall’azione di forze demoniche (non parliamo del diavolo cristiano) attive, attivissime, presenti, fameliche, e se Nietzsche, Colli e Faye non se ne sono accorti per mancanza di conoscenza superiore, della quale non v’è traccia nelle loro pur apprezzabili opere, ebbene questo non è un buon motivo per posizionare tutta l’analisi esattamente nel posto indicato dal nemico, dai suoi agenti distruttori, dalla sua ipnosi cantilenante, all’interno della quale, tra le altre, parla di Dei morti e lontani dagli uomini.

In questo senso non c’è niente di più moderno, inteso alla maniera evoliana, di un’ideologia priva di presupposti sacri, ed il limite sul quale essa si basa non è certamente quello mitico, ché il mito è tutt’uno col sacro, ma piuttosto una fantasia, un’idea e nient’altro, ancorché basata su presupposti arcaici ed identitari molto suggestivi.

"IL FUOCO NELLE FESTE INVERNALI"(articolo completo sul sito di Perennitas, link nel primo commento al post)."Per migliai...
30/01/2026

"IL FUOCO NELLE FESTE INVERNALI"

(articolo completo sul sito di Perennitas, link nel primo commento al post).

"Per migliaia di anni le nostre genti d’Europa, abituate a lunghi e freddi inverni, hanno consapevolmente partecipato alla rigenerazione del Sole: perché l’oscurità non duri più del dovuto, per assicurarsi che la luce e il calore ritornino sulle nostre Terre e le rendano feconde, è necessario agire allo stesso modo. Agire imitando gli effetti dell’astro celeste, tramite l’utilizzo rituale del fuoco, per propiziarne il ritorno: secondo Frazer, le feste del fuoco diffuse in Europa nascerebbero da questa forma di magia imitativa, ma bisogna considerare che il fuoco viene utilizzato principalmente con intenzione purificatoria e distruttiva: è questa la coscienza entro cui agisce il popolo.

Che si tratti di falò per la benedizione del bestiame o di spargimento delle ceneri per propiziare la fertilità dei campi, o di roghi di effigi particolari, il concetto intrinseco è l’annientamento di eventuali ostacoli e maledizioni" (segue, nel link...)



"(...)la Giubiana porta ancora con sé dei misteri sui quali gli antropologi non riescono a ve**re a capo. Il suo nome ri...
29/01/2026

"(...)la Giubiana porta ancora con sé dei misteri sui quali gli antropologi non riescono a ve**re a capo. Il suo nome ricorda quelli di Giove e Diana; secondo altri, anche quelli di Giunone e Giano, o delle fate sarde Janas. La 'gibigianna', in milanese, è il riverbero della luce solare su una superficie, ma è anche creduta essere un effetto magico o spettrale. La Giubiana muore di giovedì (Iovis dies) e in gennaio (Januarius, ma – in lombardo – diventa Giné, ritenuto lo sposo della vecchia). Solo apparentemente stregonesca, convive con svariate filastrocche e i cosiddetti “aesempi” (cioè leggende orali), tra i quali quello della Gamba Rossa, uno strano archetipo tra il terrifico e il burlesco, il cui significato non è ancora risolto e forse mai lo sarà." Societas Hesperiana

LA GIÖBIA e I FUOCHI DI GENNAIO

L’ultimo giovedì di gennaio, in specifiche aree pedemontane dell’Insubria e di aree limitrofe, si celebra l’antico rituale popolare della Giobianna (pr. Giubiana), anche detta Gibiana, Gioeubia o Zòbia (quest’ultima nella sua versione piacentina).
Contrariamente a quanto molti credono, la festa tradizionale non era del tutto pubblica, ma veniva organizzata localmente dalle famiglie; ciò a differenza di oggi, quando l’organizzazione è traslata al livello dell’intera comunità, spesso in uno spazio condiviso, come la piazza o un prato comunale.

L’altro dato riguarda l’originale completezza, in parte mantenutasi. La fase preparatoria, di carattere apotropaico, è incarnata dalla percussione di latte e campane, ed eseguita da bambini e giovani. Il baccano si crede che scacci i mali invernali, impersonati dalla Giubiana stessa, il fantoccio di una vecchia preparato ad arte. Col tramonto ci si addentra nel cuore del rituale: la figura, già issata in palo, è posta al centro della pira e vi si dà fuoco; dall’andamento della combustione è possibile trarre presagi sull’anno incipiente. Mentre il rogo arde, la Giubiana scioglie la sua ambivalenza, e la festa muove nel gioioso e benaugurante consumo di cibi prefissati dalla tradizione, tra cui primeggia il risotto con la luganiga.

La luganiga – termine con cui i lombardi indicano la salsiccia stretta e arrotolata – ricorda la radice proto-indoeuropea *leuk-, "luce, lampo", così come i lugher, le scintille emesse dal fuoco. Il pasto copioso che consegue all’allontanamento dell’inverno si lega fisicamente all’uccisione stagionale del maiale. Non per niente la festa della Giubiana sopravvive a una certa distanza da Milano, mentre le comunità più prossime alla metropoli, e alla cristianizzazione storica, celebrano simili falò la notte di sant’Antonio (17 gennaio), figura sincretica che la stessa nuova religione non poté evitare di associare al maiale.

Ma la Giubiana porta ancora con sé dei misteri sui quali gli antropologi non riescono a ve**re a capo. Il suo nome ricorda quelli di Giove e Diana; secondo altri, anche quelli di Giunone e Giano, o delle fate sarde Janas. La 'gibigianna', in milanese, è il riverbero della luce solare su una superficie, ma è anche creduta essere un effetto magico o spettrale. La Giubiana muore di giovedì (Iovis dies) e in gennaio (Januarius, ma – in lombardo – diventa Giné, ritenuto lo sposo della vecchia). Solo apparentemente stregonesca, convive con svariate filastrocche e i cosiddetti “aesempi” (cioè leggende orali), tra i quali quello della Gamba Rossa, uno strano archetipo tra il terrifico e il burlesco, il cui significato non è ancora risolto e forse mai lo sarà.

Nella foto: la Gibiana di Briosco, in Brianza.



“La Dea della Purezza rinasce nei Fuochi di fine Inverno.”Quando l’Inverno si avvia al suo termine, una Dea dimenticata ...
28/01/2026

“La Dea della Purezza rinasce nei Fuochi di fine Inverno.”

Quando l’Inverno si avvia al suo termine, una Dea dimenticata — eppure sempre presente — riemerge nei fuochi purificatori e nei falò agresti delle tradizioni italiane ed europee.

L’articolo completo, di Ambra Italica (Societas Hesperiana) è leggibile sul sito ufficiale della nostra rivista Perennitas, seguendo il link nel primo commento al post.


"Ci sono fuochi che solo il cuore può ammirare,che solo aprendo i suoi occhi è possibile vedere,e tutto diviene chiaro e...
24/06/2025

"Ci sono fuochi che solo il cuore può ammirare,
che solo aprendo i suoi occhi è possibile vedere,
e tutto diviene chiaro e tutto diviene compiuto.
Le ragioni del cuore sovrastano le ragioni della mente,
e la purezza del battito nel petto rende possibile l’impossibile.
Ed è allora, solo allora accade: il sole a mezzanotte!"

Il sole a mezzanotte.

Ci sono fuochi che la mente non comprende,
che a stento gli occhi riescono a guardare,
ed essa lotta perché vorrebbe capire, vorrebbe razionalizzare.
Invero, essa vorrebbe fuggire, lontano, sempre più lontano.
Così tanto la ragione è bastonata da desiderar che mai il suo sguardo su di essi si fosse posato.

Ci sono fuochi che solo il cuore può ammirare,
che solo aprendo i suoi occhi è possibile vedere,
e tutto diviene chiaro e tutto diviene compiuto.
Le ragioni del cuore sovrastano le ragioni della mente,
e la purezza del battito nel petto rende possibile l’impossibile.
Ed è allora, solo allora accade: il sole a mezzanotte!

Il fuoco illumina il cuore e, in un caldo abbraccio, lo ricopre della sua stessa fiamma.
Paura e timore sono spettri che la sua luce fa svanire,
e allora l’illuminazione cardiaca raggiunge la comprensione massima: la fiamma è coraggio, la luce è ardimento!
Si fa col fuoco, sì! Sol col fuoco si fa il sole a mezzanotte!

Nella notte, nel buio più pieno, alberga il silenzio.
Il buio è il nulla, è il reale percepibile, danza di ombre nel quotidiano vivere
E' il principio dove tutto non ha forma, ma solo premessa.
E' il ventre in cui prende forma l’infante, così come la notte è prima del mattino, guscio celante gli apollinei raggi.
Ecco, è solo nel buio che l’ardimento può far rifulgere il fuoco,
diradando le ombre, scorgendo la realtà vera oltre la realtà apparente.
E’ solo nel buio che avviene il sole a mezzanotte!

Danzano, danzano i cuori dei figli al cospetto del padre fuoco.
Ruotanti danze eternamente si muovono attorno ad una forza invisibile che nel fuoco esprime la sua esistenza alle genti della Saturnia Tellus, perché del divino solo l’elementare forma si può contemplare.
Danzando e cantando nuova consapevolezza sorge con la potenza di mille e più soli.
Come un riflesso d’immagini, qualcosa si specchia divenendo medesima natura. Riflessi Gemelli.

Non v’è più fuoco visibile, non v’è più cuore umano, non v’è più tangibile realtà, disvelando il mondo rimangono i soli puri elementi, ed uomini e Dei danzano insieme ancora una volta.
L’eterna danza degli elementi è l’eterno ballo dei fuochi, della luce e della bellezza, che si manifesta con il sole a mezzanotte!

Evola, padre del risveglio della Tradizione Romano-Italica. Oggi, alla libreria esoterica Ibis di Bologna, ore 17, oppur...
26/05/2025

Evola, padre del risveglio della Tradizione Romano-Italica.

Oggi, alla libreria esoterica Ibis di Bologna, ore 17, oppure online a questo link di YouTube.

https://www.youtube.com/live/oLcWvZv6-xM?si=3h_tB3pBD8QGLWj-

IN PRESENZA E ONLINE - ingresso libero Giovedì 15 Maggio 18.00Il Padre del Risveglio Julius Evola e la Tradizione Romano-Italica di Marco Francesco De Marco ...

Evento in presenza presso Libreria Esoterica Ibis e online, sul canale youtube e sul FB della libreria. Partecipate nume...
20/05/2025

Evento in presenza presso Libreria Esoterica Ibis e online, sul canale youtube e sul FB della libreria.

Partecipate numerosi!

"Julius Evola, il Padre del risveglio". Bologna 26 Maggio ore 17.

"Coscienti di ciò, un piccolo gruppo di persone accettò il compito arduo, superiore forse alla singole possibilità, ma improcrastinabile, di riaccendere visibilmente il Fuoco di Vesta e di custodirlo in Roma. Da oltre trenta secoli il Centro del mondo è in Roma, una Roma intesa non come capitale di un impero, sede di un particolare potere religioso, o come informe megalopoli moderna, bensì quale preciso punto focale di quella geografia sacra che gli antichi conobbero e che non ha nulla da spartire con quella moderna con la quale ha in comune solo il nome. Luogo di forza massimo, punto d'incontro tra Cielo e Terra, Porta attraverso cui passano e hanno modo quindi di manifestarsi influenze spirituali, in Roma si incentra ogni inizio ed ogni fine".

I Fascicoli dei Dioscuri "Phersu - Maschera del Nume".

La Tradizione italico-romana, la religione dei nostri Padri antichi, riemerge visibilmente dopo secoli di oppressione e stragismo ad opera della chiesa cattolica e dei suoi fanatici seguaci.

Il cristianesimo fu imposto alle popolazioni italiche attraverso gli editti di Teodosio, allorquando la popolazione fedele ai culti tradizionali era certamente maggiore di numero rispetto ai seguaci del nazareno.

La Via Romana agli Dei, ambito e percorso sacro molto simile alle altre famiglie della tradizione indoeuropea, affonda le sue radici celesti nella nostra origine ultra terrena e nel nostro sangue.

L'impulso decisivo alla riemersione visibile, insieme ad altri meritevoli idealisti, fu dato da Julius Evola, fin dai tempi della sua frequentazione con Arturo Reghini ed il Gruppo di Ur, per proseguire nel secondo dopoguerra e fino alla fine dei suoi giorni.

Vi parleremo della sua opera, del suo intento e del suo contributo alla riemersione della nostra Tradizione dei Padri.

(Evento in presenza presso Libreria Esoterica Ibis e online, sul canale youtube e sul FB della libreria. Partecipate numerosi!)

"Julius Evola, il Padre del risveglio". Bologna 26 Maggio ore 17.Evento di: Societas Hesperiana, Il Solco della Tradizio...
07/05/2025

"Julius Evola, il Padre del risveglio". Bologna 26 Maggio ore 17.

Evento di: Societas Hesperiana, Il Solco della Tradizione, I libri del Graal, presso: Libreria Esoterica Ibis e online.

"Coscienti di ciò, un piccolo gruppo di persone accettò il compito arduo, superiore forse alla singole possibilità, ma improcrastinabile, di riaccendere visibilmente il Fuoco di Vesta e di custodirlo in Roma. Da oltre trenta secoli il Centro del mondo è in Roma, una Roma intesa non come capitale di un impero, sede di un particolare potere religioso, o come informe megalopoli moderna, bensì quale preciso punto focale di quella geografia sacra che gli antichi conobbero e che non ha nulla da spartire con quella moderna con la quale ha in comune solo il nome. Luogo di forza massimo, punto d'incontro tra Cielo e Terra, Porta attraverso cui passano e hanno modo quindi di manifestarsi influenze spirituali, in Roma si incentra ogni inizio ed ogni fine".

I Fascicoli dei Dioscuri "Phersu - Maschera del Nume".
La Tradizione italico-romana, la religione dei nostri Padri antichi, riemerge visibilmente dopo secoli di oppressione e stragismo ad opera della chiesa cattolica e dei suoi fanatici seguaci.

Il cristianesimo fu imposto alle popolazioni italiche attraverso gli editti di Teodosio, allorquando la popolazione fedele ai culti tradizionali era certamente maggiore di numero rispetto ai seguaci del nazareno.

La Via Romana agli Dei, ambito e percorso sacro molto simile alle altre famiglie della tradizione indoeuropea, affonda le sue radici celesti nella nostra origine ultra terrena e nel nostro sangue.

L'impulso decisivo alla riemersione visibile, insieme ad altri meritevoli idealisti, fu dato da Julius Evola, fin dai tempi della sua frequentazione con Arturo Reghini ed il Gruppo di Ur, per proseguire nel secondo dopoguerra e fino alla fine dei suoi giorni.

Vi parleremo della sua opera, del suo intento e del suo contributo alla riemersione della nostra Tradizione dei Padri.



IN PRESENZA E ONLINE - ingresso libero Giovedì 15 Maggio 18.00Il Padre del Risveglio Julius Evola e la Tradizione Romano-Italica di Marco Francesco De Marco ...

02/04/2025

Julius Evola, "il Padre del risveglio".
Milano 23 Aprile, ore 18,30, Libreria Ritter.

Prosegue il ciclo di conferenze dedicate alla influenza che Evola esercitò, sia prima che dopo la seconda guerra mondiale, sulla riemersione della mai estinta Tradizione italico-romana.

Sarà disponibile, nel corso dell'evento, una selezione di opere da noi pubblicate.

Partecipate numerosi!

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