BitziTv

BitziTv BitziTv est unu tramite de sa bidda de Bitzi cun su cale , novat, contat.

TOCAMENTU DE NASCHIDURA:Benebennidu GIUSEPPE SANNA PALA, a su mundu, in terra sarda e logu Bitzichesu.Bona sorte e bona ...
10/09/2026

TOCAMENTU DE NASCHIDURA:
Benebennidu GIUSEPPE SANNA PALA, a su mundu, in terra sarda e logu Bitzichesu.
Bona sorte e bona fortuna a Giuseppe e augurios meda a sa mama Mariannunziata Pala e a su babbu Mario Sanna pro chi ne siant semprer manninos e ditzosos.

ITE CAPITAT: NICOLINA EST SA POSTINA DE BITZI, de totu sa bidda, ne semus pretziados meda. Sas mentzuas auras de bonu se...
10/09/2026

ITE CAPITAT: NICOLINA EST SA POSTINA DE BITZI, de totu sa bidda, ne semus pretziados meda. Sas mentzuas auras de bonu servitziu a Nicolina chi no amus a mancare de salutare cun grabu cando colat in pratza.

10/09/2026

ITE NOVAS 10 de cabudanni 2026

ITE CAPITAT: CANDO SA CHISTIONE EST SERIA TOCAT DE ASCURTARE TZENTE SERIA, TZENTE NOSTRA, S'ASTROFISICU CIRIACO GODDI.
09/09/2026

ITE CAPITAT: CANDO SA CHISTIONE EST SERIA TOCAT DE ASCURTARE TZENTE SERIA, TZENTE NOSTRA, S'ASTROFISICU CIRIACO GODDI.

L'ASTROFISICO CIRIACO GODDI, DI ORUNE scrive sul suo profilo facebook:
***Resta l'accusa di "colonizzazione scientifica": ha un fondamento?
“Il contrario del colonialismo non è chiudersi al mondo. È essere protagonisti del mondo. Il punto è fare della Sardegna non una periferia che subisce le decisioni degli altri, ma uno dei luoghi nei quali si produce nuova conoscenza. Un posto dove ricercatori sardi lavorino fianco a fianco con colleghi provenienti da tutta Europa e dal resto del mondo. È così che nasce l'innovazione ed è così che cresce un territorio”.*** (Questa frase l'avrebbe potuta dire, identica Bachisio Bandinu. NdR)
-
"Dopo i gravi fatti accaduti a Lula, il giornalista Emanuele Perugini mi ha chiesto una riflessione sull'Einstein Telescope e sul significato che questo progetto può avere per la Sardegna.
In questa intervista, oltre a esprimere la mia ferma condanna per il grave attentato ai due ricercatori dell'INGV, ai quali va tutta la mia solidarietà, ho cercato di spiegare perché considero l'ET molto più di un grande progetto scientifico. Oltre al suo straordinario valore per la ricerca sulle onde gravitazionali, credo possa rappresentare un'opportunità di crescita culturale per le nostre comunità e per l'intera Sardegna. Un'occasione unica per fare della nostra isola un luogo in cui i giovani talentuosi possano scegliere di restare e costruire il proprio futuro.
Grazie a Emanuele per l'intervista pubblicata oggi su La Stampa"
-
“L'attentato contro i due ricercatori dell'INGV è un atto gravissimo”. A parlare è Ciriaco Goddi, astrofisico originario di Orune, un Comune a una dozzina di chilometri di distanza dal sito che è stato scelto per ospitare il nuovo telescopio gravitazionale europeo, e professore all’Università di Cagliari (in realtà Orune è uno dei comuni maggiormente interessato dalla realizzazione dell'opera NdR). E’ anche tra gli scienziati che hanno contribuito alla prima storica immagine di un buco nero. Ora il suo timore – e non solo il suo – è che l'ostilità al progetto emersa con questi atti violenti possa mettere a rischio il ruolo dell'Italia nel progetto europeo Einstein Telescope.

Le parole dello scienziato arrivano pochi giorni dopo il grave atto avvenuto a Lula (Nuoro) ai danni di due ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Le loro auto sono state bruciate, mentre i due ricercatori erano impegnati nelle attività preliminari per la candidatura della Sardegna a ospitare l'Einstein Telescope (ET), l'infrastruttura di ricerca europea per la rilevazione delle onde gravitazionali. Il progetto, nonostante un ampio consenso da parte delle autorità e delle comunità locali e della Regione Sardegna, non è ben visto, da una parte dell'opinione pubblica sarda.

Gli oppositori considerano la realizzazione del progetto come un tentativo di "colonizzazione territoriale e scientifica": l'imponente opera sotterranea, secondo i detrattori, porterebbe servitù ambientali, consumo di suolo e un massiccio afflusso di scienziati ed enti esterni senza un reale coinvolgimento delle popolazioni locali o benefici diretti per l'economia dell'isola.
Professor Goddi, come interpreta questa ostilità che arriva alla violenza vera e propria?

"Chiunque abbia dubbi o critiche sull'Einstein Telescope ha tutto il diritto di esprimerli. Ma intimidire persone che stanno semplicemente svolgendo il proprio lavoro è qualcosa che non appartiene alla cultura del dialogo e non rende un servizio alla Sardegna. E lo dico conoscendo bene le ragioni per cui una parte dei sardi guarda con diffidenza ai grandi progetti”.
Quali sono queste ragioni?
“La Sardegna ha una storia fatta anche di decisioni prese altrove, di promesse non mantenute e di servitù imposte. È quindi giusto pretendere trasparenza, chiedere che il territorio sia ascoltato e soprattutto che le ricadute siano concrete e misurabili. Questo dibattito è legittimo, anzi necessario. Quello che non condivido è il passaggio successivo: considerare Einstein Telescope, per definizione, un progetto di colonizzazione”.

Questa è una delle accuse mosse dagli oppositori: una grande infrastruttura internazionale costruita in Sardegna, ma destinata soprattutto a scienziati provenienti da fuori. Che cosa risponde?
“La ricerca funziona esattamente così. Io sono un ricercatore sardo. Come me ce ne sono tanti. Lavorano all'INFN, all'INAF, nelle Università di Cagliari e Sassari, al CNR e anche all'INGV. Molti altri lavorano nei più importanti centri di ricerca del mondo e molti ricercatori sardi sono già coinvolti, a diversi livelli, nello sviluppo di Einstein Telescope. Non sono spettatori”.
L’ET, comunque, porterà inevitabilmente in Sardegna molti ricercatori stranieri: non è così?
“Certamente, e sarebbe un bene. La scienza moderna è internazionale per definizione. I migliori laboratori del mondo mettono insieme competenze provenienti da ogni parte del Pianeta. Anch'io lavoro da anni in collaborazioni internazionali e non mi sono mai sentito ‘ospite’ nel lavoro degli altri. Mi sono sempre sentito parte di una comunità scientifica che condivide conoscenze, responsabilità e obiettivi”.
Lei ha lavorato anche ad ALMA, nel deserto di Atacama, in Cile: che cosa può insegnare quell'esperienza alla Sardegna?
“ALMA è il più grande osservatorio astronomico alle lunghezze d'onda millimetriche mai costruito. Sorge a oltre 5 mila metri di quota, in uno dei luoghi più remoti del Pianeta. Una collaborazione internazionale ha contribuito a trasformare quel territorio in un punto di riferimento mondiale per l'astronomia. Sono cresciuti centri di ricerca, competenze tecnologiche e opportunità per studenti e ricercatori cileni. Il Cile non ha perso la propria identità aprendosi alla comunità scientifica internazionale. Ne è uscito rafforzato”.

Lei conosce, però, anche un'esperienza di segno opposto: di che cosa si tratta?
"Da alcuni anni lavoro allo sviluppo di LLAMA, un importante radiotelescopio internazionale nella provincia di Salta, in Argentina. Per ragioni politiche e per scelte del governo centrale il progetto è rimasto sostanzialmente bloccato dopo importanti investimenti iniziali. Non è solo un problema per gli astronomi: un territorio periferico rischia di perdere un'opportunità straordinaria di crescita scientifica, tecnologica ed economica. Le grandi occasioni non necessariamente tornano una seconda volta”.
Qual è, allora, la domanda che la Sardegna dovrebbe porsi sull'Einstein Telescope?
“Non se arriveranno ricercatori stranieri. È ovvio che arriveranno, come accade in qualsiasi grande laboratorio internazionale. La domanda è se vogliamo continuare a esportare i nostri giovani migliori, costringendoli ad andare altrove per formarsi, specializzarsi e fare ricerca, oppure costruire un'isola nella quale possano scegliere di restare e dove altri giovani, da tutto il mondo, decidano di venire”.
Quindi l’ET come strumento contro la fuga dei cervelli?
“Anche. L’Einstein Telescope non significa solo costruire un laboratorio sotterraneo. Significa creare un ambiente nel quale il talento possa restare, tornare e arrivare. La Sardegna potrebbe diventare un punto di arrivo e non essere più solo un luogo dal quale si parte”.
Resta l'accusa di "colonizzazione scientifica": ha un fondamento?
“Il contrario del colonialismo non è chiudersi al mondo. È essere protagonisti del mondo. Il punto è fare della Sardegna non una periferia che subisce le decisioni degli altri, ma uno dei luoghi nei quali si produce nuova conoscenza. Un posto dove ricercatori sardi lavorino fianco a fianco con colleghi provenienti da tutta Europa e dal resto del mondo. È così che nasce l'innovazione ed è così che cresce un territorio”.
Lei ha partecipato alla realizzazione della prima immagine di un buco nero. C'è un legame tra quell'esperienza e quello che potrebbe diventare l’Einstein Telescope?
“Molto forte. Quella prima immagine è stata ottenuta mettendo insieme telescopi distribuiti in tutto il Pianeta. Nessuno dei Paesi coinvolti ha perso qualcosa collaborando: tutti hanno contribuito a una scoperta che appartiene all'umanità. L'Italia ha dato un contributo importante e anch'io, come ricercatore sardo, ho avuto l'onore di farne parte. L’Einstein Telescope nasce dalla stessa idea”.
Quale Sardegna immagina, allora, se l’ET verrà realizzato?
“Una Sardegna capace di pretendere trasparenza e risultati concreti dal progetto, ma anche di coglierne le opportunità. Da sardo vorrei che la nostra isola fosse conosciuta per la qualità della sua ricerca, delle sue università e dei suoi giovani. Vorrei che i nostri figli potessero scegliere di costruire qui il proprio futuro senza essere costretti a partire. L’Einstein Telescope può contribuire a mettere la Sardegna al centro di una rete internazionale di conoscenza. Non ai margini, ma al centro”.

https://www.lastampa.it/tuttoscienze/2026/08/05/news/perche_l_attentato_contro_l_einstein_telescope_fa_male_a_tutta_la_sardegna-15707433/?fbclid=IwY2xjawTf3q1leHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEehy_jhTQaBHlRTS9jjspU-7kTro9Tu6dnJ0twClh_c0anVVbdWSYfWW2TZVA_aem_8nibdBagpYlLPUcBShSGZw

TORRATA DE GRATZIA PRO DOLU RETZIDU.Sa famiglia Moro Offeddu torrat gratzias a Bitzi Tv e a tottu sas pessones cun prese...
09/09/2026

TORRATA DE GRATZIA PRO DOLU RETZIDU.
Sa famiglia Moro Offeddu torrat gratzias a Bitzi Tv e a tottu sas pessones cun presentzia, paraulas, frores, e operas de bonu lis sono istatos acurtzu in custu mamentu de dolore pro sa perdita de s'istimatu DINO OFFEDDU.
Ammentat chi sa missa de su mese est sa die sapatu 12 de capitanni a sas 18.00 in sa creia de Santu Giorgi.

09/09/2026

ITE NOVAS 9 de cabudanni 2026

𝗜𝗧𝗘 𝗖𝗔𝗣𝗜𝗧𝗔𝗧: 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝗱𝗮 𝗶𝗻 𝗕𝗶𝘁𝘇𝗶 𝗱𝗲 𝘀𝘂 𝗹𝗶𝗯𝗿𝘂 “𝗙𝘂𝗻𝘁𝗮𝗻𝗮 𝗥𝗮𝗺𝗶𝗻𝗼𝘀𝗮. 𝗘𝗿𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗹𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗴𝗮𝗹𝗹𝗲𝗿𝗶𝗲 𝘀𝗺𝗮𝗿𝗿𝗶𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹'𝗼𝗯𝗹𝗶𝗼” 𝗱𝗲 𝗚𝗮...
08/09/2026

𝗜𝗧𝗘 𝗖𝗔𝗣𝗜𝗧𝗔𝗧: 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝗱𝗮 𝗶𝗻 𝗕𝗶𝘁𝘇𝗶 𝗱𝗲 𝘀𝘂 𝗹𝗶𝗯𝗿𝘂 “𝗙𝘂𝗻𝘁𝗮𝗻𝗮 𝗥𝗮𝗺𝗶𝗻𝗼𝘀𝗮. 𝗘𝗿𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗹𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗴𝗮𝗹𝗹𝗲𝗿𝗶𝗲 𝘀𝗺𝗮𝗿𝗿𝗶𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹'𝗼𝗯𝗹𝗶𝗼” 𝗱𝗲 𝗚𝗮𝗯𝗿𝗶𝗲𝗹𝗲 𝗖𝗮𝗹𝘃𝗶𝘀𝗶 , 𝗺𝗮𝗿𝘁𝗶𝘀 𝟮𝟵 𝗰𝗮𝗯𝘂𝗱𝗮𝗻𝗻𝗶, 𝗼𝗿𝗮𝘀 𝟭𝟵 𝗶𝗻 𝗽𝗿𝗮𝘁𝘇𝗲𝗱𝗱𝗮 𝗣𝗶𝘁𝘁𝗮𝗹𝗶𝘀.

S'Assòtziu culturale Cuprum de Gadoni, in collaboratzione cun sa cooperativa Istelai de Bitzi, presentat, martis 29 cabudanni de sas 19 in sa Pratzitedda Pittalis de su Museu de sa Tziviltade Pastorale e Massaja e Museu Multimediale de su Cantu a Tenore, su libru “Funtana Raminosa. Erranti per le lente gallerie smarriti nell'oblio” curadu dae Gabriele Calvisi.

S'adobio, moderadu dae sa giornalista de S'Unione Sarda, Marilena Orunesu, previdet sos interventos de Gabriele Calvisi, ingenieri mineràriu e curadore de su libru; de Roberto Deidda, mineri de sa mina de Funtana Raminosa e coautore de su libru; de Luca Loddo, peritu mineràriu giai diretore de sa mina de Sos Enattos de Lùvula, collaboradore de su progetu Einstein Telescope; de Natalino Piras, iscritore, giornalista e poeta; de Sandro Putzolu, ingenieri mineràriu, giai diretore de medas minas sardas, autore de unu testu de su libru.

A pustis de sa dibata, in cale ant a èssere tratados, paris a sos àteros, sos temas de sa memòria de sas fainas mineràrias e su de su futuru tecnològicu e industriale de sa mina de Sos Enattos e s'impatu subra de s'isvilupu locale de su progetu Einstein Telescope, est prevìdidu s'interventu conclusivu de Giuseppe Ciccolini, presidente de sa Provìntzia de Nùgoro e Sìndigu de Bitzi.

Su libru est s'èsitu de unu perìodu longu de ripresas fotogràficas, de collida e elaboratzione de immàgines e de testos, intre su 2022 e su 2024, pro sa mina de Funtana Raminosa, situada in su territòriu de su Comunu de Gadoni in sa Barbàgia de Brebì in provìntzia de Nùgoro.

Est unu volùmene de fotografias e de paràulas chi at impinnadu minadores e traballadoras de diversas generatziones e sos protagonistas de sos ùrtimos chimbanta annos de s'istòria polìtica, econòmica e sotziale de s'indùstria minerària natzionale. Si tratat de un'atu de testimonia, de auto-reconnoschimentu de su bìvidu mineràriu, polìticu, sotziale e culturale, atzapende sos amentos frichinados de sos ùrtimos annos de sa mina pro agatare in su presente unu sentidu de su passadu.

Mustrat e contat sos paisàgios, sas caras, sas miradas, sos sinnos de custu chi est abarradu de cudda istòria pluriseculare. Toddet sas ùrtimas testimonias, afetuosas, poèticas, isconsoladas, càrrigas de indefinidu aficu e reconnoschèntzia. Registrat sos innamorados amentos, sos bìculos de istòrias individuales e colletivas, bìvidas in sa mina e in sas comunidades chi, de repente, ant suportadu, fortzis in majore medida chi aterue, sas andalas de su declinu, sas distàntzias de s'abbandonu, sa traitoria de sas promissas.

Su libru est cumpostu dae 280 pàginas, 190 fotografias a colores e 37 pàginas de iscritos, tenet unu formadu 21x 24 cm, una cobertina in brossura e una suvra cobertina, est istadu publicadu dae Isolapalma de sa Gràficas Ghiani e istampadu dae sa Gràficas Zanini de Anzola de s'Emìlia in cabudanni 2025.

Sas fotografias sunt de Gabriele Calvisi e Roberto Deidda. Sos testos de Matteo Cara, Salvatore Cherchi, Giovanni Dettori, Andreano Madeddu, Giambattista Novella e Sandro Putzolu. Ant collaboradu Sandro Boi, Miriam Deidda, Mario Deligia, Ginetto Melis, Francesco Moro e Gianni Porru.

Sa publicatzione de su libru est istada sustentada dae sa Fundatzione de Sardigna. Tenet su patrotzìniu de sa Regione Autònoma de sa Sardigna, de sa Provìntzia de Nùgoro, de su Comunu de Gadoni e de sa sotziedade Igea SpA-Interventos geo ambientales.

Gabriele Calvisi
Tiria, 8/9/2026

Oggetto: Presentazione a Bitti del libro “Funtana Raminosa. Erranti per le lente gallerie smarriti nell’oblio”, martedì 29 settembre, ore 19.
L’Associazione culturale Cuprum di Gadoni, in collaborazione con la cooperativa Istelai di Bitti, presenta, martedì 29 settembre dalle 19 nella Piazzetta Pittalis del Museo della Civiltà Pastorale e Contadina e Museo Multimediale del Canto a Tenore, il libro “Funtana Raminosa. Erranti per le lente gallerie smarriti nell’oblio” curato da Gabriele Calvisi.

L’incontro, moderato dalla giornalista de L'Unione Sarda, Marilena Orunesu, prevede gli interventi di Gabriele Calvisi, ingegnere minerario e curatore del libro; di Roberto Deidda, minatore della miniera di Funtana Raminosa e coautore del libro; di Luca Loddo, perito minerario già direttore della miniera di Sos Enattos di Lula, collaborato del progetto Einstein Telescope; di Natalino Piras, scrittore, giornalista e poeta; di Sandro Putzolu, ingegnere minerario, già direttore di numerose miniere sarde, autore di un testo del libro.

Dopo il dibattito, in cui saranno trattati, tra gli altri, i temi della memoria delle attività minerarie e quello del futuro tecnologico e industriale della miniera di Sos Enattos e l’impatto sullo sviluppo locale del progetto Einstein Telescope, è previsto l’intervento conclusivo di Giuseppe Ciccolini, presidente della Provincia di Nuoro e Sindaco di Bitti.

Il libro è l’esito di un lungo periodo di riprese fotografiche, di raccolta ed elaborazione di immagini e di testi, tra il 2022 e il 2024, per la miniera di Funtana Raminosa, sita nel territorio del Comune di Gadoni nella Barbagia di Belvì in provincia di Nuoro.

È un volume di fotografie e di parole che ha impegnato minatori e lavoratrici di diverse generazioni e i protagonisti degli ultimi cinquanta anni della storia politica, economica e sociale dell’industria mineraria nazionale. Si tratta di un atto di testimonianza, di auto-riconoscimento del vissuto minerario, politico, sociale e culturale, rintracciando i frammentati ricordi degli ultimi anni della miniera per trovare nel presente un senso del passato.

Mostra e racconta i paesaggi, i volti, gli sguardi, i segni di ciò che è rimasto di quella storia plurisecolare. Raccoglie le ultime testimonianze, affettuose, poetiche, sconsolate, cariche di indefinita fiducia e riconoscenza. Registra gli innamorati ricordi, i frammenti di storie individuali e collettive, vissute nella miniera e nelle comunità che, improvvisamente, hanno subìto, forse in maggior misura che altrove, le traiettorie del declino, le distanze dell’abbandono, il tradimento delle promesse.

Il libro è composto da 280 pagine, 190 fotografie a colori e 37 pagine di scritti, ha un formato 21x 24 cm, una copertina in brossura e una sovra copertina, è stato pubblicato da Isolapalma della Grafiche Ghiani e stampato dalla Grafiche Zanini di Anzola dell'Emilia a settembre 2025.

Le fotografie sono di Gabriele Calvisi e Roberto Deidda. I testi di Matteo Cara, Salvatore Cherchi, Giovanni Dettori, Andreano Madeddu, Giambattista Novella e Sandro Putzolu. Hanno collaborato Sandro Boi, Miriam Deidda, Mario Deligia, Ginetto Melis, Francesco Moro e Gianni Porru.

La pubblicazione del libro è stata sostenuta dalla Fondazione di Sardegna. Ha il patrocinio gratuito della Regione Autonoma della Sardegna, della Provincia di Nuoro, del Comune di Gadoni e della società Igea SpA-Interventi geo ambientali.

Gabriele Calvisi
Tiria, 8/9/2026

08/09/2026
ITE CAPITAT: NOVOSONOS IN SENEGHE  su 12 de cabudanni.
08/09/2026

ITE CAPITAT: NOVOSONOS IN SENEGHE su 12 de cabudanni.

Vi aspettiamo Sabato 12 a Seneghe🥰❤️

ITE CAPITAT: S'ISCENTZIA NON SI ARRENDET NE A SA VIOLENTZIA NE A SU COMPLOTISMU - E.T. ANDAT A INNATIS. Sos iscientziado...
08/09/2026

ITE CAPITAT: S'ISCENTZIA NON SI ARRENDET NE A SA VIOLENTZIA NE A SU COMPLOTISMU - E.T. ANDAT A INNATIS. Sos iscientziados de su progetu Einstein Telescope andant a innantis cun sas atividades iscientificas ligadas a sa fraigadura de su Eninstein Telescope, istrutura de importantzia internatzionale e ligada petzi a iscopos iscientificos. Andant a innantis lassende a banda s'atentadu e totu sas lanas fantasiosas de so complotistas mesu terrapiatistas prontos a si cunfrontare cun sa gente de su logu pro arresonare de sas problematicas chi sunt ligadas a sa fraigadura de sas operas mannas. De ET si ne at a rresonare puru su 26 de cabudanni a ora de sas 17.30 in Romantzesu, in su atopu intituladu "Misurare le Distanze " ( ue si arresona de ET e de s'Imbeniente de sa Sardigna, organizadu dae s'assotziu NODI.
De sas cosas serias est dechidu de ne faeddare in manera seria e cun gente seria chi tenet de abberu a coro sa terra sarda e su logu suo.

Indirizzo

Via Salvemini 11
Bitti
08021

Telefono

+393487815084

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando BitziTv pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi

Digitare