11/12/2025
Se un medico vi dicesse:
"Lei ha una malattia incurabile e le resta poco da vivere, però noi potremmo farle un buco in pancia (gastrostomia) per poterla alimentare, poi le praticheremo un foro nel collo (tracheotomia) per permetterle di respirare, le introdurremo un tubicino nell'uretra (catetere vescicale) per permetterle di urinare, un'infermiera le svuoterà giornalmente l'intestino; naturalmente dovremo sottoporla a terapie antibiotiche per contenere le infezioni causate dai tubi e inevitabilmente dovrà sopportare i decubiti, piaghe dolorose che corrodono la carne fino all'osso.
Però lei potrà vivere anche un anno o più!"
E se un medico vi dicesse:
"Lei ha una malattia incurabile però noi potremmo ridurre le sue sofferenze al minimo e su sua richiesta procurarle una morte indolore, purtroppo la scienza ha i suoi limiti"...
da quale medico vorreste essere curati?
La notte a volte non riesco a creare quel vuoto mentale che mi permetta di ignorare il rumore del ventilatore polmonare e allora quell'ansare rauco da bestia ferita a morte mi invade il cervello, mi paralizza i neuroni, ne blocca le sinapsi, tramuta le sensazioni in terrore. Non è paura di morire, sono già morto una volta ed è stato come spegnere la luce, voltare pagina, chiudere una porta, non c'è nulla di metafisico o trascendentale...non c'è premio né castigo, piacere o dolore, sopra o sotto, alto o basso, non è quindi il dover morire che mi tormenta, ma il dover vivere.
Non è l'eutanasia il frutto di un'assurda onnipotenza che spingerebbe l'uomo a voler controllare la morte; questa onnipotenza è già presente nelle sale di rianimazione e si chiama tecnologia. L'eutanasia è, in molti casi, l'unica possibilità di opporsi all'onnipotenza della tecnologia, restituendo la morte alla morte.
[…]
Io amo la vita, Presidente.
Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico.
Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude. Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso – morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita – è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche. Il mio corpo non è più mio ... è lì, squadernato davanti a medici, assistenti, parenti. Montanelli mi capirebbe. Se fossi svizzero, belga o olandese potrei sottrarmi a questo oltraggio estremo ma sono italiano e qui non c’è pietà."
Piergiorgio Welby