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Consulenza Marketing - Servizi digital - Comunicazione e Grafica

Cosa succede quando le agenzie ti vendono campagne a clic?Portare traffico su un sito è facile, ma può essere molto risc...
22/04/2026

Cosa succede quando le agenzie ti vendono campagne a clic?

Portare traffico su un sito è facile, ma può essere molto rischioso per il budget di un’azienda.

Molte campagne puntano solo ai clic. Questo fa sembrare i report rassicuranti, ma spesso non genera profitti a fine mese. Il problema non è la pubblicità in sé, ma quello che succede dopo: l'annuncio promette una cosa, e il sito ne offre un'altra.

Allora, perché le campagne a clic spesso prosciugano l’investimento?

→ Traffico sbagliato: L'algoritmo punta a chi clicca per curiosità, non a chi è realmente interessato al prodotto e/o servizio promosso.

→ Dati "sporchi": Quando porti sul sito utenti fuori target, comprometti l'apprendimento del sistema (Pixel/CAPI) e rendi i dati poco utili per l’ottimizzazione.

→ Nessuna conversione: Un clic, senza un posizionamento chiaro o un percorso d'acquisto fluido sul sito, è solo un costo che riduce i tuoi margini.

Il marketing dev'essere fatto per vendere, non solo per farsi vedere. In un contesto digitale efficace, la pubblicità è solo il carburante. Ma se il resto, il messaggio, la fiducia, l'infrastruttura, non funziona bene, accelerare serve solo a bruciare risorse più in fretta.

Dobbiamo misurare ciò che conta: non quante persone sono entrate, ma quante hanno capito il valore e hanno deciso di restare, diventando poi una conversione vera e propria conversione (richiesta di preventivo, acquisto, contatto…)
Insomma, una reale dimostrazione di interesse.

Il tuo marketing sta costruendo un patrimonio o sta solo comprando clic?

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E tu di cosa ti occupi? 🙄La parola che usi per definirti è già un atto di posizionamento.Prima del tuo biglietto da visi...
22/04/2026

E tu di cosa ti occupi? 🙄

La parola che usi per definirti è già un atto di posizionamento.

Prima del tuo biglietto da visita, prima del tuo titolo di laurea, del tuo portfolio…

In semiotica lo chiamiamo effetto di senso: ogni termine non descrive la realtà, la costruisce. E la costruisce nella mente di chi legge, non nella tua.
“Freelance” e “consulente” non sono sinonimi.
Sono segni diversi. Attivano mondi di significato diversi.
Freelance → risorsa puntuale, un costo da ottimizzare.
Consulente → interlocutore strategico, un investimento sul futuro.

Parliamo della stessa persona, con le stesse competenze, ma all’interno di un universo semantico completamente diverso.

Il cliente non legge il tuo valore. Legge il frame (la cornice di significato) che gli stai offrendo. Da quel frame costruisce aspettative, percezione del prezzo, livello di fiducia o diffidenza, prima ancora di averti sentito parlare.

Ho visto professionisti eccellenti perdere clienti non per quello che facevano, ma per come si erano nominati.

Un segno sbagliato li collocava in una categoria sbagliata. E da lì era difficile uscire.
Il branding non inizia dalla strategia di comunicazione.
Inizia dal lessico che scegli per nominarti.
Sceglilo tu.
Altrimenti lo sceglie il mercato e raramente costruisce il frame che meriti.

Quindi di cosa ti occupi?

Esattamente un anno fa spegnevo le mie candeline nel silenzio del deserto di Agafay, in Marocco. Attorno a me c’erano so...
05/04/2026

Esattamente un anno fa spegnevo le mie candeline nel silenzio del deserto di Agafay, in Marocco. Attorno a me c’erano solo dune e un cielo pieno di stelle, ma dentro avevo un rumore costante. Avevo un posto fisso, la sicurezza del bonifico a fine mese e una domanda che mi scavava dentro: sto realizzando davvero i miei sogni o sto solo occupando uno spazio?

Dodici mesi fa quel deserto era il mio confine.

Due anni prima lo era stata una grande agenzia pubblicitaria per molti anni, un mondo di budget enormi e dinamiche industriali dove avevo imparato la spietatezza dei numeri... Ma avevo anche visto la strategia vera annegare nella necessità di vendere pacchetti di contenuti preconfezionati, uguali per tutti, privi di anima e di reale utilità per il cliente.
Mi mancava l’ossigeno dell’autenticità.

Sapevo che per restare fedele alla mia visione del marketing dovevo rinunciare a quella protezione. Sentivo l’urgenza di creare uno spazio mio, per mettere la mia competenza al servizio degli altri in modo concreto e senza intermediari.

Oggi quel deserto sembra lontanissimo, ma porto con me la sua essenzialità. Penso Digitale è nata dal mio rifiuto netto di vendere fumo. Ho lasciato la sicurezza per costruire un laboratorio dove i dati non sono numeri su un report per giustificare una fattura, ma strumenti di verità e consapevolezza. Ho scelto di essere un partner strategico: quella persona che ha il coraggio di dirti che il tuo marketing è pieno di rumore inutile e che la bellezza estetica, da sola, non ha mai pagato le bollette di nessuno.

Il mio dietro le quinte oggi non ha paracadute. È fatto di analisi chirurgiche, di decisioni a volte scomode e della responsabilità di non avere scuse. Festeggio questo compleanno con la consapevolezza che il salto nel vuoto immaginato tra le dune è diventato la mia terra ferma.
Ho attraversato il deserto per capire quale dovesse essere la mia rotta.
Auguri a me e a questa visione che ha preso forma.

Le decisioni d'acquisto dei tuoi clienti non sono razionali. E lo sapevi già, anche se probabilmente non lo avevi mai me...
02/04/2026

Le decisioni d'acquisto dei tuoi clienti non sono razionali. E lo sapevi già, anche se probabilmente non lo avevi mai messo a fuoco in questi termini.

Il cliente che compra alle 23.58 perché l'offerta scade a mezzanotte... Quello che sceglie il piano intermedio, qualunque siano i tre prezzi che proponi. Quello che legge 200 recensioni e poi compra quello con 4.3 stelle e 3.000 recensioni invece di quello con 5 stelle e 12 🙄

Non è irrazionalità. È il cervello che funziona esattamente come è stato progettato per funzionare: veloce, automatico, guidato da riferimenti esterni quando le informazioni sono troppe.

Il punto non è sfruttarlo. È smettere di comunicare come se il cliente avesse tutto il tempo del mondo per valutare ogni dettaglio di quello che offri, perché non ce l'ha. Nel momento in cui deve decidere, si affida a questi meccanismi, i bias cognitivi, che tu li abbia considerati o no.

Salva questo carosello. La prossima volta che scrivi una pagina vendita, una pagina servizi sul tuo sito o un'email commerciale potrebbe tornarti utile.





30/03/2026

La scarsità funziona solo se legata a un vincolo reale e dimostrabile.

Come si usa la psicologia d’acquisto senza sembrare dei manipolatori e intaccare il posizionamento del brand?

Il segreto è legare la scarsità al tuo standard di qualità, non a un finto esaurimento scorte, soprattutto se hai uno shop online.

➡️ Se vendi servizi o consulenze la tua risorsa scarsa è il tempo. Comunica un limite mensile di progetti spiegandone il motivo tecnico: il tuo metodo richiede un’analisi profonda che non è scalabile. Limiti l’accesso per tutelare il risultato del cliente.
➡️Se vendi prodotti fisici la scarsità reale è la filiera. Lotti piccoli e tirature limitate servono a mantenere il controllo qualità. La produzione lenta giustifica l’attesa e posiziona il prezzo verso l’alto.

Creare scadenze finte o timer che si resettano distrugge il tasso di conversione.
Il consumatore riconosce la manipolazione. L’integrità è l’unica infrastruttura che protegge il brand e garantisce vendite costanti.

In che modo limiti l’accesso alle tue offerte per garantirne l’eccellenza? Confrontiamoci nei commenti 👇

Prendi la descrizione del tuo prodotto o servizio principale. Leggila come se fossi un cliente che non ti conosce. Fai q...
30/03/2026

Prendi la descrizione del tuo prodotto o servizio principale.

Leggila come se fossi un cliente che non ti conosce.

Fai questo esercizio:
▪️sottolinea ogni frase che parla di te, di come lavori, di cosa offri.
▪️Poi sottolinea ogni frase che parla del cliente, di cosa ottiene, di come si sente dopo.

In quasi tutti i copy che vedo, le prime frasi superano le seconde di tre a uno.
Il cliente non compra quello che fai. Compra il risultato che ottiene, il problema che risolvi, la versione di sé che diventa dopo.
Se il tuo copy parla principalmente del primo, stai lasciando valore sul tavolo ogni volta che qualcuno legge la tua pagina, la tua caption, la tua bio.

Il copy che abbassa il prezzo percepito quasi mai è ovvio. Non è una frase sbagliata: è l'accumulo di parole che spostano il focus da chi legge a chi scrive. Si sistema parola per parola, frase per frase.
Da oggi sai da dove guardare.

Scrivimi nei commenti quale parola togli per prima 👇





27/03/2026

Delegare il marketing senza capirlo è come affidare le chiavi del tuo business a qualcuno che non conosci davvero. Puoi farlo. Ma non puoi controllare dove va🔥

Il problema non è l’agenzia. Il problema è che il marketing del tuo business non può essere una scatola nera. Perché quando non capisci cosa sta succedendo, non sai cosa chiedere!
Non riconosci quando qualcosa non va. Non puoi decidere dove investire di più e dove tagliare. E quando i risultati non arrivano, non sai da dove iniziare a correggere...
Chi costruisce un business solido non delega e spera. Conosce i meccanismi, anche senza eseguirli in prima persona. Sa leggere i numeri, capisce le scelte strategiche, partecipa alle decisioni. Non diventa un esperto di marketing. Diventa il punto di riferimento del proprio marketing.
Hai detto sì all’agenzia perché non avevi tempo di occupartene.

Poi il tempo è passato, i soldi sono usciti, e i clienti non sono arrivati come ti avevano promesso.
Adesso non sai se il problema è l’agenzia, la strategia, il mercato, o tutti e tre insieme. E nel frattempo il business non cresce, i contatti qualificati non arrivano, e ogni mese ricomincia da zero.

Quel dubbio ha un nome: si chiama mancanza di controllo, ma si risolve.

E si risolve costruendo insieme un sistema che capisci, che controlli, e che puoi far crescere.

Commenta BUSINESS in DM se vuoi capire da dove si inizia.





Stai gestendo tutto da sola/o. I social, il sito, le email, i clienti, le offerte, la contabilità.E ogni mattina la list...
25/03/2026

Stai gestendo tutto da sola/o. I social, il sito, le email, i clienti, le offerte, la contabilità.
E ogni mattina la lista si allunga invece di accorciarsi.

Il problema non è la disciplina. Non è l'organizzazione. È che fare tutto non significa fare le cose giuste. E disperdere energia in tutte le direzioni è esattamente ciò che impedisce alla tua attività di crescere in proporzione a quello che ci stai mettendo dentro.

I liberi professionisti che crescono non fanno di più. Fanno meno, meglio, con una direzione chiara.
Salva questo post. E la prossima volta che apri il telefono alle 23.00 per "un post veloce", sai già cosa sta succedendo.

→ Se vuoi smettere di fare tutto da sola/o e iniziare a lavorare con una strategia che funziona davvero, scopri come lavoro www.pensodigitale.it





23/03/2026

Commenta 𝗠𝗘𝗧𝗥𝗜𝗖𝗛𝗘 e ti mando la guida con le 10 metriche da monitorare ogni mese.

Ogni mese i follower crescono. Ogni mese il fatturato resta uguale. Quasi sempre il problema non è la quantità di attività, è che si misurano le cose sbagliate.

Conversion rate, costo per contatto, ROAS. Tre metriche che cambiano il modo in cui guarderai il tuo marketing. Se non le tieni sotto controllo, le decisioni le prendi a istinto. E l'istinto costa.





14/03/2026

Instagram sta progressivamente diventando anche un motore di ricerca.
Le parole che usi nella caption, nei testi e nei contenuti aiutano la piattaforma a capire di cosa parli e a chi mostrarlo.

Per questo molti profili pubblicano molto ma crescono poco.

Non è solo una questione di frequenza.
È una questione di connessione e chiarezza del messaggio.

Meno contenuti generici. Più conversazioni reali.

Tu cosa hai notato negli ultimi mesi: più reach o più conversazioni?





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