09/06/2026
Ieri sera su Radio Base abbiamo dedicato la puntata al contesto in cui stanno per svolgersi i Mondiali 2026, in particolare a come i conflitti internazionali, le politiche repressive degli USA e il clima di violenza in Messico hanno già un impatto diretto sull'organizzazione dell'evento.
Abbiamo proprio fatto esempi concreti di delegazioni delle squadre nazionali o di tifosi che non hanno ottenuto visti per recarsi negli Stati Uniti.
Proprio durante la trasmissione, arrivava la notizia che uno dei migliori arbitri africani é stato respinto all'ingresso negli USA.
Per vedere la trasmissione, trovate il link nei commenti.
Uno dei migliori arbitri africani in circolazione, il somalo Omar Abdulkadir Artan, si è visto negare dalle autorità statunitensi il visto d'ingresso nel paese, sebbene sia stato da tempo scelto dalla FIFA per dirigere alcune partite del Mondiale.
Artan ha 34 anni ed è considerato uno dei migliori arbitri del momento in Africa. Ha diretto incontri della CAF Champions League (tra cui la finale di ritorno dell'edizione 2024/25), della Coppa d'Africa e del Mondiale U20, e nel 2025 è stato eletto miglior arbitro del continente. Artan è cittadino somalo, e la Somalia fa parte dei paesi contro cui Donald Trump ha emesso un travel ban totale nel giugno 2025.
Già nei giorni scorsi, Artan aveva avuto problemi a ottenere il visto, e aveva così chiesto aiuto all'ambasciata somala di Nairobi, in Kenya, che gli aveva rilasciato un passaporto diplomatico. Nonostante questa soluzione, però, oggi gli Stati Uniti hanno ufficialmente negato il visto al direttore di gara, creando un evidente problema organizzativo alla FIFA.
Artan non è la prima persona coinvolta nel Mondiale a vedersi negare l'accesso negli Stati Uniti. Nei giorni scorsi è successo anche ad alcuni calciatori (come lo svizzero Breel Embolo e il marocchino Zakaria El Ouahdi, le cui situazioni sono state fortunatamente risolte), ma anche ad almeno 13 membri dello staff dell'Iran e a vari giornalisti iraniani e africani. Diversi tifosi sono andati incontro allo stesso problema, compresi alcuni sostenitori scozzesi.