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Dopo tanto patir, son arrivate...Si è dimessa la segretaria regionale  del Pd marchigiano, Chantal Bomprezzi. Fatali i d...
09/06/2026

Dopo tanto patir, son arrivate...

Si è dimessa la segretaria regionale del Pd marchigiano, Chantal Bomprezzi.

Fatali i deludenti risultati ottenuti dai dem alle ultime elezioni amministrative, in particolare la sconfitta al ballottaggio a Macerata, con la riconferma del sindaco uscente, Sandro Parcaroli, della Lega; e la sconfitta al primo turno a Senigallia, dove candidato del centrosinistra era il marito di Bomprezzi, Dario Romano, con la riconferma del sindaco uscente, Massimo Olivetti.

Un passo indietro per il quale stanno sicuramente festeggiando quanti, a partire dalla ex sottosegretaria pesarese Alessia Morani, chiedevano a gran voce la testa di Bomprezzi dalla sconfitta alle Regionali del 2025, in occasione delle quali l'ormai ex segretaria si rese protagonista di una tragicommedia tafazziana, con l'esclusione, poi annullata, dalla lista degli iscritti dem per il periodo 2025-2026 di un 'pezzo da novanta' del partito come l'ex presidente del Consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo, candidato ed eletto con la lista civica di Matteo Ricci, su autorizzazione della stessa assemblea regionale Pd.

Intanto, i dem pesaresi si preparano a incoronare il nuovo segretario provinciale, Marco Perugini, all'insegna di quel rinnovamento che, partito da Urbino, la stessa Morani auspica si espanda a macchia d'olia, fino all'entroterra, una terra da riconquistare.

Sulla carta, il discorso non fa una piega. Nei fatti, però, questi giovani rischiano di essere visti come efficienti 'joystick' manovrati dai soliti noti.

Quando Morani e tanti 'vecchi' parlanti lo capiranno e decideranno non dico di ritirarsi e darsi alla moda, per esempio lanciando collezioni di borse o diventando consulenti di arredo per ville e castelli, ma almeno di starsene in dignitoso silenzio?

Nuovo ospedale (cantiere) di Cagli: i sopralluoghi senza l'assessore alla Sanità Giovedì 4 giugno ero in viaggio verso C...
08/06/2026

Nuovo ospedale (cantiere) di Cagli: i sopralluoghi senza l'assessore alla Sanità

Giovedì 4 giugno ero in viaggio verso Cagli quando venivo colpito da mal di testa e palpitazioni. Decido di fermarmi nel nuovissimo ospedale (e casa) di comunità, che è a due passi dalla Flaminia, per farmi visitare.

L'esterno mi sembra un'area di cantiere, la strada di accesso alquanto precaria, però non mi preoccupo piu di tanto: l'ospedale risulta ufficialmente attivo dal 27 maggio....

Mi avvicino così all'ingresso: certo, anche quel cartello posto sopra la porta di ingresso così, alla bell'è meglio, è poco rassicurante però, lo sappiamo, la forma non è sostanza. Saranno in ritardo con la consegna dell'insegna definitiva...

Sto per scendere, quando... "Cosa fa qui? Non si può entrare" mi intima gentilmente il ruspista con accento straniero a bordo del suo mezzo. "Sono entrato perché ho letto che l'ospedale è aperto". Mi sorride.

Ho capito, sono entrato in un cantiere a tutti gli effetti. Nel frattempo il mal di testa e le palpitazioni son passate. Miracolo baldelliano?

Strana questa storia, cari lettori: gli ingegneri Andrea Bartoli, in qualità di dirigente del settore Edilizia Sanitaria Ospedaliera e Scolastica e legale rappresentante della Regione Marche, e Silvia Bartoli, in qualità di responsabile unico del progetto (RUP), dichiarano che l'opera è conclusa in conformità agli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi definiti dalle normative nazionali e regionali di riferimento (Fase 1). Mentre il direttore generale dell'Ast 1, Alberto Carelli certifica che i servizi sono attivi addirittura dal 27 maggio 2026 (Fase 2).

Certo, da quel che mi risulta, manca ancora la relazione di un ingegnere indipendente che confermi l'effettiva entrata in funzione dell'ospedale di comunità, omnicomprensiva di personale, arredi ed attrezzature, che deve essere approvata dalla Regione.

Tuttavia sarebbe interessante conoscere il cavillo tecnico-giuridico che ha consentito a Carelli di dichiarare attivo un ospedale che attivo non è: lo sarà infatti a partire da fine giugno, quando è in programma il trasferimento di 18 pazienti dal 'Celli'. Tant'è.

Non sono tra quelli che lanciano allarmi sul mancato rispetto da parte della Regione della scadenza di fine giugno per la conclusione di questa e delle altre strutture sanitarie finanziate con i fondi Pnrr.

Lascio questo onore all'opposizione che,salvo rare eccezioni, si sta rivelando la migliore alleata dell'assessore regionale all'Edilizia sanitaria, alle Infrastrutture e al Tutto, Francesco Baldelli.

Io, piuttosto, da plebeo coglionazzo di strada, sottoporrei alla suprema attenzione del Divo Fratello di Pergola un altro spunto.

Considerato che il 30 giugno si avvicina inesorabile e, con esso, la liturgia delle inaugurazioni in p***a magna, a partire da Cagli, come mai Baldelli non ritiene opportuno farsi accompagnare nei suoi amati sopralluoghi da un tal Paolo Calcinaro? Ovvero da quel povero disgraziato (in senso ironico, sia chiaro) di assessore alla Sanità che, spente le celebrazioni del genio baldelliano, sarà costretto a prendersi in mano la patata bollente di farle funzionare, queste meravigliose strutture baldelliane che l'Italia intera ci invidia?

Giacché le Marche scontano l'anomalia dell'edilizia sanitaria scorportata dalla sanità, con il paradosso che negli ultimi sei anni la sanità è diventata l'edilizia, non sarebbe opportuno che il povero Calcinaro li vedesse anche lui, gli ospedali e le case di comunità che dal 1 luglio dovrà gestire?

Perché, per esempio, il 14 maggio scorso, data dell'ultimo sopralluogo a Cagli, Baldelli era solo soletto, senza neppure un consigliere regionale?

Forse ha invitato Calcinaro, ma l'assessore alla Sanità non ha voluto allontanarsi troppo da Fermo e Ancona? O forse Baldelli, il povero Calcinaro non l'ha proprio invitato perché vuole essere lui la primadonna?

Anzi, secondo me l'ha invitato quando era a Smirra: "Paolo, scusami ma con tutti gli impegni che ho, tra "fanti piumati", feste dei Carabinieri e foto in posa sul Catria, mi so' scordato di dirti che oggi faccio un sopralluogo a Cagli. Tra un quarto d'ora so' in cantiere. Se vieni, non può che farmi piacere". Calcinaro era ad Ancona, a due orette da Cagli.

In fondo, è la stessa strategia che il Divo Fratello adotta con i consiglieri pesaresi: avvisarli all'ultimo momento. Anzi, adesso sembra non avvisarli manco più.

(Foto scattate il 4 giugno)

Teatrino Lega del Cas: il rampante Pierini, risentito per il mancato saluto del sindaco Feduzi, smentisce Cancellieri. C...
06/06/2026

Teatrino Lega del Cas: il rampante Pierini, risentito per il mancato saluto del sindaco Feduzi, smentisce Cancellieri. Chi millanta?

Ma chi si crede di essere? E, soprattutto, Cancellieri e la Lega possono accettare cotanta sfrontatezza, oppure c'è una regia con vista Comunali e Politiche 2027 per cui stanno i protagonisti recitando ognuno una parte ben studiata?

Oggi ho letto le dichiarazioni che il consigliere regionale della Lega, Nicolò Pierini, ha rilasciato a 'Il Resto del Carlino' sull'assemblea pubblica organizzata a Fermignano giovedì 4 giugno dai cittadini. In un aggettivo: indecenti.

A quell'assemblea ero presente, quindi ho potuto ascoltare e, soprattutto vedere, tutto, senza filtri. Dall'inizio alla fine, quando il sindaco Emanuele Feduzi, con una compostezza invidiabile che io non so sarei stato in grado di mantenere, ha negato il saluto al consigliere Pierini (per la mancata solidarietà espressa in occasione delle minacce subite dalla fascia tricolore, ma non solo), che si era avvicinato con molta disinvoltura.

Lo ha liquidato senza clamore, senza alzare la voce, senza scomporsi: cioè nel modo peggiore per chi vorrebbe i riflettori sempre puntati su di sé. Tanto che Pierini si è allontanato furente, con il chewing gum che da gomma da masticare si era nel frattempo trasformato in un Feduzi da sbranare.

Ho assistito alla scena in presa diretta perché, sfiga vuole, ero dietro il sindaco, che stava parlando con alcuni cittadini quando Pierini si è appropinquato.

Avrei voluto chiamarlo e sfotterlo un po' - il coraggio certo non mi manca -, ma non l'ho fatto perché avrei messo in seria difficoltà Feduzi, che ho capito perfettamente essere un uomo che non ama la 'caciara'. E lo avrei messo doppiamente in difficoltà visto che, vicino, c'era il tavolino per la raccolta firme, con la consigliera Alice Cerpolini e altre signore, e il consigliere Giorgio Cancellieri. Avrei finito per fare il gioco di Pierini, insomma. Anche no. In fondo stiamo pur sempre parlando di un semplice consigliere regionale.

Ma soprattutto avrei rovinato una serata che, nonostante il tema scottante, è filata via tra fair play istituzionale e ragionevolezza della comunità. Una comunità a cui ho voluto dare spazio in apertura del mio pezzo di ieri, citando per nome i due cittadini di Bivio Borzaga intervenuti, perché ho percepito la comprensibile rabbia, ma anche tanto equilibrio, non così scontato in determinate situazioni. Una comunità che non vuole diventare strumento di questo o quel partito, non vuole prestarsi al gioco sporco di personaggi in cerca d'autore in vista delle elezioni comunali e politiche ormai alle porte, ma chiede una sola cosa: chiarezza.

Ho cercato di ripercorrere la serata nella maniera più completa e oggettiva possibili, dando voce a Gabriele e Sandra, al sindaco, al consigliere capogruppo di maggioranza, Othmane Yassine, e al consigliere di minoranza Cancellieri. Dell'ex sindaco leghista non ho avuto certo difficoltà a riconoscerne la compostezza e serietà istituzionali; di più, ho voluto anche dare risalto alla sua visione sull'accoglienza, che ho definito 'sartoriale', perché l'ho considerata una nota politica di sostanza.

Nel suo intervento Cancellieri ha dichiarato esplicitamente che il Prefetto, da lui contattata il giorno stesso, gli aveva confermato quanto annunciato dal sindaco, ovvero cche il Cas a Bivio Borzaga è temporaneamente sospeso in virtù del parere comunale di non conformità urbanistica, che la Prefettura aveva scelto di rendere vincolante. E che su Serra Alta nulla sapevano e nessun documento è ancora stato depositato.

A proposito, nelle foto alcuni scatti dell'ex relais acquistato dall'immobiliarista fermignanese Giovanni Bianchi, che secondo i rumors avrebbe dovuto ospitare un resort: è in totale disarmo e, benché l'accesso sia inibito, non ho trovato traccia di lavori che possano segnalare un'apertura a breve termine. Ma neanche a medio (sopralluogo effettuato in data 6 giugno).

Tornando all'assemblea, ho pure riportato il passaggio in cui Cancellieri ha interpretato la decisione del prefetto come una "risposta" alla telefonata del "sottosegretario" che lo stesso leghista ha rivelato di avete hiamato il giorno precedente. "Ieri ho chiamato..." ha scandito, senza peraltro fornirne il cognome.

Sfido chiunque a smentire la mia ricostruzione dei fatti, virgolettati inclusi.

LA SMENTITA

È questo il motivo per cui l'articolo di questa mattina mi ha lasciato esterefatto. Non tanto perché viene trascurata la vera notizia, cioè la sospensione temporanea del Cas a Bivio Borgaza e la non previsione di un Cas a Serra Alta - non entro nel merito delle scelte editoriali -, ma per le parole di Pierini, che smentiscono clamorosamente Cancellieri.

"Secondo me il racconto del sindaco non torna. L’incontro è stato organizzato dagli abitanti di Bivio Borzaga, che hanno manifestato una forte preoccupazione per quello che potrebbe accadere. Secondo me il racconto dell’amministrazione fa acqua da tutte le parti. Se non ci sarà una forte spinta politica per convincere Prefettura e Ministero a non andare avanti, il centro d’accoglienza rischia di aprire" afferma.

Quindi, fa "acqua da tutte le parti" anche "il racconto" di Cancellieri, che ha confermato pubblicamente quanto spiegato dal sindaco?

CHI HA CHIAMATO CHI

Ma c'è un altro passaggio che mi ha lasciato di stucco.

"Ci siamo già mossi. Ho contattato il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, che si sta interessando personalmente della vicenda e ha già avviato interlocuzioni con la Prefettura" rivela il consigliere in cerca di gloria.

Cioè, fatemi capire: ai cittadini riuniti a Bivio Borzaga Cancellieri ha detto di aver contattato lui personalmente il sottosegretario, senza peraltro farne il cognome. Ai lettori del Carlino, invece, Pierini racconta di essere stato lui ad aver chiamato sottosegretario "Molteni".

I casi sono tre, anzi quattro: a) Pierini e Cancellieri non si parlano e l'uno fa le cose all'insaputa dell'altro, altrimenti avrebbero detto "abbiamo chiamato"; b) uno tra Pierini e Cancellieri è un millantatore; c) nessuno dei due ha realmente chiamato il sottosegretario Molteni, motivo per cui Cancellieri non ne ha menzionato il cognome.

L'APPELLO ALLA MODERAZIONE INASCOLTAFO

All'assemblea Cancellieri ha invitato tutti a moderare i toni sui social (nel pezzo di ieri ho riportato anche questo lodevole passaggio). E come la mettiamo con Pierini che continua ad avvelenare i pozzi, a gettare benzina sul fuoco?

Concludo rilanciando gli interrogativi che ho posto ieri sera, ben prima di leggere l'articolo sul Carlino: la moderazione che Cancellieri ha esibito giovedì sera a Bivio Borzaga è autentica oppure di opportunità, con l'ex sindaco che recita la parte del poliziotto 'padre buono', mandando all'avanscoperta i giovani Pierini e Cerpolini nel ruolo di agenti cattivi? Oppure Cancellieri non riesce a portare sulla retta via del buon senso il consigliere rampante, che oltre alla smania di farsi notare a tutti i costi, ha rilasciato le dichiarazioni al Carlino con il dente avvelenato per il mancato saluto del sindaco?

Qualcuno deve dare spiegazioni. Non tanto a me che conto zero, ma alla comunità di Fermignano. E forse anche agli alleati di centrodestra.

(Link articolo 'Il Resto del Carlino": https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/in-trecento-per-dire-no-4f0362e2)

Leggi anche: https://www.facebook.com/share/p/1BuuPMbn9G/

Fermignano: niente Cas a Bivio Borzaga (per ora). Nessun Cas previsto a Serra AltaMi tocca dare atto che il fiuto del mi...
05/06/2026

Fermignano: niente Cas a Bivio Borzaga (per ora). Nessun Cas previsto a Serra Alta

Mi tocca dare atto che il fiuto del mio cane, Sparky, non si era sbagliato. Scherzi a parte, giovedi 4 giugno i cittadini residenti nella frazione Bivio Borzaga di Fermignano hanno organizzato un "momento di confronto" onde evitare il diffondersi di "voci di corridoio", come ha spiegato Gabriele, uno dei promotori, per conoscere gli sviluppi legati al contestato Centro di accoglienza straordinaria (Cas), che dovrebbe essere attivato nei locali dell'ex hotel Bucci, acquisito dall'immobiliarista Giovanni Bianchi, fermignanese ma ormai da tempo residente in Romagna. Sono intervenuti il sindaco, Emanuele Feduzi, il capogruppo di maggioranza, Othmane Yassine, e il consigliere di minoranza, Giorgio Cancellieri.

Teatro dell'incontro, molto partecipato, il parco pubblico Volponi, un inaspettato angolo di decoro e pace in mezzo a villette e palazzine, dove la statale, con il suo carico di traffico e inquinamento, diventa d'improvviso un lontano ricordo, nonostante scorra a due passi.

Più che una periferia, un paese-quartiere, Bivio Borzaga, "che ha saputo creare negli anni un forte senso di comunità e appartenenza", anche attraverso l'integrazione degli stranieri, dove "lasciamo ancora la chiave nella porta, i bambini girano spensierati in bicicletta e noi siamo amici degli amici di tutti noi" raccontano con orgoglio Gabriele e Sandra.

Una comunità unita e inclusiva, che non coltiva sentimenti di repulsione nei confronti dello straniero, ma chiede garanzie, certezze e, soprattutto, un'accoglienza ponderata, non selvaggia.

Il sindaco Feduzi ha comunicato l'unica notizia che la comunità attendeva: dopo quelli di Pagino, il primo, di Villa Furlo e del capoluogo, Fermignano non avrà un altro Cas a Bivio Borgaza. Per il momento.

Mentre Serra Alta non è mai entrato nei radar della Prefettura, che ha smentito categoricamente l'intenzione di riconvertire in Cas l'ex relais sulle alture di Fermignano.

LA LINEA FEDUZI...

"Ho avuto ieri (3 giugno, ndr) un incontro molto proficuo e costruttivo con il prefetto, Emanuela Saveria Greco, che mi ha ufficializzato di aver reso vincolante il parere negativo espresso dal Comune per la non conformità urbanistica dei locali, che abbiamo inviato il 14 maggio scorso, nonostante la Prefettura non avesse questo obbligo".

Per quanto riguarda Serra Alta, invece, in Prefettura sono caduti dalle nuvole: "Il viceprefetto ha detto che non è previsto nulla e non ci sono atti depositati in Prefettura". E allora perché stanno lavorando?, chiedono i cittadini. "È una struttura privata ed eventuali responsabilità e illeciti saranno accertati secondo le procedure ordinarie" rassicura Feduzi.

Il sindaco ha ricondotto la scelta della Prefettura su Bivio Borzaga, per niente scontata, alla discreta, ma efficace azione di pressione istituzionale svolta.

"Mi dispiace si pensi che abbia tenuto nascosta la questione, avessi avuto la faccia sporca non sarei mai venuto qui" si è tolto un sassolino dalle scarpe il sindaco, rivendicando la trasparenza del suo operato e ribadendo il valore aggiunto della cautela istituzionale che deve guidare ogni amministratore: "Un sindaco non può parlare di tutto quello che sente o gli viene riferito. Certe cose non le sanno neanche i miei collaboratori".
.. E YASSINE

"Noi siamo con voi, ma dobbiamo utilizzare la logica amministrativa per raggiungere l'obiettivo. Questa zona non può essere deputata ad accogliere un Cas: questa è la linea del Comune da sempre" ha scandito il capogruppo di maggioranza, Othmane Yassine.

Logica cui va ascritta la scelta di circoscrivere la raccolta di firme alla comunità di Bivio Borzaga. "La stesura del parere, che poi la Prefettura ha reso vincolante, accompagnato da un'analisi sociologica che dimostrava l'inopportunità del Cas in questo contesto, ha richiesto ragionamento, non serviva fare polemica".

Sarebbe stato controproducente "promuovere una raccolta di firme sul'intero territorio perché l'Area 4 Immigrazione della Prefettura avrebbe considerato quel parere generico" osserva Yassine. Una sorta di atto precostituito al di là del problema specifico, insomma.

LA LINEA CANCELLIERI

Un approccio opposto a quello del consigliere di minoranza di 'Fermignano rinasce', Giorgio Cancellieri. Il primo sindaco della Lega a essere eletto nel lontano 2001 a sud della 'linea Maginot' del Po, ha anzitutto spiegato la sua visione 'sartoriale' di integrazione.

"Inclusione significa dare agli straniere la capacità di integrarsi e di stare tra la nostra gente. Non possiamo essere ipocriti e accettare tutto il mondo nei nostri territori se non siamo in grado di dare queste risposte" ha ammonito Cancellieri, ricordando le "decine e centinaia di famiglie straniere" che hanno saputo inserirsi "con passione, dedizione e volontà di integrazione".

Un'integrazione che i Cas non possono perseguire in quanto "strutture chiuse": gli immigrati "vanno messi in piccoli appartamenti" nell'ambito di centri abitati dove sono presenti servizi. Altrimenti, è il non detto, il rischio è creare ghetti.

A quel punto l'ex consigliere regionale ha rivendicato il valore della raccolta firme ad ampio raggio quale espressione di questo modello culturale e di accoglienza "più alto".

"Non concordo con quello che dicono le firme non servono. Le firme servono tanto è vero che l"amministrazione le ha raccolte", seppure limitatamente al "territorio investito dal problema. Servono quale "forma di pressione politica da parte di vive in questa comunità, a Canavaccio, Urbania e Urbino. Noi continueremo a raccoglierle" chiosa.

L'INTERVENTO DEL SOTTOSEGRETARIO

Cancellieri ha poi confermato la versione del sindaco rispetto al blocco temporaneo dell'attivazione del Cas a Bivio Borzaga e all'assenza di documenti su Serra Alta, cercando tuttavia di dare un connotato politico alla decisione del prefetto.

"Ieri (3 giugno, ndr) ho chiamato il sottosegretario all'Interno (chiaro il riferimento al leghista Nicola Molteni, ndr) e gli ho spiegato la situazione". "Un'ora dopo, un uomo di Piantedosi ha telefonato al Prefetto di Pesaro che gli ha assicurato che terrà monitorato questa situazione", enfatizza Cancellieri, che dice chiaramente che la decisione del Prefetto, "con cui ho parlato oggi", altro non è che "la 'risposta' alla telefonata del sottosegretario, che è uno che conta".

Una puntualizzazione politicamente sagace, che da una parte tende a ridimensionare l'approccio pragmatico e istituzionale seguito da Feduzi e dall'altro a esaltare il ruolo della "filiera istituzionale" politicamente amica, ma discutibile sul piano del galateo istituzionale.

Presentare pubblicamente un prefetto, massimo rappresentante amministrativo del governo, come un 'signorsì' che obbedisce alle pressioni della politica, è alquanto ardito. E rischioso.

PER ORA NIENTE CAS. MA DOMANI?

Per ora il rischio di un Cas a Bivio Borzaga è scongiurato, ma la preoccupazione dei cittadini riguarda il futuro: e se la società di Bianchi dovesse sanare le carenze strutturali che oggi sono alla base del parete di non conformità urbanistica, insomma dovesse "aggiungere quel pezzo che oggi manca", per usare la metafora di Cancellieri, cosa accadrebbe?

È questo l'interrogativo che la comunità di Bivio Borzaga si pone. Comunità che, è bene ricordarlo, salvo un caso isolatissimo di estremismo che ha indicato "la discarica" come alloggio per i migranti, scatenando l'indignazione di molti dei presenti, ha dimostrato anche ieri buon senso e propensione all'ascolto.

A essere messa in discussione non è la presenza dei migranti, ma la gestione un po' troppo 'allegra' degli stessi, che diventano 'macchine da soldi' per pochi e potenziali problemi per tanti: un sentimento che la politica, a partire dal centrosinistra, deve prendere in seria considerazione.

"Dobbiamo tenere le antenne drittissime perche stiamo comunque parlando di imprenditoria libera" ha risposto Feduzi, non negando il rischio. Nel caso dovesse esserci un cambio di prospettiva, il prefetto ha anticipato che l'ex hotel di Bivio Borgaza sarebbe destinato esclusivamente alle famiglie con bambini e si è comunque impegnata a 'metterci la faccia', incontrando i cittadini. "Per ora può tranquillizzare la sua popolazione", è il messaggio che ha rivolto alla comunità attraverso il sindaco.

Punta, invece, sul richiamo delle radici Cancellieri: "Noi, sindaco, dovremmo cercare di convincere il proprietario a fare in questo posto un'altra cosa di cui abbiamo veramente bisogno, per esempio una casa di riposo. Sei un fermignanese, perche non fai una cosa che sarebbe un grande vantaggio per la comunita in cui hai vissuto tanto tempo?".

Feduzi ha bocciato l'ipotesi casa di riposo: "L'amministrazione ha in previsione di costruirne una tra via Cadore e via Piemonte e ha stanziato 60 mila euro per il progetto preliminare".

Ma ha al contempo lasciato intendere, senza tuttavia rinunciare all'aplomb istituzionale, che convincere il proprietario a tornare sui propri passi è impresa ardua, per non dire improba. E Cancellieri concorda.

Il vero ostacolo sembra proprio lui, il fermignanese Giovanni Bianchi, che ragiona da immobiliarista e investitore. E non sempre la logica del profitto contempla la dimensione etica per cui l'impresa è anche un polmone di sviluppo sociale del territorio, propria di alcune importanti realtà imprenditoriali affermate a livello internazionale, con sede a Fermignano e nella vallata del Metauro.

FAIRPLAY POLITICK

L'incontro di ieri sera è scivolato via sulle note di un inaspettato farplay politico. Feduzi è rimasto fedele al suo stile pragmatico istituzionale: zero fuochi d'artificio, tanto rigore e severità. E ha rivolto un ringraziamento bipartisan al Pd, suo partito, e a Fratelli d'Italia, che hanno "fatto da cerniera" portando il caso anche in Parlamento.

Cancellieri ha incarnato la Lega di governo stile Zaia, e non di lotta, dimostrando quel buon senso e quella moderazione che lo hanno sempre contraddistinto.

Emblematico l'invito ad abbassare i toni, soprattutto sui social: "Stiamo tutti piu tranquilli, tilizziamo I social in maniera diversa, non maleducata e aggressiva". Un riferimento implicito alle minacce subite dal sindaco.

Parole sacrosante. Anche se i toni e le motivazioni barricadere di un consigliere regionale e di qualche giovane figura vicina a Cancellieri, mi lasciano alquanto perplesso.

Come ci fosse una regia ben studiata con divisione delle parti tra un sovrintendente capo buono e assistenti capi e agenti cattivi. O forse Cancellieri non riesce a domare i giovani rampanti?

Fermignano, arrivo!Tra poco, alle 21, si terrà un'assemblea pubblica sulla vicenda del Cas a Fermignano, che tanto ha ri...
04/06/2026

Fermignano, arrivo!

Tra poco, alle 21, si terrà un'assemblea pubblica sulla vicenda del Cas a Fermignano, che tanto ha ringalluzzito la politiganza, già proiettata alle Comunali e alle Politiche del prossimo anno.

Non sarà una semplice assemblea in cui l'amministrazione si limiterà a rispiegare. No. Sarà molto di più.

Almeno, questo è quanto il fiuto del mio cane, Sparky, sente. Non riesco più a tenerlo fermo.

Sente profumo di tartufo bianco pregiato fuori stagione, nel senso più alto di mediazione, collaborazione istituzionale e politica.

Sente profumo di quella Politica alta per cui i risultati si portano a casa sotto traccia, senza esibizionismi, ma con la maturità del dialogo e del confronto. Con la consapevolezza che uniti si vince, divisi si vincicchia a Pirro.

Il mio cane ha fiutato una gran bella novità che, a suo dire, potrebbe far gioire i fermignanesi e chiunque ami la Politica, come me.

Avrà ragione? Chissà. Spesso sbaglia.

Comunque stavolta voglio dargli fiducia e vado. Bado perché nella remota ipotesi avesse fiutato giusto, non vorrei avere un rimpianto.

Il rimpianto di essermi perso il trionfo della Politica sulla politiganza.

Vi saprò dire!

Verso le Provinciali: un palco per due (un sindaco e un Divo main sponsor)Guardate bene la foto. Un palco, un sindaco de...
03/06/2026

Verso le Provinciali: un palco per due (un sindaco e un Divo main sponsor)

Guardate bene la foto. Un palco, un sindaco del Montefeltro, un Fratello impegnato nell'annessione di una libera provincia al protettorato suo e del Divin Fratello a colpi di campagne acquisti più o meno occulte.

È il palco della premiazione del Premio Rotondi 2026, è la fotografia di un'alleanza siglata per le imminenti elezioni provinciali, convocate per il 12 luglio.

Come ben sanno gli addetti ai lavori, il sindaco di Sassocorvaro Auditore, Daniele Grossi, è 'l'uomo' di punta dell'assessore regionale al Tutto, Divo Francesco Baldelli, e di suo fratello, l'onorevole Divin Antonio Baldelli, per la presidenza della Provincia di Pesaro e Urbino.

Tuttavia i Fratelli pergolesi non rappresentano il partito di Giorgia Meloni a livello provinciale e, soprattutto, non hanno titolo per sedersi al tavolo delle trattative, dove i partiti sono rappresentati dai rispettivi vertici. Quindi, a rappresentare Fratelli d'Italia è il coordinatore provinciale, il consigliere regionale Nicola Baiocchi.

C'è di più: il candidato ufficiale che Fratelli d'Italia porta al tavolo delle trattative è un altro: un giovane sindaco della bassa Val Metauro.

Quindi, i Fratelli Baldelli disconoscono le scelte dei vertici: in altri termini, giocano sporco. Agiscono, cioè, da partito bipersonale nel partito, e non è la prima volta: strano le Sorelle Meloni possano accettare questo grave vulnus, loro che della disciplina di partito hanno fatto un punto di forza (chiedere al PD...).

Tra gli altri papabili che hanno offerto la disponibilità a succedere all'ex presidente, Giuseppe Paolini, come vi avevo anticipato, c'è il sindaco di Cagli, Alberto Alessandri, fortemente sostenuto dal presidente 'Tessitore' dei Civici, Giacomo 'Camillo Benso' Rossi (non) conte di Apecchio, che siede al tavolo delle trattative insieme alla segretaria del movimento, Benilde Marini.

Alessandri, che i Fratelli Baldelli non vogliono benché esponente delle aree interne, è certamente un ottimo profilo, anche se deve pagare lo scotto di essere poco noto a livello provinciale, ma ben fa Rossi a puntare su di lui.

Nella lista dei disponibili, però, c'è un altro nome sul quale punterei seriamente per mettere in difficoltà il centrosinistra, che già non naviga in acque tranquille, visto che sembra ormai sfumata la possibilità di un listone unico: il sindaco di Mombaroccio, Emanuele Petrucci.

Pezzo forte di Base Popolare, il gruppo politico ispirato dall'ex governatore Gian Mario, Petrucci è stata una delle sorprese delle Regionali del 2025; candidato tra le file di Forza Italia (ogni lista provinciale del partito guidato da Antonio Tajani includeva un candidato di Base Popolare per effetto di un'allenza strategica siglata in vista delle Politiche 2027, sulla base dei valori comuni comuni del popolarismo europeo, ndr), è risultato il secondo più votato tra gli azzurri, con oltre 2 mila preferenze: meglio di lui era riuscito a fare solo l'ex assessore regionale Stefano Aguzzi.

Infine, sempre restando nell'orbita di Forza Italia, tra i papabili spicca anche il sindaco di Montegrimano Terme, Elia Rossi.

Beh, sarebbe singolare che i partiti convergessero su una figura che riveste il duplice ruolo di amministratore in Italia e di segretario particolare del segretario di Stato (l'equivalente del nostro ministro) per l'Industria, l'Artigianato, il Commercio e lo Sport nella Repubblica di San Marino.

Un 'unicum' in odor di incompatibilità per le forze di opposizione del Titano, che nelle scorse settimane hanno presentato in commissione Affari Costituzionali al Consiglio Grande e Generale un progetto di legge ad hoc, che la maggioranza, pur riconoscendo la serietà della questione, ha cassato in quanto ritenuto 'ad personam' contro Elia.

Rinviando la patata bollente a una riforma sistematica e organica organica sulle incompatibilità, che sarà presentata entro fine anno. Quando Elia Rossi potrebbe essere segretario particolare in aspettativa, con ufficio in via Gramsci.

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