05/09/2026
B.I.P., il femminicidio? Orrore, rigettiamo questa etichetta comunista! Bip, bip, bip
Un breve commento lo troverete alla fine, anche se obiettivamente é superfluo, cari lettori. Quel che oggi vi propongo, si commenta da sé.
Vi invito a leggere questo estratto con la massima attenzione: frase per frase, parola per parola, virgolettato per virgolettato, maiuscola per maiuscola (anche se una manca, accipicchia). Mi raccomando, concentratevi. Siete pronti? Via!
"(...) Stop alla riformulazione gramsciana del diritto e alla retorica delle 'categorie'
Futuro Nazionale rigetta categorie come, ad esempio, quella di 'femminicidio': il valore di ogni vita è la medesima, sia essa quella di un maschio, di una femmina, di un
lavoratore, di un disoccupato, di un anziano o di un giovane, trattandosi sempre e solo del reato di omicidio.
Per questa ragione abrogheremo l’art. 577 bis del Codice penale che ha introdotto il cosiddetto 'femminicidio': continueremo a punire chi uccide una donna, con pene fino all’ergastolo, come abbiamo sempre fatto, ovvero per omicidio.
Chi uccide una persona, maschio o femmina che sia, deve essere punito. Senza necessità di distinguere in 'viricidio' e 'femminicidio'. Le ragioni per cui la fattispecie di 'femminicidio' è contraria alla giustizia, alla logica, alla Costituzione, al buonsenso e costituisce una offesa all’intelligenza dei giuristi sono le seguenti:
1) Uccidere per gelosia un uomo comporta una pena diversa (da 21 anni all'ergastolo) rispetto ad uccidere per gelosia una donna (ergastolo), come se ci fossero morti che valgono di più e morti che valgono di meno. Chi lo spiega ai genitori di un ragazzo ammazzato per gelosia che la vita di loro figlio può valere meno di quella di una figlia?
2) Uccidere per invidia, per ira, per avarizia, per lussuria, per superbia dovrebbe essere meno grave che uccidere per gelosia, controllo, possessività o simili? I futili motivi
sono sempre e sono già una aggravante, a prescindere da quale sia il sentimento che li propone al libero arbitrio del criminale. Chi uccide deve andare in galera per aver ucciso. Invece la norma recentemente introdotta impone una pena più severa solo per
alcuni moti interiori dell'animo. Il legislatore gioca con la filosofia morale e confonde foro interno e foro esterno; noi al contrario abbiamo una concezione del diritto più laica, più romana, più tradizionale: vogliamo tutti gli assassini in galera, senza
distinzioni interiori che appartengono al confessionale e non alla legge dello Stato.
3) se (ahi ahi, manca una maiuscola?!?!, ndr) una donna con gusti lesbici uccide per gelosia la ex concubina, è femminicidio? Se una donna con gusti lesbici uccide una donna con gusti eterosessuali che non vuole concedersi, è femminicidio? Esiste dunque anche la 'donna femminicida' o la
messinscena della sinistra ha la segreta intenzione di veicolare una ideologia secondo la quale i maschi sono i nemici del popolo e della società? Purtroppo, la cattiveria è un partito trasversale nella specie umana e manipolare il diritto penale per diffondere 'odio di classe' è un gioco di marca sovietica molto pericoloso. Ieri proletari contro proprietari, oggi donne contro uomini. Noi guardiamo alla società secondo un modello cooperativo, corporativo, complementare: non contrapposizione fisiologica ma
valorizzazione delle differenze, tutte esistenti per il bene.
4) Il diritto penale deve essere chiaro e preciso. Incunearsi nella distinzione tra i diversi moventi dell'animo viola il principio di determinatezza della fattispecie e trasforma il giudice in un indovino e il diritto in una scommessa.
5) La legge penale deve punire la colpa individuale del criminale, non usare il reo come capro espiatorio per rieducare gli spettatori (peraltro innocenti), sulla base della statistica dei reati. Possiamo aumentare le pene minime previste per l'omicidio, ma il criterio dovrà rimanere la proporzione tra colpa individuale e pena. Noi ci rifacciamo ad una concezione classica del diritto, romana nei fatti e aristotelica nei fondamenti, registrando come la sinistra stia ormai perdendo persino i capisaldi del proprio pantheon giuridico, i moderni Beccaria e Foucault.
Inoltre, con la più impattante risposta al problema degli omicidi di donne è rappresentata dalla remigrazione. Infatti, il 9% circa della popolazione residente commette circa il 25% degli omicidi di donne. Si tratta del 9% extracomunitario. Dunque, chi vuole salvare la vita delle donne sostiene la remigrazione, che produce
come effetto diretto la compressione graduale di quel 25% dei casi criminosi. Siamo già tra i Paesi europei col tasso più basso di omicidi di donne, con la remigrazione diventeremmo il Paese leader per assenza di omicidio sulle donne.
A tali considerazioni occorre aggiungere che il vero deterrente contro i crimini sta nella certezza e nella celerità della pena. Anche per questa ragione proponiamo il piano
carceri per la costruzione di nuove galere e la liberazione di posti carcerari tramite la remigrazione immediata di quel 35% circa di prigionieri non italiani. Oggi per ospitare gli stranieri in galera teniamo molte persone con inclinazioni criminose (dimostrate
col compimento di altri reati violenti) girare libere per il Paese, con denunce a piede libero, nonostante la flagranza di reato. Tutto ciò anche per il sovraffollamento carcerario.
Futuro Nazionale difende la vita delle donne perché le donne sono persone umane (questo il significato di 'homo', persona umana, da cui omicidio, che non si distingue in uccisione del 'vir' - maschio - e della 'femina', viricidio e femminicidio). La sinistra e certa destra moderata difendono le etichette, inventano nuove parole
e cercano di colpire la mentalità degli innocenti generando un senso di colpa a priori per il fatto di appartenere al 'sesso sbagliato'. Per noi non ci sono sessi sbagliati: continueremo a seguire la ragione e il diritto naturale.
Questo, cari lettori, é il passaggio della Base Ideologica Popolare (B.I.P.) dedicato al femminicidio, o meglio al "rigetto" dello stesso. Ve l'ho voluto proporre così, n**o e crudo nella sua brutale e prosaica completezza.
Come vi anticipavo all'inizio, queste righe non necessitano di chiose: si commentano da sole. Tuttavia, due brevi annotazioni ve le lascio, cari lettori.
La prima. La senatrice e presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, che è tra coloro che più si é battuta per l'introduzione del reato di femminicidio e del Codice Rosso, è un'esperta (?!) avvocata, che non credo abbia niente da imparare, sotto il profilo giuridico, da Roberto Vannacci e dall'ideologo-responsabile nazionale della B.I.P., il giovane professore toscano di filosofia ed ex consigliere comunale della Lega, Lorenzo Gasperini.
Ma per Vannacci e futuristi, Bongiorno è un'alfabeta del diritto, una clandestina del codice penale che come un dentista non laureato in medicina che cura abusivamente le bocche, inserisce illegittimamente la protesi 'femminicidio', in violazione non solo della giustizia, ma anche della logica, della Costituzione, del buonsenso, arrecando "una offesa all’intelligenza dei
giuristi". Immaginare che la pesarese Pia Perricci, anch'ella avvocata, possa sostenere un simile abominio, mi indigna doppiamente. E dovrebbe indignare tutti, allo stesso modo, senza distinzioni politiche.
La seconda. “Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona, che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella”.
È il testo dell'articolo 587 del Codice Penale, introdotto nel 1930 nel Codice Rocco e abolito soltanto il 5 agosto 1981. Secondo questa fattispecie di reato, di ispirazione fascista, l'onore è un valore socialmente rilevante, per cui al coniuge, al padre e a fratello che uccidevano la moglie, la sorella e la figlia fedifeghe, e/o il loro amante, veniva riconosciuto uno sconto di pena.
Non vorrei che qualcuno considerasse il femminicidio un'etichetta e il delitto d'onore e il matrimonio riparatore un rimpianto nostalgico, una seria attenuante da reintrodurre.
Benvenuti nel mondo al contrario futurista!