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PD Pesaro e Urbino: 'Tutto il resto è noia'Lunedì 7 settembre si é riunita l'assemblea provinciale del PD Pesaro e Urbin...
09/09/2026

PD Pesaro e Urbino: 'Tutto il resto è noia'

Lunedì 7 settembre si é riunita l'assemblea provinciale del PD Pesaro e Urbino, nel corso della quale si è consumato un duro scontro, tradotto in gergo diplomatico un confronto franco? Embè, dov'è la novità? Ne sono a conoscenza, ma mi rifiuto di parlarne.

Ne parlerò solo quando, finalmente, sarà presa qualche decisione drastica. Di rottura. Per adesso solo parole, parole e ancora parole. Sì, qualche buon proposito, qualche documento tattico, ma quanti ne abbiamo visti, in questi anni? I risultati sono davanti agli occhi di tutti noi.

Da notaio, mi limito a registrare che: 1) l'europarlamentare Ricci continua a dominare la scena; 2) l'ex sindaco di Pesaro ha piazzato un proprio uomo, Thomas Braconi, alla guida dei dem marchigiani (sì, lo so, é stato eletto democraticamente all'unanimità, ma la sostanza politica non cambia); 3) l'europarlamentare ed ex sindaco di cui sopra e l'asse dem pesarese (leggi Villa Fastiggi) continuano a proteggere il segretario provinciale, loro uomo fidato, Marco Perugini, che resta ben saldo al comando; 4) insomma, i soliti noti continuano a dettar legge (ah, Morani continua a sentirsi una dea(m); 5) il PD pesarese è il solito, magnifico 'puttanaio' (in senso amorevole, s'intende), tutti contro tutto, che tante gioie ha elargito al centrodestra. E, avanti di questo passo, un'altra, ancor più grande, la regalerà nel 2027....

'Tutto il resto è noia'!

Ps: ma i nostri dem hanno mai pensato di affidarsi a un avatar virtuale, alla stregua dell'assessora comunale di Acqui Terme, Enhanced Virtual Assistant (per gli amici Eva...?!) Statiella, generata dall'IA?

Appello a Forza Italia: si apra un dibattito tra la gente sul futuro dell'Unione Europea per rilanciare un grande sogno ...
08/09/2026

Appello a Forza Italia: si apra un dibattito tra la gente sul futuro dell'Unione Europea per rilanciare un grande sogno comunitario

Sentire il leader ormai appassito della Lega e vicepremier, Matteo Salvini, celebrare la vittoria di Afd in Sassonia-Anhalt é come ascoltare una bestemmia dal parroco durante la predica. Inqualificabile.

Per fortuna, a fare da contraltare al politiganzo che cerca disperatamente di recuperare consensi inseguendo le emozioni distillate dalla cronaca per lo più nera, per cui ieri abbracciava il gioielliere 'giustiziere' di Grinzane Cavour, Mario Roggero, oggi (che schifo!) telefona al padre della povera Lorena Ischeri, la giovane vittima pugliese gettata viva dal cavalcavia dell'autostrada dal suo ex, al culmine di un raccapricciante sequel horror, che ha rivolto un accorato appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella; ecco per fortuna a fare da contraltare a questo populista senza ritegno (sorvolo sulla proposta di tassare gli extraprofitti delle banche abbinata ai pensionati) c'è l'altro vicepremier, Antonio Tajani.

Dopo alcuni sbandamenti retorici e populisti, ai miei occhi indecorosi benché esibiti in tempi di campagna elettorale, il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia ha di nuovo imboccato la strada del buon senso e della moderazione.

Ne è una prova l'intervista a tutta pagina rilasciata a Paolo Valentino de 'Il Corriere della Sera', che sottoscrivo dalla prima all'ultima riga.

"Voglio dirlo a chi nel nostro Paese coltiva sogni sovranisti: il sovranista tedesco è il peggior nemico dell’Italia. Ricordo che al tempo della crisi dell’euro, Alternative für Deutschland nacque proprio per avere una linea dura nei confronti dei Paesi del Sud e in particolare dell’Italia" scandisce Tajani.

Ogni riferimento a Salvini e a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci è puramente casuale...

"Afd é una forza antitetica ai valori liberali e occidentali nei quali si riconosce Forza Italia" rincara la dose.

Poi, circoscrivendo la vittoria del partito di estrema destra a "ragioni specificatamente tedesche" quali "l’immigrazione, la sicurezza, la crisi industriale, il rifiuto della burocrazia di Bruxelles, senza contare i danni provocati dal regime comunista che hanno lasciato tracce profonde", Tajani rassicura che "in Italia la situazione è diversa".

"A differenza che in Germania, dove la Cdu è alleata con i socialdemocratici, da noi c’è un governo di centrodestra, omogeneo, non ci sono contraddizioni interne".

Ma è proprio su quest'ultimo punto che il vicepremier è costretto a vestire i panni dell'equilibrista.
'Beh, proprio sul tema AfD lei e Salvini avete posizioni diametralmente opposte. Salvini è esploso di gioia. Non è una contraddizione pesante?', obietta il giornalista.

"Io mi riferisco all’omogeneità politica", puntualizza il leader azzurro.

'Ma è dirimente, anche in rapporto alle cose che lei dice sull’Europa e che non sono certo le stesse di Salvini', lo incalza Valentino.

"Noi e la Lega siamo due partiti diversi. Forza Italia è un partito cristiano, liberale, riformista, garantista, europeista e atlantista. Io non condivido quello che dice la Lega su questi temi, così come non condivido quello che dice AfD o il Rassemblement national, che pure hanno posizioni diverse. Le ricordo che a Bruxelles, AfD e Rn non vanno d’accordo e stanno in gruppi politici diversi", rintuzza Tajani.

Che poi lascia intendere come la posizione sovranista di Salvini sia del tutto ininfluente rispetto agli equilibri di coalizione.

Infatti, "quella che conta è la linea del governo su questi temi. Il presidente del Consiglio non è certamente antieuropeista e antiatlantico. Se fosse così non staremmo al governo" chiosa.

La risposta al successo di Afd e alle pulsioni sovraniste che si stanno accendendo in tutti i Paesi, non può che essere "un rilancio dell'Europa".

"Oggi manca una vera politica industriale, poiché il Green Deal ha messo in difficoltà l’intero comparto automobilistico. Inoltre, l’Unione deve cambiare passo dal punto di vista politico" riconosce Tajani, che poi rilancia le ricette che sono nel Dna di Forza Italia: "Occorre sfoltire la giungla burocratica di Bruxelles. Per ogni regola nuova, due vecchie devono essere abolite. Bisogna completare il mercato interno e fare una serie di riforme istituzionali come l’elezione diretta di un presidente unico della Commissione e del Consiglio, l’estensione del voto a maggioranza, l’aumento del ruolo del Parlamento europeo che deve avere il potere di proposta delle leggi".

Insomma, "voglio dire che la risposta ai nazionalismi deve combinare efficienza e visione, risolvere i problemi e far nuovamente sognare i cittadini europei" conclude il leader azzurro.

Musica per le mie orecchie, cari lettori. Lo sapete, resto un europeista convinto, nonostante gli evidenti limiti politici e strutturali dell'Unione Europea.

Tra i primi, sono da annoverare gli eccessi burocratici e ideologici - il Green Deal ne è forse l'esempio più eclatante -, l'assenza di un bilancio comune, di una politica fiscale, estera, di difesa ed energetica comuni; barriere che tuttavia si potrebbero superare se i dirigenti europei attingessero a tre ingredienti essenziali della politica (ma non solo): buon senso, lungimiranza e pragmatismo.

I limiti di natura strutturale attengono, invece, all'architettura stessa dell'Unione Europea, disegnata dai Trattati: per citarne alcuni, il potere di iniziativa legislativa esclusivamente in capo alla Commissione, la 'debolezza' legislativa del Parlamento europeo, il dualismo tra la Commissione e il Consiglio europeo, il diritto di veto.

Superarli, non è una affatto semplice: bisogna, infatti, modificare i Trattati stessi, e questa, ben capirete, non è una passeggiata di piacere, ma un'impresa ardita che potrebbe richiedere tempi biblici.

Ecco, cari lettori, considerando che tra un anno si vota, forse anche meno se se si concretizzasse l'opzione di un 'election day' con le amministrative di primavera, tutte le forze politiche convintamente europeiste dovrebbero mettere ai primi posti delle loro agende/programmi elettorali il futuro dell'Unione Europea, da trattare in maniera distinta rispetto al futuro dell'Occidente, tema sul quale tendono invece a spostare il baricentro i partiti a vocazione più sovranista come FdI.

Siamo a uno snodo fondamentale. Pensando alla provincia di Pesaro e Urbino, auspico che Forza Italia e le altre forze centriste inizino quanto prima a parlare di Europa e Unione Europea in maniera critica e autocostruttiva, evitando quei toni celebrativi e referenziali che altro non farebbero che ingrossare le file dell'antieuropeismo.

Va bene la campagna anti burocrazia, lanciata nelle settimane scorse da Forza Italia sull'intero territorio nazionale, ma la si integri con una campagna altrettanto capillare sul futuro dell'Unione Europea. Si coinvolgano studenti, pensionati, operai, imprenditori, commercianti, agricoltori, si raccolgano cahiers de doléances, spunti e proposte, ma soprattutto si spieghino in maniera franca limiti e opportunità (sono convinto che molti ignorino il complesso funzionamento della macchina europea), possibili soluzioni di breve e medio-lungo termine.

Insomma, si riaccenda la speranza di un futuro comunitario prospero. Si coltivi il sogno di un'Unione Europa intesa come Stato sovranazionale, superando l'attuale configurazione ibrida, né carne né pesce.

Costruiamo gli Stati Uniti d'Europa!



(Link intervista vicepremier Tajani: https://www.esteri.it/it/sala_stampa/archivionotizie/interviste/2026/09/tajani-lo-dico-a-chi-ora-si-illude-quei-sovranisti-nemici-dellitalia-ma-alla-ue-serve-il-rilancio/

Lollo, lollo, lollo... Ma lo avete visto, cari lettori, l'ultimo video di quel Fratello inguaribile guascone, fu Cognato...
07/09/2026

Lollo, lollo, lollo...

Ma lo avete visto, cari lettori, l'ultimo video di quel Fratello inguaribile guascone, fu Cognato più celebre d'Italia?

Lollo, lollo, lollo, ma che v***a ti sei messo a fa', con quei capelli impomatati, le bretelle e un'abbronzatura da vitellone di Ariccia (Tivoli è un po' troppa roba...) trapiantato a Rimini Miramare...., lo yuppie del Masaf?

E quel poro Giulietto, che capra penserà vedendoti con quegli animaletti da presepe? Gli hai chiesto se volesse del latte, ma non hai fatto manco in tempo di finire la domanda che già gli avevi riempito il bicchiere: va a finire che non lo berrà più per il resto della sua esistenza....?!

Dai su, Lollo, tu mi stai simpatico, a pelle mi piaci perché ti percepisco autentico, più schietto e buono di tanti tuoi conFratelli, l'ho pure scritto, anche se di fronte a certe tue stramberie ti passerei una bella 'sphonata' scompigliacapelli
Però qui ti sei spinto un pochetto oltre. Una macchietta tricolore.

Lo sappiamo, sei un Fratello piacione, ruspante, un poco malandrino (ancora mi domando come tu sia riuscito a star dietro a quella feldmarescialla di Arianna. Vabbè che l'amore è cieco, però davvero complimenti postumi). Sei tutto, anche simpatico, però porcaccia di una porchetta, sei soprattutto un Ministro della nostra amata Nazione.

Su, Lollo, contieniti, dai! Fallo almeno per Giulietto.

Ps: Intanto domenica 6 settembre è sbarcato a Pesaro il leader del M5S, Giuseppe Conte, che ha partecipato a un confronto con l'europarlamentare dem 'di casa', Matteo Ricci, ad Amelia, la festa dei Giovani Democratici di Pesaro e Urbino, giunta quest'anno alla seconda edizione. Grandi sorrisi e abbracci, con la consigliera regionale, Marta Ruggeri, che dispensava sorrisi a... sinistra e manca. Anche al sottoscrittore del pattoparasociale con Marche Multiservizi pro Tiviroli e Hera, che sconfessa in maniera lampante i propositi pentastellati e di Avs. Avete capito chi è? Bravissimi, il sindaco di Pesaro, Andrea Biancani. Vabbè, viva il buonumore e l'amore giallorosso: non nel senso della imperiosa Roma di Gasperini, ma del più triste (per ora) Campo largo versione (per ora) camposanto.

Ps del ps: nei prossimi giorni, su richiesta dell'interessata, pubblicherò alcune precisazioni, in punta di Chatgpt, in merito all'articolo dedicato a Futuro Nazionale nel quale ho parlato della futurista pesarese Pia Perricci, come una "transfuga dall'Udc". Nel 2025 Perricci ha concorso alle Regionali sotto il simbolo Udc/Liste Civiche da indipendente, senza mai iscriversi (né all'Udc né ad altri partiti, Futuro Nazionale è la sua prima tessera), anche se in quella circostanza, il centro lo elogiava. È trascorso un annetto, non una vita. Ovviamente il pezzo contestato non lo cancellerò.

(Video ministro Lollobrigida: https://www.facebook.com/share/r/1UMiCiGvpk/)

B.I.P., il femminicidio? Orrore, rigettiamo questa etichetta comunista! Bip, bip, bipUn breve commento lo troverete alla...
05/09/2026

B.I.P., il femminicidio? Orrore, rigettiamo questa etichetta comunista! Bip, bip, bip

Un breve commento lo troverete alla fine, anche se obiettivamente é superfluo, cari lettori. Quel che oggi vi propongo, si commenta da sé.

Vi invito a leggere questo estratto con la massima attenzione: frase per frase, parola per parola, virgolettato per virgolettato, maiuscola per maiuscola (anche se una manca, accipicchia). Mi raccomando, concentratevi. Siete pronti? Via!

"(...) Stop alla riformulazione gramsciana del diritto e alla retorica delle 'categorie'

Futuro Nazionale rigetta categorie come, ad esempio, quella di 'femminicidio': il valore di ogni vita è la medesima, sia essa quella di un maschio, di una femmina, di un
lavoratore, di un disoccupato, di un anziano o di un giovane, trattandosi sempre e solo del reato di omicidio.

Per questa ragione abrogheremo l’art. 577 bis del Codice penale che ha introdotto il cosiddetto 'femminicidio': continueremo a punire chi uccide una donna, con pene fino all’ergastolo, come abbiamo sempre fatto, ovvero per omicidio.

Chi uccide una persona, maschio o femmina che sia, deve essere punito. Senza necessità di distinguere in 'viricidio' e 'femminicidio'. Le ragioni per cui la fattispecie di 'femminicidio' è contraria alla giustizia, alla logica, alla Costituzione, al buonsenso e costituisce una offesa all’intelligenza dei giuristi sono le seguenti:

1) Uccidere per gelosia un uomo comporta una pena diversa (da 21 anni all'ergastolo) rispetto ad uccidere per gelosia una donna (ergastolo), come se ci fossero morti che valgono di più e morti che valgono di meno. Chi lo spiega ai genitori di un ragazzo ammazzato per gelosia che la vita di loro figlio può valere meno di quella di una figlia?

2) Uccidere per invidia, per ira, per avarizia, per lussuria, per superbia dovrebbe essere meno grave che uccidere per gelosia, controllo, possessività o simili? I futili motivi
sono sempre e sono già una aggravante, a prescindere da quale sia il sentimento che li propone al libero arbitrio del criminale. Chi uccide deve andare in galera per aver ucciso. Invece la norma recentemente introdotta impone una pena più severa solo per
alcuni moti interiori dell'animo. Il legislatore gioca con la filosofia morale e confonde foro interno e foro esterno; noi al contrario abbiamo una concezione del diritto più laica, più romana, più tradizionale: vogliamo tutti gli assassini in galera, senza
distinzioni interiori che appartengono al confessionale e non alla legge dello Stato.

3) se (ahi ahi, manca una maiuscola?!?!, ndr) una donna con gusti lesbici uccide per gelosia la ex concubina, è femminicidio? Se una donna con gusti lesbici uccide una donna con gusti eterosessuali che non vuole concedersi, è femminicidio? Esiste dunque anche la 'donna femminicida' o la
messinscena della sinistra ha la segreta intenzione di veicolare una ideologia secondo la quale i maschi sono i nemici del popolo e della società? Purtroppo, la cattiveria è un partito trasversale nella specie umana e manipolare il diritto penale per diffondere 'odio di classe' è un gioco di marca sovietica molto pericoloso. Ieri proletari contro proprietari, oggi donne contro uomini. Noi guardiamo alla società secondo un modello cooperativo, corporativo, complementare: non contrapposizione fisiologica ma
valorizzazione delle differenze, tutte esistenti per il bene.

4) Il diritto penale deve essere chiaro e preciso. Incunearsi nella distinzione tra i diversi moventi dell'animo viola il principio di determinatezza della fattispecie e trasforma il giudice in un indovino e il diritto in una scommessa.

5) La legge penale deve punire la colpa individuale del criminale, non usare il reo come capro espiatorio per rieducare gli spettatori (peraltro innocenti), sulla base della statistica dei reati. Possiamo aumentare le pene minime previste per l'omicidio, ma il criterio dovrà rimanere la proporzione tra colpa individuale e pena. Noi ci rifacciamo ad una concezione classica del diritto, romana nei fatti e aristotelica nei fondamenti, registrando come la sinistra stia ormai perdendo persino i capisaldi del proprio pantheon giuridico, i moderni Beccaria e Foucault.

Inoltre, con la più impattante risposta al problema degli omicidi di donne è rappresentata dalla remigrazione. Infatti, il 9% circa della popolazione residente commette circa il 25% degli omicidi di donne. Si tratta del 9% extracomunitario. Dunque, chi vuole salvare la vita delle donne sostiene la remigrazione, che produce
come effetto diretto la compressione graduale di quel 25% dei casi criminosi. Siamo già tra i Paesi europei col tasso più basso di omicidi di donne, con la remigrazione diventeremmo il Paese leader per assenza di omicidio sulle donne.

A tali considerazioni occorre aggiungere che il vero deterrente contro i crimini sta nella certezza e nella celerità della pena. Anche per questa ragione proponiamo il piano
carceri per la costruzione di nuove galere e la liberazione di posti carcerari tramite la remigrazione immediata di quel 35% circa di prigionieri non italiani. Oggi per ospitare gli stranieri in galera teniamo molte persone con inclinazioni criminose (dimostrate
col compimento di altri reati violenti) girare libere per il Paese, con denunce a piede libero, nonostante la flagranza di reato. Tutto ciò anche per il sovraffollamento carcerario.

Futuro Nazionale difende la vita delle donne perché le donne sono persone umane (questo il significato di 'homo', persona umana, da cui omicidio, che non si distingue in uccisione del 'vir' - maschio - e della 'femina', viricidio e femminicidio). La sinistra e certa destra moderata difendono le etichette, inventano nuove parole
e cercano di colpire la mentalità degli innocenti generando un senso di colpa a priori per il fatto di appartenere al 'sesso sbagliato'. Per noi non ci sono sessi sbagliati: continueremo a seguire la ragione e il diritto naturale.

Questo, cari lettori, é il passaggio della Base Ideologica Popolare (B.I.P.) dedicato al femminicidio, o meglio al "rigetto" dello stesso. Ve l'ho voluto proporre così, n**o e crudo nella sua brutale e prosaica completezza.

Come vi anticipavo all'inizio, queste righe non necessitano di chiose: si commentano da sole. Tuttavia, due brevi annotazioni ve le lascio, cari lettori.

La prima. La senatrice e presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, che è tra coloro che più si é battuta per l'introduzione del reato di femminicidio e del Codice Rosso, è un'esperta (?!) avvocata, che non credo abbia niente da imparare, sotto il profilo giuridico, da Roberto Vannacci e dall'ideologo-responsabile nazionale della B.I.P., il giovane professore toscano di filosofia ed ex consigliere comunale della Lega, Lorenzo Gasperini.

Ma per Vannacci e futuristi, Bongiorno è un'alfabeta del diritto, una clandestina del codice penale che come un dentista non laureato in medicina che cura abusivamente le bocche, inserisce illegittimamente la protesi 'femminicidio', in violazione non solo della giustizia, ma anche della logica, della Costituzione, del buonsenso, arrecando "una offesa all’intelligenza dei
giuristi". Immaginare che la pesarese Pia Perricci, anch'ella avvocata, possa sostenere un simile abominio, mi indigna doppiamente. E dovrebbe indignare tutti, allo stesso modo, senza distinzioni politiche.

La seconda. “Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona, che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella”.

È il testo dell'articolo 587 del Codice Penale, introdotto nel 1930 nel Codice Rocco e abolito soltanto il 5 agosto 1981. Secondo questa fattispecie di reato, di ispirazione fascista, l'onore è un valore socialmente rilevante, per cui al coniuge, al padre e a fratello che uccidevano la moglie, la sorella e la figlia fedifeghe, e/o il loro amante, veniva riconosciuto uno sconto di pena.

Non vorrei che qualcuno considerasse il femminicidio un'etichetta e il delitto d'onore e il matrimonio riparatore un rimpianto nostalgico, una seria attenuante da reintrodurre.

Benvenuti nel mondo al contrario futurista!

B.I.P, sono arrivati i transfughi...Ho letto il programma di Futuro Nazionale. Anzi, chiedo scusa ai futuristi, che fann...
04/09/2026

B.I.P, sono arrivati i transfughi...

Ho letto il programma di Futuro Nazionale. Anzi, chiedo scusa ai futuristi, che fanno della purezza anche semantica un motivo di orgoglio, per l'approssimazione.

Intendevo dire che ho letto la loro Base Ideologica e Programmatica (B.I.P.), con maiuscole e puntini al loro posto. Bisognerà pur distinguersi anche nella forma? Programma o piattoforma programmatica sono formule troppo retrò...

Bene, cari lettori, ho approfondito le prime due parti della B.I.P. (la terza e ultima non è ancora disponibile)
che il movimento di Roberto Vannacci ha pubblicato sul sito ufficiale e devo confessarvi che non ho avvertito turbamento alcuno.

Avendo letto integralmente 'Il mondo al contrario' e l'ancor più inquietante 'Il coraggio vince', ero già preparato al peggio. Inutile vi dica che il mondo che ha in mente Vannacci non é il mio, anche se mi conforta sapere che é destinato a rimanere tale: uno splendido 'Mondo ideale".

Ciò detto, mi fanno sorridere i tentativi di delegittimare il leader di Futuro Nazionale in ogni modo, anche paventando il rischio di ricostituzione del partito fascista, in violazione della legge Scelba.

Tentativi strumentali che altro non fanno che galvanizzare il Futurista e i suoi non pochi sostenitori, molti dei quali vedono in lui quella destra pura e dura, allergica a ogni forma di compromesso, che ai loro occhi sono invece diventate Fratelli d'Italia e la Lega, troppo istituzionalizzate e centriste.

Vedete, cari lettori, a me non fa incazzare Vannacci: se proprio devo dirla tutta, mi fa anche simpatia. A me indignano i tanti saliti sul suo carro, provenienti da lidi centristi o cosiddetti moderati. Penso alla pesarese Pia Perricci, candidata alle Regionali nel 2025 tra le file dell'Udc e oggi referente provinciale Pesaro e Urbino di Futuro Nazionale con vista su Roma (leggi candidatura garantita alle ormai imminenti Politiche), o il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica, da Forza Italia a responsabile regionale Marche del movimento futurista.

Io ho valori autenticamente moderati nell'accezione che ho ampiamente già spiegato, totalmente inconciliabili con quelli di Futuro Nazionale e non barattabili con alcuna carica.

Siccome il mio ambito di riferimento è il campo di mezzo, da Forza Italia a Calenda, do per scontato lo stesso valga per tutti coloro che aderiscono, a vario titolo, ai partiti moderati sulla base di una comunanza di valori, di idee e di una visione europeista simili ai miei.

Giusto per fare un esempio: io che sono un europeista convinto e, al pari di Tajani, auspico un superamento del diritto di veto, come potrei stare con uno che punta al sovranismo economico e monetario nazionale e che si spinge a far sì che il nostro Paese possa essere in grado "tanto di permanere nell’area euro ridefinendone i perimetri di politica monetaria quanto di opzionare l’uscita, secondo le condizioni, il contesto, i tempi, mettendo al primo posto l’interesse nazionale (…)"? Ma ci rendiamo conto? Senza parlare delle altre amenità ideologiche...

Quindi devo per forza ritenere che Perricci e gli altri transfughi abbiano soggiornato nelle precedenti dimore moderate per pura convenienza. Ergo: per conquistare un posto al sole che altri, in quel momento, non garantivano.

Fallito l'obiettivo o ridotti i margini di azione, avanti con chi ha il vento in poppa. Chissà quanti altri estremisti si nascondono tra le file moderate. E la credibilità?

Al posto di Vannacci, starei attento a concedere posti di onore a troppi transfughi: un domani potrebbe essere lui il Salvini futurista. Co***to e mazziato.

(Nella foto, tratta dal profilo Facebook: il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, con la referente provinciale Pesaro e Urbino, Lia Perricci)

Fine vita: la vittoria di Zaia versione 'Tessitore' e del buon senso. E ora Meloni colga questo formidabile assist per.....
02/09/2026

Fine vita: la vittoria di Zaia versione 'Tessitore' e del buon senso. E ora Meloni colga questo formidabile assist per...

Il Veneto, cari lettori, é la prima regione di centrodestra e la quarta in Italia a dotarsi di una legge che definisce tempi e procedure per il suicidio medicalmente assistito.

Avendo seguito da vicino gli ultimi sviluppi e l'attenzione certosina con cui l'ex Doge, Luca Zaia, il vero vincitore di questa battaglia di civiltà, ha preparato il terreno, confidavo in questo risultato storico per il Veneto e per il centrodestra

La 'Legge Zaia' passa con i voti di buona parte della Lega (un contrario e un astenuto), della lista civica del presidente, Alberto Stefani (un astenuto su tre) e dell'opposizione compatta (PD, M5S e Avs), contrari i consiglieri di FdI, astenuti quelli di Forza Italia. Risultato: 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astenuti.

È il trionfo della Politica del buon senso, del pragmatismo e della mediazione sul fondamentalismo ideologico di una certa destra e di un certo mondo ultraconservatore cattolico.

Un vergognoso furore ideologico, con richiami di matrice complottista, incarnato magistralmente da 'La Verità' di Belpietro, che non va in alcun modo associato e confuso con la contrarietà, le perplessità e i dubbi, rispettabilissimi, legittimi e meritevoli di attenzione, sollevati dalla Chiesa.

Un sentimento di disagio e un tormento interiore che accomuna anche tanti italiani, di cui si fa interprete 'Avvenire', il quotidiano della Cei che in questi anni ha difeso con forza il diritto alla vita, stigmatizzando la "deriva etica" del fine vita, ma sempre con senso della misura, pacatezza e sensibilità, senza mai ergersi a censore morale.

Il testo licenziato dal Consiglio regionale veneto dopo un dibattito di oltre dieci ore, é diverso rispetto alla proposta di legge popolare presentata dall'associazione Luca Coscioni e bocciata dall'Aula nel 2024, per effetto di alcuni emendamenti presentati dalla Giunta all'ultimo minuto "nel senso del 'favor vitae'", come li ha definiti il presidente Stefani, che riconoscono esplicitamente il valore delle cure palliative e il diritto alla libertà di coscienza per il personale sanitario.

Accorgimenti 'politici' che, tuttavia, non snaturano la struttura portante del provvedimento, che mira a dare garanzie e certezze su procedure, tempi e ruolo del Servizio sanitario nazionale, tanto che le forze di opposizione lo hanno approvato anche in questa versione 'light'.

Ora la palla passa al governo: impugnerà la legge?

Personalmente, la ritengo equilibrata ed equa, la migliore e più obiettiva delle tre leggi regionali sinora approvate. Politicamente, il punto di caduta perfetto tra sensibilità ed esigenze inconciliabili.

Al posto di Meloni, non avrei dubbi: la struttura portante della 'Legge Zaia' ha la solidità giuridica e politica per diventare una legge nazionale.

Convocherei quanto prima un vertice di maggioranza per far capire a tutti, anche agli scettici e ai contrari, che è arrivato il momento propizio per compiere questo passo di civiltà nel solco tracciato da Zaia, insieme all'opposizione, che non avrebbe altra strada che sostenere l'iniziativa. Esiste già una una base su cui lavorare: la proposta portata avanti da Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato. Sulle questioni etiche, le maggioranze variabili sono un approccio pressoché inevitabile.

Con quale coraggio, infatti, potrebbe far saltare il banco a un anno dalle elezioni, accusando la maggioranza di scarso coraggio e chiedendo modifiche radicali, dopo che in Veneto la stessa legge versione 'light' l'hanno votata?

Ps: a proposito, ma nella Lega Marche, uno Zaia non si riesce proprio a trovarlo, manco con il lanternino?

(Nella foto, Luca Zaia con il presidente del Veneto, Alberto Stefani)

02/09/2026

Buon senso

Chissà se qualcuno della Lega Marche e di qualche altro partito del centrodestra, specie in area Forza Italia, prenderà spunto da queste parole di Zaia.

Il buon senso non è né di destra né di centro né di sinistra. Il buon senso è Politica.

Legge fine vita in Veneto: Zaia disinnesca la prima mina futurista. Ora avanti con il voto È stato aggiornata a mercoled...
01/09/2026

Legge fine vita in Veneto: Zaia disinnesca la prima mina futurista. Ora avanti con il voto

È stato aggiornata a mercoledì 2 settembre la discussione del Consiglio regionale del Veneto sul progetto di legge sul suicidio medicalmente assistito, di cui vi ho dato conto ieri.

Tuttavia, nella seduta odierna l'ex Doge e grande promotore di questa battaglia di civiltà, Luca Zaia, ha incassato un primo successo politico, fondamentale per il prosieguo dell'iter legislativo: grazie a un'intesa trasversale tra Lega e Pd, M5S, AVS e liste civiche, è stata respinta a larga maggioranza - 31 voti contrari contro 16 favorevoli -
la questione pregiudiziale sollevata
da un consigliere di Futuro Nazionale, Stefano Valdegamberi, con il sostegno di Fratelli d'Italia.

Secondo Valdegamberi, dopo il rinvio disposto dal Consiglio dopo la prima bocciatura nel 2024, l'iter avrebbe dovuto riprendere con una nuova istruttoria in Commissione, e soltanto successivamente con un nuovo passaggio in Aula. Da qui la richiesta di un rinvio con nuovo incarfinamento 'corretto' del progetto di legge. Niente da fare: si fa avanti. Bene così.

"É un'occasione di civiltà certa, anche perché noi ci rivolgiamo a dei pazienti che comunque hanno il diritto di chiedere la loro gestione del fine vita alla loro Usl e quindi verrà valutata dal comitato bioetico. Però è pur vero che questi pazienti in questa sentenza della Corte non hanno una risposta rispetto ai termini temporali e su chi gestirà la fase critica della gestione del fine vita, penso che questa sia una questione di civiltà" ha ribadito Zaia a margine del Consiglio regionale, di cui è presidente.

Pur chiarendo che sarebbe comuque "un atto di grande lealtà e responsabilità quello di approvare una legge a livello nazionale, che ponga fine alla necessità che ogni regione si doti di una legge".

L'esponente del Carroccio ha poi richiamato le tre Regioni - Sardegna, Toscana ed Emilia Romagna - che hanno già approvato una legge sul fine vita, "poi osservate con dei pareri della Corte Costituzionale, che ha già sollecitato tre volte i Parlamenti per legiferare".

Ecco, "in virtù di quelle osservazioni che ha fatto la Corte, noi abbiamo molto più chiaro l'alveo all'interno del quale ci possiamo muovere, che è quello dell'organizzazione del percorso, nel momento in cui il paziente si vede riconosciuta la sua gestione del fine vita, il comitato bioetico gli dà l'ok, in quel momento serve un minimo di gestione, altrimenti non si riesce a dare risposte al paziente", la chiosa di Zaia.

Beh, cari lettori, sono fiducioso: penso che questa possa essere finalmente la volta buona.

Il Veneto sarebbe la prima regione di centrodestra a dotarsi di una norma su una questione etica che finora è stata ad appannaggio del centrosinistra.

Sono curioso di vedere, in caso di approvazione, se il govermo impugnerà il provvedimento, aprendo di fatto un caso politico che l'opposizione cavalcherebbe; o, al contrario, se Meloni dimostrerà intelligenza tattica, spingendo il piede sull'acceleratore per giungere all'approvazione di una legge nazionale entro la fine della legislatura.

Una mossa, quest'ultima, che certamente metterebbe in imbarazzo il partito della premier, ma che creerebbe un problema molto più serio soprattutto in casa Lega, dove si allargherebbe la frattura tra i governatori del Nord e il segretario Salvini. E darebbe man forte alla parte di Forza Italia che, su stimolo di Marina Berlusconi, spinge per l'adozione di una linea più aperturista sui diritti civili.

Stiamo a vedere. Io, intanto, rosico. Rosico perché avrei voluto fossero state le Marche a giocare da protagoniste questa battaglia di civiltà.

Ma soprattutto sono incazzato perché in Veneto hanno una coppia del Carroccio di ferro: un politico di razza e un mostro della comunicazione, anche social, come Zaia, e il suo giovin delfino, Alberto Stefani, caratterialmente agli antipodi, ma che sta dimostrando di sapersi muovere con astuzia politica, senza fare troppo lo 'splendido', anche su un tema delicato come il fine vita, rispetto al quale Stefano è molto più tiepido, per usare un eufemismo, del suo mentore.

Nelle Marche, invece, la Lega ha un big come Mirco Carloni che spende le proprie abilità per inseguire (legittimamente) gli obiettivi politici personali che si prefigge, intervenendo ogni tanto su questioni comunque appetibili per l'elettorato, e il suo figliol prodigo, in senso politico, il consigliere regionale Nicolò Pierini, che fa lo 'splendido' sui social buttandosi a pesce su ogni tema che possa dargli visibilità e, soprattutto, che galvanizzi il suo elettorato e i suoi follower.

Peccago. Una regione plurale o operosa come le Marche, dal punto di vista produttivo e sociale non così dissimukd dal Veneto, si meriterebbe leghisti 'nordisti', nel senso di pragmatici, alla Zaia, alla Stefani, alla Centinaio, alla Fedriga e alla Fontana. Non comparse.

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