05/06/2026
Fermignano: niente Cas a Bivio Borzaga (per ora). Nessun Cas previsto a Serra Alta
Mi tocca dare atto che il fiuto del mio cane, Sparky, non si era sbagliato. Scherzi a parte, giovedi 4 giugno i cittadini residenti nella frazione Bivio Borzaga di Fermignano hanno organizzato un "momento di confronto" onde evitare il diffondersi di "voci di corridoio", come ha spiegato Gabriele, uno dei promotori, per conoscere gli sviluppi legati al contestato Centro di accoglienza straordinaria (Cas), che dovrebbe essere attivato nei locali dell'ex hotel Bucci, acquisito dall'immobiliarista Giovanni Bianchi, fermignanese ma ormai da tempo residente in Romagna. Sono intervenuti il sindaco, Emanuele Feduzi, il capogruppo di maggioranza, Othmane Yassine, e il consigliere di minoranza, Giorgio Cancellieri.
Teatro dell'incontro, molto partecipato, il parco pubblico Volponi, un inaspettato angolo di decoro e pace in mezzo a villette e palazzine, dove la statale, con il suo carico di traffico e inquinamento, diventa d'improvviso un lontano ricordo, nonostante scorra a due passi.
Più che una periferia, un paese-quartiere, Bivio Borzaga, "che ha saputo creare negli anni un forte senso di comunità e appartenenza", anche attraverso l'integrazione degli stranieri, dove "lasciamo ancora la chiave nella porta, i bambini girano spensierati in bicicletta e noi siamo amici degli amici di tutti noi" raccontano con orgoglio Gabriele e Sandra.
Una comunità unita e inclusiva, che non coltiva sentimenti di repulsione nei confronti dello straniero, ma chiede garanzie, certezze e, soprattutto, un'accoglienza ponderata, non selvaggia.
Il sindaco Feduzi ha comunicato l'unica notizia che la comunità attendeva: dopo quelli di Pagino, il primo, di Villa Furlo e del capoluogo, Fermignano non avrà un altro Cas a Bivio Borgaza. Per il momento.
Mentre Serra Alta non è mai entrato nei radar della Prefettura, che ha smentito categoricamente l'intenzione di riconvertire in Cas l'ex relais sulle alture di Fermignano.
LA LINEA FEDUZI...
"Ho avuto ieri (3 giugno, ndr) un incontro molto proficuo e costruttivo con il prefetto, Emanuela Saveria Greco, che mi ha ufficializzato di aver reso vincolante il parere negativo espresso dal Comune per la non conformità urbanistica dei locali, che abbiamo inviato il 14 maggio scorso, nonostante la Prefettura non avesse questo obbligo".
Per quanto riguarda Serra Alta, invece, in Prefettura sono caduti dalle nuvole: "Il viceprefetto ha detto che non è previsto nulla e non ci sono atti depositati in Prefettura". E allora perché stanno lavorando?, chiedono i cittadini. "È una struttura privata ed eventuali responsabilità e illeciti saranno accertati secondo le procedure ordinarie" rassicura Feduzi.
Il sindaco ha ricondotto la scelta della Prefettura su Bivio Borzaga, per niente scontata, alla discreta, ma efficace azione di pressione istituzionale svolta.
"Mi dispiace si pensi che abbia tenuto nascosta la questione, avessi avuto la faccia sporca non sarei mai venuto qui" si è tolto un sassolino dalle scarpe il sindaco, rivendicando la trasparenza del suo operato e ribadendo il valore aggiunto della cautela istituzionale che deve guidare ogni amministratore: "Un sindaco non può parlare di tutto quello che sente o gli viene riferito. Certe cose non le sanno neanche i miei collaboratori".
.. E YASSINE
"Noi siamo con voi, ma dobbiamo utilizzare la logica amministrativa per raggiungere l'obiettivo. Questa zona non può essere deputata ad accogliere un Cas: questa è la linea del Comune da sempre" ha scandito il capogruppo di maggioranza, Othmane Yassine.
Logica cui va ascritta la scelta di circoscrivere la raccolta di firme alla comunità di Bivio Borzaga. "La stesura del parere, che poi la Prefettura ha reso vincolante, accompagnato da un'analisi sociologica che dimostrava l'inopportunità del Cas in questo contesto, ha richiesto ragionamento, non serviva fare polemica".
Sarebbe stato controproducente "promuovere una raccolta di firme sul'intero territorio perché l'Area 4 Immigrazione della Prefettura avrebbe considerato quel parere generico" osserva Yassine. Una sorta di atto precostituito al di là del problema specifico, insomma.
LA LINEA CANCELLIERI
Un approccio opposto a quello del consigliere di minoranza di 'Fermignano rinasce', Giorgio Cancellieri. Il primo sindaco della Lega a essere eletto nel lontano 2001 a sud della 'linea Maginot' del Po, ha anzitutto spiegato la sua visione 'sartoriale' di integrazione.
"Inclusione significa dare agli straniere la capacità di integrarsi e di stare tra la nostra gente. Non possiamo essere ipocriti e accettare tutto il mondo nei nostri territori se non siamo in grado di dare queste risposte" ha ammonito Cancellieri, ricordando le "decine e centinaia di famiglie straniere" che hanno saputo inserirsi "con passione, dedizione e volontà di integrazione".
Un'integrazione che i Cas non possono perseguire in quanto "strutture chiuse": gli immigrati "vanno messi in piccoli appartamenti" nell'ambito di centri abitati dove sono presenti servizi. Altrimenti, è il non detto, il rischio è creare ghetti.
A quel punto l'ex consigliere regionale ha rivendicato il valore della raccolta firme ad ampio raggio quale espressione di questo modello culturale e di accoglienza "più alto".
"Non concordo con quello che dicono le firme non servono. Le firme servono tanto è vero che l"amministrazione le ha raccolte", seppure limitatamente al "territorio investito dal problema. Servono quale "forma di pressione politica da parte di vive in questa comunità, a Canavaccio, Urbania e Urbino. Noi continueremo a raccoglierle" chiosa.
L'INTERVENTO DEL SOTTOSEGRETARIO
Cancellieri ha poi confermato la versione del sindaco rispetto al blocco temporaneo dell'attivazione del Cas a Bivio Borzaga e all'assenza di documenti su Serra Alta, cercando tuttavia di dare un connotato politico alla decisione del prefetto.
"Ieri (3 giugno, ndr) ho chiamato il sottosegretario all'Interno (chiaro il riferimento al leghista Nicola Molteni, ndr) e gli ho spiegato la situazione". "Un'ora dopo, un uomo di Piantedosi ha telefonato al Prefetto di Pesaro che gli ha assicurato che terrà monitorato questa situazione", enfatizza Cancellieri, che dice chiaramente che la decisione del Prefetto, "con cui ho parlato oggi", altro non è che "la 'risposta' alla telefonata del sottosegretario, che è uno che conta".
Una puntualizzazione politicamente sagace, che da una parte tende a ridimensionare l'approccio pragmatico e istituzionale seguito da Feduzi e dall'altro a esaltare il ruolo della "filiera istituzionale" politicamente amica, ma discutibile sul piano del galateo istituzionale.
Presentare pubblicamente un prefetto, massimo rappresentante amministrativo del governo, come un 'signorsì' che obbedisce alle pressioni della politica, è alquanto ardito. E rischioso.
PER ORA NIENTE CAS. MA DOMANI?
Per ora il rischio di un Cas a Bivio Borzaga è scongiurato, ma la preoccupazione dei cittadini riguarda il futuro: e se la società di Bianchi dovesse sanare le carenze strutturali che oggi sono alla base del parete di non conformità urbanistica, insomma dovesse "aggiungere quel pezzo che oggi manca", per usare la metafora di Cancellieri, cosa accadrebbe?
È questo l'interrogativo che la comunità di Bivio Borzaga si pone. Comunità che, è bene ricordarlo, salvo un caso isolatissimo di estremismo che ha indicato "la discarica" come alloggio per i migranti, scatenando l'indignazione di molti dei presenti, ha dimostrato anche ieri buon senso e propensione all'ascolto.
A essere messa in discussione non è la presenza dei migranti, ma la gestione un po' troppo 'allegra' degli stessi, che diventano 'macchine da soldi' per pochi e potenziali problemi per tanti: un sentimento che la politica, a partire dal centrosinistra, deve prendere in seria considerazione.
"Dobbiamo tenere le antenne drittissime perche stiamo comunque parlando di imprenditoria libera" ha risposto Feduzi, non negando il rischio. Nel caso dovesse esserci un cambio di prospettiva, il prefetto ha anticipato che l'ex hotel di Bivio Borgaza sarebbe destinato esclusivamente alle famiglie con bambini e si è comunque impegnata a 'metterci la faccia', incontrando i cittadini. "Per ora può tranquillizzare la sua popolazione", è il messaggio che ha rivolto alla comunità attraverso il sindaco.
Punta, invece, sul richiamo delle radici Cancellieri: "Noi, sindaco, dovremmo cercare di convincere il proprietario a fare in questo posto un'altra cosa di cui abbiamo veramente bisogno, per esempio una casa di riposo. Sei un fermignanese, perche non fai una cosa che sarebbe un grande vantaggio per la comunita in cui hai vissuto tanto tempo?".
Feduzi ha bocciato l'ipotesi casa di riposo: "L'amministrazione ha in previsione di costruirne una tra via Cadore e via Piemonte e ha stanziato 60 mila euro per il progetto preliminare".
Ma ha al contempo lasciato intendere, senza tuttavia rinunciare all'aplomb istituzionale, che convincere il proprietario a tornare sui propri passi è impresa ardua, per non dire improba. E Cancellieri concorda.
Il vero ostacolo sembra proprio lui, il fermignanese Giovanni Bianchi, che ragiona da immobiliarista e investitore. E non sempre la logica del profitto contempla la dimensione etica per cui l'impresa è anche un polmone di sviluppo sociale del territorio, propria di alcune importanti realtà imprenditoriali affermate a livello internazionale, con sede a Fermignano e nella vallata del Metauro.
FAIRPLAY POLITICK
L'incontro di ieri sera è scivolato via sulle note di un inaspettato farplay politico. Feduzi è rimasto fedele al suo stile pragmatico istituzionale: zero fuochi d'artificio, tanto rigore e severità. E ha rivolto un ringraziamento bipartisan al Pd, suo partito, e a Fratelli d'Italia, che hanno "fatto da cerniera" portando il caso anche in Parlamento.
Cancellieri ha incarnato la Lega di governo stile Zaia, e non di lotta, dimostrando quel buon senso e quella moderazione che lo hanno sempre contraddistinto.
Emblematico l'invito ad abbassare i toni, soprattutto sui social: "Stiamo tutti piu tranquilli, tilizziamo I social in maniera diversa, non maleducata e aggressiva". Un riferimento implicito alle minacce subite dal sindaco.
Parole sacrosante. Anche se i toni e le motivazioni barricadere di un consigliere regionale e di qualche giovane figura vicina a Cancellieri, mi lasciano alquanto perplesso.
Come ci fosse una regia ben studiata con divisione delle parti tra un sovrintendente capo buono e assistenti capi e agenti cattivi. O forse Cancellieri non riesce a domare i giovani rampanti?