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Il Monviso (o semplicemente Viso da mons vesulus = monte ben visibile ... che si vede a distanza) 3841 mt, detto anche R...
15/08/2026

Il Monviso (o semplicemente Viso da mons vesulus = monte ben visibile ... che si vede a distanza) 3841 mt, detto anche Re di Pietra, è la montagna più alta delle Alpi Cozie e dell' omonimo gruppo montuoso. Conosciuto anche perché ai suoi piedi, a Pian del Re, si trova la sorgente del fiume Po, il corso d'acqua più lungo d'Italia, dal 29 maggio 2013 è diventato patrimonio dell'UNESCO come riserva della biosfera transfrontaliera con la Francia.
Inoltre dal 2016 fa parte del Parco Naturale del Monviso sul settore italiano, mentre su quello francese insiste il parco naturale del Queyras. La montagna è ben visibile dalla Pianura Padana occidentale per via della sua forma piramidale e la sua altezza di oltre 500 metri superiore ai picchi circostanti.

Qualche curiosità:

La vetta del Monviso, essendo al di qua della linea di separazione delle acque, si trova interamente in territorio italiano (a 2km dal confine francese), così come quasi tutto il resto del gruppo, mentre parte della cresta settentrionale del gruppo stesso, daPunta Gastaldi al Colle delle Traversette, sono sul confine con la Francia. Il gruppo è contornato dalle seguenti valli: valle Po, valle Varaita e, dal versante francese, valle del Guil.

Per la sua morfologia e posizione, il Monviso sembra "attirare" le nebbie della pianura. Molto spesso la montagna risulta avvolta dalle nebbie fin dalla tarda mattinata, anche in giornate di generale bel tempo. Spesso il Monviso è accompagnato dal suo "capel" (cappello) classica nuvoletta sopra la vetta ben visibile da piangere de la Regina e del Re.

Dal punto di vista geologico, la montagna è costituita da rocce metamorfiche (prasiniti, anfiboliti, eclogiti, metagabbri, metaporfiriti e metadiabasi) e appartiene alla serie a facies piemontese del Trias-Giura(zona delle pietre verdi diGastaldi).

La prima spedizione completamente italiana a raggiungere la vetta del Monviso fu quella del ministro biellese Quintino Sella (vd Rifugio omonimo) nel 1863.

Ogni anno il Monviso è salito da circa duemila alpinisti, in maggioranza italiani. Nell'anno 1906, quando l'alpinismo era un'attività diélite, era stato scalato soltanto da centoventisette persone tra alpinisti, guide e portatori.

La guida alpina di Crissolo Quintino Perotti
(1906-1990), storico gestore del rifugio Sella, è stato l'uomo che ha compiuto il maggior numero di ascensioni sul Monviso, ben 749 volte in vetta alla montagna più alta delle Alpi Cozie.

La via normale di ascesa al Monviso si sviluppa lungo la parete Sud, percorso non difficile e per questo molto battuto, soprattutto nei mesi estivi.

Dapprima occorre raggiungere il Rifugio Quintino Sella al Monviso (2 640m) partendo dal Pian del Re oppure dal Pian della Regina (900+ circa). Poi occorre contornare la montagna e, attraversato il Passo delle Sagnette (2 991m), dirigersi verso la parete sud, fino a raggiungere il bivacco Andreotti.

Superato il bivacco Andreotti (3 225m), si attraversa brevemente per 200 mt il ghiacciaio Sella quindi si attacca la parete Sud. Si sale la parete, il cui passaggio più difficile è ritenuto di grado III+, seguendo le frequenti tacche di vernice gialla fino a raggiungere la croce di vetta. Il grado di difficoltà complessivo dell'ascesa è valutato come F+/PD-.

Ringrazio Wikipedia per le info tecniche.

Da mesi avevo desiderio "camminare" su montagne diverse dalle tanto amate e battute Dolomiti. Le adoro specie le Bellunesi, ma il conoscere luoghi nuovi, vedere nuovi paesaggi mi stimola sempre.

Così con la cara amica decidiamo perseguire un altro nostro desiderio: il Monviso o meglio come l'abbiamo chiamata noi la "circumnavigazione" del Monviso!

Percorso di trekking di 3 giorni alla scoperta di questo bellissimo Parco.

Decidiamo di appoggiarci alle guide e non potevamo fare esperienza più appagante. Il nostro Fabio è stato meraviglioso, professionale e passionale nel raccontarci di tutto e di più di questo territorio.

I laghi, i sentieri e panorami incontrati.... l'alba del secondo giorno dall'Alpetto ... bellissimo tutto! Suggestivi orizzonti e soprattutto vari. La fauna pure sempre vicina 🫎🦌

Abbiamo dormito al Rifugio Alpetto nella valle Po a 2268 mt, piccolo e raccolto dopo essersi fermati per una breve sosta all'iconico Q. Sella sopra nominato e, la seconda notte, nel grande Rifugio Vallanta nella valle Varaita a 2450 mt. Altra sosta breve l'abbiamo avuta al Refuge Viso nella parte francese appunto prima di salire al Buco di Viso o galleria delle Traversette (primo traforo alpino a 2882 mt tra la valle del Po in Italia e la valle del Guil in Francia). Lungo 75 mt largo 2 x h 2,5 mt costruito nel 1480 e risistemato/riaperto a giugno 26.

Abbiamo percorso 46 km e 2900 mt + passo dopo passo, uniti seppur conoscenti da poco tempo, tra sane, leggere risate e discorsi più profondi. Abbiamo dormito tutti assieme condividendo battute e scatti fotografici.

La montagna accomuna gli animi e spesso li unisce da profonde vibrazioni.

E questo mi affascina. Mi piace perché succede in modo diretto ed immediato.

È stata un'esperienza bellissima, tosta ma non eccessiva che mi ha regalato scenari unici: il lago Chiaretto illuminato dal sole dal caratteristico colore turchese grazie alla smaragdite, un minerale presente nelle pietre verdi del “re di pietra” (ofioliti), sicuramente rimane tra le mie cartoline più belle.

Ringrazio la mia amica di viaggio ma soprattutto di sogni e desideri.

Il monte Popera a 3046 mt è una montagna dolomitica delle Dolomiti di Sesto, appartenente all'omonimo gruppo. È situato ...
26/07/2026

Il monte Popera a 3046 mt è una montagna dolomitica delle Dolomiti di Sesto, appartenente all'omonimo gruppo. È situato tra la provincia di Belluno (la vetta è situata nel comune di Comelico Superiore) e quella di Bolzano.

Si trova a sud di Cima Undici tra la val Popera (ad est) e la val Fiscalina (ad ovest) ed è l'elevazione principale di un gruppo dolomitico molto complesso per orografia e numero di vette.

Il massiccio culmina con la Cima Undici (3.096 m), vetta bifida costituita da un'unica cresta di grande complessità strutturale, che costituisce il ramo nord-ovest, mentre il monte Popera rappresenta il punto d'unione delle diverse creste del massiccio: Zsigmondy e il monte Giralba a sud e sud-ovest, Cima Bagni a sud-est e Croda Rossa e Cima Undici a nord e nord-est.

Il massiccio del monte Popera fu aspramente conteso durante la prima guerra mondiale, in particolare la Cima Undici e la Croda Rossa, bastioni meridionali della val Fiscalina.

Scritto ciò, grazie a Wikipedia, ed avendo quindi contestualizzato la zona Dolomitica posso aggiungere che il panorama è di una bellezza che mi ha veramente sorpresa. Non me l'aspettavo!

Noi, tre amici di trekking, siamo saliti dalla Valgrande (Alto Comelico).

Rifugio Lunelli 1568 mt in primis (località Salvapiana nel Comelico Superiore BL) per poi salire al Rifugio Berti 1950 mt (sentiero tranquillo senza particolari difficoltà anche se invito sempre all'attenzione visto il suolo scosceso ricco di sassi....). Qui la vista si è fatta meravigliosa: il gruppo del Popera, Cima 11, la Croda Rossa che la sera prima vedevo infuocata dal tramonto da Monte Zovo (sopra Sappada tra il Comelico ed il Cadore). Un vero spettacolo della natura!

Saliti al lago Popera 2142 mt (purtroppo con poca acqua) sono rimasta incantata dal passo Sentinella che mi era proprio di fronte e che collega la Val Popera alla Val Fiscalina appunto (comune di Sesto, lunga 4,5 km). Chissà magari in futuro... 😜

Abbiamo poi proseguito per le trincee in prossimità della Forcella Popera 2298 mt. Il panorama qui si estende ala valle di Sesto e si snoda quindi all'Austria. La vista è mozzafiato per ampiezza, seppur la verticalità delle Dolomiti alle mie spalle mi prendeva il cuore.

Siamo quindi ridiscesi al Berti (evitando salire alla Croda sora ai Colesei) ed al Lunelli.

Circa 800 di dislivello, nulla di difficile, ovviamente se preparati, paesaggio bellissimo e compagnia ottima!

Grazie Lucia, grazie Gian per averci fatto scoprire questo "angolo" paradisiaco delle Dolomiti non troppo battute ed ancora godibili nella loro maestosità e soprattutto nel loro travolgente SILENZIO 🩷🩵

Le Pale di San Martino sono uno spettacolo naturale veramente scenico. Non lo nascondo ma il rimando mi va sempre alle T...
09/07/2026

Le Pale di San Martino sono uno spettacolo naturale veramente scenico. Non lo nascondo ma il rimando mi va sempre alle Tre Cime di Lavaredo altrettanto iconiche. Entrambe gioielli dell'UNESCO.

Le Pale sono il gruppo montuoso più esteso delle Dolomiti, caratterizzato da un vasto altopiano roccioso e dalla celebre cima del Cimon della Pala (3.184 m). Per esplorarle comodamente, il punto di partenza ideale è San Martino di Castrozza. Da qui è possibile prendere gli impianti di risalita Colverde-Rosetta per raggiungere l'Altopiano delle Pale e il Rifugio Rosetta a 2.581 metri di quota.

Le Tre Cime sono il simbolo assoluto dell'alpinismo (Cima Grande, Cima Ovest e Cima Piccola) e si trovano al confine tra il Veneto e l'Alto Adige, nel Parco Naturale delle Tre Cime. Si possono raggiungere in auto tramite la strada a pedaggio da Misurina, arrivando al Rifugio Auronzo (2.320 m), punto di partenza per il famoso giro ad anello che passa per il Rifugio Lavaredo e il Rifugio Locatelli.

La scorsa domenica la salita al Rifugio Pradidali (2278 mt) dalla Val Canali. 1100 mt dislivello + partendo da Cant del Gal 1180 mt. Tre ore, tre ore mezza tutte in salita continua.

Lasciando il bosco della prima parte si sale costeggiando per un breve ma bel tratto il torrente Canali (lungo corca 10 km che nasce appunto dalle Pale) caratterizzato dai bianchi sassi donando allo scorrere dell'acqua un bellissimo azzurro cristallino.

Il paesaggio si fa sempre più "dolomitico" con brevissimi tratti attrezzati ma per "eccessivo" scrupolo (ben venga!!!) Fino a divenire quasi lunare una volta raggiunti i 2200.

Il Rifugio è incastonato per tre lati nelle montagne. La vista è spettacolare e le finestre rosse spiccano sulla roccia bianca. Bellissimo! Le Pale ci sormontano... siamo piccoli avvolti da tanto immenso.

Nulla di difficile se gambe e soprattutto fiato sono allenati 😬😅😅😅😜 un unico dettaglio: sentiero 709!

Grazie agli amici che mi hanno invitata, la compagnia fa sempre la differenza 🩷🩵 GRAZIE!

La salita al Civetta era una di quelle che mi aveva lasciato il segno durante il trekking AltaVia. Ricordo che al rifugi...
06/07/2026

La salita al Civetta era una di quelle che mi aveva lasciato il segno durante il trekking AltaVia. Ricordo che al rifugio Tissi non ci arrivavo mai 😅😬😅

Sognavo potermi togliere gli scarponi e starmene scalza. Non immaginavo minimamente la vista sull'omonimo Monte sarebbe stata così incredibile.

Il desiderio di ritornarci e di "mangiare" quelle montagne, di prenderle con una mano, di volarci dentro dall'altalena del Tissi ha preso il sopravvento sabato scorso.

Salendo al Lago Coldai non abbiamo resistito e grazie all'arrivo in loco il mattino prestissimo, abbiamo sfruttato al meglio tempo e temperatura.

Salendo da Palafavera al cospetto del Monte Pelmo, il paesaggio regala scorci bellissimi.

L'azzurro del cielo, il verde del bosco, i coloratissimi fiori che danzano alla brezza.

Con la cara amica decidiamo proseguire.

Sempre tosto il Tissi: lo vedi subito dopo il Lago Coldai, ma è lungaaaaaaa 🤣🤣🤣

Costeggiare le pareti Dolomitiche, i bianchi ghiaioni è sempre per me, un'emozione.

Passo dopo passo, col fiato corto, dopo circa un'ora ci si arriva!

La vista sulle pareti rocciose da un lato e sul sottostante Lago di Alleghe dall'altro ripaga di ogni singolo sforzo.

Un saluto, un abbraccio alla Marmolada ... il pensiero corre, il ricordo pure 🩵

Con le amicizie del cuore, tutto è ancor più bello, più profondo, più vero.

Partenza da Rifugio Pelmo, Palafavera (Val di Zoldo) 1514 mt
Via Rifugio Coldai 2132 mt (gruppo del Civetta)
Rifugio Tissi sul Col Rean 2250 mt, al cospetto del Monte Civetta.

Rifugio Tissi

Sabato scorso son tornata sull'iconico sentiero delle 52 Gallerie del Pasubio.Come sempre grande emozione al ricordo del...
23/06/2026

Sabato scorso son tornata sull'iconico sentiero delle 52 Gallerie del Pasubio.

Come sempre grande emozione al ricordo delle anime che lo hanno battuto e costruito segnando un pezzo della Grande Storia del nostro Paese.

Nel 1917, in 9-10 mesi ben 6,3 km di percorso di cui 2,3 in galleria scavata interamente nella roccia per proteggere i soldati Italiani dall'attacco nemico essendo la rotabile già esistente (Strada degli Scarubbi) esposta ai bombardamenti e ai cecchini austro-ungarici.

750/800 mt dislivello, fondamentali faretto/pila/torcia e scarponcini idonei. Tratto in galleria molto bagnato.

Che amo camminare, lo si sa 😊Che amo le sane amicizie, pure 🌸Che ormai ognuno scusa di ponte è buona per un trekking, al...
07/05/2026

Che amo camminare, lo si sa 😊
Che amo le sane amicizie, pure 🌸
Che ormai ognuno scusa di ponte è buona per un trekking, altrettantooooo 😜

Come stasera, una settimana fa, eccoci nuovamente in Umbria, nella verde Umbria, come lo scorso anno, con Silvia!

La scelta è stata "combattuta", ma alla fine "ha vinto" Larth. Ma chi è???? 🤣

è stato un guerriero etrusco vissuto nel V secolo a.C., noto come "l'Intrepido" per il suo coraggio. Originario di Veio e stabilitosi a Velzna (l'odierna Orvieto), la sua storia è scolpita su un antico cippo funerario conservato al Museo Claudio Faina di Orvieto.

E voilà il Cammino dell'intrepido Larth!

Percorso escursionistico facile di 60 km circa suddiviso in 3 tappe con partenza d arrivo ad Orvieto, toccando il bel lago di Bolsena e la medioevale e suggestiva Civita di Bagnoregio (la città morente).

Tre giorni bellissimi avvolte tra storia, natura, ottima enogastronomia.

Tre giorni di chiacchierate e leggerezza, di momenti in solitaria come pure tantissima condivisione.

Tre giorni di stacco dalla routine quotidiana, baciate dal sole al tramonto e coccolare dalla bellezza circostante.

Dalle mura antiche della città morente perché costruita su rocce tufacee in via di sgretolamento, al magnifico Duomo di Orvieto considerato il più bello d'Italia, al saliscendi tra i calanchi, al blu lago di Bolsena incorniciato dal verde smeraldo della rigogliosa vegetazione.

Andateci e prenotare i pernottamenti per tempo. Noi li abbiamo diversificati: dal Convento ad Orvieto, alla stanza storico-cittadina dma Bolsena, alla chicca dai rossi gerani nella suggestiva Civita.

Consiglio le stagioni intermedie lontane dal caldo estivo.

Un grazie particolare a Giovanna che assieme al marito ci hanno ospitate offrendoci il caffè nel loro meraviglioso giardino dalle 50 specie di rose. La passione per i fiori, le rose in primis è stata un vero dono per il cuore.

A Fabrizio ed alle ragazze del Pozzo Etrusco per la loro cortesia e generosi sorrisi. Ottimo cibo!!!!

A Claudio organizzatore del cammino per la sua simpatia ed accoglienza, al Signore titolare dell'edicola/Cartoleria per la sua gentilezza.

A tutti coloro che lo hanno reso possibile. Alla mia amica per aver condiviso tutto ciò 🌸🌷🌸


Here we are! Ready for a new life experience ☀️
01/05/2026

Here we are!
Ready for a new life experience ☀️



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