"Il Venezuela è in uno stato di relativa calma, ma restiamo vigili" dice a Radio Onda d’Urto Geraldina Colotti, giornalista e scrittrice che si trova a Caracas. Ascolta la corrispondenza.
Geraldina Colotti
La polizia di Caracas ha sparato nella notte colpi di avvertimento contro i droni che sorvolavano l'area intorno al palazzo presidenziale di Caracas: "Non ci sono stati scontri. L'intero Paese è in uno stato di perfetta calma" ha dichiarato una fonte di polizia ai media. Vi proponiamo l'aggiornamen...
06/01/2026
Doppio sciopero dei lavoratori di Ikea di Roncadelle (Brescia) indetto da Flaica-Cub per il rinnovo del contratto integrativo e la democrazia sindacale. Vi proponiamo gli interventi alla conferenza stampa di Marco Zacchi e Andrea Vezzoli, entrambi Rsu e Rls all' Ikea di Brescia e sindacalisti della Flaica-Cub.
Doppio sciopero dei lavoratori di Ikea indetto dai Flaica-Cub per il rinnovo del contratto integrativo e per chiedere democrazia sindacale. Vi proponiamo gli interventi alla conferenza stampa di Marco Zacchi e Andrea Vezzoli, entrambi Rsu e Rls all' Ikea di Brescia e sindacalisti della Flaica-Cub.
05/01/2026
"Dalla Palestina al Venezuela. Fermare il colonialismo e l'imperialismo!". Sabato 10 gennaio il Coordinamento Palestina di Brescia lancia un corteo alle ore 15 dalla metro di San Faustino.
Attiviste-i di Palestine Action in Gran Bretagna, in galera preventiva con la surreale accusa di terrorismo, sono in sciopero della fame da oltre 2 mesi. Le loro condizioni di salute sono pericolosamente vicine al punto di non ritorno.
"Per dare un'idea della gravità della situazione, nel 1981 - spiega su Radio Onda d'Urto Carlo Gianuzzi - 5 degli attivisti (repubblicani irlandesi, ndRodu) in sciopero della fame morirono fra il 59° e il 61° giorno. Bobby Sands il 66° giorno. Martin Hurson addirittura il 46° giorno. Kieran Doherty, che ha resistito più a lungo, è morto dopo 73 giorni".
45 anni dopo, il governo laburista Starmer tace sulle richieste di attiviste-i, famigliari e solidali. "Prisoners For Palestine" lancia così un'altra mobilitazione per arrivare - almeno - alla "libertà su cauzione immediata e un giusto processo".
Su Radio Onda d'Urto l'intervista a Carlo Gianuzzi nostro collaboratore e co-curatore di "Diario d'Irlanda".
Attiviste-i di Palestine Action in Gran Bretagna, incarcerati preventivamente per la surreale accusa di terrorismo, sono in sciopero della fame da oltre 2 mesi e le loro condizioni di salute sono pericolosamente vicine al punto di non ritorno. Il governo laburista Starmer, per ora, continua a non ri...
05/01/2026
"Di piramidi, di storie, di amori e, chiaro, di disamori”. Con queste parole d'ordine la Commissione Sesta Zapatista ha ospitato in Chiapas un migliaio di compagne-i, in arrivo da tutto il mondo, per un "Semillero" di incontri e confronti e per "celebrare le resistenze e le ribellioni del mondo". Davanti a un mondo in fiamme, le comunità zapatiste, tra mille difficoltà, portano avanti la proposta politica lanciata nel 2024, quella del "Comune".
Per dirla con le parole del Subcomandante Insurgente Moisés: "La proprietà deve essere comune e del popolo, e il popolo deve governarsi da solo".
Su Radio Onda d'Urto Andrea Cegna, nostro collaboratore e curatore della newsletter Il Finestrino, che ha partecipato al "Semillero zapatista" in Chiapas.
"Di piramidi, di storie, di amori e, chiaro, di disamori”. Con queste parole d'ordine la Commissione Sesta Zapatista ha ospitato in Chiapas un migliaio di compagne-i, in arrivo da tutto il mondo, per un "Semillero" di incontri e confronti e per "celebrare le resistenze e le ribellioni del mondo". ...
05/01/2026
(Non) solo Venezuela: sempre di più i Paesi latinoamericani dove vengono eletti Governi esplicitamente legati a Trump. L'ultimo, in ordine di tempo, è l'Honduras, con l'ultraconservatore Asfura che il 27 gennaio assumerà i poteri a Tegucigalpa. Su Radio Onda d'Urto il giornalista Giorgio Trucchi, corrispondente dell’agenzia di stampa centroamericana Rel – Uita e collaboratore di Pagine Esteri.
Giorgio Trucchi
(Non) solo Venezuela: sono sempre di più i Paesi latinoamericani dove vengono eletti Governi esplicitamente legati alla destra Usa e a Trump in particolare. L'ultimo, in ordine di tempo, è l'Honduras, con l'ultraconservatore Asfura che il 27 gennaio assumerà i pieni poteri a Tegucigalpa. L'analis...
05/01/2026
Salgono a 80 i morti dell’aggressione militare Usa contro il Venezuela del 3 gennaio. Maduro oggi davanti a un giudice federale a New York. Trump minaccia tutte e tutti, rivendicando apertamente il diritto di accesso manu militari alle risorse petrolifere e naturali venezuelane ma non solo. Il punto con Andrea Muratore, analista e collaboratore di Inside Over.
Salgono a 80 i morti, tra militari e civili, dell’aggressione militare Usa contro il Venezuela di sabato 3 gennaio. Maduro comparirà oggi davanti a un giudice federale a New York, mentre Trump minaccia tutte e tutti, rivendicando apertamente il diritto di accesso alle risorse petrolifere venezuel...
05/01/2026
Prosegue senza fine il genocidio del popolo palestinese per mano israeliana nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore l'11 ottobre 2025. Su Radio Onda d'Urto, l'intervento di Eliana Riva, caporedattrice di Pagine Esteri e collaboratrice de Il Manifesto.
Prosegue senza fine il genocidio del popolo palestinese per mano israeliana nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore l'11 ottobre 2025. Su Radio Onda d'Urto, l'intervento di Eliana Riva, caporedattrice di Pagine Esteri e collaboratrice de Il Manifesto.
04/01/2026
Almeno 40 morti è il primo bilancio parziale dell’aggressione militare Usa contro il Venezuela di sabato 3 gennaio. Maduro e la moglie, Cilia Flores, sono stati deportati in un carcere federale di Brooklyn. "Siamo pronti a un nuovo attacco", annuncia Trump promettendo che gli Usa "gestiranno Caracas fino alla transizione" e minacciando nel contempo Cuba, Colombia, Brasile, Messico e pure...il Canada, tutti accusati a vario livello di "narcotraffico". In Venezuela, invece, la Corte Suprema ha ordinato alla vicepresidente Delcy Rodriguez di assumere ad interim la presidenza della Repubblica Bolivariana e del Venezuela, di cui discuterà lunedì 5 gennaio il Consiglio di Sicurezza Onu, a cui Caracas si era appellata fin dalle ore successive all'aggressione militare Usa.
Su Radio Onda d'Urto l'analisi di Rodrigo Andrea Rivas, ex esule politico cileno in Italia, giornalista, saggista, economista e profondo conoscitore del SudAmerica e - dal Messico - di Andrea Cegna, nostro collaboratore e curatore della newsletter Il Finestrino.
Almeno 40 morti è il primo bilancio parziale dell’aggressione militare Usa contro il Venezuela di sabato 3 gennaio 2025. Maduro e la moglie, Cilia Flores, sono stati deportati in un carcere federale di Brooklyn. "Siamo pronti a un nuovo attacco", annuncia Trump promettendo che gli Usa "gestiranno...
03/01/2026
Fino al 6 gennaio nella chiesa di San Lorenzo a Gussago (Brescia) “Diritti Distorti – 30 artist* per la Palestina“, mostra collettiva di opere solidali. Il ricavato della vendita andrà a sostenere le attività sanitarie di PalMed Onlus.
Su Radio Onda d'Urto Antonella, di Palestina Libera Gussago.
E' stata inaugurata venerdì 2 gennaio 2026 e continua fino al 6 gennaio nella chiesa di San Lorenzo a Gussago, “Diritti Distorti – Trenta artist* per la Palestina“, mostra collettiva che resterà aperta al pubblico fino al 6 gennaio, con orario 10-12 e 16-19. Tutte le opere esposte sono acqui...
03/01/2026
Continuano dal 28 dicembre 2025 le proteste contro il carovita in Iran, che hanno coinvolto anche il Gran Bazar di Teheran, cuore pulsante della capitale iraniana, di fronte a inflazione al 40%, valuta svalutata in continuazione e stipendi che sempre meno riescono a fare sopravvivere la popolazione. Da Teheran le manifestazioni si sono estese ad altre città. Ci sarebbero anche una decina di vittime, ma il dato al momento è difficilmente confermabile. Le valutazioni di Alberto Negri, giornalista ed editorialista del quotidiano Il Manifesto.
Continuano dal 28 dicembre 2025 le proteste contro il carovita in Iran, che hanno coinvolto anche il Gran Bazar di Teheran, cuore pulsante della capitale iraniana, di fronte a inflazione al 40%, valuta svalutata in continuazione e stipendi che sempre meno riescono a fare sopravvivere la popolazione....
03/01/2026
Aggressione militare Usa. Raid di aerei e droni, missili navali e forze speciali di Washington su Caracas e altre regioni del Paese. Trump: "Maduro sotto il nostro controllo, fuori dal Venezuela. E' in viaggio via mare verso New York". Il ministro della Difesa di Caracas, Vladimir Padrino Lopez: “disposte le forze necessarie per respingere l’aggressione imperialista”. Oggi presidi solidali con il Venezuela in diverse città d'Italia, tra queste Brescia, ore 16, piazza Duomo
Su Radio Onda d'Urto i commenti di Andrea Muratore, analista di scenari geopolitici e di Inside Over; Andrea Rivas, giornalista, esule politico cileno in Italia ed esperto di SudAmerica; Alberto Negri, editorialista de Il Manifesto e Sergio Cararo, direttore di Contropiano
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Radio Onda d’Urto: emittente radiofonica di movimento fondata a Brescia il 18 dicembre 1985.
LA NOSTRA STORIA - L’inizio: si era nel cuore dei terribili anni ottanta, quando un gruppo di compagni e compagne provenienti dall’esperienza del movimento del ’77 e dalle più recenti lotte studentesche (il movimento dell’85), dalle mobilitazioni antinucleari e dalle prime occupazioni di centri sociali, decise di dotarsi di uno strumento di comunicazione del/per il movimento.
Senza precedenti esperienze o competenze radiofoniche si diede vita ad un palinsesto in permanente discussione e trasformazione. Intanto la nostra sfida alle leggi del profitto, che dominano anche l’etere, continuava vincente e chi pensava che una radio autogestita ed autofinanziata avesse vita breve dovette ricredersi. Con immani sforzi, sempre basandoci sull’autofinanziamento, migliorammo l’emissione del segnale radio, rinnovando anche gli studi di trasmissione e accogliendo nuovi collaboratori.
Il salto di qualità: nel 1992 sviluppammo una riflessione sull’importanza di acquisire/praticare una capacità di comunicazione adeguata ai tempi ed alla società in cui vivevamo; un ragionamento che non poteva prescindere ovviamente dal nuovo scenario legislativo che aveva visto nel ’90 l’approvazione della legge Mammì che, funzionalmente agli interessi Fininvest, sanciva una gestione monopolistica dell’informazione, rendeva difficile la vita alle piccole emittenti locali e praticamente impediva l’accesso all’etere a chi non disponeva di grandi capitali.
Questa discussione diede il via a quel processo di ripensamento complessivo del modo “di fare la radio” che chiamammo “il salto di qualità” e che portò ad una profonda ridefinizione del palinsesto. L’obiettivo fu quello di ricostruire la programmazione della radio per soddisfare le esigenze di informazione e controinformazione (anche su tutto quello che per i mass-media non fa notizia), di approfondimento politico e culturale, di socializzazione del dibattito sui e nei movimenti ed anche di inchiesta, per favorire la comprensione e l’analisi critica della realtà sociale. Si diede così maggior spazio anche alle interviste, ai programmi culturali riguardanti cinema, teatro, libri ed a varie espressioni di istanze sociali o di comunità immigrate che hanno fatto acquistare alla radio un carattere di plurilinguismo interculturale.
Ad accompagnare questo rilancio della radio, nel 1992 arrivò la festa estiva di autofinanziamento che, ingrandendosi progressivamente, si é negli anni successivi affermata come un grande evento aggreggativo-culturale, di carattere non solo locale.
Aumenta l’ascolto: in seguito questo salto di qualità si è arricchito anche con l’estensione del bacino di ascolto: nel 1994 la frequenza a Milano, poi a partire dal 1998 l’accensione del segnale della radio nelle valli bresciane, nell’alto Garda, l’acquisizione degli studi (la nostra casa) in via Luzzago, nel 2000 l’attivazione dello streaming audio e infine, nel 2004, l’approdo al satellite, con la possibilità di essere ascoltati in quasi tutta Europa, nel nord Africa e in Medio Oriente.
Con il cambio di frequenza dell’ottobre 2006 abbiamo iniziato a trasmettere sui 99.600 Mhz a Brescia, nel cremonese e nella bergamasca, oltre ad aver acquisito una frequenza sul Lago di Garda, 99.700 Mhz, che ci permette di essere ascoltati non solo nella zona del Benaco ma anche a Mantova ed in alcune zone del Veneto. Nel 2008 la nostra radio ha raggiunto anche la provincia di Trento con l’attivazione della frequenza a Riva del Garda (99.500 Mhz) e a Trento (105.500 Mhz).
Autofinanziamento e rafforzamento: tutto questo percorso di miglioramento tecnico e qualitativo della radio lo abbiamo sostenuto contando sempre e solamente sulle nostre forze e su quelle dei nostri ascoltatori. Fin dall’inizio infatti Radio Onda d’Urto è stata completamente autonoma da partiti e sindacati ed ha rifiutato, per non snaturare la propria identità e coerenza, gli spot pubblicitari che potevano essere in contraddizione con i contenuti politici e culturali dell’emittente. Ora però, in questo nuovo millennio ancora flagellato dalla barbarie della guerra e del razzismo, dello sfruttamento e dell’oppressione, abbiamo l’esigenza di rafforzarci ulteriormente, fornendo alla radio quella solidità necessaria per migliorare e per proseguire il cammino, dopo il lungo tratto di strada già percorso, con un progetto di comunicazione forte, che sappia costruire immaginari collettivi, culturali e sociali, di liberazione.