19/06/2026
Assonanza del nome Shardana. Il voler porre il nome di questo popolo in relazione con la Sardegna per via dell'assonanza lessicale tra i due termini è ben lungi dall'essere un approccio coerente rispetto agli ordinari e ben più prudenti presupposti sui quali deve inevitabilmente fondarsi la ricerca scientifica, la quale si caratterizza proprio per la metodologia ad essa applicata. Se è vero che il "fattore lessicale" è di interesse nel percorso identificativo, allo stato attuale gli elementi di indagine disponibili sono insufficienti. Se una simile proposta era, per owie ragioni di ridotte conoscenze, ammissibile per i primi studiosi dell'Ottocento e di inizio Novecento, letture e interpretazioni forzate provenienti oggi da più parti, malgrado la loro palese inconsistenza, stanno creando confusione e inquinando indebitamente il campo della ricerca scientifica.
E tra I'altro ancora discussa la sequenza SHRDN, parte dell’ incisione della famosa stele ritrovata a Nora. È possibile che essa richiami il nome Sherden ma, per le ragioni in premessa, il ricorso alla prudenza è d'uopo. Come sostenuto da Stiglitz, infatti, *Sard *,Serd sono toponimi assai diffusi in antico, anche in Oriente¹
La più antica attestazione del nome Sardegna è contenuta nella stele di Nora (CIS I, 144), fenicia, datata su basi paleografiche tra la fine del IX e l'VIII sec. a. C.13 Nella terza riga è contenuta la sequenza di consonanti SHRDN; la lettura più accreditata è che si tratti della trascrizione del nome Sardegna, preceduta da un complemento di luogo, "b"14. Allo stato attuale non esistono elementi che confermino o meno il rapporto con il nome degli Shardana.²
Nel 2025 l'egittologo Giacomo Cavillier, nell'ambito del suo progetto di ricerca "Shardana", ha proposto una diversa lettura secondo cui la stele sarebbe un monumento atto a celebrare la fondazione della colonia da parte di Fenici di Kition (Cipro) guidati da un certo Shubon, un comandante, e resa possibile solo dopo la cacciata dall'Isola di genti dedite alla pirateria come i Teresh (TRŠ) e gli Shardana (ŠRDN) attestati nelle fonti ramessidi sino all'VIII sec. a.C. La dedica della stele al dio Pumay attestato a Cipro, i pregressi contatti tra Cipro e la Sardegna e una stele votiva a forma di obelisco del V-IV sec.a.C. proveniente da centro cipriota in cui è citato l'interprete (di palazzo) Shardana di nome Eshmunadoni (BM 125096-CIS 44.1/2) rendono plausibile questa ipotesi. Peculiarità della stele secondo lo studioso è che la parte soprastante è solo scheggiata ma non incompleta e che lo scriba ha mantenuto le parole in ciascun rigo senza dividerle e questo consente di tradurre il testo fenicio con:
“Per i Tursha che egli (Shubon) ha scacciato, per gli Shardana che egli (Shubon) ha vinto! Di (questa) stele (dedica) Kition è la madre, eretta dal Comandante Shubon per Pummay”.³
Le divinità fenicie venerate in Sardegna nel periodo arcaico (IX–VI secolo a.C.) comprendono un gruppo di divinità che riflette la presenza fenicia lungo le coste sarde e la loro integrazione con i culti nuragici:
Pumay: Dio di origine cipriota, praticamente sconosciuto nel mondo fenicio di madrepatria; venerato nel periodo arcaico (IX–VIII sec. a.C.)
Astarte: Dea madre, fertilità, amore e piacere; identificabile con la punica Tanit; tempio visibile sulla sommità della Sella del Diavolo.
Sid Addir: Dio guerriero e cacciatore, giovane e guaritore; trasposizione del dio locale Babai; identificato con Sardus Pater Babai in epoca romana.
Melqart: Dio di Cartagine, figlio di Sid; associato a Eracle/Melkart fenicio; culto radicato legato ai traffici marittimi.
Baal: Dio supremo; nei tofet associato a sacrifici di bambini (rituale Molk).
Tanit: Identificabile con Astarte; dea madre associata a fertilità, amore, piacere e ciclo lunare.
Eshmun: Dio della guarigione e protezione della famiglia.
Sardus Pater (Babai): Dio eponimo dei sardi; fusione tra culto fenicio (Sid) e indigeno (Babai); venerato dal periodo nuragico finale
La stele rimane un enigma linguistico dopo oltre 200 anni di studi, con interpretazioni che variano tra commemorazione militare, dedicazione templare, stele sepolcrale o celebrazione di una divinità.