06/12/2025
Assemblea regionale Ucsi Sardegna
Sabato 6 dicembre 2025
Riflessione introduttiva a cura di don Giulio Madeddu
Carissime e carissimi,
iniziamo questa Assemblea regionale dell’UCSI lasciando che la Parola di Dio ci indichi la direzione. Il breve testo di Paolo agli Efesini che stiamo per leggere accosta due parole che oggi spesso vediamo separate: verità e ca**tà. Invece sono il binario sul quale corre ogni autentica comunicazione cristiana.
La verità senza amore diventa arma; l’amore senza verità diventa inganno; solo insieme sono via di crescita.
Dalla lettera di San Paolo apostolo agli Efesini (4,15-16)
«Vivendo secondo la verità nella ca**tà, noi cresciamo in ogni cosa tendendo a lui, che è il capo, Cristo. Da lui tutto il corpo, ben compaginato e connesso mediante ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella ca**tà».
1.Verità e ca**tà:
la postura del comunicatore cristiano
Viviamo in un tempo in cui la comunicazione – e con essa le relazioni quotidiane – scivola facilmente nella reattività, nell’impulso, nell’emotività immediata. Il comunicatore cattolico, invece, è chiamato a un altro stile: uno stile che nasce dalla profondità del pensiero e dalla responsabilità del cuore, capace di dare peso alle parole e forma al tempo.
La verità ci chiede rigore. La ca**tà ci chiede rispetto. E insieme ci chiedono costanza, perché raccontare bene non è mai un gesto isolato: è una disciplina quotidiana.
La costanza è la misura concreta della maturità cristiana. Paolo non immagina credenti brillanti per un momento e assenti subito dopo: vede una comunità che cresce con fedeltà, giorno dopo giorno. Per questo, comunicare nella verità e nella ca**tà non è un gesto isolato, ma un cammino: richiede stabilità, responsabilità, una continuità che dà credibilità alle nostre parole.
2.Un solo corpo:
la vocazione ecclesiale di chi comunica
Paolo descrive la Chiesa come un corpo, e ciascuno di noi come una “giuntura”, un punto di connessione. È un’immagine potentissima per chi comunica: siamo chiamati a creare legami, chiarire, orientare, costruire ponti. Ma il corpo cresce solo se ogni membro offre il proprio contributo in maniera stabile. Non basta una presenza saltuaria, non bastano slanci episodici.
Le comunità si edificano con la compartecipazione costante, con il servizio fedele, con la regolarità dell’impegno.
Per questo oggi, in questa assemblea, non eleggiamo semplicemente dei rappresentanti: chi verrà scelto sarà chiamato a una costanza di servizio, a un impegno non intermittente ma affidabile, sorretto da una spiritualità che dà forza e da una fraternità che sostiene.
Il corpo cresce nella misura in cui ciascuno mantiene il proprio posto con fedeltà, e mette a frutto i propri talenti con continuità.
3.Dalla reattività alla generatività:
lo stile dell’UCSI
In questo tempo, in cui tutto si muove rapidamente e si chiede di reagire subito, la tentazione è di vivere anche il servizio associativo in modo discontinuo. Ma il Vangelo ci invita alla generatività, che è sempre frutto di radicamento e perseveranza.
Ecco tre parole che possono ricomporre il nostro stile di comunicazione e di associazione:
a) Ascolto
Non un ascolto occasionale, ma abituale. L’ascolto diventa fecondo solo se è costante: giorno dopo giorno impariamo a lasciarci interpellare dalle storie e dalle persone.
b) Discernimento
Il discernimento richiede tempo, calma, la capacità di lasciar maturare le questioni. Non nasce dalla reazione immediata, ma da un pensiero che si approfondisce, che torna sulle cose, che sa attendere prima di parlare.
c) Mitezza
La mitezza è uno stile duraturo, non uno slancio episodico. È la forza tranquilla di chi, con costanza, sceglie parole che edificano e non feriscono.
Ed è proprio questa mitezza vissuta nel tempo a rendere credibile la comunicazione cristiana: non per qualche gesto isolato, ma per la coerenza paziente di un modo di parlare che diventa testimonianza.
4.UCSI: una comunità
di corresponsabilità stabile
L’UCSI non è un’associazione da vivere saltuariamente: è uno spazio in cui si cresce insieme. Qui la partecipazione non è un dettaglio ma l’essenza stessa del cammino comune: è la trama viva che permette ai comunicatori di sostenersi reciprocamente, di formarsi con continuità e di accompagnarsi con lealtà nel servizio che svolgono. Un’associazione cresce se i suoi membri sono presenti con costanza, se ciascuno porta il proprio pezzo di mondo e di competenza, se il servizio non è affidato solo a pochi ma condiviso da tutti.
Ecco perché la nostra assemblea elettiva non è un rito formale: sarà un vero patto di continuità, un affidamento reciproco, un impegno a camminare insieme nei prossimi anni con lealtà, perseveranza e fedeltà.
Chi sarà chiamato a guidare l’UCSI Sardegna dovrà custodire proprio questo: la costanza nel servizio, la partecipazione attiva dei soci, la promozione di uno stile che unisce competenza professionale e maturità spirituale.
Conclusione
Chiediamo, dunque, al Signore di donarci oggi:
la verità, che illumina l'intelligenza,
la ca**tà, che scalda le relazioni,
la costanza, che costruisce testimonianza autentica.
Perché solo ciò che è costante diventa fecondo, solo ciò che è condiviso diventa comunità, solo ciò che è servito con fedeltà diventa agire credibile.
«Da lui tutto il corpo… riceve forza per crescere». Possa questa forza accompagnare il cammino dell’UCSI Sardegna e di chi oggi accoglierà la responsabilità di guidarla.
INVOCAZIONE ALLO SPIRITO SANTO
Vieni, Spirito di verità,
illumina la nostra mente
perché sappiamo cercare, discernere e narrare
con cuore limpido e fedele.
Vieni, Spirito di ca**tà,
purifica le nostre parole,
rendile miti e forti, capaci di costruire comunione
e di servire la dignità di ogni persona.
Vieni, Spirito di servizio,
sostieni la nostra costanza
nel cammino della nostra aggregazione ecclesiale,
e rendici corresponsabili, disponibili, fraterni.
Vieni, Spirito di santità,
e guida coloro che saranno chiamati
a esercitare il servizio della responsabilità:
dona loro sapienza, ascolto, umiltà
e la gioia di edificare il bene comune.
Vieni in mezzo a noi,
e rinnova in tutti il desiderio
di operare insieme per il Vangelo.
Amen.