04/09/2026
Il “Trattato delle pubblicità legali”, diretto da Pietro Perlingieri, Manolita Francesca e Gaetano Petrelli, colma un’importante lacuna della letteratura civilistica approfondendo, nei quindici volumi di cui si compone, la disciplina delle singole forme di pubblicità riguardanti i beni (immobili, mobili, immateriali), i soggetti (persone fisiche e giuridiche, enti del terzo settore, società e assetti partecipativi) le attività (imprese, navigazione) e alcuni rapporti giuridici con vicende particolarmente significative (quali i rapporti familiari e le successioni per causa di morte).
Un posto di particolare rilievo è ovviamente occupato dalla pubblicità immobiliare ( incluse la pubblicità ipotecaria e quella tavolare), prototipo dal quale sono stati storicamente ricavati molti dei princìpi e dei profili di disciplina delle altre pubblicità legali, alcune delle quali di notevole importanza (come quella attuata tramite il registro delle imprese), trattate per la prima volta in modo approfondito (come per la proprietà intellettuale e quella industriale, per alcune categorie di beni mobili).
L’ottica sistematica, nella quale le diverse pubblicità sono considerate, consente di individuare i princípi comuni a tutte le pubblicità legali e di cogliere le indubbie differenze. L’interpretazione assiologica permette di ricavare dal dato positivo, letto alla luce dei princípi costituzionali, il bilanciamento – operato dal legislatore per ciascuna forma di pubblicità e per ciascun tipo di conflitto circolatorio – tra la tutela statica dei diritti e la tutela dinamica dei traffici giuridici.
Alla ricostruzione teorica degli istituti si accompagna l’analisi della disciplina positiva e della casistica giurisprudenziale, senza trascurare le prassi amministrative.