21/05/2026
Conta ancora l’esame di maturità?
«È questa, forse, la domanda più difficile, perché è indubbio che la scuola, in parallelo alla società complessa in cui viviamo, è molto cambiata rispetto a venti, trent’anni fa. Il valore del voto di maturità è poco più che il suggello di un percorso, il cui peso ai fini dell’ingresso ai corsi universitari è ormai relativo. A complicare il quadro c’è l’altissimo tasso di successo agli esami: nel 2025 il 96,5% degli studenti è stato ammesso all’esame di maturità e lo ha superato il 99,7% (Fonte MIM). Un dato positivo, si dirà. Lo è, certo. Peccato che, se si incrociano queste cifre con quelle diffuse dal CISIA sugli esiti dei TOLC universitari 2025, emerge un tasso di insuccesso in crescita nelle prove d’ingresso e un calo progressivo nel possesso delle competenze richieste dai corsi universitari. Competenze essenziali, sia nell’ambito scientifico sia nella comprensione del testo. Si ha dunque l’impressione di uno scollamento che cresce anziché sanarsi. Quindi, forse la questione non è se ha ancora senso l’esame di maturità, ma su come invertire la rotta, su come la scuola deve intervenire per fornire agli studenti una base adeguata ad affrontare le sfide del futuro, che non può prescindere da un’impostazione metodologica solida e da curricoli meno frammentati e dispersivi».
Paola Rocchi su Vanity Fair a proposito dell'Esame di Maturità:
Il 18 giugno c'è la prima prova scritta dell'esame che chiude il ciclo delle scuole superiori. Nel 2026 arrivano novità in particolare per l'orale