05/01/2026
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๐icorre proprio in questi giorni il 113mo anniversario della scomparsa di mons. Giovanni Blandini, che venne definito โVescovo Santoโ da Papa Pio IX e che guidรฒ la Diocesi di Noto per ben trentotto anni, dal 5 luglio del 1875 al 3 gennaio del 1913, data della sua scomparsa.
ร difficile spiegarsi come mai per lungo tempo il ricordo della sua figura non abbia avuto il risalto che avrebbe certamente meritato, specie se consideriamo la grande fama di cui Blandini aveva goduto durante la sua vita.
Eppure Giovanni Blandini fu un pioniere, un precursore dellโazione sociale dei cattolici siciliani. Quando, qualche anno fa organizzai a Noto un convegno con la Cisl ed invitai lโallora segretario nazionale del sindacato Savino Pezzotta, la sua risposta fu subito positiva perchรฉ conosceva Blandini. Aveva letto le pagine dello storico Gabriele De Rosa, che definรฌ il vescovo di Noto come โsostenitore del risveglio cristiano, animatore delle speranze di quello che allora si chiamava il movimento sociale dei cattoliciโ.
Nella cattedrale di Noto, nella navata sinistra, accanto alla ca****la del Sacro Cuore, si trova il monumento, eretto nel 1939 su iniziativa del vescovo Angelo Calabretta ed a Blandini รจ intitolata la via dinanzi al Vescovado.
Lโattuale vescovo Salvatore Rumeo ha evidenziato come Blandini sia stato โun grande uomo, che ha saputo vivere la sua vocazione tenendo in mano il Vangelo. Credeva molto nel Vangelo, in un periodo, l'inizio del 900, che vide di grandi trasformazioni e comprese che il Vangelo doveva entrare non solo nella vita delle persone ma anche in quella che era la condizione sociale delle persone stesse proponendo importanti opere socialiโ.
Blandini fu infatti tra i primi vescovi in Italia, il precursore in Sicilia, a propugnare con determinazione quei principi della dottrina sociale della Chiesa che sarebbero stati compendiati, nel 1891, da Leone XIII nella Rerum novarum.
Giovanni Blandini nacque a Palagonia, in provincia di Catania, nel 1832, primogenito di quattro fratelli, dei quali Gaetano, il secondo, divenne Vescovo di Agrigento (allora Girgenti). La professoressa Giacoma Satariano si รจ molto impegnata per far conoscere la figura dellโillustre palagonese. Dal 1870 al 1874 fu consigliere comunale di Caltagirone e per tre anni, dal 1872 al 1875, svolse il delicato incarico di segretario del nuovo Vescovo di Caltagirone, originario di Modica, Antonino Morana, che di lui si fidava ciecamente. Come ha ricordato il direttore dellโArchivio Storico della Diocesi di Noto Salvatore Maiore, Morana morรฌ proprio a Noto nel 1879 e lรญ รจ rimasto sepolto, accanto a Giovanni e ai fratelli Gaetano e Vincenzo (notaio) Blandini, nella ca****la dellโex seminario di San Giovanni, ora monastero di clausura delle suore Carmelitane e che era stato realizzato proprio dal vescovo Blandini, che non esitรฒ a vendere anche lโorologio e la catena dโoro della sua croce pettorale per trovare i fondi necessari.
Papa Pio IX chiamรฒ Blandini, il 5 luglio del 1875, al seggio episcopale di Noto. Mons. Giovanni Blandini, a soli 43 anni, era cosรฌ uno dei piรน giovani vescovi dโItalia e ricevette lโordinazione episcopale da mons. Giuseppe Benedetto Dusmet, il santo Arcivescovo di Catania, al quale era particolarmente legato.
Il nuovo vescovo trovรฒ una diocesi che contava quindici centri abitati e in totale circa 140.000 anime, con una forte presenza della massoneria, contro la quale pronunciรฒ sempre parole di inequivocabile condanna.
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Molti di noi sono arrivati a โscoprireโ Blandini, nonostante lo sconcertante oblio che ne aveva colpito la memoria, tramite la figura di don Luigi Sturzo, che dal Vescovo di Noto fu fortemente influenzato, sia durante la sua frequenza del quarto e del quinto anno di ginnasio al seminario netino negli anni scolastici 1886/87 (frequentรฒ la quarta ginnasiale) e 1887/88, sia in seguito, quando Sturzo rappresentรฒ quella figura di โprete nuovoโ, di โprete socialeโ, sognata da Mons. Blandini. Non รจ azzardato quindi affermare che lโalbero Sturzo abbia le sue radici proprio in Blandini. Lo stesso Sturzo ha piรน volte riconosciuto lโinflusso determinante esercitato su di lui dal Vescovo di Noto, per fargli nascere prima ed alimentare poi unโattenzione verso i nuovi fermenti dโimpegno sociale dei cattolici. Ricorda lo storico Gabriele De Rosa che proprio da Blandini il giovanissimo Sturzo sentรฌ allora parlare, per la prima volta, il linguaggio non di una โprotestaโ rassegnata e inattiva, ma pugnace, costruttiva, lungimirante e con una decisa vocazione anticlientelare. Blandini constatรฒ con amarezza che il suo clero era diventato โinsipidoโ, piรน attento ad abbellire le chiese che a suscitare nuove vocazioni. Egli lo esortรฒ allora ad andare in mezzo al popolo, ad โuscire dalle sacrestieโ, โa coniugare la preghiera e lโazioneโ, mentre incitรฒ il laicato cattolico ad โaffrontare in campo aperto lโoste nemicaโ, beninteso perรฒ sempre come โarmata sussidiariaโ e quindi strettamente obbediente e subalterna al Vescovo e al clero.
Nel gennaio del 1903, i Vescovi Siciliani emanarono il documento โDeliberazioni e disposizioni pratiche intorno alla Democrazia Cristianaโ, la cui stesura venne affidata proprio a Mons. Giovanni Blandini.
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Sempre nel 1903, si svolse a Noto, dal 14 al 18 dicembre, il Congresso Cattolico Siculo. Don Luigi Sturzo tenne una brillante relazione sullโorganizzazione elettorale amministrativa dei cattolici siciliani ma il momento piรน intenso fu senza dubbio costituito dallโintervento di Murri.
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Il Vescovo Blandini, che nel 1896 aveva declinato la promozione a succedere a mons. La Vecchia nella sede arcivescovile di Siracusa, proseguรฌ il suo impegno nel campo sociale ma non arrivรฒ a vedere coronato il progetto di un movimento politico vero e proprio. Dopo la sua morte, bisognerร attendere altri sei anni per vedere nascere, nel gennaio del 1919, il Partito Popolare Italiano, con lโappello โA tutti gli uomini liberi e fortiโ.
Numerose furono le opere sociali cattoliche dovute allโazione pastorale di Mons. Blandini, che le sostenne in ogni modo, arrivando anche a vendere la sua croce pettorale. Egli stimolava incessantemente il suo clero a fondare casse rurali, cooperative, societร di mutuo soccorso tra operai ed artigiani, financo spingeva i sacerdoti ad imparare ad usare i concimi chimici.
Mons. Salvatore Guastella ha acutamente affermato che piรน si allontana nel tempo, tanto piรน la figura di Mons. Blandini giganteggia radiosa.
La sua coraggiosa azione di rinnovamento della Chiesa, di apertura alla nuova realtร sociale, di Pastore che non vuole rimanere passivamente coinvolto, travolto dagli eventi, resta esemplare.