La Croce di Costantino - Caltagirone

La Croce di Costantino - Caltagirone La Croce di Costantino - Caltagirone - Periodico fondato da LUIGI STURZO nel 1897. Direttore Responsabile dott.

Franco D'Urbino
Editore: Ass.ne, no profit, Pegaso. Testata regolarmente registrata al ROC e al Tribunale di Caltagirone. L'Associazione no profit Pegaso รจ editrice del periodico "la Croce di Costantino" fondato da Don Luigi Sturzo nel 1897 per la conoscenza integrale del pensiero e dell'azione Sturziana.

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22/09/2026

๐™„๐™‡ ๐™‘๐˜ผ๐™‡๐™Š๐™๐™€ ๐˜ฟ๐™„ ๐™๐™‰ ๐™„๐™‰๐˜พ๐™Š๐™‰๐™๐™๐™Š

๐™‰elle giornate trascorse presso la Chiesa di Santo Stefano e al Fondo Sturzo, le occasioni per dibattere anche sui temi esistenziali della vita, della solidarietร  e del recupero della progettualitร  sono state profonde e ricche di significato. L'incontro con il Cardinale Matteo Zuppi si inserisce in questo percorso come un momento di autentica vicinanza e dialogo, proprio mentre lo sguardo e il cuore rimangono rivolti alle vittime di ogni conflitto e alle sofferenze del nostro tempo. In merito al tema del fine vita, emerge una piena e totale adesione alla posizione espressa dal Consiglio Episcopale Permanente della CEI, svoltosi a Roma il 21 settembre. La dignitร  di ogni persona umana va custodita e protetta in qualsiasi fase dell'esistenza; essa non viene meno, nรฉ puรฒ essere sminuita, di fronte alla malattia, alla fragilitร  o alla totale dipendenza dagli altri. Resta impressa la commozione del Cardinale Zuppi per le drammatiche notizie delle morti precoci dei giovani sulle strade di Caltagirone. La sua presenza sul territorio ha rappresentato un segno concreto di speranza e un richiamo accorato a un mondo piรน incline alla pace, alla giustizia e alla legalitร . Quel saluto e quell'abbraccio testimoniano l'essenza di un giornalismo inteso come servizio, educazione e vicinanza verso chiunque si trovi nel bisogno, senza distinzione di colore o di lingua, nel segno di una fraternitร  universale.

๐™๐™ง๐™–๐™ฃ๐™˜๐™ค ๐˜ฟ'๐™๐™ง๐™—๐™ž๐™ฃ๐™ค
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22/09/2026

๐™‡๐˜ผ ๐˜ฟ๐™Š๐™๐™๐™๐™„๐™‰๐˜ผ ๐™Ž๐™Š๐˜พ๐™„๐˜ผ๐™‡๐™€ ๐˜ผ๐™‡๐™‡๐˜ผ ๐™‹๐™๐™Š๐™‘๐˜ผ ๐˜ฟ๐™€๐™‡ ๐™‹๐™๐™Š๐™‹๐™๐™„๐™Š ๐™๐™€๐™ˆ๐™‹๐™Š

๐™Že i primi due panel del Forum AnimAzione avevano interrogato lโ€™intelligenza artificiale e il futuro dellโ€™Europa, il terzo incontro ha portato il confronto direttamente sul terreno dal quale lโ€™intera iniziativa trae origine: ๐™˜๐™๐™š ๐™˜๐™ค๐™จ๐™– ๐™ฅ๐™ช๐™ค' ๐™จ๐™ž๐™œ๐™ฃ๐™ž๐™›๐™ž๐™˜๐™–๐™ง๐™š ๐™ค๐™œ๐™œ๐™ž ๐™ก๐™– ๐˜ฟ๐™ค๐™ฉ๐™ฉ๐™ง๐™ž๐™ฃ๐™– ๐™จ๐™ค๐™˜๐™ž๐™–๐™ก๐™š ๐™™๐™š๐™ก๐™ก๐™– ๐˜พ๐™๐™ž๐™š๐™จ๐™–? Non come patrimonio da conservare, ma come strumento capace di misurarsi con il presente.
Il panel, intitolato โ€œ๐™‡๐™– ๐˜ฟ๐™ค๐™ฉ๐™ฉ๐™ง๐™ž๐™ฃ๐™– ๐™จ๐™ค๐™˜๐™ž๐™–๐™ก๐™š ๐™–๐™ก ๐™ฉ๐™š๐™ข๐™ฅ๐™ค ๐™™๐™ž ๐™‡๐™š๐™ค๐™ฃ๐™š ๐™“๐™„๐™‘โ€, prendeva le mosse dal n. 3 della Magnifica Humanitas: ยซLa Dottrina sociale della Chiesa: un corpus vivo di veritร ยป. Moderatrice dott.ssa ๐˜ผ๐™ก๐™š๐™จ๐™จ๐™–๐™ฃ๐™™๐™ง๐™– ๐™‚๐™ง๐™–๐™ฏ๐™ž๐™– ๐™๐™š๐™ง๐™ง๐™–๐™ง๐™ค, direttrice di Rai Isoradio; chairman ๐™™๐™ค๐™ฃ ๐™๐™š๐™ฃ๐™ฏ๐™ค ๐˜ฝ๐™š๐™œ๐™๐™ž๐™ฃ๐™ž, presidente della Fondazione โ€œG. Tonioloโ€; esperto ๐™ˆ๐™ค๐™ฃ๐™จ. ๐˜ผ๐™ฃ๐™ฉ๐™ค๐™ฃ๐™ž๐™ค ๐™Ž๐™ฉ๐™–๐™œ๐™ก๐™ž๐™–๐™ฃ๐™ค', presidente della Pontificia Accademia di Teologia; relatori prof.ssa ๐™Ž๐™ž๐™ข๐™ค๐™ฃ๐™– ๐˜ฝ๐™š๐™ง๐™š๐™ฉ๐™ฉ๐™–, dellโ€™Universitร  Cattolica del Sacro Cuore, e prof. Flavio Felice, ordinario di Storia delle dottrine politiche allโ€™Universitร  del Molise.
Il punto di partenza, ricordato in apertura attraverso una frase famosa รจ stato lโ€™โ€œ๐™–๐™ข๐™ค๐™ง๐™š ๐™จ๐™ค๐™˜๐™ž๐™–๐™ก๐™š ๐™˜๐™๐™š ๐™ฉ๐™ž๐™š๐™ฃ๐™š ๐™ž๐™ฃ ๐™ฅ๐™ž๐™š๐™™๐™ž ๐™ž๐™ก ๐™ข๐™ค๐™ฃ๐™™๐™คโ€. Espressione impegnativa, soprattutto mentre quel mondo appare attraversato da guerre, polarizzazioni e nuovi antagonismi. Ma proprio questa distanza tra principio e realtร  ha impedito al confronto di ridursi a un esercizio celebrativo. Don Renzo Beghini ha insistito innanzitutto sulla natura dinamica della Dottrina sociale. Ogni generazione, ha ricordato richiamando la Magnifica Humanitas, riceve il compito di โ€œ๐™™๐™–๐™ง๐™š ๐™›๐™ค๐™ง๐™ข๐™– ๐™–๐™ก ๐™ฅ๐™ง๐™ค๐™ฅ๐™ง๐™ž๐™ค ๐™ฉ๐™š๐™ข๐™ฅ๐™คโ€. Ne deriva una continuitร  che non coincide con lโ€™immobilitร . La Dottrina sociale vive, secondo la sua definizione, in una sorta di โ€œ๐™™๐™ค๐™ฅ๐™ฅ๐™ž๐™– ๐™ค๐™—๐™—๐™š๐™™๐™ž๐™š๐™ฃ๐™ฏ๐™–โ€: ๐™–๐™ก ๐™‘๐™–๐™ฃ๐™œ๐™š๐™ก๐™ค ๐™š ๐™–๐™ก๐™ก๐™– ๐™ง๐™š๐™–๐™ก๐™ฉ๐™–', e proprio dal confronto con la storia trae la necessitร  di aggiornare domande, linguaggi e forme dellโ€™azione. Una dottrina che pretenda di incidere sul presente non puรฒ limitarsi a ripetere se stessa. Deve accettare che la realtร  la interroghi. Ed รจ significativo che nel dibattito sia tornata piรน volte la parola prassi: non soltanto pensare il mondo, ma entrarvi, โ€œsporcarsi le maniโ€, sottoporre le convinzioni alla verifica delle conseguenze. Mons. Antonio Staglianรฒ ha riportato con decisione il discorso alla matrice teologica, mettendo in guardia dal rischio di trasformare la Dottrina sociale in sociologia cristianamente orientata o in filosofia politica. Per Staglianรฒ essa appartiene pienamente alla teologia morale. Da qui anche la critica alla moderna separazione tra fede e ragione: non due territori reciprocamente impermeabili, ma dimensioni che, nella sua lettura, devono tornare a interrogarsi. Il suo intervento ha assunto toni particolarmente netti quando ha affrontato il rapporto tra religione e violenza ๐™จ๐™ž๐™œ๐™ฃ๐™ž๐™›๐™ž๐™˜๐™– ๐™™๐™š๐™›๐™ค๐™ง๐™ข๐™–๐™ง๐™ฃ๐™š ๐™ก๐™– ๐™ฃ๐™–๐™ฉ๐™ช๐™ง๐™–, ha sostenuto. Unโ€™affermazione che acquista un peso particolare nel tempo delle guerre combattute anche attraverso identitร  religiose utilizzate come strumenti di legittimazione politica. Ma mons. Staglianรฒ ha posto anche una questione di comunicazione. Se la Dottrina sociale vuole parlare alle nuove generazioni deve conoscere i loro linguaggi: musica, cinema, immaginario contemporaneo. Non si tratta, secondo il teologo, di abbassare il contenuto per renderlo piรน facilmente consumabile, ma di evitare che veritร  ritenute universali restino prigioniere di un vocabolario comprensibile soltanto allโ€™interno dei recinti ecclesiali. Con la prof.ssa Simona Beretta il discorso รจ tornato alla realtร  sociale. La Dottrina sociale, ha osservato, รจ intrinsecamente interdisciplinare e nasce dal dialogo tra saperi differenti. Ma uno dei concetti piรน efficaci del suo intervento รจ stato quello della โ€œ๐™œ๐™ก๐™ค๐™—๐™–๐™ก๐™ž๐™ฏ๐™ฏ๐™–๐™ฏ๐™ž๐™ค๐™ฃ๐™š ๐™™๐™š๐™ก๐™กโ€™๐™ž๐™ข๐™ฅ๐™ค๐™ฉ๐™š๐™ฃ๐™ฏ๐™–โ€: vedere sofferenze, guerre e ingiustizie fino ad assuefarsi allโ€™idea che nulla possa essere cambiato. Forse รจ una delle malattie piรน caratteristiche del nostro tempo. Siamo informati quasi in diretta su ogni tragedia, ma lโ€™eccesso stesso di informazioni puรฒ trasformarsi in rassegnazione. Contro questa impotenza, la prof.ssa Beretta ha proposto non tanto un catalogo di risposte quanto uno sguardo: la realtร  non รจ divisa semplicemente tra bene e male, cooperazione e conflitto. รˆ un intreccio nel quale occorre imparare a discernere e assumersi responsabilitร . Il passaggio conclusivo del prof. Flavio Felice ha riportato proprio alla responsabilitร . Richiamando Santโ€™Agostino โ€” โ€œ๐™‰๐™ค๐™ž ๐™จ๐™ž๐™–๐™ข๐™ค ๐™ž ๐™ฉ๐™š๐™ข๐™ฅ๐™žโ€ โ€” ha rovesciato una delle formule piรน frequenti del discorso pubblico: non possiamo parlare del nostro tempo come se fosse qualcosa che semplicemente ci accade. Ne siamo protagonisti.
Anche rispetto allโ€™intelligenza artificiale, il prof. Felice ha spostato lโ€™attenzione dalla capacitร  della macchina alla domanda di senso. Se la competizione riguarda esclusivamente lโ€™efficienza, la macchina potrร  superarci in molti campi; se invece la domanda diventa ๐™ฅ๐™š๐™ง๐™˜๐™๐™š' ๐™–๐™œ๐™ž๐™ง๐™š, ๐™ฆ๐™ช๐™–๐™ก๐™š ๐™จ๐™ž๐™œ๐™ฃ๐™ž๐™›๐™ž๐™˜๐™–๐™ฉ๐™ค ๐™–๐™ฉ๐™ฉ๐™ง๐™ž๐™—๐™ช๐™ž๐™ง๐™š ๐™–๐™ก๐™ก๐™š ๐™จ๐™˜๐™š๐™ก๐™ฉ๐™š ๐™š ๐™ฆ๐™ช๐™–๐™ก๐™š ๐™ง๐™š๐™จ๐™ฅ๐™ค๐™ฃ๐™จ๐™–๐™—๐™ž๐™ก๐™ž๐™ฉ๐™–' ๐™–๐™จ๐™จ๐™ช๐™ข๐™š๐™ง๐™จ๐™ž, la persona torna al centro.
โ€œ๐™‡๐™– ๐˜ฟ๐™ค๐™ฉ๐™ฉ๐™ง๐™ž๐™ฃ๐™– ๐™จ๐™ค๐™˜๐™ž๐™–๐™ก๐™š ๐™จ๐™›๐™ž๐™™๐™– ๐™ฃ๐™ค๐™ž. ๐™Ž๐™ค๐™ฃ๐™ค ๐™ก๐™š ๐™ฃ๐™ค๐™จ๐™ฉ๐™ง๐™š ๐™จ๐™˜๐™š๐™ก๐™ฉ๐™šโ€. Ed รจ forse questa la chiave meno confessionale e piรน universale emersa dal panel: nessuna dottrina, nessuna tecnologia e nessuna istituzione puรฒ sostituire la responsabilitร  personale. Pensare il proprio tempo serve a poco se, alla fine, non siamo disposti a mettervi dentro anche la nostra vita.

๐™Ž๐™š๐™—๐™–๐™จ๐™ฉ๐™ž๐™–๐™ฃ๐™ค ๐™๐™ช๐™จ๐™จ๐™ค

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22/09/2026

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๐Ÿฏ๐Ÿฒ anni fa โ€” il 21 settembre 1990 โ€” lungo la strada statale 640 verso Agrigento, la mafia interrompeva a soli 37 anni la vita di Rosario Livatino. Un giovane magistrato che ha dimostrato come l'adempimento rigoroso del dovere e una fede profonda non siano astrazioni concettuali, ma pratiche quotidiane vissute fino all'estremo sacrificio. Papa Giovanni Paolo II (Agrigento, 9 maggio 1993), a seguito dell'incontro privato con i genitori di Livatino, pronunciรฒ alla Valle dei Templi lo storico e veemente monito contro la mafia, definendo il magistrato un ยซmartire della giustizia e indirettamente della fedeยป. La sua figura รจ stata decisiva per tracciare il solco della ferma condanna ecclesiastica alle organizzazioni criminali, culminata con la beatificazione di Livatino nel 2021. All'indomani del delitto, Giovanni Falcone evidenziรฒ con precisione la luciditร  e la pericolositร  di Livatino agli occhi delle cosche, ricordando come il giovane giudice avesse compreso prima di molti altri le trasformazioni della Stidda e della Mafia agrigentina, unendo alla competenza tecnica una riservatezza esemplare: ยซLivatino era un magistrato serio, preparato, un professionista rigoroso che faceva il suo dovere in silenzioยป. Nel corso di una conferenza del 1986, Livatino espresse una testimonianza di pensiero fondamentale sull'etica del suo lavoro: ยซQuando noi moriremo, nessuno ci verrร  a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibiliยป. Per il giudice, la credibilitร  dell'amministrazione della giustizia dipendeva dall'indipendenza morale e dalla coerenza personale del magistrato. Definito spesso "il giudice ragazzino" con un'espressione inizialmente fraintesa, Livatino ha dimostrato una maturitร  professionale straordinaria: tra i primi a disporre i sequestri dei beni ai boss e a tracciare i flussi finanziari illeciti, dimostrando che il rigore morale si traduce sempre in un'efficace prassi investigativa.

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21/09/2026

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๐™n nuovo capitolo, intriso di nostalgia e pura intensitร  poetica, si aggiunge alla grande storia della musica italiana. "Quando ti rivedrรฒ", l'ultimo toccante brano inedito di Gino Paoli, nato originariamente per essere interpretato a due voci con Ornella Vanoni, รจ diventato un omaggio commovente e assoluto dedicato alla cantante scomparsa, unendo ancora una volta due percorsi artistici ed umani legati da un filo indissolubile. L'uscita del brano รจ stata scelta in un momento dal forte valore simbolico: la notte a cavallo tra il 22 e il 23 settembre, le date di nascita di Vanoni e Paoli. Per colmare il vuoto lasciato dall'assenza della voce di Ornella, Gino Paoli ha voluto accanto a sรฉ la tromba e i fiati di Paolo Fresu, trasformando il brano in un dialogo sospeso tra terra e cielo, dove il suono dello strumento si fa soffio spirituale. In un'epoca spesso segnata da divisioni, narrazioni superficiali e perdita di empatia, questo lavoro trascende il semplice dato musicale per diventare un vero e proprio atto di resistenza umana e poetica.
La canzone rievoca quel legame in cui due identitร  distinte riescono a ritrovarsi e a completarsi, dimostrando come la vera musica sia prima di tutto incontro tra spiritualitร . L'assenza fisica non spegne la presenza artistica; il fraseggio dei fiati di Fresu si inserisce nella trama sonora proprio per evocare quel dialogo che il tempo non puรฒ interrompere. Tra le note del brano risuona l'eco di una domanda che รจ insieme nostalgia e speranza. "Quando ti rivedrรฒ" e in quale punto del tempo ci ritroveremo ancora ci consegna una lezione senza tempo: l'umanitร  non si misura sulla forza del frastuono o delle divisioni, ma sulla capacitร  di custodire l'amicizia, la bellezza e la dimensione spirituale degli affetti. รˆ una nostalgia dolce e feconda, che non si arrende al vuoto del presente, ma diventa promessa per il domani. In questo ideale simposio tra arte e vita, il canto di Paoli e la tromba di Fresu ci ricordano che le anime capaci di volersi bene non si perdono mai davvero. E finchรฉ sapremo ascoltare questa poesia, conserveremo la speranza ostinata di un mondo migliore โ€” un mondo in cui gli uomini sappiano di nuovo riconoscersi, ritrovarsi e camminare insieme, guidati dal valore incancellabile del rispetto, dell'amore e della memoria.

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16/09/2026

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Prima ancora di entrare nel merito dei singoli interventi, vorrei partire da una considerazione personale. Da osservatore laicodevo riconoscere che il Forum AnimAzione, svoltosi a Caltagirone nella ex chiesa di Santo Stefano, ha offerto un livello di confronto difficilmente riscontrabile oggi nel dibattito pubblico.
Il merito va certamente alla qualitร  degli intervenuti nei quattro panel, ma anche al lavoro organizzativo e culturale svolto dal professor ๐™Ž๐™–๐™ก๐™ซ๐™–๐™ฉ๐™ค๐™ง๐™š ๐™ˆ๐™–๐™ง๐™ฉ๐™ž๐™ฃ๐™š๐™ฏ, che ha costruito un confronto nel quale le differenti competenze non sono state semplicemente accostate ma chiamate a misurarsi con questioni complesse.
La sensazione, ascoltando per ore filosofi, sociologi, economisti, uomini delle istituzioni e rappresentanti della Chiesa, รจ stata quasi straniante se rapportata alla comunicazione alla quale siamo ormai abituati. Viviamo dentro una sorta di campagna elettorale permanente. Sui social prevale la sentenza pronunciata in poche righe; nelle televisioni generaliste il pensiero deve adattarsi ai minuti concessi dal conduttore; la discussione politica si trasforma troppo spesso nella difesa preventiva del proprio leader. Tutti hanno ragione, possibilmente prima ancora di avere ascoltato lโ€™altro. A Caltagirone รจ accaduto qualcosa di diverso: si รจ tornati ๐™– ๐™ง๐™–๐™œ๐™ž๐™ค๐™ฃ๐™–๐™ง๐™š. Ed รจ forse questa la prima indicazione che dovrebbe uscire dal Forum. Discussioni di tale livello non possono rimanere patrimonio di specialisti, universitร , convegni o ambienti ecclesiali. Devono diventare patrimonio della pubblica opinione.
Abbiamo bisogno di una classe dirigente capace di parlare alla gente senza banalizzare, di rendere accessibile la complessitร  senza cancellarla, di far vibrare nuovamente le corde del sapere. Abbiamo soprattutto bisogno di recuperare tre capacitร  che sembrano diventate rivoluzionarie: ๐™–๐™จ๐™˜๐™ค๐™ก๐™ฉ๐™–๐™ง๐™š, ๐™ง๐™–๐™œ๐™ž๐™ค๐™ฃ๐™–๐™ง๐™š, ๐™ข๐™š๐™™๐™ž๐™ฉ๐™–๐™ง๐™š.
Il panel dedicato a โ€œ๐™„๐™ฃ๐™ฉ๐™š๐™ก๐™ก๐™ž๐™œ๐™š๐™ฃ๐™ฏ๐™– ๐™–๐™ง๐™ฉ๐™ž๐™›๐™ž๐™˜๐™ž๐™–๐™ก๐™š ๐™š ๐™ž๐™ฃ๐™ฉ๐™š๐™ก๐™ก๐™ž๐™œ๐™š๐™ฃ๐™ฏ๐™– ๐™ช๐™ข๐™–๐™ฃ๐™–โ€, moderato dal dott. Antonello Piraneo, direttore de La Sicilia, con Marco Invernizzi chairman, mons. Vincenzo Paglia nel ruolo di esperto e gli interventi di padre Alberto Carra e prof. Francesco Pignataro, ne รจ stato probabilmente uno degli esempi piรน significativi. Il punto di partenza era una frase di Leone XIV contenuta nella Magnifica Humanitas: ๐™Ž๐™ž โ€œ๐™๐™– ๐™™๐™ž ๐™ฅ๐™ž๐™ช'โ€ ๐™ข๐™– ๐™ฃ๐™ค๐™ฃ ๐™จ๐™ž โ€œ๐™šฬ€ ๐™™๐™ž ๐™ฅ๐™ž๐™ช'โ€ (๐™‰.๐Ÿต๐Ÿฐ). Lโ€™affermazione nasce da una prospettiva cristiana, ma la domanda che contiene non appartiene soltanto ai credenti. Il progresso tecnico rende necessariamente migliore lโ€™uomo?
รˆ interessante il parallelo emerso durante il confronto. Alla fine dellโ€™Ottocento Leone XIII si trovรฒ davanti alle conseguenze della rivoluzione industriale: la fabbrica, la questione operaia, il rapporto tra capitale e lavoro, nuove forme di ricchezza accompagnate da nuove disuguaglianze. Oggi Leone XIV si confronta con una trasformazione che alcuni relatori hanno definito persino ๐™ฅ๐™ž๐™ช' ๐™ง๐™–๐™ฅ๐™ž๐™™๐™– ๐™š ๐™ฅ๐™š๐™ง๐™ซ๐™–๐™จ๐™ž๐™ซ๐™– ๐™™๐™š๐™ก๐™ก๐™– ๐™ง๐™ž๐™ซ๐™ค๐™ก๐™ช๐™ฏ๐™ž๐™ค๐™ฃ๐™š ๐™ž๐™ฃ๐™™๐™ช๐™จ๐™ฉ๐™ง๐™ž๐™–๐™ก๐™š. La fabbrica cambiava il modo di produrre. Lโ€™intelligenza artificiale puรฒ modificare anche il modo di conoscere, apprendere, decidere e costruire le nostre relazioni. รˆ su questo terreno che padre ๐˜ผ๐™ก๐™—๐™š๐™ง๐™ฉ๐™ค ๐˜พ๐™–๐™ง๐™ง๐™–, filosofo del Regina Apostolorum, ha lanciato uno degli ammonimenti piรน netti: ยซ๐™‰๐™ค๐™ฃ ๐™˜โ€™๐™š' ๐™ฉ๐™š๐™ข๐™ฅ๐™คยป. Il rischio da lui indicato non รจ soltanto occupazionale. รˆ qualcosa di piรน profondo: una possibile ยซatrofiaยป delle nostre facoltร  cognitive ed emotive. รˆ una provocazione che merita di essere presa sul serio. Se affidiamo progressivamente alla macchina la scrittura, la ricerca delle informazioni, la sintesi, la scelta e persino la produzione creativa, quali capacitร  eserciteremo di meno? E ciรฒ che non esercitiamo continuerร  a svilupparsi nello stesso modo? Non significa demonizzare lโ€™intelligenza artificiale. Sarebbe probabilmente inutile oltre che culturalmente sterile. Significa interrogarsi su ciรฒ che accade quando uno strumento smette di essere soltanto uno strumento e comincia a modificare i comportamenti di chi lo utilizza. Ancora piรน politica รจ stata la riflessione di mons. ๐™‘๐™ž๐™ฃ๐™˜๐™š๐™ฃ๐™ฏ๐™ค ๐™‹๐™–๐™œ๐™ก๐™ž๐™–: ยซ๐™‰๐™ค๐™ฃ ๐™๐™ค ๐™ฅ๐™–๐™ช๐™ง๐™– ๐™™๐™š๐™ก๐™กโ€™๐™ž๐™ฃ๐™ฉ๐™š๐™ก๐™ก๐™ž๐™œ๐™š๐™ฃ๐™ฏ๐™– ๐™–๐™ง๐™ฉ๐™ž๐™›๐™ž๐™˜๐™ž๐™–๐™ก๐™š, ๐™ข๐™– ๐™™๐™ž ๐™˜๐™๐™ž ๐™ก๐™– ๐™˜๐™ค๐™ฃ๐™ฉ๐™ง๐™ค๐™ก๐™ก๐™–ยป. Qui la discussione cambia immediatamente prospettiva. Il problema non รจ piรน la macchina che un giorno potrebbe ribellarsi allโ€™uomo, scenario molto efficace cinematograficamente, ma assai meno utile per comprendere il presente. La questione concreta riguarda chi possiede le piattaforme, i dati, la capacitร  di calcolo e gli algoritmi che stanno entrando progressivamente nelle nostre vite. La stessa Magnifica Humanitas, al n. 95, richiama la concentrazione di questo potere nelle mani di pochi grandi attori economici e tecnologici. Paglia ha insistito sul ruolo dellโ€™Europa e sulla necessitร  che essa difenda il proprio patrimonio umanistico, culturale e giuridico. Nel frammento finale del dibattito ha utilizzato unโ€™espressione ancora piรน efficace: ยซ๐™Ž๐™ž๐™–๐™ข๐™ค ๐™˜๐™ค๐™ฃ๐™™๐™–๐™ฃ๐™ฃ๐™–๐™ฉ๐™ž ๐™– ๐™œ๐™ค๐™ซ๐™š๐™ง๐™ฃ๐™–๐™ง๐™šยป. Governare, dunque. Non proibire e neppure subire. รˆ probabilmente questa la parola che meglio sintetizza lโ€™intero confronto. Lโ€™Europa ha giร  scelto di percorrere prevalentemente la strada della regolazione. Ma le regole, da sole, non bastano se il continente rimane tecnologicamente dipendente da altri. Difendere un modello umanistico significa anche possedere competenze, infrastrutture, ricerca e capacitร  industriale sufficienti per non limitarsi a regolamentare tecnologie prodotte altrove. Il prof. Francesco Pignataro aveva del resto sintetizzato efficacemente il problema giร  alla vigilia del Forum: siamo davanti a una ยซgrande rivoluzioneยป e occorre attrezzarsi, perchรฉ altrimenti ยซ๐™ก๐™– ๐™ฉ๐™š๐™˜๐™ฃ๐™ค๐™ก๐™ค๐™œ๐™ž๐™– ๐™ง๐™ž๐™จ๐™˜๐™๐™ž๐™– ๐™™๐™ž ๐™จ๐™ค๐™ข๐™ข๐™š๐™ง๐™œ๐™š๐™ง๐™š ๐™กโ€™๐™ช๐™ข๐™–๐™ฃ๐™ž๐™ฉ๐™–'ยป. รˆ qui che la questione dellโ€™intelligenza artificiale incontra inevitabilmente la scuola, lโ€™universitร  e la formazione. Forse nei prossimi anni la distinzione piรน importante non sarร  fra chi usa lโ€™intelligenza artificiale e chi non la usa. Sarร  fra chi saprร  utilizzarla mantenendo autonomia di giudizio e chi finirร  per delegare progressivamente ad essa la propria capacitร  di pensare. Ed รจ questo, al di lร  delle appartenenze religiose o culturali, il valore di un confronto come quello ospitato a Caltagirone. Non aver fornito risposte definitive, ma aver restituito dignitร  alle domande. Perchรฉ prima ancora di chiederci quanto diventeranno intelligenti le macchine, dovremmo forse domandarci ๐™ฆ๐™ช๐™–๐™ฃ๐™ฉ๐™ค ๐™จ๐™ž๐™–๐™ข๐™ค ๐™™๐™ž๐™จ๐™ฅ๐™ค๐™จ๐™ฉ๐™ž ๐™– ๐™˜๐™ค๐™ฃ๐™ฉ๐™ž๐™ฃ๐™ช๐™–๐™ง๐™š ๐™– ๐™š๐™จ๐™š๐™ง๐™˜๐™ž๐™ฉ๐™–๐™ง๐™š ๐™ก๐™– ๐™ฃ๐™ค๐™จ๐™ฉ๐™ง๐™– ๐™ž๐™ฃ๐™ฉ๐™š๐™ก๐™ก๐™ž๐™œ๐™š๐™ฃ๐™ฏ๐™–.

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16/09/2026

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๐™‰iscemi ha ricordato il suo illustre concittadino Giuseppe Blanco a 100 anni dalla nascita, proprio nel giorno del suo compleanno che cadeva il 13 settembre. L'evento si inserisce in una trilogia di personaggi fondamentali per la cultura del 900 letteraria contemporanea di Niscemi: Mario Gori, Giuseppe Blanco ed Angelo Marsiano. Tre amici, compagni di scuola, nati nel 1926, a distanza di giorni o mesi che hanno vissuto insieme, scambiandosi idee, contenuti culturali, confrontandosi su ricerche in un tempo in cui non esisteva Google e a Niscemi neppure una biblioteca. Hanno lasciato il segno Mario Gori con le sue poesie, Pino Blanco con i suoi libri e saggi e Marsiano con le sue ricerche e la loro cittร  non li dimentica. Giuseppe Blanco รจ stato un giornalista de 'Il giornale di Sicilia " di Palermo e de "La Sicilia" di Catania per il quale ha curato la Terza Pagina. In quello spazio ha pubblicato articoli letterari trasformati successivamente in saggi che contenevano gustosi aneddoti su Carducci, Vincenzo Crescimone, lo stesso Mario Gori. La sua attivitร  giornalistica nasce nella cronaca sportiva. Successivamente anche lo sport viene riportato su pubblicazioni librarie. รˆ stato l'autore di "Mario Gori e la sua Musa" edito da Randazzo, come anche "l'Opera omnia" di Mario Gori, 'Voltaire - le predizioni sulla rivoluzione francese' , 'Bellini a Parigi'.
Il linguista Gaetano Vicari, sollecitato dal Moderatore Maurizio Vicari, ha tratteggiato la sua figura definendolo un fine francesista in grado di comparare personaggi come Voltaire a Parini e Leopardi non trascurando il gusto del particolare e dell'aneddoto. La figlia Liliana Blanco ha messo in luce l'aspetto dell'uomo con le sue passioni non solo per le arti a tutto tondo ma anche per gli affetti, l'amore , e l'allegria che profondeva nel lavoro di insegnante e nella vita privata. Il gusto del particolare e delle storielle rendeva piรน leggero anche personaggi ieratici con Francesco Crispi accusato di bigamia e costretto a dimettersi. L'evento รจ stato promosso dal Comune di Niscemi, assessorato alla cultura diretto da Marianna Avila e si รจ svolto al Museo civico diretto da Enzo Liardo.
Il sindaco di Niscemi Conti lo ha definito "vorace di cultura" tanti sono stati gli interessi nelle arti e letteratura. Il moderatore Vicari, in chiusura di serata ha proposto interventi del Comune nelle scuole per far conoscere i tre figli di Niscemi, non dimenticando che i libri di Blanco hanno contribuito alla diffusione della poetica di Mario Gori, suo fratello di elezione nella vita, fino alla morte precoce di entrambi.

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14/09/2026

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๐™‰el giorno del suo settantunesimo compleanno, la figura di Papa Leone XIV, si staglia con forza nel panorama spirituale e sociale del nostro tempo. Dai vertici delle istituzioni politiche fino al cuore delle comunitร  ecclesiali, una corrente unanime di affetto ha raggiunto il Pontefice, sottolineando il valore profondo del Suo magistero e l'autenticitร  del Suo cammino pastorale.
La Conferenza Episcopale Italiana ha voluto rimarcare la portata della Sua parola, centrata su una humanitas vibrante e accogliente che affonda le proprie radici nella Dottrina Sociale della Chiesa. Il mio pensiero corre spontaneamente alla grande ereditร  dell'enciclica Rerum Novarum, ai principi della sociologia cristiana e alla caritร  operosa promossa e praticata da figure profetiche come don Luigi Sturzo. ๐™๐™ฃ ๐™˜๐™ง๐™ž๐™จ๐™ฉ๐™ž๐™–๐™ฃ๐™š๐™จ๐™ž๐™ข๐™ค ๐™ซ๐™ž๐™จ๐™จ๐™ช๐™ฉ๐™ค ๐™˜๐™๐™š ๐™จ๐™ž ๐™›๐™– ๐™ฅ๐™ง๐™ค๐™จ๐™จ๐™ž๐™ข๐™ž๐™ฉ๐™–', ๐™–๐™ฉ๐™ฉ๐™š๐™ฃ๐™ฏ๐™ž๐™ค๐™ฃ๐™š ๐™–๐™œ๐™ก๐™ž ๐™ช๐™ก๐™ฉ๐™ž๐™ข๐™ž ๐™š ๐™ง๐™ž๐™จ๐™ฅ๐™ค๐™จ๐™ฉ๐™– ๐™–๐™ก๐™ก๐™š ๐™จ๐™›๐™ž๐™™๐™š ๐™™๐™š๐™ก๐™ก๐™– ๐™˜๐™ค๐™ฃ๐™ฉ๐™š๐™ข๐™ฅ๐™ค๐™ง๐™–๐™ฃ๐™š๐™ž๐™ฉ๐™–'. In questo solco di testimonianza si inserisce con rinnovato vigore il cammino della storica rivista "La Croce di Costantino", fondata nel 1897 e da me guidata da oltre trent'anni con incrollabile dedizione editoriale e scientifica. Nel contesto dell'attuale esperienza sinodale della Chiesa, l'impegno del periodico vuole costituire un vero e proprio insegnamento d'ascolto, pensato per offrire "un pane per tutti" attraverso un rigoroso esercizio di memoria e di comunicazione e di fede cristiana. Per chi scrive e per la nostra redazione, questo legame spirituale si traduce in una vocazione sentita e in una profonda vicinanza al Santo Padre, al nostro Vescovo, ai presbiteri, ai diaconi, alle famiglie cattoliche cristiane, radicata nella comune sensibilitร  agostiniana che sin da giovane ho praticato nel Convento Agostiniano di Gela, situato proprio di fronte la casa dei miei genitori. Un filo rosso che parte dalla preziosa ereditร  spirituale custodita nel libretto di Padre Agostino Corrao del 1915 e che si rinnova ancora oggi nello studio dedicato al Beato Agostino Novello di Terranova di Sicilia. Questa matrice agostiniana โ€” che unisce la ricerca intellettuale all'amore per la veritร  e per la comunitร  โ€” rende ancora piรน vivo il senso di appartenenza alla missione della Chiesa e al magistero di un Papa proveniente dalla medesima tradizione del Doctor Gratiae. In un'epoca segnata da narrazioni polarizzate, dove lo scontro rischia talvolta di trasformarsi in strumento di potere, il Pontefice ci richiama spesso all'urgenza di un dialogo autentico. Un dialogo che, esige qualcosa di piรน della semplice cordialitร : esso ci obbliga a rimanere nell'ascolto anche quando emergono interessi contrastanti e quando le decisioni richiedono rinunce concrete per il bene comune. Con questi sentimenti di devozione e stima, la redazione de "La Croce di Costantino" e l'intera comunitร  ecclesiale si stringono attorno a Papa Leone XIV. Al Santo Padre giunga l'augurio piรน sincero e partecipe per un prosieguo di pontificato fecondo, guida illuminata per la Chiesa e punto di riferimento per la civiltร  umana.

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La Croce di Costantino - Caltagirone - Periodico fondato da LUIGI STURZO nel 1897. Direttore Responsabile dott. Franco D'Urbino
Editore: Ass.ne, no profit, Pegaso. Testata regolarmente registrata al ROC e al Tribunale di Caltagirone.

11/09/2026
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11/09/2026

๐˜ผ๐™ˆ๐™€๐™๐™„๐˜พ๐˜ผ ๐™„๐™‰ ๐™Ž๐™‘๐™€๐™‰๐˜ฟ๐™„๐™๐˜ผ: ๐™‡๐˜ผ ๐™Ž๐˜พ๐™Š๐™ˆ๐™ˆ๐™€๐™Ž๐™Ž๐˜ผ ๐˜ฟ๐™„ ๐™๐™๐™๐™ˆ๐™‹ ๐™๐™๐˜ผ ๐˜พ๐˜ผ๐™Ž๐™ƒ ๐™€ ๐˜พ๐™๐™„๐™Ž๐™„ ๐™‚๐™‡๐™Š๐˜ฝ๐˜ผ๐™‡๐™„

๐™‡'assenza di Donald Trump dalle commemorazioni del venticinquesimo anniversario dell'11 settembre marca la frattura definitiva con la liturgia istituzionale americana. Mentre il Paese ricorda le sue ferite geopolitiche, lโ€™attenzione viene catalizzata dalla promessa elettorale di un โ€œdividendoโ€ da 5.000 dollari a ogni adulto: unโ€™operazione da oltre 1.000 miliardi di dollari che trasforma la democrazia in una transazione finanziaria diretta. In questo crogiolo si incrociano i vettori identitari della dottrina trumpiana. Dazi e neoisolazionismo, scudi tariffari che compiacciono il Paese profondo, ma rischiano di alimentare l'inflazione e incrinare la stabilitร  nei quadranti strategici, dal Mediterraneo al Medio Oriente. ๐™€' ๐™ช๐™ฃ๐™– ๐™จ๐™˜๐™ค๐™ข๐™ข๐™š๐™จ๐™จ๐™– ๐™–๐™™ ๐™–๐™ก๐™ฉ๐™ž๐™จ๐™จ๐™ž๐™ข๐™ค ๐™ง๐™ž๐™จ๐™˜๐™๐™ž๐™ค. Se l'assegno immediato consolida la base e attrae le fasce colpite dal carovita, la sfacciataggine transazionale e lo strappo con la memoria nazionale rischiano di alienare l'elettorato moderato e indipendente, decisivo negli swing states. Trump scommette che per l'elettore medio il portafoglio conti piรน del decoro e della stabilitร  globale: dall'esito di questo calcolo passa il futuro della sua leadership.
Unโ€™operazione da oltre 1.000 miliardi di dollari, che sposta il dibattito pubblico dai grandi programmi di riforma strutturale a una vera e propria transazione monetaria diretta con l'elettorato.
Questa mossa d'impatto sul fronte interno non avviene in un vuoto politico, ma s' inserisce in un panorama internazionale caratterizzato da forte instabilitร . L'instabilitร  permanente sulle rotte commerciali e i focolai di crisi in Medio Oriente continuano a condizionare la politica estera statunitense. L'approccio protezionista e neo-isolazionista mira a rassicurare l'elettorato interno ("America First"), ma rischia di sfilacciare le alleanze storiche della NATO e del bacino mediterraneo. In conclusione, la strategia trumpiana si conferma una scommessa ad altissimo rischio: trasformare la politica estera e la memoria nazionale in leve di scontro ideologico, affidando la propria popolaritร  e la tenuta del potere a un dividendo economico da incassare alle urne.

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10/09/2026

๐˜พ๐˜ผ๐™‡๐™๐˜ผ๐™‚๐™„๐™๐™Š๐™‰๐™€, ๐™๐™Š๐™๐™๐™ˆ ๐˜ผ๐™‰๐™„๐™ˆ๐˜ผ๐™•๐™„๐™Š๐™‰๐™€ ๐Ÿฎ๐Ÿฌ๐Ÿฎ๐Ÿฒ

โ€‹๐™Žabato 12 e domenica 13 settembre, Caltagirone โ€” cittร  natale di Don Luigi Sturzo โ€” si trasformerร  il baricentro del dibattito socio-politico ed ecclesiale italiano. Lโ€™evento ospiterร  un imponente laboratorio nazionale che vedrร  la partecipazione di istituzioni, esponenti del mondo accademico ed economico, con gli interventi conclusivi affidati al Cardinale Matteo Maria Zuppi.
โ€‹I contenuti delle due giornate saranno illustrati da Monsignor Calogero Peri, Vescovo di Caltagirone, dal Sindaco Fabio Roccuzzo, dal Professor Salvatore Martinez, Presidente di AnimAzione ETS e dal Professore Francesco Pignataro, Presidente della Fondazione Steve Jobs. Promosso da 29 realtร  di alto valore etico ed ecclesiale, il Forum vedrร  lโ€™alternarsi di oltre 30 relatori. Considerato a tutti gli effetti la โ€œCernobbio del socialeโ€, lโ€™evento affonda le proprie radici teoriche e spirituali nellโ€™Enciclica Magnifica Humanitas di Leone XIV e nei principi socio-politici di Don Sturzo, il cui storico ยซAppello ai liberi e fortiยป nacque proprio in questo territorio. A Caltagirone lโ€™animazione delle idee e la convergenza dei sentimenti troveranno uno spazio di rilancio, in un crogiolo in cui le opere della dottrina sociale della Chiesa diventeranno risposte concrete alle attese del nostro tempo. I lavori si articoleranno lungo quattro direttrici culturali fondamentali:
โ€‹Intelligenza artificiale e intelligenza umana
โ€‹Umanesimo europeo e Comunitร  internazionale
โ€‹La dottrina sociale al tempo di Leone XIV
โ€‹Impresa e lavoro
โ€‹In questo contesto si inserisce anche lo storico periodico โ€œLa Croce di Costantinoโ€, fondato da don Luigi Sturzo nel 1897 e ancora edito, anche in versione digitale, dallโ€™Istituto Pegaso โ€“ Libero Istituto di Informazione e di Documentazione Europea, diretto dal giornalista dott. Franco Dโ€™Urbino. Il giornale riunirร  la propria redazione per avviare un nuovo progetto editoriale, concepito come ponte tra informazione e innovazione digitale.
โ€‹A Caltagirone non si celebrerร  una semplice memoria nรฉ un formalismo di facciata. Si apriranno, invece, veri e propri cantieri di azione, lavoro e spiritualitร , come ha dichiarato il Professor Salvatore Martinez, presidente di AnimAzione ETS, โ€œ la straordinaria generositร  con cui relatori e ospiti hanno risposto allโ€™invito, testimonia la profonda sete di dialogo, collaborazione e nuovo impegno che attraversa lโ€™intero Paese e, soprattutto, i nostri territori di fronte alle sfide inedite del XXI secoloโ€.

๐™‡๐™– ๐™๐™š๐™™๐™–๐™ฏ๐™ž๐™ค๐™ฃ๐™š

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