La Croce di Costantino - Caltagirone

La Croce di Costantino - Caltagirone La Croce di Costantino - Caltagirone - Periodico fondato da LUIGI STURZO nel 1897. Direttore Responsabile dott.

Franco D'Urbino
Editore: Ass.ne, no profit, Pegaso. Testata regolarmente registrata al ROC e al Tribunale di Caltagirone. L'Associazione no profit Pegaso Γ¨ editrice del periodico "la Croce di Costantino" fondato da Don Luigi Sturzo nel 1897 per la conoscenza integrale del pensiero e dell'azione Sturziana.

01/10/2026

𝙄𝙇 π˜Ύπ™Šπ™π˜Όπ™‚π™‚π™„π™Š π˜Ώπ™„ π™Žπ™€π™π™‘π™„π™π™€ π™Šπ™‡π™π™π™€ 𝙇𝙀 π˜Ώπ™„π™‘π™„π™Žπ™„π™Šπ™‰π™„

𝙄n qualitΓ  di direttore responsabile del periodico La Croce di Costantino, fondato nel 1897 da Luigi Sturzo, sento il dovere di condividere una riflessione profonda con la nostra comunitΓ . La Croce di Costantino Γ¨ una voce che ancora oggi parla alla gente e che continua a raccogliere un gran numero di cattolici attivi e impegnati in politica. È nel solco di questa tradizione che guardiamo con rigore ed equilibrio alle vicende organizzative anche della Democrazia Cristiana. Come evidenziato dal comunicato ufficiale dell'avvocato Giampiero SamorΓ¬, Segretario Nazionale facente funzione, l'elezione dell'onorevole Carmelo Pace da parte del Consiglio Nazionale appare del tutto nulla per il partito, essendosi svolta in violazione di norme statutarie inderogabili. Dal punto di vista regolamentare, sembra che il Consiglio Nazionale difettava del quorum necessario: "ben 66 consiglieri sono venuti meno tra 4 deputati regionali siciliani e 39 consiglieri non tesserati entro il 31 agosto 2026 (decaduti da ogni carica), 22 consiglieri dimissionari e la dolorosa scomparsa di un componente".
Trasparenza e rispetto delle regole sono premesse indispensabili per proseguire con serenitΓ  verso il Congresso Nazionale del 24 e 25 ottobre 2026, convocato il 29 luglio dall'onorevole Renato Grassi. I vecchi militanti della Democrazia Cristiana, spinti dallo stesso entusiasmo che ne ha sempre animato l'impegno politico, esprimono il forte auspicio che l'attuale diatriba interna possa finalmente ricomporsi. L'obiettivo Γ¨ quello di individuare un percorso comune in grado di sublimare e valorizzare le diverse sensibilitΓ  politiche emerse e contrapposte negli ultimi anni, nel pieno rispetto della legalitΓ  e delle norme statutarie. In questo quadro di ricomposizione, viene sottolineato il ruolo di rilievo dell'onorevole Carmelo Pace, figura che ha saputo dimostrare un peso politico di particolare caratura, maturato attraverso il suo percorso all'interno della DC siciliana e forte dei solidi rapporti di collaborazione con TotΓ² Cuffaro. GiΓ  capogruppo della Democrazia Cristiana all'Assemblea Regionale Siciliana, nel giugno del 2026 l'onorevole Pace Γ¨ stato nuovamente indicato alla guida del gruppo parlamentare all'ARS nel corso di una riunione svoltasi alla presenza dello stesso Cuffaro. Richiami e passaggi che certamente non intendono soffermarsi su vicende personali, bensΓ¬ ribadire l'esigenza istituzionale e politica di un π™§π™žπ™©π™€π™§π™£π™€ 𝙖𝙑𝙑'π™ͺπ™£π™žπ™©π™–' π™š 𝙖𝙑𝙑𝙖 π™˜π™€π™§π™§π™šπ™©π™©π™šπ™―π™―π™– π™™π™šπ™‘π™‘π™š π™§π™šπ™œπ™€π™‘π™š π™™π™šπ™’π™€π™˜π™§π™–π™©π™žπ™˜π™π™š 𝙖𝙑𝙑'π™žπ™£π™©π™šπ™§π™£π™€ π™™π™šπ™‘ π™₯π™–π™§π™©π™žπ™©π™€. Mentre sui social e negli spazi di dibattito emergono voci e prese di posizione, l'obiettivo primario deve rimanere uno solo: costruire un partito piΓΉ libero, piΓΉ sereno, piΓΉ forte, radicato nel territorio e realmente utile al Paese. Un partito che sappia valorizzare i propri dirigenti e i propri militanti, pur nel pieno rispetto di tutte le componenti e delle diverse sensibilitΓ . Di fronte alle frammentazioni e alle polemiche, torna di straordinaria attualitΓ  il monito che Don Luigi Sturzo affidava al Giornale d'Italia il 21 luglio 1959: Β«Guardate bene ai pericoli delle correnti organizzate in seno alla DC. Si comincia con le divisioni ideologiche, si passa alle divisioni personali, si finisce con la deformazione del partito per il mancato esempio ai vertici di tanti partitelli.Β» Oggi piΓΉ che mai, di fronte alle complesse sfide dell'economia globalizzata β€” insidiata da statalismo, assistenzialismo, corruzione, malasanitΓ , disoccupazione, povertΓ  e dalla drammatica fuga dei giovani β€” occorre ritrovare il senso profondo dell'impegno pubblico. Serve una politica unitaria che rimetta al centro la persona umana e i suoi bisogni reali, un partito che deve porre la propria struttura al servizio della comunitΓ  e del Paese, e mai servirsi della politica per logiche personali o di fazione. Ci rivolgiamo, infine, con forza a coloro che detengono la responsabilitΓ  politica: ricordino che l'unica autentica ragione del mandato loro affidato Γ¨ il bene comune delle comunitΓ , per costruire una presenza forte, libera e radicata nel Paese. Senza questo faro, ogni azione politica perde la propria anima.

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30/09/2026

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𝙇a seduta consiliare del 28 settembre si Γ¨ conclusa con l'esito formale della bocciatura del rendiconto di gestione per l'esercizio 2025: i 10 voti favorevoli del centrosinistra non sono bastati a superare la somma dei 9 voti contrari del centrodestra e dell'astensione del Presidente del Consiglio (che nei conteggi d'aula equivale a voto contrario). Il provvedimento passerΓ  ora nelle mani del commissario ad acta nominato dalla Regione Siciliana che eserciterΓ  il potere sostitutivo per l'adozione dell'atto, senza che questo comporti lo scioglimento dell'assise cittadina, in virtΓΉ delle disposizioni della L.R. n. 5/2021. L'esito d'aula ha messo in evidenza due letture contrapposte della situazione finanziaria del Comune:
La posizione dell'opposizione: I consiglieri di centrodestra (Grimaldi, Messina, Montemagno, Gruttadauria, Failla, Rabbito e altri) hanno contestato i tempi ristretti concessi dal commissario per l'esame degli atti, denunciando presunte incongruenze e rilevando il permanere di criticitΓ  strutturali nei conti dell'Ente. La posizione dell'amministrazione e della maggioranza: Il sindaco Fabio Raccuzzo e i consiglieri di centrosinistra (Interlandi, Di Stefano, Bonanno, Giardinelli, Panarello) hanno rivendicato il percorso di risanamento finanziario, sottolineando la riduzione del disavanzo per 43 milioni di euro e l'opportunitΓ , legata all'approvazione del documento, di sbloccare 16 nuove assunzioni per il rafforzamento della macchina burocratica. Andando oltre la cronaca politica e il dato tecnico del rendiconto, una comunitΓ  di circa 33.000 abitanti come Caltagirone β€” caratterizzata da un tessuto economico e da un PIL locale che mantengono indicatori di buona tenuta β€” necessita di superare lo stallo della contrapposizione politica per concentrarsi sullo sviluppo reale. A seguito dell'intervento commissariale per la chiusura del bilancio, l'azione amministrativa e la dialettica cittadina dovrebbero indirizzarsi su alcune prioritΓ  concrete:
π™π™–π™›π™›π™€π™§π™―π™–π™’π™šπ™£π™©π™€ π™™π™šπ™‘π™‘π™– π™’π™–π™˜π™˜π™π™žπ™£π™– 𝙗π™ͺπ™§π™€π™˜π™§π™–π™©π™žπ™˜π™– π™š π™™π™šπ™‘ π™₯π™šπ™§π™¨π™€π™£π™–π™‘π™š: Sbloccata la fase contabile, il completamento delle procedure di assunzione previste risulta decisivo per dare continuitΓ  agli uffici operativi, accelerare le procedure amministrative e migliorare l'erogazione dei servizi ai cittadini.
π™‹π™§π™€π™œπ™§π™–π™’π™’π™–π™―π™žπ™€π™£π™š π™šπ™˜π™€π™£π™€π™’π™žπ™˜π™– π™šπ™™ π™šπ™§π™€π™œπ™–π™―π™žπ™€π™£π™š π™™π™šπ™‘π™‘π™– 𝙨π™₯π™šπ™¨π™–: Il consolidamento dei conti e la riduzione del disavanzo costituiscono una precondizione necessaria per consentire all'Ente di sbloccare risorse per gli investimenti sul territorio, l'attrattivitΓ  turistico-culturale e la manutenzione urbana.
𝙏𝙧𝙖𝙨π™₯π™–π™§π™šπ™£π™―π™– π™š π™˜π™€π™£π™˜π™šπ™§π™©π™–π™―π™žπ™€π™£π™š 𝙨π™ͺπ™ž π™©π™šπ™’π™₯π™ž π™™π™šπ™‘π™‘'𝙖π™ͺ𝙑𝙖: Per evitare che le scadenze finanziarie si trasformino sistematicamente in scontri procedurali sui tempi di analisi delle carte, l'amministrazione e la presidenza del Consiglio dovranno favorire un calendario di lavori che garantisca l'accesso tempestivo alla documentazione, trasferendo il dibattito dai cavilli tecnici ai contenuti programmatici.
Chiusa la parentesi tecnica del commissariamento ad acta, la sfida centrale per l'amministrazione sarΓ  quella di tradurre il risanamento finanziario rivendicato in benefici percettibili per il tessuto produttivo e sociale della cittΓ . La linea di questa testata rimane ancorata a una comunicazione corretta, plurale, ispirata ai valori del cristianesimo operante e della solidarietΓ . Una dialettica partecipata e ragionata Γ¨ indispensabile per ricostruire un dialogo fecondo, capace di ricomprare la fiducia e superare la diaspora politica e morale in cui versa la cittΓ , rifiutando ogni ideologismo sterile. Questi rappresentano i principi non negoziabili del nostro giornalismo che non nasce mai contro qualcuno o a favore di una sola parte, ma che mira esclusivamente a incidere in modo positivo sul futuro della collettivitΓ . π™Žπ™–π™§π™–π™£π™£π™€ π™‘π™š π™₯π™§π™€π™¨π™¨π™žπ™’π™š π™šπ™‘π™šπ™―π™žπ™€π™£π™ž π™–π™’π™’π™žπ™£π™žπ™¨π™©π™§π™–π™©π™žπ™«π™š 𝙖 π™˜π™π™žπ™–π™’π™–π™§π™š π™žπ™‘ π™₯𝙀π™₯𝙀𝙑𝙀 𝙖𝙑𝙑𝙖 π™™π™šπ™˜π™žπ™¨π™žπ™€π™£π™š 𝙨𝙀𝙫𝙧𝙖𝙣𝙖 𝙨π™ͺ 𝙦π™ͺπ™–π™‘π™š π™₯𝙧𝙀𝙨π™₯π™šπ™©π™©π™žπ™«π™– π™™π™–π™§π™š 𝙖 π˜Ύπ™–π™‘π™©π™–π™œπ™žπ™§π™€π™£π™š π™₯π™šπ™§ π™œπ™‘π™ž π™–π™£π™£π™ž 𝙖 π™«π™šπ™£π™žπ™§π™š.

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22/09/2026

𝙄𝙇 π™‘π˜Όπ™‡π™Šπ™π™€ π˜Ώπ™„ 𝙐𝙉 π™„π™‰π˜Ύπ™Šπ™‰π™π™π™Š

𝙉elle giornate trascorse presso la Chiesa di Santo Stefano e al Fondo Sturzo, le occasioni per dibattere anche sui temi esistenziali della vita, della solidarietΓ  e del recupero della progettualitΓ  sono state profonde e ricche di significato. L'incontro con il Cardinale Matteo Zuppi si inserisce in questo percorso come un momento di autentica vicinanza e dialogo, proprio mentre lo sguardo e il cuore rimangono rivolti alle vittime di ogni conflitto e alle sofferenze del nostro tempo. In merito al tema del fine vita, emerge una piena e totale adesione alla posizione espressa dal Consiglio Episcopale Permanente della CEI, svoltosi a Roma il 21 settembre. La dignitΓ  di ogni persona umana va custodita e protetta in qualsiasi fase dell'esistenza; essa non viene meno, nΓ© puΓ² essere sminuita, di fronte alla malattia, alla fragilitΓ  o alla totale dipendenza dagli altri. Resta impressa la commozione del Cardinale Zuppi per le drammatiche notizie delle morti precoci dei giovani sulle strade di Caltagirone. La sua presenza sul territorio ha rappresentato un segno concreto di speranza e un richiamo accorato a un mondo piΓΉ incline alla pace, alla giustizia e alla legalitΓ . Quel saluto e quell'abbraccio testimoniano l'essenza di un giornalismo inteso come servizio, educazione e vicinanza verso chiunque si trovi nel bisogno, senza distinzione di colore o di lingua, nel segno di una fraternitΓ  universale.

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22/09/2026

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π™Že i primi due panel del Forum AnimAzione avevano interrogato l’intelligenza artificiale e il futuro dell’Europa, il terzo incontro ha portato il confronto direttamente sul terreno dal quale l’intera iniziativa trae origine: π™˜π™π™š π™˜π™€π™¨π™– π™₯π™ͺ𝙀' π™¨π™žπ™œπ™£π™žπ™›π™žπ™˜π™–π™§π™š π™€π™œπ™œπ™ž 𝙑𝙖 π˜Ώπ™€π™©π™©π™§π™žπ™£π™– π™¨π™€π™˜π™žπ™–π™‘π™š π™™π™šπ™‘π™‘π™– π˜Ύπ™π™žπ™šπ™¨π™–? Non come patrimonio da conservare, ma come strumento capace di misurarsi con il presente.
Il panel, intitolato β€œπ™‡π™– π˜Ώπ™€π™©π™©π™§π™žπ™£π™– π™¨π™€π™˜π™žπ™–π™‘π™š 𝙖𝙑 π™©π™šπ™’π™₯𝙀 π™™π™ž π™‡π™šπ™€π™£π™š 𝙓𝙄𝙑”, prendeva le mosse dal n. 3 della Magnifica Humanitas: Β«La Dottrina sociale della Chiesa: un corpus vivo di veritΓ Β». Moderatrice dott.ssa π˜Όπ™‘π™šπ™¨π™¨π™–π™£π™™π™§π™– π™‚π™§π™–π™―π™žπ™– π™π™šπ™§π™§π™–π™§π™€, direttrice di Rai Isoradio; chairman 𝙙𝙀𝙣 π™π™šπ™£π™―π™€ π˜½π™šπ™œπ™π™žπ™£π™ž, presidente della Fondazione β€œG. Toniolo”; esperto π™ˆπ™€π™£π™¨. π˜Όπ™£π™©π™€π™£π™žπ™€ π™Žπ™©π™–π™œπ™‘π™žπ™–π™£π™€', presidente della Pontificia Accademia di Teologia; relatori prof.ssa π™Žπ™žπ™’π™€π™£π™– π˜½π™šπ™§π™šπ™©π™©π™–, dell’UniversitΓ  Cattolica del Sacro Cuore, e prof. Flavio Felice, ordinario di Storia delle dottrine politiche all’UniversitΓ  del Molise.
Il punto di partenza, ricordato in apertura attraverso una frase famosa Γ¨ stato lβ€™β€œπ™–π™’π™€π™§π™š π™¨π™€π™˜π™žπ™–π™‘π™š π™˜π™π™š π™©π™žπ™šπ™£π™š π™žπ™£ π™₯π™žπ™šπ™™π™ž π™žπ™‘ 𝙒𝙀𝙣𝙙𝙀”. Espressione impegnativa, soprattutto mentre quel mondo appare attraversato da guerre, polarizzazioni e nuovi antagonismi. Ma proprio questa distanza tra principio e realtΓ  ha impedito al confronto di ridursi a un esercizio celebrativo. Don Renzo Beghini ha insistito innanzitutto sulla natura dinamica della Dottrina sociale. Ogni generazione, ha ricordato richiamando la Magnifica Humanitas, riceve il compito di β€œπ™™π™–π™§π™š 𝙛𝙀𝙧𝙒𝙖 𝙖𝙑 π™₯𝙧𝙀π™₯π™§π™žπ™€ π™©π™šπ™’π™₯𝙀”. Ne deriva una continuitΓ  che non coincide con l’immobilitΓ . La Dottrina sociale vive, secondo la sua definizione, in una sorta di β€œπ™™π™€π™₯π™₯π™žπ™– π™€π™—π™—π™šπ™™π™žπ™šπ™£π™―π™–β€: 𝙖𝙑 π™‘π™–π™£π™œπ™šπ™‘π™€ π™š 𝙖𝙑𝙑𝙖 π™§π™šπ™–π™‘π™©π™–', e proprio dal confronto con la storia trae la necessitΓ  di aggiornare domande, linguaggi e forme dell’azione. Una dottrina che pretenda di incidere sul presente non puΓ² limitarsi a ripetere se stessa. Deve accettare che la realtΓ  la interroghi. Ed Γ¨ significativo che nel dibattito sia tornata piΓΉ volte la parola prassi: non soltanto pensare il mondo, ma entrarvi, β€œsporcarsi le mani”, sottoporre le convinzioni alla verifica delle conseguenze. Mons. Antonio StaglianΓ² ha riportato con decisione il discorso alla matrice teologica, mettendo in guardia dal rischio di trasformare la Dottrina sociale in sociologia cristianamente orientata o in filosofia politica. Per StaglianΓ² essa appartiene pienamente alla teologia morale. Da qui anche la critica alla moderna separazione tra fede e ragione: non due territori reciprocamente impermeabili, ma dimensioni che, nella sua lettura, devono tornare a interrogarsi. Il suo intervento ha assunto toni particolarmente netti quando ha affrontato il rapporto tra religione e violenza π™¨π™žπ™œπ™£π™žπ™›π™žπ™˜π™– π™™π™šπ™›π™€π™§π™’π™–π™§π™£π™š 𝙑𝙖 𝙣𝙖𝙩π™ͺ𝙧𝙖, ha sostenuto. Un’affermazione che acquista un peso particolare nel tempo delle guerre combattute anche attraverso identitΓ  religiose utilizzate come strumenti di legittimazione politica. Ma mons. StaglianΓ² ha posto anche una questione di comunicazione. Se la Dottrina sociale vuole parlare alle nuove generazioni deve conoscere i loro linguaggi: musica, cinema, immaginario contemporaneo. Non si tratta, secondo il teologo, di abbassare il contenuto per renderlo piΓΉ facilmente consumabile, ma di evitare che veritΓ  ritenute universali restino prigioniere di un vocabolario comprensibile soltanto all’interno dei recinti ecclesiali. Con la prof.ssa Simona Beretta il discorso Γ¨ tornato alla realtΓ  sociale. La Dottrina sociale, ha osservato, Γ¨ intrinsecamente interdisciplinare e nasce dal dialogo tra saperi differenti. Ma uno dei concetti piΓΉ efficaci del suo intervento Γ¨ stato quello della β€œπ™œπ™‘π™€π™—π™–π™‘π™žπ™―π™―π™–π™―π™žπ™€π™£π™š π™™π™šπ™‘π™‘β€™π™žπ™’π™₯π™€π™©π™šπ™£π™―π™–β€: vedere sofferenze, guerre e ingiustizie fino ad assuefarsi all’idea che nulla possa essere cambiato. Forse Γ¨ una delle malattie piΓΉ caratteristiche del nostro tempo. Siamo informati quasi in diretta su ogni tragedia, ma l’eccesso stesso di informazioni puΓ² trasformarsi in rassegnazione. Contro questa impotenza, la prof.ssa Beretta ha proposto non tanto un catalogo di risposte quanto uno sguardo: la realtΓ  non Γ¨ divisa semplicemente tra bene e male, cooperazione e conflitto. È un intreccio nel quale occorre imparare a discernere e assumersi responsabilitΓ . Il passaggio conclusivo del prof. Flavio Felice ha riportato proprio alla responsabilitΓ . Richiamando Sant’Agostino β€” β€œπ™‰π™€π™ž π™¨π™žπ™–π™’π™€ π™ž π™©π™šπ™’π™₯π™žβ€ β€” ha rovesciato una delle formule piΓΉ frequenti del discorso pubblico: non possiamo parlare del nostro tempo come se fosse qualcosa che semplicemente ci accade. Ne siamo protagonisti.
Anche rispetto all’intelligenza artificiale, il prof. Felice ha spostato l’attenzione dalla capacitΓ  della macchina alla domanda di senso. Se la competizione riguarda esclusivamente l’efficienza, la macchina potrΓ  superarci in molti campi; se invece la domanda diventa π™₯π™šπ™§π™˜π™π™š' π™–π™œπ™žπ™§π™š, 𝙦π™ͺπ™–π™‘π™š π™¨π™žπ™œπ™£π™žπ™›π™žπ™˜π™–π™©π™€ π™–π™©π™©π™§π™žπ™—π™ͺπ™žπ™§π™š π™–π™‘π™‘π™š π™¨π™˜π™šπ™‘π™©π™š π™š 𝙦π™ͺπ™–π™‘π™š π™§π™šπ™¨π™₯π™€π™£π™¨π™–π™—π™žπ™‘π™žπ™©π™–' 𝙖𝙨𝙨π™ͺπ™’π™šπ™§π™¨π™ž, la persona torna al centro.
β€œπ™‡π™– π˜Ώπ™€π™©π™©π™§π™žπ™£π™– π™¨π™€π™˜π™žπ™–π™‘π™š π™¨π™›π™žπ™™π™– π™£π™€π™ž. π™Žπ™€π™£π™€ π™‘π™š π™£π™€π™¨π™©π™§π™š π™¨π™˜π™šπ™‘π™©π™šβ€. Ed Γ¨ forse questa la chiave meno confessionale e piΓΉ universale emersa dal panel: nessuna dottrina, nessuna tecnologia e nessuna istituzione puΓ² sostituire la responsabilitΓ  personale. Pensare il proprio tempo serve a poco se, alla fine, non siamo disposti a mettervi dentro anche la nostra vita.

π™Žπ™šπ™—π™–π™¨π™©π™žπ™–π™£π™€ 𝙍π™ͺ𝙨𝙨𝙀

π™‡π™„π™‘π˜Όπ™π™„π™‰π™Š 𝙋𝙀𝙍 π™Žπ™€π™ˆπ™‹π™π™€, 𝙋𝙀𝙍 π™Žπ™€π™ˆπ™‹π™π™€ π™€π™π™Šπ™€πŸ―πŸ² anni fa β€” il 21 settembre 1990 β€” lungo la strada statale 640 verso Agrigento, la ...
22/09/2026

π™‡π™„π™‘π˜Όπ™π™„π™‰π™Š 𝙋𝙀𝙍 π™Žπ™€π™ˆπ™‹π™π™€, 𝙋𝙀𝙍 π™Žπ™€π™ˆπ™‹π™π™€ π™€π™π™Šπ™€

𝟯𝟲 anni fa β€” il 21 settembre 1990 β€” lungo la strada statale 640 verso Agrigento, la mafia interrompeva a soli 37 anni la vita di Rosario Livatino. Un giovane magistrato che ha dimostrato come l'adempimento rigoroso del dovere e una fede profonda non siano astrazioni concettuali, ma pratiche quotidiane vissute fino all'estremo sacrificio. Papa Giovanni Paolo II (Agrigento, 9 maggio 1993), a seguito dell'incontro privato con i genitori di Livatino, pronunciΓ² alla Valle dei Templi lo storico e veemente monito contro la mafia, definendo il magistrato un Β«martire della giustizia e indirettamente della fedeΒ». La sua figura Γ¨ stata decisiva per tracciare il solco della ferma condanna ecclesiastica alle organizzazioni criminali, culminata con la beatificazione di Livatino nel 2021. All'indomani del delitto, Giovanni Falcone evidenziΓ² con precisione la luciditΓ  e la pericolositΓ  di Livatino agli occhi delle cosche, ricordando come il giovane giudice avesse compreso prima di molti altri le trasformazioni della Stidda e della Mafia agrigentina, unendo alla competenza tecnica una riservatezza esemplare: Β«Livatino era un magistrato serio, preparato, un professionista rigoroso che faceva il suo dovere in silenzioΒ». Nel corso di una conferenza del 1986, Livatino espresse una testimonianza di pensiero fondamentale sull'etica del suo lavoro: Β«Quando noi moriremo, nessuno ci verrΓ  a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibiliΒ». Per il giudice, la credibilitΓ  dell'amministrazione della giustizia dipendeva dall'indipendenza morale e dalla coerenza personale del magistrato. Definito spesso "il giudice ragazzino" con un'espressione inizialmente fraintesa, Livatino ha dimostrato una maturitΓ  professionale straordinaria: tra i primi a disporre i sequestri dei beni ai boss e a tracciare i flussi finanziari illeciti, dimostrando che il rigore morale si traduce sempre in un'efficace prassi investigativa.

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21/09/2026

𝙄𝙇 π™‘π˜Όπ™‡π™Šπ™π™€ π˜Ώπ™€π™‡π™‡π˜Ό π˜Ύπ˜Όπ™‰π™•π™Šπ™‰π™€

𝙐n nuovo capitolo, intriso di nostalgia e pura intensitΓ  poetica, si aggiunge alla grande storia della musica italiana. "Quando ti rivedrΓ²", l'ultimo toccante brano inedito di Gino Paoli, nato originariamente per essere interpretato a due voci con Ornella Vanoni, Γ¨ diventato un omaggio commovente e assoluto dedicato alla cantante scomparsa, unendo ancora una volta due percorsi artistici ed umani legati da un filo indissolubile. L'uscita del brano Γ¨ stata scelta in un momento dal forte valore simbolico: la notte a cavallo tra il 22 e il 23 settembre, le date di nascita di Vanoni e Paoli. Per colmare il vuoto lasciato dall'assenza della voce di Ornella, Gino Paoli ha voluto accanto a sΓ© la tromba e i fiati di Paolo Fresu, trasformando il brano in un dialogo sospeso tra terra e cielo, dove il suono dello strumento si fa soffio spirituale. In un'epoca spesso segnata da divisioni, narrazioni superficiali e perdita di empatia, questo lavoro trascende il semplice dato musicale per diventare un vero e proprio atto di resistenza umana e poetica.
La canzone rievoca quel legame in cui due identitΓ  distinte riescono a ritrovarsi e a completarsi, dimostrando come la vera musica sia prima di tutto incontro tra spiritualitΓ . L'assenza fisica non spegne la presenza artistica; il fraseggio dei fiati di Fresu si inserisce nella trama sonora proprio per evocare quel dialogo che il tempo non puΓ² interrompere. Tra le note del brano risuona l'eco di una domanda che Γ¨ insieme nostalgia e speranza. "Quando ti rivedrΓ²" e in quale punto del tempo ci ritroveremo ancora ci consegna una lezione senza tempo: l'umanitΓ  non si misura sulla forza del frastuono o delle divisioni, ma sulla capacitΓ  di custodire l'amicizia, la bellezza e la dimensione spirituale degli affetti. È una nostalgia dolce e feconda, che non si arrende al vuoto del presente, ma diventa promessa per il domani. In questo ideale simposio tra arte e vita, il canto di Paoli e la tromba di Fresu ci ricordano che le anime capaci di volersi bene non si perdono mai davvero. E finchΓ© sapremo ascoltare questa poesia, conserveremo la speranza ostinata di un mondo migliore β€” un mondo in cui gli uomini sappiano di nuovo riconoscersi, ritrovarsi e camminare insieme, guidati dal valore incancellabile del rispetto, dell'amore e della memoria.

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16/09/2026

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Prima ancora di entrare nel merito dei singoli interventi, vorrei partire da una considerazione personale. Da osservatore laicodevo riconoscere che il Forum AnimAzione, svoltosi a Caltagirone nella ex chiesa di Santo Stefano, ha offerto un livello di confronto difficilmente riscontrabile oggi nel dibattito pubblico.
Il merito va certamente alla qualitΓ  degli intervenuti nei quattro panel, ma anche al lavoro organizzativo e culturale svolto dal professor π™Žπ™–π™‘π™«π™–π™©π™€π™§π™š π™ˆπ™–π™§π™©π™žπ™£π™šπ™―, che ha costruito un confronto nel quale le differenti competenze non sono state semplicemente accostate ma chiamate a misurarsi con questioni complesse.
La sensazione, ascoltando per ore filosofi, sociologi, economisti, uomini delle istituzioni e rappresentanti della Chiesa, Γ¨ stata quasi straniante se rapportata alla comunicazione alla quale siamo ormai abituati. Viviamo dentro una sorta di campagna elettorale permanente. Sui social prevale la sentenza pronunciata in poche righe; nelle televisioni generaliste il pensiero deve adattarsi ai minuti concessi dal conduttore; la discussione politica si trasforma troppo spesso nella difesa preventiva del proprio leader. Tutti hanno ragione, possibilmente prima ancora di avere ascoltato l’altro. A Caltagirone Γ¨ accaduto qualcosa di diverso: si Γ¨ tornati 𝙖 π™§π™–π™œπ™žπ™€π™£π™–π™§π™š. Ed Γ¨ forse questa la prima indicazione che dovrebbe uscire dal Forum. Discussioni di tale livello non possono rimanere patrimonio di specialisti, universitΓ , convegni o ambienti ecclesiali. Devono diventare patrimonio della pubblica opinione.
Abbiamo bisogno di una classe dirigente capace di parlare alla gente senza banalizzare, di rendere accessibile la complessitΓ  senza cancellarla, di far vibrare nuovamente le corde del sapere. Abbiamo soprattutto bisogno di recuperare tre capacitΓ  che sembrano diventate rivoluzionarie: π™–π™¨π™˜π™€π™‘π™©π™–π™§π™š, π™§π™–π™œπ™žπ™€π™£π™–π™§π™š, π™’π™šπ™™π™žπ™©π™–π™§π™š.
Il panel dedicato a β€œπ™„π™£π™©π™šπ™‘π™‘π™žπ™œπ™šπ™£π™―π™– π™–π™§π™©π™žπ™›π™žπ™˜π™žπ™–π™‘π™š π™š π™žπ™£π™©π™šπ™‘π™‘π™žπ™œπ™šπ™£π™―π™– π™ͺ𝙒𝙖𝙣𝙖”, moderato dal dott. Antonello Piraneo, direttore de La Sicilia, con Marco Invernizzi chairman, mons. Vincenzo Paglia nel ruolo di esperto e gli interventi di padre Alberto Carra e prof. Francesco Pignataro, ne Γ¨ stato probabilmente uno degli esempi piΓΉ significativi. Il punto di partenza era una frase di Leone XIV contenuta nella Magnifica Humanitas: π™Žπ™ž β€œπ™π™– π™™π™ž π™₯π™žπ™ͺ'” 𝙒𝙖 𝙣𝙀𝙣 π™¨π™ž β€œπ™šΜ€ π™™π™ž π™₯π™žπ™ͺ'” (𝙉.𝟡𝟰). L’affermazione nasce da una prospettiva cristiana, ma la domanda che contiene non appartiene soltanto ai credenti. Il progresso tecnico rende necessariamente migliore l’uomo?
È interessante il parallelo emerso durante il confronto. Alla fine dell’Ottocento Leone XIII si trovΓ² davanti alle conseguenze della rivoluzione industriale: la fabbrica, la questione operaia, il rapporto tra capitale e lavoro, nuove forme di ricchezza accompagnate da nuove disuguaglianze. Oggi Leone XIV si confronta con una trasformazione che alcuni relatori hanno definito persino π™₯π™žπ™ͺ' 𝙧𝙖π™₯π™žπ™™π™– π™š π™₯π™šπ™§π™«π™–π™¨π™žπ™«π™– π™™π™šπ™‘π™‘π™– π™§π™žπ™«π™€π™‘π™ͺπ™―π™žπ™€π™£π™š π™žπ™£π™™π™ͺπ™¨π™©π™§π™žπ™–π™‘π™š. La fabbrica cambiava il modo di produrre. L’intelligenza artificiale puΓ² modificare anche il modo di conoscere, apprendere, decidere e costruire le nostre relazioni. È su questo terreno che padre π˜Όπ™‘π™—π™šπ™§π™©π™€ π˜Ύπ™–π™§π™§π™–, filosofo del Regina Apostolorum, ha lanciato uno degli ammonimenti piΓΉ netti: «𝙉𝙀𝙣 π™˜β€™π™š' π™©π™šπ™’π™₯𝙀». Il rischio da lui indicato non Γ¨ soltanto occupazionale. È qualcosa di piΓΉ profondo: una possibile Β«atrofiaΒ» delle nostre facoltΓ  cognitive ed emotive. È una provocazione che merita di essere presa sul serio. Se affidiamo progressivamente alla macchina la scrittura, la ricerca delle informazioni, la sintesi, la scelta e persino la produzione creativa, quali capacitΓ  eserciteremo di meno? E ciΓ² che non esercitiamo continuerΓ  a svilupparsi nello stesso modo? Non significa demonizzare l’intelligenza artificiale. Sarebbe probabilmente inutile oltre che culturalmente sterile. Significa interrogarsi su ciΓ² che accade quando uno strumento smette di essere soltanto uno strumento e comincia a modificare i comportamenti di chi lo utilizza. Ancora piΓΉ politica Γ¨ stata la riflessione di mons. π™‘π™žπ™£π™˜π™šπ™£π™―π™€ π™‹π™–π™œπ™‘π™žπ™–: «𝙉𝙀𝙣 𝙝𝙀 π™₯𝙖π™ͺ𝙧𝙖 π™™π™šπ™‘π™‘β€™π™žπ™£π™©π™šπ™‘π™‘π™žπ™œπ™šπ™£π™―π™– π™–π™§π™©π™žπ™›π™žπ™˜π™žπ™–π™‘π™š, 𝙒𝙖 π™™π™ž π™˜π™π™ž 𝙑𝙖 π™˜π™€π™£π™©π™§π™€π™‘π™‘π™–Β». Qui la discussione cambia immediatamente prospettiva. Il problema non Γ¨ piΓΉ la macchina che un giorno potrebbe ribellarsi all’uomo, scenario molto efficace cinematograficamente, ma assai meno utile per comprendere il presente. La questione concreta riguarda chi possiede le piattaforme, i dati, la capacitΓ  di calcolo e gli algoritmi che stanno entrando progressivamente nelle nostre vite. La stessa Magnifica Humanitas, al n. 95, richiama la concentrazione di questo potere nelle mani di pochi grandi attori economici e tecnologici. Paglia ha insistito sul ruolo dell’Europa e sulla necessitΓ  che essa difenda il proprio patrimonio umanistico, culturale e giuridico. Nel frammento finale del dibattito ha utilizzato un’espressione ancora piΓΉ efficace: Β«π™Žπ™žπ™–π™’π™€ π™˜π™€π™£π™™π™–π™£π™£π™–π™©π™ž 𝙖 π™œπ™€π™«π™šπ™§π™£π™–π™§π™šΒ». Governare, dunque. Non proibire e neppure subire. È probabilmente questa la parola che meglio sintetizza l’intero confronto. L’Europa ha giΓ  scelto di percorrere prevalentemente la strada della regolazione. Ma le regole, da sole, non bastano se il continente rimane tecnologicamente dipendente da altri. Difendere un modello umanistico significa anche possedere competenze, infrastrutture, ricerca e capacitΓ  industriale sufficienti per non limitarsi a regolamentare tecnologie prodotte altrove. Il prof. Francesco Pignataro aveva del resto sintetizzato efficacemente il problema giΓ  alla vigilia del Forum: siamo davanti a una Β«grande rivoluzioneΒ» e occorre attrezzarsi, perchΓ© altrimenti «𝙑𝙖 π™©π™šπ™˜π™£π™€π™‘π™€π™œπ™žπ™– π™§π™žπ™¨π™˜π™π™žπ™– π™™π™ž π™¨π™€π™’π™’π™šπ™§π™œπ™šπ™§π™š 𝙑’π™ͺπ™’π™–π™£π™žπ™©π™–'Β». È qui che la questione dell’intelligenza artificiale incontra inevitabilmente la scuola, l’universitΓ  e la formazione. Forse nei prossimi anni la distinzione piΓΉ importante non sarΓ  fra chi usa l’intelligenza artificiale e chi non la usa. SarΓ  fra chi saprΓ  utilizzarla mantenendo autonomia di giudizio e chi finirΓ  per delegare progressivamente ad essa la propria capacitΓ  di pensare. Ed Γ¨ questo, al di lΓ  delle appartenenze religiose o culturali, il valore di un confronto come quello ospitato a Caltagirone. Non aver fornito risposte definitive, ma aver restituito dignitΓ  alle domande. PerchΓ© prima ancora di chiederci quanto diventeranno intelligenti le macchine, dovremmo forse domandarci 𝙦π™ͺ𝙖𝙣𝙩𝙀 π™¨π™žπ™–π™’π™€ π™™π™žπ™¨π™₯π™€π™¨π™©π™ž 𝙖 π™˜π™€π™£π™©π™žπ™£π™ͺπ™–π™§π™š 𝙖 π™šπ™¨π™šπ™§π™˜π™žπ™©π™–π™§π™š 𝙑𝙖 𝙣𝙀𝙨𝙩𝙧𝙖 π™žπ™£π™©π™šπ™‘π™‘π™žπ™œπ™šπ™£π™―π™–.

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16/09/2026

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𝙉iscemi ha ricordato il suo illustre concittadino Giuseppe Blanco a 100 anni dalla nascita, proprio nel giorno del suo compleanno che cadeva il 13 settembre. L'evento si inserisce in una trilogia di personaggi fondamentali per la cultura del 900 letteraria contemporanea di Niscemi: Mario Gori, Giuseppe Blanco ed Angelo Marsiano. Tre amici, compagni di scuola, nati nel 1926, a distanza di giorni o mesi che hanno vissuto insieme, scambiandosi idee, contenuti culturali, confrontandosi su ricerche in un tempo in cui non esisteva Google e a Niscemi neppure una biblioteca. Hanno lasciato il segno Mario Gori con le sue poesie, Pino Blanco con i suoi libri e saggi e Marsiano con le sue ricerche e la loro cittΓ  non li dimentica. Giuseppe Blanco Γ¨ stato un giornalista de 'Il giornale di Sicilia " di Palermo e de "La Sicilia" di Catania per il quale ha curato la Terza Pagina. In quello spazio ha pubblicato articoli letterari trasformati successivamente in saggi che contenevano gustosi aneddoti su Carducci, Vincenzo Crescimone, lo stesso Mario Gori. La sua attivitΓ  giornalistica nasce nella cronaca sportiva. Successivamente anche lo sport viene riportato su pubblicazioni librarie. È stato l'autore di "Mario Gori e la sua Musa" edito da Randazzo, come anche "l'Opera omnia" di Mario Gori, 'Voltaire - le predizioni sulla rivoluzione francese' , 'Bellini a Parigi'.
Il linguista Gaetano Vicari, sollecitato dal Moderatore Maurizio Vicari, ha tratteggiato la sua figura definendolo un fine francesista in grado di comparare personaggi come Voltaire a Parini e Leopardi non trascurando il gusto del particolare e dell'aneddoto. La figlia Liliana Blanco ha messo in luce l'aspetto dell'uomo con le sue passioni non solo per le arti a tutto tondo ma anche per gli affetti, l'amore , e l'allegria che profondeva nel lavoro di insegnante e nella vita privata. Il gusto del particolare e delle storielle rendeva piΓΉ leggero anche personaggi ieratici con Francesco Crispi accusato di bigamia e costretto a dimettersi. L'evento Γ¨ stato promosso dal Comune di Niscemi, assessorato alla cultura diretto da Marianna Avila e si Γ¨ svolto al Museo civico diretto da Enzo Liardo.
Il sindaco di Niscemi Conti lo ha definito "vorace di cultura" tanti sono stati gli interessi nelle arti e letteratura. Il moderatore Vicari, in chiusura di serata ha proposto interventi del Comune nelle scuole per far conoscere i tre figli di Niscemi, non dimenticando che i libri di Blanco hanno contribuito alla diffusione della poetica di Mario Gori, suo fratello di elezione nella vita, fino alla morte precoce di entrambi.

𝙇. 𝘽.

14/09/2026

𝙐𝙉 π˜Ώπ™„π˜Όπ™‡π™Šπ™‚π™Š π˜Ώπ™„ π˜Ύπ˜Όπ™π™„π™π˜Ό' 𝙀 π™ˆπ™€π™ˆπ™Šπ™π™„π˜Ό: π˜Όπ™π™‚π™π™π™„ π™‹π˜Όπ™‹π˜Ό π™‡π™€π™Šπ™‰π™€ 𝙓𝙄𝙑

𝙉el giorno del suo settantunesimo compleanno, la figura di Papa Leone XIV, si staglia con forza nel panorama spirituale e sociale del nostro tempo. Dai vertici delle istituzioni politiche fino al cuore delle comunitΓ  ecclesiali, una corrente unanime di affetto ha raggiunto il Pontefice, sottolineando il valore profondo del Suo magistero e l'autenticitΓ  del Suo cammino pastorale.
La Conferenza Episcopale Italiana ha voluto rimarcare la portata della Sua parola, centrata su una humanitas vibrante e accogliente che affonda le proprie radici nella Dottrina Sociale della Chiesa. Il mio pensiero corre spontaneamente alla grande ereditΓ  dell'enciclica Rerum Novarum, ai principi della sociologia cristiana e alla caritΓ  operosa promossa e praticata da figure profetiche come don Luigi Sturzo. 𝙐𝙣 π™˜π™§π™žπ™¨π™©π™žπ™–π™£π™šπ™¨π™žπ™’π™€ π™«π™žπ™¨π™¨π™ͺ𝙩𝙀 π™˜π™π™š π™¨π™ž 𝙛𝙖 π™₯π™§π™€π™¨π™¨π™žπ™’π™žπ™©π™–', π™–π™©π™©π™šπ™£π™―π™žπ™€π™£π™š π™–π™œπ™‘π™ž π™ͺπ™‘π™©π™žπ™’π™ž π™š π™§π™žπ™¨π™₯𝙀𝙨𝙩𝙖 π™–π™‘π™‘π™š π™¨π™›π™žπ™™π™š π™™π™šπ™‘π™‘π™– π™˜π™€π™£π™©π™šπ™’π™₯π™€π™§π™–π™£π™šπ™žπ™©π™–'. In questo solco di testimonianza si inserisce con rinnovato vigore il cammino della storica rivista "La Croce di Costantino", fondata nel 1897 e da me guidata da oltre trent'anni con incrollabile dedizione editoriale e scientifica. Nel contesto dell'attuale esperienza sinodale della Chiesa, l'impegno del periodico vuole costituire un vero e proprio insegnamento d'ascolto, pensato per offrire "un pane per tutti" attraverso un rigoroso esercizio di memoria e di comunicazione e di fede cristiana. Per chi scrive e per la nostra redazione, questo legame spirituale si traduce in una vocazione sentita e in una profonda vicinanza al Santo Padre, al nostro Vescovo, ai presbiteri, ai diaconi, alle famiglie cattoliche cristiane, radicata nella comune sensibilitΓ  agostiniana che sin da giovane ho praticato nel Convento Agostiniano di Gela, situato proprio di fronte la casa dei miei genitori. Un filo rosso che parte dalla preziosa ereditΓ  spirituale custodita nel libretto di Padre Agostino Corrao del 1915 e che si rinnova ancora oggi nello studio dedicato al Beato Agostino Novello di Terranova di Sicilia. Questa matrice agostiniana β€” che unisce la ricerca intellettuale all'amore per la veritΓ  e per la comunitΓ  β€” rende ancora piΓΉ vivo il senso di appartenenza alla missione della Chiesa e al magistero di un Papa proveniente dalla medesima tradizione del Doctor Gratiae. In un'epoca segnata da narrazioni polarizzate, dove lo scontro rischia talvolta di trasformarsi in strumento di potere, il Pontefice ci richiama spesso all'urgenza di un dialogo autentico. Un dialogo che, esige qualcosa di piΓΉ della semplice cordialitΓ : esso ci obbliga a rimanere nell'ascolto anche quando emergono interessi contrastanti e quando le decisioni richiedono rinunce concrete per il bene comune. Con questi sentimenti di devozione e stima, la redazione de "La Croce di Costantino" e l'intera comunitΓ  ecclesiale si stringono attorno a Papa Leone XIV. Al Santo Padre giunga l'augurio piΓΉ sincero e partecipe per un prosieguo di pontificato fecondo, guida illuminata per la Chiesa e punto di riferimento per la civiltΓ  umana.

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La Croce di Costantino - Caltagirone - Periodico fondato da LUIGI STURZO nel 1897. Direttore Responsabile dott. Franco D'Urbino
Editore: Ass.ne, no profit, Pegaso. Testata regolarmente registrata al ROC e al Tribunale di Caltagirone.

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