01/10/2026
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πn qualitΓ di direttore responsabile del periodico La Croce di Costantino, fondato nel 1897 da Luigi Sturzo, sento il dovere di condividere una riflessione profonda con la nostra comunitΓ . La Croce di Costantino Γ¨ una voce che ancora oggi parla alla gente e che continua a raccogliere un gran numero di cattolici attivi e impegnati in politica. Γ nel solco di questa tradizione che guardiamo con rigore ed equilibrio alle vicende organizzative anche della Democrazia Cristiana. Come evidenziato dal comunicato ufficiale dell'avvocato Giampiero SamorΓ¬, Segretario Nazionale facente funzione, l'elezione dell'onorevole Carmelo Pace da parte del Consiglio Nazionale appare del tutto nulla per il partito, essendosi svolta in violazione di norme statutarie inderogabili. Dal punto di vista regolamentare, sembra che il Consiglio Nazionale difettava del quorum necessario: "ben 66 consiglieri sono venuti meno tra 4 deputati regionali siciliani e 39 consiglieri non tesserati entro il 31 agosto 2026 (decaduti da ogni carica), 22 consiglieri dimissionari e la dolorosa scomparsa di un componente".
Trasparenza e rispetto delle regole sono premesse indispensabili per proseguire con serenitΓ verso il Congresso Nazionale del 24 e 25 ottobre 2026, convocato il 29 luglio dall'onorevole Renato Grassi. I vecchi militanti della Democrazia Cristiana, spinti dallo stesso entusiasmo che ne ha sempre animato l'impegno politico, esprimono il forte auspicio che l'attuale diatriba interna possa finalmente ricomporsi. L'obiettivo Γ¨ quello di individuare un percorso comune in grado di sublimare e valorizzare le diverse sensibilitΓ politiche emerse e contrapposte negli ultimi anni, nel pieno rispetto della legalitΓ e delle norme statutarie. In questo quadro di ricomposizione, viene sottolineato il ruolo di rilievo dell'onorevole Carmelo Pace, figura che ha saputo dimostrare un peso politico di particolare caratura, maturato attraverso il suo percorso all'interno della DC siciliana e forte dei solidi rapporti di collaborazione con TotΓ² Cuffaro. GiΓ capogruppo della Democrazia Cristiana all'Assemblea Regionale Siciliana, nel giugno del 2026 l'onorevole Pace Γ¨ stato nuovamente indicato alla guida del gruppo parlamentare all'ARS nel corso di una riunione svoltasi alla presenza dello stesso Cuffaro. Richiami e passaggi che certamente non intendono soffermarsi su vicende personali, bensΓ¬ ribadire l'esigenza istituzionale e politica di un π§ππ©π€π§π£π€ ππ‘π‘'πͺπ£ππ©π' π ππ‘π‘π ππ€π§π§ππ©π©ππ―π―π πππ‘π‘π π§πππ€π‘π πππ’π€ππ§ππ©ππππ ππ‘π‘'ππ£π©ππ§π£π€ πππ‘ π₯ππ§π©ππ©π€. Mentre sui social e negli spazi di dibattito emergono voci e prese di posizione, l'obiettivo primario deve rimanere uno solo: costruire un partito piΓΉ libero, piΓΉ sereno, piΓΉ forte, radicato nel territorio e realmente utile al Paese. Un partito che sappia valorizzare i propri dirigenti e i propri militanti, pur nel pieno rispetto di tutte le componenti e delle diverse sensibilitΓ . Di fronte alle frammentazioni e alle polemiche, torna di straordinaria attualitΓ il monito che Don Luigi Sturzo affidava al Giornale d'Italia il 21 luglio 1959: Β«Guardate bene ai pericoli delle correnti organizzate in seno alla DC. Si comincia con le divisioni ideologiche, si passa alle divisioni personali, si finisce con la deformazione del partito per il mancato esempio ai vertici di tanti partitelli.Β» Oggi piΓΉ che mai, di fronte alle complesse sfide dell'economia globalizzata β insidiata da statalismo, assistenzialismo, corruzione, malasanitΓ , disoccupazione, povertΓ e dalla drammatica fuga dei giovani β occorre ritrovare il senso profondo dell'impegno pubblico. Serve una politica unitaria che rimetta al centro la persona umana e i suoi bisogni reali, un partito che deve porre la propria struttura al servizio della comunitΓ e del Paese, e mai servirsi della politica per logiche personali o di fazione. Ci rivolgiamo, infine, con forza a coloro che detengono la responsabilitΓ politica: ricordino che l'unica autentica ragione del mandato loro affidato Γ¨ il bene comune delle comunitΓ , per costruire una presenza forte, libera e radicata nel Paese. Senza questo faro, ogni azione politica perde la propria anima.
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