16/09/2026
๐โ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ผ ๐ผ๐๐๐๐๐๐พ๐๐ผ๐๐ ๐ ๐๐ ๐ฝ๐๐๐๐๐๐ ๐ฟ๐ ๐๐๐๐๐ผ๐๐ ๐ผ ๐๐๐๐๐ผ๐๐
๐ผ ๐พ๐๐ก๐ฉ๐๐๐๐ง๐ค๐ฃ๐ ๐๐ก ๐๐ค๐ง๐ช๐ข ๐ผ๐ฃ๐๐ข๐ผ๐ฏ๐๐ค๐ฃ๐ ๐ข๐๐ฉ๐ฉ๐ ๐ ๐๐ค๐ฃ๐๐ง๐ค๐ฃ๐ฉ๐ค ๐๐ฃ๐ฉ๐๐ก๐ก๐๐๐๐ฃ๐ฏ๐ ๐๐ง๐ฉ๐๐๐๐๐๐๐ก๐ ๐ ๐๐ฃ๐ฉ๐๐ก๐ก๐๐๐๐ฃ๐ฏ๐ ๐ช๐ข๐๐ฃ๐. ๐ฟ๐ ๐ผ๐ก๐๐๐ง๐ฉ๐ค ๐พ๐๐ง๐ง๐ ๐ ๐๐๐ฃ๐๐๐ฃ๐ฏ๐ค ๐๐๐๐ก๐๐, ๐ช๐ฃ๐ ๐ง๐๐๐ก๐๐จ๐จ๐๐ค๐ฃ๐ ๐จ๐ช๐ก ๐ฅ๐ค๐ฉ๐๐ง๐ ๐๐๐ก๐ก๐ ๐ฉ๐๐๐ฃ๐ค๐ก๐ค๐๐๐ ๐ ๐จ๐ช๐ก๐ก๐ ๐ฃ๐๐๐๐จ๐จ๐๐ฉ๐ฬ ๐๐ ๐๐ค๐ซ๐๐ง๐ฃ๐๐ง๐ก๐ ๐ฅ๐ง๐๐ข๐ ๐๐๐ ๐จ๐๐ ๐๐จ๐จ๐ ๐ ๐๐ค๐ซ๐๐ง๐ฃ๐๐ง๐ ๐ฃ๐ค๐
Prima ancora di entrare nel merito dei singoli interventi, vorrei partire da una considerazione personale. Da osservatore laicodevo riconoscere che il Forum AnimAzione, svoltosi a Caltagirone nella ex chiesa di Santo Stefano, ha offerto un livello di confronto difficilmente riscontrabile oggi nel dibattito pubblico.
Il merito va certamente alla qualitร degli intervenuti nei quattro panel, ma anche al lavoro organizzativo e culturale svolto dal professor ๐๐๐ก๐ซ๐๐ฉ๐ค๐ง๐ ๐๐๐ง๐ฉ๐๐ฃ๐๐ฏ, che ha costruito un confronto nel quale le differenti competenze non sono state semplicemente accostate ma chiamate a misurarsi con questioni complesse.
La sensazione, ascoltando per ore filosofi, sociologi, economisti, uomini delle istituzioni e rappresentanti della Chiesa, รจ stata quasi straniante se rapportata alla comunicazione alla quale siamo ormai abituati. Viviamo dentro una sorta di campagna elettorale permanente. Sui social prevale la sentenza pronunciata in poche righe; nelle televisioni generaliste il pensiero deve adattarsi ai minuti concessi dal conduttore; la discussione politica si trasforma troppo spesso nella difesa preventiva del proprio leader. Tutti hanno ragione, possibilmente prima ancora di avere ascoltato lโaltro. A Caltagirone รจ accaduto qualcosa di diverso: si รจ tornati ๐ ๐ง๐๐๐๐ค๐ฃ๐๐ง๐. Ed รจ forse questa la prima indicazione che dovrebbe uscire dal Forum. Discussioni di tale livello non possono rimanere patrimonio di specialisti, universitร , convegni o ambienti ecclesiali. Devono diventare patrimonio della pubblica opinione.
Abbiamo bisogno di una classe dirigente capace di parlare alla gente senza banalizzare, di rendere accessibile la complessitร senza cancellarla, di far vibrare nuovamente le corde del sapere. Abbiamo soprattutto bisogno di recuperare tre capacitร che sembrano diventate rivoluzionarie: ๐๐จ๐๐ค๐ก๐ฉ๐๐ง๐, ๐ง๐๐๐๐ค๐ฃ๐๐ง๐, ๐ข๐๐๐๐ฉ๐๐ง๐.
Il panel dedicato a โ๐๐ฃ๐ฉ๐๐ก๐ก๐๐๐๐ฃ๐ฏ๐ ๐๐ง๐ฉ๐๐๐๐๐๐๐ก๐ ๐ ๐๐ฃ๐ฉ๐๐ก๐ก๐๐๐๐ฃ๐ฏ๐ ๐ช๐ข๐๐ฃ๐โ, moderato dal dott. Antonello Piraneo, direttore de La Sicilia, con Marco Invernizzi chairman, mons. Vincenzo Paglia nel ruolo di esperto e gli interventi di padre Alberto Carra e prof. Francesco Pignataro, ne รจ stato probabilmente uno degli esempi piรน significativi. Il punto di partenza era una frase di Leone XIV contenuta nella Magnifica Humanitas: ๐๐ โ๐๐ ๐๐ ๐ฅ๐๐ช'โ ๐ข๐ ๐ฃ๐ค๐ฃ ๐จ๐ โ๐ฬ ๐๐ ๐ฅ๐๐ช'โ (๐.๐ต๐ฐ). Lโaffermazione nasce da una prospettiva cristiana, ma la domanda che contiene non appartiene soltanto ai credenti. Il progresso tecnico rende necessariamente migliore lโuomo?
ร interessante il parallelo emerso durante il confronto. Alla fine dellโOttocento Leone XIII si trovรฒ davanti alle conseguenze della rivoluzione industriale: la fabbrica, la questione operaia, il rapporto tra capitale e lavoro, nuove forme di ricchezza accompagnate da nuove disuguaglianze. Oggi Leone XIV si confronta con una trasformazione che alcuni relatori hanno definito persino ๐ฅ๐๐ช' ๐ง๐๐ฅ๐๐๐ ๐ ๐ฅ๐๐ง๐ซ๐๐จ๐๐ซ๐ ๐๐๐ก๐ก๐ ๐ง๐๐ซ๐ค๐ก๐ช๐ฏ๐๐ค๐ฃ๐ ๐๐ฃ๐๐ช๐จ๐ฉ๐ง๐๐๐ก๐. La fabbrica cambiava il modo di produrre. Lโintelligenza artificiale puรฒ modificare anche il modo di conoscere, apprendere, decidere e costruire le nostre relazioni. ร su questo terreno che padre ๐ผ๐ก๐๐๐ง๐ฉ๐ค ๐พ๐๐ง๐ง๐, filosofo del Regina Apostolorum, ha lanciato uno degli ammonimenti piรน netti: ยซ๐๐ค๐ฃ ๐โ๐' ๐ฉ๐๐ข๐ฅ๐คยป. Il rischio da lui indicato non รจ soltanto occupazionale. ร qualcosa di piรน profondo: una possibile ยซatrofiaยป delle nostre facoltร cognitive ed emotive. ร una provocazione che merita di essere presa sul serio. Se affidiamo progressivamente alla macchina la scrittura, la ricerca delle informazioni, la sintesi, la scelta e persino la produzione creativa, quali capacitร eserciteremo di meno? E ciรฒ che non esercitiamo continuerร a svilupparsi nello stesso modo? Non significa demonizzare lโintelligenza artificiale. Sarebbe probabilmente inutile oltre che culturalmente sterile. Significa interrogarsi su ciรฒ che accade quando uno strumento smette di essere soltanto uno strumento e comincia a modificare i comportamenti di chi lo utilizza. Ancora piรน politica รจ stata la riflessione di mons. ๐๐๐ฃ๐๐๐ฃ๐ฏ๐ค ๐๐๐๐ก๐๐: ยซ๐๐ค๐ฃ ๐๐ค ๐ฅ๐๐ช๐ง๐ ๐๐๐ก๐กโ๐๐ฃ๐ฉ๐๐ก๐ก๐๐๐๐ฃ๐ฏ๐ ๐๐ง๐ฉ๐๐๐๐๐๐๐ก๐, ๐ข๐ ๐๐ ๐๐๐ ๐ก๐ ๐๐ค๐ฃ๐ฉ๐ง๐ค๐ก๐ก๐ยป. Qui la discussione cambia immediatamente prospettiva. Il problema non รจ piรน la macchina che un giorno potrebbe ribellarsi allโuomo, scenario molto efficace cinematograficamente, ma assai meno utile per comprendere il presente. La questione concreta riguarda chi possiede le piattaforme, i dati, la capacitร di calcolo e gli algoritmi che stanno entrando progressivamente nelle nostre vite. La stessa Magnifica Humanitas, al n. 95, richiama la concentrazione di questo potere nelle mani di pochi grandi attori economici e tecnologici. Paglia ha insistito sul ruolo dellโEuropa e sulla necessitร che essa difenda il proprio patrimonio umanistico, culturale e giuridico. Nel frammento finale del dibattito ha utilizzato unโespressione ancora piรน efficace: ยซ๐๐๐๐ข๐ค ๐๐ค๐ฃ๐๐๐ฃ๐ฃ๐๐ฉ๐ ๐ ๐๐ค๐ซ๐๐ง๐ฃ๐๐ง๐ยป. Governare, dunque. Non proibire e neppure subire. ร probabilmente questa la parola che meglio sintetizza lโintero confronto. LโEuropa ha giร scelto di percorrere prevalentemente la strada della regolazione. Ma le regole, da sole, non bastano se il continente rimane tecnologicamente dipendente da altri. Difendere un modello umanistico significa anche possedere competenze, infrastrutture, ricerca e capacitร industriale sufficienti per non limitarsi a regolamentare tecnologie prodotte altrove. Il prof. Francesco Pignataro aveva del resto sintetizzato efficacemente il problema giร alla vigilia del Forum: siamo davanti a una ยซgrande rivoluzioneยป e occorre attrezzarsi, perchรฉ altrimenti ยซ๐ก๐ ๐ฉ๐๐๐ฃ๐ค๐ก๐ค๐๐๐ ๐ง๐๐จ๐๐๐๐ ๐๐ ๐จ๐ค๐ข๐ข๐๐ง๐๐๐ง๐ ๐กโ๐ช๐ข๐๐ฃ๐๐ฉ๐'ยป. ร qui che la questione dellโintelligenza artificiale incontra inevitabilmente la scuola, lโuniversitร e la formazione. Forse nei prossimi anni la distinzione piรน importante non sarร fra chi usa lโintelligenza artificiale e chi non la usa. Sarร fra chi saprร utilizzarla mantenendo autonomia di giudizio e chi finirร per delegare progressivamente ad essa la propria capacitร di pensare. Ed รจ questo, al di lร delle appartenenze religiose o culturali, il valore di un confronto come quello ospitato a Caltagirone. Non aver fornito risposte definitive, ma aver restituito dignitร alle domande. Perchรฉ prima ancora di chiederci quanto diventeranno intelligenti le macchine, dovremmo forse domandarci ๐ฆ๐ช๐๐ฃ๐ฉ๐ค ๐จ๐๐๐ข๐ค ๐๐๐จ๐ฅ๐ค๐จ๐ฉ๐ ๐ ๐๐ค๐ฃ๐ฉ๐๐ฃ๐ช๐๐ง๐ ๐ ๐๐จ๐๐ง๐๐๐ฉ๐๐ง๐ ๐ก๐ ๐ฃ๐ค๐จ๐ฉ๐ง๐ ๐๐ฃ๐ฉ๐๐ก๐ก๐๐๐๐ฃ๐ฏ๐.
๐๐๐๐๐จ๐ฉ๐๐๐ฃ๐ค ๐๐ช๐จ๐จ๐ค