Giornale Il Sette e Mezzo

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07/01/2026

𝐀𝐋𝐋𝐀𝐑𝐌𝐄 𝐅𝐔𝐑𝐓𝐈 𝐀 𝐂𝐀𝐋𝐓𝐀𝐆𝐈𝐑𝐎𝐍𝐄
Il servizio di Fabio Butera - con intervista a cura di Roberta Marilli - andato in onda oggi, nel corso del Tgr Rai Sicilia delle 14, sull'allarme - furti a Caltagirone

𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐢𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞, 𝐢 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐭𝐞𝐥𝐞𝐟𝐨𝐧𝐨 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐧𝐞𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨: 𝟎𝟗𝟑𝟑/𝟏𝟗𝟔𝟕𝟕𝟑𝟒-𝟏𝟗𝟔𝟖𝟐𝟕𝟒Il passaggio a un nuovo operatore ha de...
05/01/2026

𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐢𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞, 𝐢 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐭𝐞𝐥𝐞𝐟𝐨𝐧𝐨 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐧𝐞𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨: 𝟎𝟗𝟑𝟑/𝟏𝟗𝟔𝟕𝟕𝟑𝟒-𝟏𝟗𝟔𝟖𝟐𝟕𝟒

Il passaggio a un nuovo operatore ha determinato la necessità di una configurazione provvisoria. Previsto a breve il ritorno ai vecchi numeri, a partire dal numero unico - 0933/41111 - del centralino.

𝐀𝐥 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐭𝐞𝐚𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐥𝐭𝐚𝐠𝐢𝐫𝐨𝐧𝐞 𝐁𝐞𝐧𝐯𝐞𝐧𝐮𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐬𝐚 𝐄𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐨: 𝐮𝐧 𝐭𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚 𝐫𝐢𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀Tratto dal romanzo...
03/01/2026

𝐀𝐥 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐭𝐞𝐚𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐥𝐭𝐚𝐠𝐢𝐫𝐨𝐧𝐞 𝐁𝐞𝐧𝐯𝐞𝐧𝐮𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐬𝐚 𝐄𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐨: 𝐮𝐧 𝐭𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚 𝐫𝐢𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀

Tratto dal romanzo cult amato dai giovani, giorno 8 gennaio va in scena al Politeama di Caltagirone questa commedia brillante che diverte e invita a riflettere.

L’8 gennaio il Teatro Politeama accoglie Benvenuti in casa Esposito, una commedia che nasce da una storia già profondamente radicata nell’immaginario collettivo, soprattutto tra i più giovani. Lo spettacolo teatrale, infatti, è liberamente tratto dal romanzo bestseller Benvenuti in casa Esposito, scritto da Pino Imperatore, diventato negli anni un vero e proprio caso editoriale.

Il libro ha conquistato migliaia di lettori grazie al passaparola, parlando un linguaggio diretto, ironico e profondamente contemporaneo. Per questa sua capacità di raccontare la criminalità senza mitizzarla, mettendone in luce il lato grottesco e fallimentare, il romanzo è stato spesso adottato nelle scuole, nei progetti educativi e nei percorsi di educazione alla legalità, diventando uno strumento efficace per dialogare con studenti e giovani lettori su temi complessi come le scelte di vita, la responsabilità individuale e il rifiuto dei modelli criminali.

La versione teatrale mantiene intatta questa vocazione civile, amplificandola attraverso la forza del palcoscenico. Tonino Esposito, interpretato da Giovanni Esposito, è un antieroe tragicomico che sogna di imitare un passato criminale che non gli appartiene, mentre attorno a lui si muove una famiglia rumorosa, affettuosa e disarmante, con Nunzia Schiano in un ruolo di grande incisività. La regia di Alessandro Siani costruisce un ritmo serrato, capace di alternare risate fragorose e momenti di riflessione autentica.

Far ridere, ma anche educare, senza mai assumere toni didascalici, in questa simbiosi il teatro diventa strumento di riflessione e di divertimento. Lo spettatore si diverte, si riconosce nei personaggi, ma allo stesso tempo viene accompagnato a guardare la criminalità per ciò che è davvero: una caricatura povera di valori, lontana da qualsiasi eroismo.

Il teatro con Benvenuti in casa Esposito è un’esperienza condivisa che sa parlare anche ai giovani, alle famiglie, al mondo della scuola. L’appuntamento dell’8 gennaio al Politeama è anche un invito a lasciarsi coinvolgere, a prendersi una sera per il piacere del teatro e per una commedia che, con leggerezza intelligente, ricorda perché vale ancora la pena uscire di casa e sedersi in platea.

𝐍𝐎𝐌𝐈𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐕𝐄𝐒𝐂𝐎𝐕𝐎𝐍𝐨𝐦𝐢𝐧𝐚𝐭𝐢 𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐫𝐨𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐫𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐒. 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐆𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥 𝐝𝐢 𝐈𝐮𝐝𝐢𝐜𝐚; 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐫𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐒. 𝐌𝐢𝐜𝐡...
24/12/2025

𝐍𝐎𝐌𝐈𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐕𝐄𝐒𝐂𝐎𝐕𝐎
𝐍𝐨𝐦𝐢𝐧𝐚𝐭𝐢 𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐫𝐨𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐫𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐒. 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐆𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥 𝐝𝐢 𝐈𝐮𝐝𝐢𝐜𝐚; 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐫𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐒. 𝐌𝐢𝐜𝐡𝐞𝐥𝐞 𝐀𝐫𝐜𝐚𝐧𝐠𝐞𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧 𝐌𝐢𝐜𝐡𝐞𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐆𝐚𝐧𝐳𝐚𝐫𝐢𝐚; 𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐫𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐢𝐥 𝐯𝐢𝐜𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐫𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐫𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢𝐞 𝐒. 𝐍𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨̀ - 𝐒𝐒. 𝐒𝐚𝐥𝐯𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐒. 𝐁𝐞𝐧𝐞𝐝𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐢𝐥𝐢𝐭𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐢𝐧 𝐕𝐚𝐥 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐭𝐚𝐧𝐢𝐚. 𝐀𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐭𝐨𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐝𝐢𝐚𝐜𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐚𝐧𝐞𝐧𝐭𝐢.

Il Vescovo di Caltagirone, mons. Calogero Peri, ha nominato:
- don Emanuele Alessi parroco della parrocchia Santa Maria delle Grazie di Castel di Iudica;
- don Luca Berretta parroco della parrocchia San Michele Arcangelo di San Michele di Ganzaria;
- p. Packia Sathish Kumar Jesu MSFS amministratore parrocchiale della parrocchia S. Nicolò – SS. Salvatore (matrice) di Militello in Val di Catania;
- p. Britto Devasagayam MSFS amministratore parrocchiale della parrocchia San Benedetto di Militello in Val di Catania;
- p. Rajan Arockiasamy MSFS vicario parrocchiale delle parrocchie S. Nicolò – SS. Salvatore (matrice) e San Benedetto di Militello in Val di Catania.

Servizio pastorale dei diaconi permanenti:
- diac. Giovanni Alberghina presso la parrocchia S. Vincenzo de' Paoli di Caltagirone;
- diac. Francesco Arcidiacono presso la parrocchia Cattedrale S. Giuliano di Caltagirone;
- diac. Fabrizio Cannizzaro presso la parrocchia S. Anna di Caltagirone;
- diac. Paolo Donato presso la parrocchia S. Giovanni Bosco di Caltagirone;
- diac. Maurizio Lo Faro presso la parrocchia S. Maria di Lourdes di Grammichele;
- diac. Maurizio Pozzo presso il santuario del SS. Crocifisso del Soccorso e la parrocchia Santuario Maria SS. del Ponte e la parrocchia Maria SS. del Monte di Caltagirone;
- diac. Maurizio Sgarlata presso la parrocchia Madonna della Via di Caltagirone.

𝐈𝐧𝐚𝐮𝐠𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐚 𝐏𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨 𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐢𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐥𝐭𝐚𝐠𝐢𝐫𝐨𝐧𝐞 "𝐈𝐧𝐯𝐢𝐭𝐨 𝐚 𝐏𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨" 𝐢𝐥 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 "𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐧𝐞𝐨" 𝐝...
23/12/2025

𝐈𝐧𝐚𝐮𝐠𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐚 𝐏𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨 𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐢𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐥𝐭𝐚𝐠𝐢𝐫𝐨𝐧𝐞 "𝐈𝐧𝐯𝐢𝐭𝐨 𝐚 𝐏𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨" 𝐢𝐥 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 "𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐧𝐞𝐨" 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐞𝐫𝐚𝐦𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐥𝐭𝐚𝐠𝐢𝐫𝐨𝐧𝐞, 𝐥𝐚 𝐜𝐮𝐢 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐞𝐝𝐞 𝐞̀ 𝐢𝐧𝐚𝐠𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨.

Si tratta di una "tappa intermedia", voluta dal gestore - il Parco archeologico di Catania, diretto da Giuseppe D'Urso - e realizzata in collaborazione con il Comune di Caltagirone in vista del definitivo trasloco all'ex Convento di Sant'Agostino (previsto per il 2026).

Un allestimento “nel segno della continuità”, un racconto di sintesi tra il museo di ieri – ormai inagibile nella storica sede della Villa Comunale di Caltagirone - e quello di domani, nella sede definitiva dell’ex Convento di Sant’Agostino, in fase di ristrutturazione e prossimo alla consegna fissata nel 2026.

Con “Invito a Palazzo” il Museo regionale della Ceramica di Caltagirone apre un nuovo, temporaneo, capitolo della sua storia: un nuovo allestimento con una selezione di capolavori che “trovano casa”, sia pure temporaneamente, a Palazzo Libertini. Un progetto voluto da Giuseppe D’Urso, direttore del Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dei Templi (che ne ha la gestione), realizzato in collaborazione con il Comune di Caltagirone e il sindaco Fabio Roccuzzo che ha messo a disposizione lo storico palazzo nobiliare nel cuore della “città dei vasi”.

“Volevamo dare continuità al Museo della Ceramica - ha spiegato il direttore D’Urso - superando l’ostacolo della sua inagibilità e realizzando, come abbiamo fatto qui a Palazzo Libertini, un museo della ceramica “in miniatura”, che riunisse le varie collezioni: una tappa intermedia che fra qualche mese porterà all’allestimento definitivo nella prestigiosa sede di Sant’Agostino. Ringrazio tutto il team che, con il coordinamento del funzionario Angelo Bruccheri, ha lavorato al progetto consentendo, come ci eravamo impegnati, di consegnarlo alla comunità calatina e ai numerosi turisti entro Natale”.

Nelle sei sale di Palazzo Libertini, adesso, sono esposti circa 200 reperti per un racconto che attraversa oltre 2500 anni di storia della ceramica in Sicilia. Una documentata selezione che, dal celebre “Cratere del vasaio” del V secolo a.C. proveniente da una necropoli di Caltagirone e fino alle soglie del 1900 - con le figurine e le terrecotte artistiche con scene di vita quotidiana di stampo verista realizzate dalle varie botteghe di artigiani-artisti - ripercorre la storia dell’arte ceramica nell’isola.

Un viaggio nel tempo di cui è testimone l’immensa raccolta del Museo che, istituito nel 1965 dallo slancio dello studioso Antonino Ragona e con il fattivo supporto di Don Luigi Sturzo, conta circa 2500 pezzi e, insieme a quello di Faenza, è il più grande d’Italia.

Taglio del nastro in tandem: con il direttore D’Urso era Claudio Lo Monaco, assessore alla Cultura del Comune di Caltagirone che, per l’occasione, ha ricordato la recente “new entry”, fra le città italiane di antica tradizione ceramica, di Palermo, settima città della ceramica in Sicilia dopo Burgio, Caltagirone, Collesano, Monreale, Santo Stefano di Camastra e Sciacca”.

I due enti sono al lavoro per rendere accessibile anche ai visitatori a ridotta mobilità il piano dell’esposizione (il primo) che ad oggi non è servito dall’ascensore esistente. “Invito a Palazzo” è aperto alle visite tutti i giorni, dalle 9 alle 18.30. Biglietti: intero 6 euro, ridotto 3. Info 095-346241.

𝐂𝐚𝐥𝐭𝐚𝐠𝐢𝐫𝐨𝐧𝐞. 𝐒𝐢 𝐢𝐧𝐚𝐮𝐠𝐮𝐫𝐚 𝐥𝐮𝐧𝐞𝐝𝐢̀ 𝟐𝟐 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 “𝐈𝐧𝐯𝐢𝐭𝐨 𝐚 𝐏𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨. 𝐂𝐚𝐩𝐨𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐞𝐫𝐚𝐦𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐥𝐭𝐚𝐠𝐢...
20/12/2025

𝐂𝐚𝐥𝐭𝐚𝐠𝐢𝐫𝐨𝐧𝐞. 𝐒𝐢 𝐢𝐧𝐚𝐮𝐠𝐮𝐫𝐚 𝐥𝐮𝐧𝐞𝐝𝐢̀ 𝟐𝟐 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 “𝐈𝐧𝐯𝐢𝐭𝐨 𝐚 𝐏𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨. 𝐂𝐚𝐩𝐨𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐞𝐫𝐚𝐦𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐥𝐭𝐚𝐠𝐢𝐫𝐨𝐧𝐞 𝐚 𝐏𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨 𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐢𝐧𝐢”

Si tratta del nuovo e più grande allestimento “temporaneo” dello storico Museo Regionale della Ceramica (fondato nel 1965), chiuso da marzo 2025 per problemi di inagibilità. “Invito a Palazzo”, a cura del Parco Archeologico di Catania e della Valle dell’Aci della Regione Siciliana, diretto da Giuseppe d’Urso, è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Caltagirone.

Alla cerimonia inaugurale, con il Direttore del Parco archeologico, Giuseppe D’Urso, interverranno: il Direttore Generale del Dipartimento regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Mario La Rocca; il Sindaco di Caltagirone, Fabio Roccuzzo; e l’Assessore comunale alla Cultura, Claudio lo Monaco.

Funzionari, restauratori e tecnici specializzati nel trasporto delle opere d’arte, con il coordinamento del RUP del Parco archeologico di Catania (responsabile unico del procedimento), Angelo Bruccheri, sono al lavoro da giorni per consentire la riapertura strategica prima delle festività natalizie. Un passaggio propedeutico, questo, per consentire a turisti e residenti la fruizione di un allestimento più ampio e paradigmatico della ricca collezione del Museo Regionale della Ceramica di Caltagirone, chiuso dal marzo scorso per inagibilità della struttura nella Villa Comunale e destinato dal 2026 ad essere trasferito definitivamente nell’ex Convento di Sant’Agostino, in corso di ristrutturazione.

Da lunedì 22 dicembre, quindi, sei sale del piano nobile dello storico Palazzo Libertini – reso disponibile dalla fattiva collaborazione con il Comune e con il sindaco Fabio Roccuzzo - ospiteranno un piccolo nucleo del Museo Regionale della Ceramica di Caltagirone: una selezione di circa 200 pezzi della ricca collezione generale che conta oltre 2500 reperti, dalla preistoria siciliana fino agli inizi del ‘900. Visite tutti i giorni, dalle 9 alle 18.30. Biglietti: intero 6 euro, ridotto 3. Info 095-346241.

Un progetto, questo del riallestimento temporaneo a Palazzo Libertini, seguito con apprensione anche dall’Assessore regionale dei Beni Culturali, Francesco Scarpinato, che ha apprezzato lo spirito di collaborazione fra i due enti: “Sono molto compiaciuto della fruttuosa sinergia avviata dal Parco archeologico di Catania con il Comune di Caltagirone e che, nel giro di pochi mesi, ha consentito di superare le oggettive criticità della chiusura del museo con un duplice risultato: restituire alla comunità calatina un luogo simbolo della sua identità, legata da millenni alla tradizione dell’arte ceramistica, e mettere a disposizione di migliaia di visitatori uno spazio espositivo che racconta la nobilissima città di Caltagirone, dalla preistoria agli inizi del ‘900. Senza dimenticare l’obiettivo principale, la definitiva collocazione del Museo nell’ex Convento di Sant’Agostino, che d’accordo con la Soprintendenza di Catania contiamo di aprire nel 2026”.

E del resto, rendere fruibile la collezione del Museo della Ceramica di Caltagirone, è stato dal marzo scorso un preciso impegno del direttore del Parco, Giuseppe D’Urso, che aggiunge: “Con lo sguardo sempre proiettato al futuro museo a Sant’Agostino da questo Natale restituiamo a Caltagirone una piccola parte della collezione, una selezione paradigmatica del ricco patrimonio del Museo, consapevoli che questi sono luoghi della memoria, della storia e dell’identità di una comunità. Ancora di più a Caltagirone, dove la tradizione della ceramica è tramandata di generazione in generazione: una sapienza artigianale che incide moltissimo nel tessuto socio-economico e alimenta i flussi turistici. La riapertura, come promesso, entro Natale arricchisce l’offerta culturale della città, già meta di visitatori per la tradizione dei presepi”.

𝐏𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐚𝐫𝐜𝐡𝐞𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐩𝐚𝐞𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐭𝐚𝐧𝐢𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐕𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐜𝐢
Istituito nel 2019 dall’unione di due enti, il Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci gode di autonomia scientifica, di ricerca e organizzativa, amministrativa e finanziaria. È un parco diffuso che comprende numerosi siti della città metropolitana di Catania e del territorio di Enna. A Catania i siti afferenti al Parco sono: l’Anfiteatro in Piazza Stesicoro, il complesso del Teatro Antico e Odèon, le Terme della Rotonda e le Terme dell’Indirizzo, Casa Museo V***a, la Chiesa di San Francesco Borgia; e poi le Terme di Santa Venera al Pozzo (Aci Catena) e il tempietto di Capo Mulini; il complesso ecclesiale della SS. Annunziata (Mascali); i musei e le aree archeologiche di Adrano e Centuripe (Enna); le aree archeologiche di Ramacca e Mineo; la Chiesa di S. Maria la Vetere (Militello); il Museo della Ceramica di Caltagirone. Dal giugno 2022 il Parco è diretto da Giuseppe D’Urso.

𝐋'𝐈𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐭𝐨 𝐒𝐮𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐒𝐞𝐜𝐮𝐬𝐢𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐚𝐠𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐥 𝐌𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐨: 𝐢𝐥 𝐋𝐢𝐜𝐞𝐨 𝐜𝐚𝐥𝐚𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐟𝐢𝐫𝐦𝐚 𝐢𝐥 𝐍𝐚𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐈𝐌 Il Liceo artistico “Se...
16/12/2025

𝐋'𝐈𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐭𝐨 𝐒𝐮𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐒𝐞𝐜𝐮𝐬𝐢𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐚𝐠𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐥 𝐌𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐨: 𝐢𝐥 𝐋𝐢𝐜𝐞𝐨 𝐜𝐚𝐥𝐚𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐟𝐢𝐫𝐦𝐚 𝐢𝐥 𝐍𝐚𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐈𝐌

Il Liceo artistico “Secusio” di Caltagirone, unica scuola in Italia, espone ben 13 opere artistiche in ceramica, realizzate dagli studenti, presso la scalinata d’onore del Ministero dell’Istruzione e del Merito a Roma, trasformandola in una galleria di opere della tradizione iconografica della Natività.

La mostra rientra in una più ampia iniziativa promossa dal MIM: l'Istituto Superiore Secusio è stato selezionato per partecipare all'esclusivo evento natalizio organizzato direttamente presso la sede romana del Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Dal 9 all’11 dicembre quattro studenti del Liceo artistico, Giacomo Bizzini, Delia Di Stefano, Mattia Marino e Shuqing Qui, guidati dalla prof.ssa Marzia Nigita hanno frequentato dei laboratori didattici artistici incentrati sul tema del Natale.

L’iniziativa ha offerto l'opportunità ai giovani di entrare in contatto con l'arte del presepe, il suo simbolismo e la sua ricca tradizione.

L'evento, denominato "Next Gen Art", ha visto protagonisti studenti e docenti provenienti da 12 scuole secondarie di secondo grado selezionati a livello nazionale, che hanno contribuito con la loro creatività agli allestimenti natalizi.

Il programma, articolato in un ricco palinsesto di incontri e laboratori formativi rivolti a studenti e docenti, si è concluso conclusi nel pomeriggio dell’11 dicembre con l’accensione dell’albero nel cortile di Viale Trastevere, alla presenza del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Alla cerimonia ha preso parte anche il dirigente scolastico del Liceo artistico, dott.ssa Concetta Mancuso.

“𝐋𝐨 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐡𝐚 𝐯𝐢𝐧𝐭𝐨”: 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐥𝐭𝐚𝐠𝐢𝐫𝐨𝐧𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐬𝐬𝐞𝐫𝐢𝐚 (𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐬𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐟𝐢𝐚) 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐧𝐧𝐞   𝐚𝐢 ...
16/12/2025

“𝐋𝐨 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐡𝐚 𝐯𝐢𝐧𝐭𝐨”: 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐥𝐭𝐚𝐠𝐢𝐫𝐨𝐧𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐬𝐬𝐞𝐫𝐢𝐚 (𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐬𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐟𝐢𝐚) 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐧𝐧𝐞 𝐚𝐢 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐠𝐞 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢, 𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐑𝐚𝐦𝐩𝐮𝐥𝐥𝐚

Consegnata stamani alla città la masseria Bongiovanni (nell’omonima contrada), così come recuperata e rifunzionalizzata dopo gli interventi - importo complessivo 1.337.565,00 euro – finanziati al Comune dal ministero dell’Interno nell’ambito del Pon Legalità. Si tratta di un bene confiscato alla mafia che rientra fra gli immobili affidati in concessione gratuita per 20 anni, nel gennaio 2018, dall’Ente municipale alla Caritas diocesana.

I lavori – progettista l’agronomo Alfio Pappalardo - si sono concretati nella riattivazione dell’uliveto, del vigneto e del mandorleto e nel recupero degli immobili con la realizzazione di un palmento. Si tratta di terreni agricoli, per circa 32 ettari, con annessi fabbricati rurali, tutti beni confiscati in applicazione della legge contro la criminalità organizzata a Sebastiano Rampulla, nato nel 1946 e morto nel 2010, fratello di Pietro, quest’ultimo indicato come l’artificiere della strage di Capaci.

“Quello di oggi - ha dichiarato la procuratrice della Repubblica presso il Tribunale di Caltagirone, 𝐑𝐨𝐬𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐚𝐛𝐨𝐧𝐚 - è un momento molto bello, perché testimonia che lo Stato ha lottato e vinto, usando contro la mafia lo stesso metodo investigativo adottato da Giovanni Falcone, vale a dire seguendo i soldi”.

“Togliere i beni alla mafia e riutilizzarli per alti fini sociali, come avviene a Caltagirone con questa masseria – ha sostenuto il sindaco 𝐅𝐚𝐛𝐢𝐨 𝐑𝐨𝐜𝐜𝐮𝐳𝐳𝐨 – è una grande conquista civile e sociale”. “E’ un segnale forte dell’impegno dello Stato contro la criminalità organizzata – ha detto l’assessore alla Legalità 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐅𝐢𝐨𝐫𝐢𝐭𝐨 -, avvenuto per di più alla presenza di tanti studenti e, quindi, con un ulteriore risvolto educativo”.

“Accanto alle istituzioni – ha affermato il viceprefetto di Catania, 𝐒𝐞𝐛𝐚𝐬𝐭𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐅𝐚𝐛𝐢𝐨 𝐏𝐥𝐮𝐭𝐢𝐧𝐨 – un ruolo importante è quello che sono chiamati a svolgere i cittadini, per sottrarre alla mafia il brodo di coltura che la alimenta”. “Intendiamo fare di questo – ha sostenuto 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐧𝐨 𝐂𝐚𝐫𝐟ì, direttore della Caritas diocesana – un luogo vivo e costantemente aperto alla comunità, con attività sociali e due progetti: uno per la produzione d’olio d’oliva, l’altro per la creazione di un parco avventura”.
Presenti le massime autorità civili e militari del territorio, consiglieri comunali, i massimi rappresentanti dell’Ordine degli avvocati, esponenti di associazioni e studenti di diversi istituti superiori.
Foto Andrea Annaloro

𝐂𝐚𝐥𝐭𝐚𝐠𝐢𝐫𝐨𝐧𝐞. 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐞𝐝𝐢̀ 𝟏𝟔 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞, 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝟏𝟏, 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐬𝐬𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐁𝐨𝐧𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢, 𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐬𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐟𝐢𝐚:...
15/12/2025

𝐂𝐚𝐥𝐭𝐚𝐠𝐢𝐫𝐨𝐧𝐞. 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐞𝐝𝐢̀ 𝟏𝟔 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞, 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝟏𝟏, 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐬𝐬𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐁𝐨𝐧𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢, 𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐬𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐟𝐢𝐚: 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐧𝐧𝐞 𝐚𝐥 𝐟𝐫𝐚𝐭𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐑𝐚𝐦𝐩𝐮𝐥𝐥𝐚, 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐥’𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐠𝐞 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢

Sarà consegnata alla città, martedì 16 dicembre, alle 11, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose e degli studenti, la masseria Bongiovanni (nell’omonima contrada), così come recuperata e rifunzionalizzata dopo gli interventi - importo complessivo 1.337.565,00 euro – finanziati dal ministero dell’Interno nell’ambito del Pon Legalità.

Si tratta di un bene confiscato alla mafia che rientra fra gli immobili affidati in concessione gratuita per 20 anni, nel gennaio 2018, dall’Ente municipale alla Caritas diocesana, individuata dopo la selezione pubblica per la gestione dei beni che l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc) ha trasferito al Comune.

I lavori – progettista l’agronomo Alfio Pappalardo - si sono concretati nella riattivazione dell’uliveto, del vigneto e del mandorleto e nel recupero degli immobili con la realizzazione di un palmento. Si tratta di terreni agricoli, per circa 32 ettari, con annessi fabbricati rurali. I fondi e i fabbricati in questione si trovano in località Renelle – Bongiovanni e sono i beni confiscati in applicazione della legge contro la criminalità organizzata a Sebastiano Rampulla, nato nel 1946 e morto nel 2010, fratello di Pietro, quest’ultimo indicato come l’artificiere della strage di Capaci, dove, il 23 maggio 1992, furono uccisi il giudice Giovanni \Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.

“Questa struttura con i relativi fondi agricoli – afferma Antonino Carfì, direttore della Caritas diocesana – è aperta alla città e al territorio ed è destinata a ospitare attività con rilevanti risvolti sociali. Inoltre, intendiamo valorizzarla attraverso due progetti: uno per la produzione d’olio d’oliva, l’altro per la creazione di un parco avventura”. “La consegna alla città di questo bene confiscato alla mafia, che sarà utilizzato per significative finalità pubbliche – sottolinea l’assessore comunale alla Legalità e alla Sicurezza, Giuseppe Fiorito – costituisce un segnale forte e inequivocabile dell’impegno prioritario dell’Amministrazione e della nostra comunità per l’affermazione della legalità”. “Si tratta – dichiara il sindaco Fabio Roccuzzo – di un’iniziativa avviata dalla precedente Amministrazione, che l’esecutivo da me guidato ha portato convintamente a compimento. L’impiego della masseria secondo una funzione altamente sociale rappresenta un messaggio significativo, lanciato soprattutto alle giovani generazioni”.

𝐆𝐫𝐚𝐦𝐦𝐢𝐜𝐡𝐞𝐥𝐞. 𝐋𝐚 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚: 𝐚𝐫𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐢 𝐂𝐚𝐫𝐚𝐛𝐢𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢Ha chiesto aiuto ai Carabinieri della locale Stazione...
15/12/2025

𝐆𝐫𝐚𝐦𝐦𝐢𝐜𝐡𝐞𝐥𝐞. 𝐋𝐚 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚: 𝐚𝐫𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐢 𝐂𝐚𝐫𝐚𝐛𝐢𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢

Ha chiesto aiuto ai Carabinieri della locale Stazione di Grammichele, una 24enne di origini romene vittima di soprusi e violenze da parte del suo ex compagno 28enne, connazionale, il quale, a seguito della denuncia della donna e sulla base degli indizi raccolti da verificare in sede giurisdizionale, è stato arrestato in flagranza per il reato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, ferma restando la presunzione d’innocenza degli indagati valevole ora e fino a condanna definitiva.
La 24enne infatti, intorno alle 18.00, ha contattato tramite il 112 NUE la centrale operativa della Compagnia Carabinieri di Caltagirone a cui, immediatamente, è seguito l’arrivo della pattuglia presso la sua abitazione, condivisa con il padre e sita in pieno centro cittadino grammichelese, ma, nonostante la tempestività dell’arrivo dei militari, sembrava che gli animi si fossero già calmati e l’uomo, ulteriormente rabbonito da quest’ultimi, si era di buon grado allontanato.
Solo per poco tempo pero, perché circa due ore dopo il 29enne sarebbe ritornato alla carica, presentandosi presso la casa dell’ex compagna e lì, alterato verosimilmente anche dei fumi dell’alcol, è riuscito a spingere la porta d’ingresso vincendo l’opposizione della donna e di suo padre, quindi avrebbe dato inizio ad una colluttazione nel corso della quale avrebbe dapprima malmenato la 24enne e, mentre quest’ultima si era allontanata per chiamare telefonicamente i Carabinieri, avrebbe ferito alla mano il suo genitore con un frammento di vetro.
Poco dopo, forse resosi conto della gravità del suo operato, il 28enne si sarebbe allontanato salvo, anche questa volta, ritornare successivamente sul posto già nuovamente presidiato dai Carabinieri subito accorsi, i quali lo hanno però fermato e condotto in caserma, non prima d’aver affidato padre e figlia alle cure del personale del 118, i quali li hanno trasportati presso il pronto soccorso dell’ospedale di Caltagirone, i cui medici hanno poi refertato lesioni con prognosi rispettivamente di 15 giorni per l’uno e 10 giorni per l’altra.
La ricezione della relativa denuncia della donna da parte dei Carabinieri, con il suo racconto, ha svelato ciò che per lei era diventata causa di una vita travagliata sin da quando il proprio compagno, quasi due anni addietro, avrebbe sviluppato una ludopatia sperperando i suoi risparmi in slot machine, nonché abbandonandosi all’abuso di sostanze alcoliche.
L’aggravarsi della sua condotta violenta avrebbe così spinto la donna ad interrompere la loro relazione nel maggio dello scorso anno, ciò nonostante la nascita di un figlio nel corso dei sei anni trascorsi insieme e, quindi, a trasferirsi presso l’abitazione del genitore.
Molteplici però sono stati nel corso dell’ultimo anno gli interventi dei Carabinieri su richiesta della donna, compendiati alla Procura della Repubblica di Caltagirone e culminati anche in un ammonimento del Questore di Catania ma che, purtroppo, non hanno sortito l’effetto sperato fino all’ultimo exploit di violenza ai danni della donna e del padre.
L’arresto dell’uomo è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria che, inoltre, ha emesso per lui una misura cautelare a seguito della quale è stato posto ai domiciliari.

15/12/2025

𝐂𝐚𝐭𝐚𝐧𝐢𝐚 . 𝐎𝐩𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 “𝐒𝐚𝐟𝐞 𝐙𝐨𝐧𝐞”


Su disposizione della Procura Distrettuale di Catania, più di 250 agenti della Polizia di Stato stanno dando esecuzione ad un’ordinanza cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Catania, su richiesta di questo Ufficio, nei confronti di 36 soggetti stranieri di varie nazionalità.
Nei confronti di due ulteriori indagati, il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto il divieto di dimora nel comune di Catania e l’obbligo di permanere presso il proprio domicilio dalle 20 alle 06.

Le indagini, coordinate dalla Procura Distrettuale di Catania e svolte dalla Polizia di Stato - Squadra Mobile di Catania, coordinata dal Servizio Centrale Operativo, nonché Commissariato di P.S. “Centrale” della Questura di Catania - hanno permesso di acquisire, allo stato degli atti, ferma restando la presunzione di innocenza, gravi elementi indiziari a carico degli indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei delitti di detenzione e spaccio di stupefacenti, rapina, estorsione e ricettazione.
Le attività investigative, condotte attraverso il monitoraggio di una significativa porzione del quartiere “San Berillo Vecchio”, attraverso sistemi di videoregistrazione, hanno consentito di documentare l’operatività di una piazza di spaccio gestita da un gruppo di soggetti extracomunitari di origini africane.

Dalle indagini emergeva a livello di gravità indiziaria che gli indagati, singolarmente o in concorso tra loro, presidiando H24 le arterie del suddetto rione storico, operavano secondo un modus operandi oramai consolidato: l’acquirente veniva accompagnato, o comunque indirizzato, in punti ben precisi del quartiere ove avveniva la contrattazione e la definitiva cessione dello stupefacente, che veniva accuratamente celato in vari luoghi, come fessure dei muri, bidoni dei rifiuti, tombini ecc.

Nel periodo d’osservazione è stato possibile documentare migliaia di cessioni di stupefacenti, tra cui cocaina, crack, ma*****na e hashish.
Nell’ambito dello stesso scenario investigativo, le indagini hanno anche permesso di determinare l’esistenza di un secondo livello costituito dai fornitori autoctoni che, grazie ad azioni fulminee, riuscivano ad assicurare gli approvvigionamenti di stupefacente direttamente sui luoghi di spaccio, in modo che l’illecita attività non subisse rallentamenti.

Nell’arco delle indagini, inoltre, sono stati complessivamente tratti in arresto ulteriori 16 soggetti per detenzione ai fini di spaccio e 12 sono stati deferiti in stato di libertà per lo stesso reato.
Nel novero dei reati contestati ad alcuni indagati anche quelli di rapina, commessa ai danni di un passante e di un assuntore nei cui confronti era stata poi consumata anche un’estorsione.

In particolare, alla vittima, dopo averla ridotta in stato di incapacità attraverso la consumazione di una dose di droga; era stato sottratto un cellulare, insieme al portafoglio. In seguito per poter tornare in possesso del device l’assuntore sarebbe stato costretto a consegnare la somma di 320 euro.
Le immagini registrate hanno anche evidenziato che taluni indagati avrebbero circolato sovente con motoveicoli rubati, per cui è stato loro contestato il delitto di ricettazione.

Nel corso dell’attività d’indagine sono stati sequestrati alcuni chilogrammi di stupefacente e recuperate centinaia di dosi tra cocaina, crack, ma*****na e hashish.

𝐄𝐝𝐨𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐞 𝐒𝐚𝐥𝐯𝐨 𝐒𝐚𝐢𝐭𝐭𝐚 𝐚𝐥 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐭𝐞𝐚𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐥𝐭𝐚𝐠𝐢𝐫𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧 "𝐆𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐜𝐢 𝐜𝐨𝐯𝐚'L’intervista a Salvo ed Edoardo Saitta restituisce...
12/12/2025

𝐄𝐝𝐨𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐞 𝐒𝐚𝐥𝐯𝐨 𝐒𝐚𝐢𝐭𝐭𝐚 𝐚𝐥 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐭𝐞𝐚𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐥𝐭𝐚𝐠𝐢𝐫𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧 "𝐆𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐜𝐢 𝐜𝐨𝐯𝐚'

L’intervista a Salvo ed Edoardo Saitta restituisce l’anima più autentica di Gatta ci Cova e il legame profondo che la compagnia ha costruito nel tempo con Caltagirone. Salvo Saitta sottolinea con fermezza e affetto la necessità di «portare avanti i giovani» e di lasciare spazio a una nuova generazione di attori, ricordando come «ogni volta che vengo a Caltagirone mi sento a casa: l’applauso del pubblico al mio ingresso mi dà la misura del legame con questa città».
Edoardo Saitta offre invece una riflessione più ampia sull’attualità della commedia, radicata nei rapporti familiari che, pur tra contrasti e incomprensioni, riescono sempre a ritrovare un equilibrio. Evidenzia come la comicità di oggi richieda un ritmo diverso rispetto al passato: «una commedia durava tre ore, adesso bisogna compattare tutto, il tempo dell’attenzione tende a diminuire». In un’epoca in cui «tutto si consuma via etere», ricorda che il teatro deve rimanere «un presidio d’incontro tra persone fisiche, un luogo dove ci si sente bene, dove ci si emoziona insieme e non in solitudine davanti a uno schermo».

L’evoluzione interpretativa di Edoardo Saitta emerge con particolare evidenza: una maturazione che lo porta a muoversi con naturalezza tra registro comico e registro serio, con una professionalità capace di far ridere e al tempo stesso far riflettere.

Un riconoscimento speciale va a Francesca Agate, straordinaria nel ruolo di Antonia Pascucci, sorellastra del protagonista Pradron Isidoro: una prova raffinata nel modulare i toni affettuosi e quelli più isterici del personaggio, sempre in bilico tra amore fraterno e calcolo interessato.
E, come sempre, Salvo Saitta riesce a imporsi anche in un ruolo secondario, grazie alla piena padronanza dei tempi scenici e alla forza della sua presenza.

Gatta ci Cova si conferma uno spettacolo capace di rinnovarsi pur nella tradizione, sorprendendo ancora una volta il pubblico del Politeama di Caltagirone con una rappresentazione viva, brillante e profondamente radicata nella cultura teatrale siciliana.

L’intervista a Salvo ed Edoardo Saitta restituisce l’anima più autentica di Gatta ci Cova e il legame profondo che la compagnia ha costruito nel tempo con Ca...

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PERCHÉ “IL SETTE E MEZZO”? – Molti si saranno chiesti il significato del nome che abbiamo scelto per la nostra testata, che avrà suscitato curiosità e interesse. La maggior parte avrà pensato al noto gioco delle carte siciliane. C’è del vero in questo, anche se non è questa la principale motivazione che sta dietro la scelta di chiamare il giornale «Il Sette e Mezzo». Ci piacerebbe però poter essere la “matta”, la carta fuori dalle regole che spariglia la partita quando i giochi sono fatti e si sa ormai chi è il vincitore. La “matta” è quella dose di sana follia che ti consente di vincere col massimo punteggio proprio quando in mano non hai nulla, solo mezzo punto. Che manda a casa chi pensa di vincere facile. Scartata la spiegazione pià facile e immediata, occorre risalire all’anno 1866 per ritrovare le ragioni della scelta del nome. No, non vantiamo un così antico lignaggio. Siamo una testata neonata. Ma vorremmo riallacciare i fili di una storia interrotta tanti anni fa. Nel 1866, appunto. LA NOSTRA STORIA CHE NON CONOSCIAMO – In quell’anno, per sette giorni e mezzo, dal 16 al 22 settembre, tutto il popolo di Palermo insorse contro uno Stato unitario che aveva promesso la libertà ma aveva rivelato il suo volto vessatorio e poliziesco. Tra i ribelli, ex garibaldini delusi e partigiani borbonici, reduci dell’esercito meridionale e repubblicani, i nemici di una volta, si ritrovarono insieme oltre gli steccati ideologici, in nome della comune civiltà. Il governo italiano decise di mostrare i muscoli: proclamò lo stato d’assedio e fece intervenire l’esercito, mentre le navi della Regia Marina e quelle inglesi bombardarono per 4 giorni la città. Palermo fu messa a ferro e fuoco da 40.000 soldati. Molti dei rivoltosi furono arsi vivi e oltre mille civili passati per le armi. Al comando della spedizione era il generale Raffaele Cadorna, segnalatosi poi in altre lodevoli e gloriose imprese contro i contadini in rivolta per l’odiosa tassa sul macinato e alla Breccia di Porta Pia, dove sbaragliò le poche truppe pontificie, che avevano l’ordine di limitarsi ad un puro atto di resistenza simbolico. Per i suoi altissimi meriti il generale fu nominato deputato e senatore. Il figlio, Luigi, è rimasto negli annali di storia patria. Capo di Stato maggiore del Regio Esercito nel corso della prima guerra mondiale, si segnalò per l’alterigia sprezzante con cui trattava i suoi uomini, considerati carne da macello, e per l’ignominiosa disfatta di Caporetto. Una famiglia benemerita. NOI NON STIAMO CON CADORNA – Noi del giornale «Il Sette e Mezzo» non stiamo con i Cadorna, dovunque siano e sotto qualunque spoglia si celino. Siamo contro questa razza di miles gloriosus che unisce la supponenza e arroganza alla totale incapacità e incompetenza; che ha compiti di governo non per i suoi meriti ma per appartenenza di famiglia, di partito, di casta; che si fa forte con i deboli e debole con i forti; che vince a Palermo contro la folla inerme ma fugge vergognosamente a Caporetto contro un esercito ben armato e addestrato. È questa nefasta specie umana la mala pianta che ammorba il nostro paese. Per queste ragioni stiamo e staremo sempre con gli uomini e non con i caporali, come li definiva Totò. Un’ultima annotazione. L’insurrezione finì nel sangue all’inizio dell’ottavo giorno. Nel simbolismo cristiano, l’ottavo giorno è quello della Resurrezione, della vittoria della Vita dopo la catastrofe del Venerdì Santo. Sogniamo per la nostra amata Sicilia quella resurrezione che le è stata negata nel 1866. Vorremmo che le fosse restituito intero quell’ottavo giorno che allora fu troncato a metà. Il Sette e Mezzo