25/12/2025
Ieri sera abbiamo festeggiato lo stesso, in qualche modo: spumante, panettone e abbiamo aperto i regali.
Valentina aveva preparato la minestra ma Silvana, poco prima di cena, ha insistito perché voleva la pizza, così sono uscito a prenderla.
«Suocera, finito di mangiare apri il regalo che ti ha fatto Tommi, ok?». Non ha risposto. Allora le ho toccato la mano e gliel’ho ripetuto: «Ti va di aprire il regalo che ti ha fatto Tommi?». Si è girata verso di me, ha accennato un sorriso e ha detto: «Sì, è bello», con la sicurezza di chi l’ha già visto. E poi ha iniziato a fumare lì al tavolo, mentre mangiavamo la pizza, ma con le mani vuote.
Sentirla dare risposte sconnesse e vederla compiere gesti che hanno senso solo nel suo mondo è straziante. Ma siamo bravi a fare finta di niente; lo siamo sempre stati. Io e Valentina meriteremmo quantomeno l’Oscar come migliori attori protagonisti da qualche anno a questa parte.
Ultimamente, soprattutto lei.
Finito di mangiare, abbiamo preso il pacchetto e gliel’abbiamo messo davanti. Lei lo fissava e basta.
«Mamma, lo apriamo?». Silvana ha fatto un cenno con la testa, nulla di più. Allora l’ho aperto io: una lampada in vetro, di quelle su cui puoi far stampare una scritta e delle foto che si illuminano quando attacchi la spina.
«L’accendiamo?», le ho chiesto manco fossi Gerry Scotti. Lei ha annuito e quando le immagini si sono illuminate insieme alla scritta “nonna ti voglio bene, Tommi”, per un attimo, si è illuminata anche lei.
In quei due secondi in cui tutto è sembrato quasi normale, ho avuto la conferma che l’amore accende le persone anche quando qualcosa prova a spegnerle.
Anche solo per due secondi… ma buttali via!