La Famiglia Cannadoro

La Famiglia Cannadoro Papà, mamma e Tommi ♥️ ♿
BUSINESS: [email protected] Raccontiamo la nostra vita alle prese con la disabilità

Ieri sera abbiamo festeggiato lo stesso, in qualche modo: spumante, panettone e abbiamo aperto i regali.Valentina aveva ...
25/12/2025

Ieri sera abbiamo festeggiato lo stesso, in qualche modo: spumante, panettone e abbiamo aperto i regali.

Valentina aveva preparato la minestra ma Silvana, poco prima di cena, ha insistito perché voleva la pizza, così sono uscito a prenderla.

«Suocera, finito di mangiare apri il regalo che ti ha fatto Tommi, ok?». Non ha risposto. Allora le ho toccato la mano e gliel’ho ripetuto: «Ti va di aprire il regalo che ti ha fatto Tommi?». Si è girata verso di me, ha accennato un sorriso e ha detto: «Sì, è bello», con la sicurezza di chi l’ha già visto. E poi ha iniziato a fumare lì al tavolo, mentre mangiavamo la pizza, ma con le mani vuote.

Sentirla dare risposte sconnesse e vederla compiere gesti che hanno senso solo nel suo mondo è straziante. Ma siamo bravi a fare finta di niente; lo siamo sempre stati. Io e Valentina meriteremmo quantomeno l’Oscar come migliori attori protagonisti da qualche anno a questa parte.

Ultimamente, soprattutto lei.

Finito di mangiare, abbiamo preso il pacchetto e gliel’abbiamo messo davanti. Lei lo fissava e basta.
«Mamma, lo apriamo?». Silvana ha fatto un cenno con la testa, nulla di più. Allora l’ho aperto io: una lampada in vetro, di quelle su cui puoi far stampare una scritta e delle foto che si illuminano quando attacchi la spina.

«L’accendiamo?», le ho chiesto manco fossi Gerry Scotti. Lei ha annuito e quando le immagini si sono illuminate insieme alla scritta “nonna ti voglio bene, Tommi”, per un attimo, si è illuminata anche lei.

In quei due secondi in cui tutto è sembrato quasi normale, ho avuto la conferma che l’amore accende le persone anche quando qualcosa prova a spegnerle.

Anche solo per due secondi… ma buttali via!

Questo Natale, in casa Cannadoro, è fin troppo simile all’ultimo.Siamo stanchi, nel vero senso della parola: di testa e ...
24/12/2025

Questo Natale, in casa Cannadoro, è fin troppo simile all’ultimo.
Siamo stanchi, nel vero senso della parola: di testa e nel fisico. Come mai prima, probabilmente.

Le cose sono cambiate al punto che posso essere un po’ più chiaro, perché la nonna non ha più le forze nemmeno per prendere in mano il telefono; quindi non c’è il rischio che legga quanto scrivo.

«Io non voglio sapere nulla», ci aveva detto. «Se le cose non vanno bene, non voglio passare le mie giornate sapendo che me ne sto andando». E noi ci siamo comportati di conseguenza, in casa e “in ufficio” (qui).

Però voleva anche parlare della sua esperienza, per ispirare altre persone a provare a stare bene anche nel male, e non è stato facile andare incontro al suo desiderio di condivisione e a quello, sempre suo, di non sapere la verità per non deprimersi.

Ma ora, come vi ho detto, le cose sono cambiate, perciò possiamo dirvi che questo è un altro Natale di m***a per noi. Perdonateci se non vi facciamo gli auguri cazzeggiando come sempre, per il secondo anno di fila.

Però ve li facciamo, perché ci siete stati tanto vicini nell’ultimo anno (con nonno Giaco prima e con la nonna in questi mesi), e vogliamo dirvi che vi auguriamo quel pizzico di serenità che voi non smettete mai di augurare a noi. Sperando che prima o poi, almeno per qualcuno, questo augurio diventi realtà.

Buon Natale (un ca220) a tutti voi.

23/12/2025

È un anno che nonno Giaco non c’è più, e vogliamo ricordarlo così ❤️

Oggi è un anno esatto che nonno Giaco non c’è più, e la mamma ha trovato un candito a forma di cuore nel panettone ❤️❤️
21/12/2025

Oggi è un anno esatto che nonno Giaco non c’è più, e la mamma ha trovato un candito a forma di cuore nel panettone ❤️❤️

20/12/2025

Ora sono più di venti i chili che ha perso, ma il metodo è sempre lo stesso 😂😂😂

Non sei Mandrake, il senso di colpa ti sta mentendo.Se potessimo, faremmo magie. Se potessimo, cancelleremmo ogni ostaco...
18/12/2025

Non sei Mandrake, il senso di colpa ti sta mentendo.

Se potessimo, faremmo magie. Se potessimo, cancelleremmo ogni ostacolo con un tocco di bacchetta. Ma la verità, per quanto cruda, è che nessuno di noi è Mandrake.
Spesso, come genitori di figli con disabilità, cadiamo nella trappola di confondere l’amore con l’onnipotenza. Ci sentiamo colpevoli per condizioni che non dipendono da noi, per ostacoli che non abbiamo messo noi, per un destino che non abbiamo scritto noi.

❌ Il Senso di Colpa ti paralizza: ti sussurra che non sei abbastanza perché non puoi “aggiustare” tutto.
✅ La Responsabilità ti attiva: ti ricorda che, pur non potendo cambiare la realtà dei fatti, puoi scegliere come starci dentro.

L’ironia? Proprio il fatto che ti interroghi così tanto, che ti metti in discussione e che temi di sbagliare, è la prova che sei un genitore attento. La superficialità non si pone domande.

Smetti di rincorrere una perfezione che non esiste.

La perfezione è nemica del bene. Accettare di essere imperfetti e talvolta impotenti non è una resa: è l’unico modo per rimanere lucidi, tenere alta la guardia e fare davvero il meglio possibile con le risorse che abbiamo.

Non siamo colpevoli. Siamo responsabili. E siamo umani.

Devo ringraziare il nostro dentista di fiducia.Vi spiego.Diamo il benvenuto - anzi, diciamo arrivederci - al ponte della...
16/12/2025

Devo ringraziare il nostro dentista di fiducia.
Vi spiego.
Diamo il benvenuto - anzi, diciamo arrivederci - al ponte della mamma, che dopo anni di onorata carriera ha deciso che basta. Era stufo di stare appeso.
Oggi è stata dal dentista, che ha ricostruito un pezzo di osso e messo il perno nuovo (o qualcosa del genere 😅), e adesso parla a fatica. In un paio di giorni dovrebbe tornare tutto a posto, ma intanto posso godermi due giorni di quasi silenzio.
GRAZIE LUCA. Numero uno.

Proviamo a ragionare, facciamo un discorso senza indignarci. Cresciamo insieme. Ci si stufa di un figlio?
09/12/2025

Proviamo a ragionare, facciamo un discorso senza indignarci. Cresciamo insieme.

Ci si stufa di un figlio?

Questa è una foto che riguardo ogni volta che ho un dubbio, che non mi sento abbastanza, che vorrei smaterializzarmi e r...
04/12/2025

Questa è una foto che riguardo ogni volta che ho un dubbio, che non mi sento abbastanza, che vorrei smaterializzarmi e rimaterializzarmi da un’altra parte perché questa vita me la sento stretta addosso. È la foto che - quando ne ho bisogno - mi rimette davanti a uno specchio che mi restituisce un’immagine di me che mi guarda in silenzio, prima di dirmi questo: «Vuoi essere l’ennesimo handicap o il primo ausilio per lui? La disabilità c’è. Non ha bussato, si è guardata bene dal chiedere il permesso, e di certo non se ne va perché tu stai crollando, Francesco».
Io rispondo che la realtà non è facile come pensare alla frase giusta da dire per sembrare i guru di sto c220. E quella - la mia immagine - mi dice che nulla è facile nella vita, soprattuto quando si tratta di ciò che conta davvero.
Poi tutto scompare, e davanti ai miei occhi c’è di nuovo questa foto. Due ore dopo essere nato, già faceva il segno di vittoria.
«Vinciamo noi, papà».
«Ca220, si».
E ricomincio.

Voi, come trovate la motivazione per riprendere dopo esservi impantanati/e?

02/12/2025

Le perle della nonna 😂❤️
I reel storici.

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