I Love Calvi Risorta

I Love Calvi Risorta โ€œ๐™‡๐™– ๐™ซ๐™š๐™ง๐™– ๐™ก๐™ž๐™—๐™š๐™ง๐™ฉ๐™–ฬ€ ๐™™๐™ž ๐™จ๐™ฉ๐™–๐™ข๐™ฅ๐™– ๐™šฬ€ ๐™™๐™ž๐™ง๐™š ๐™–๐™ก๐™ก๐™– ๐™œ๐™š๐™ฃ๐™ฉ๐™š ๐™˜๐™ž๐™คฬ€ ๐™˜๐™๐™š ๐™ก๐™– ๐™œ๐™š๐™ฃ๐™ฉ๐™š ๐™ฃ๐™ค๐™ฃ ๐™ซ๐™ค๐™ง๐™ง๐™š๐™—๐™—๐™š ๐™จ๐™š๐™ฃ๐™ฉ๐™ž๐™ง๐™จ๐™ž ๐™™๐™ž๐™ง๐™šโ€.

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โš ๏ธ AVVISO INTERRUZIONE ENERGIA ELETTRICA โš ๏ธStrade interessate ๐Ÿ‘‡๐Ÿ‘‡๐Ÿ‘‡๐Ÿ‘‡
19/01/2026

โš ๏ธ AVVISO INTERRUZIONE ENERGIA ELETTRICA โš ๏ธ

Strade interessate ๐Ÿ‘‡๐Ÿ‘‡๐Ÿ‘‡๐Ÿ‘‡

17/01/2026

Ci sono uomini che studiano la storia.E poi ce ne sono altri che la ascoltano respirare sotto i piedi, che la sentono pulsare anche quando รจ sepolta sotto metri di terra, sterpaglie, spine e indifferenza.Giuseppe Carcaiso, per tutti Peppe, era uno di questi.

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17/01/2026

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โ€‹Il progresso tecnologico รจ un treno che non si puรฒ perdere, e Calvi Risorta sembrava aver preso il biglietto giusto. Il Comune รจ infatti beneficiario dei fondi PNRR per le reti ultraveloci, un piano ambizioso volto a proiettare il territorio nella cosiddetta Gigabit Society entro i termini del Digital Compass europeo. Unโ€™opportunitร  dโ€™oro per accorciare il gap digitale e offrire a cittadini e imprese una connessione finalmente all'altezza dei tempi.

โ€‹Tuttavia, tra il "dire" della banda larga e il "fare" dei cantieri, si รจ aperto un solco. Anzi, per essere precisi, si sono aperte delle voragini.

โ€‹Consultando i dati ufficiali sul sito di Open Fiber, la societร  che gestisce lโ€™infrastruttura affidandola ad aziende partner, emerge un dato che fa riflettere: il cantiere di Calvi Risorta risulta essere tra i pochi ancora ufficialmente aperti dal lontano 2024. Se da un lato l'attesa per la fibra ottica cresce, dall'altro la pazienza dei residenti รจ ormai ai minimi termini a causa delle condizioni disastrose in cui versano le arterie stradali interessate dagli scavi.

โ€‹Come diceva qualcuno, la domanda nasce spontanea: in questo limbo temporale, in attesa che i lavori vengano ultimati, chi deve occuparsi del ripristino del manto stradale? E se il ripristino definitivo non รจ ancora possibile, a chi spetta la messa in sicurezza e l'installazione della segnaletica per prevenire incidenti?

โ€‹La risposta non รจ unโ€™opinione, ma รจ scritta nero su bianco nellโ€™accordo operativo del piano PNRR. Allโ€™articolo 4, infatti, viene specificato chiaramente che:

โ€‹Lโ€™operatore deve garantire tutti gli accorgimenti e le cautele necessarie per prevenire danni e incidenti.

โ€‹In parole povere: finchรฉ il cantiere รจ aperto, la ditta esecutrice รจ l'unica responsabile della sicurezza stradale del tratto interessato. Polvere, buche profonde e segnaletica carente non sono "effetti collaterali" accettabili, ma violazioni di un accordo preciso.
โ€‹
โ€‹In questo scenario, il ruolo dellโ€™Amministrazione diventa fondamentale. Ci rivolgiamo direttamente alla Commissione Prefettizia, che sappiamo essere una nostra affezionata lettrice, affinchรฉ si faccia garante del rispetto di quanto previsto dall'accordo operativo.

โ€‹รˆ paradossale, se non addirittura offensivo per la cittadinanza, leggere dell'acquisto di una nuova autovettura per la Polizia Municipale quando le strade comunali somigliano a un percorso di guerra. A cosa serve un mezzo nuovo se il rischio di danni meccanici o, peggio, di incidenti a pedoni e automobilisti รจ dietro ogni angolo a causa di una manutenzione (e vigilanza) assente?
โ€‹
โ€‹Lโ€™efficientamento tecnologico รจ un bene prezioso, ma non puรฒ avvenire a discapito della sicurezza fisica dei cittadini. Calvi Risorta merita la banda ultra larga, ma merita anche โ€“ e soprattutto โ€“ di poter circolare senza mettere a rischio lโ€™incolumitร  propria e dei propri mezzi. รˆ tempo che chi deve controllare, controlli; e che chi deve ripristinare, lo faccia subito e a regola d'arte.

Sentite condoglianze alla famiglia. RIP.
17/01/2026

Sentite condoglianze alla famiglia. RIP.

Calendario liturgico settimanale della Parrocchia San Silvestro Papa di Visciano di Calvi Risorta.
16/01/2026

Calendario liturgico settimanale della Parrocchia San Silvestro Papa di Visciano di Calvi Risorta.

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16/01/2026

๐Ÿšจ ๐”๐‹๐“๐ˆ๐Œโ€™๐Ž๐‘๐€: ๐‚๐€๐ƒ๐„ ๐ˆ๐‹ ๐‚๐Ž๐Œ๐”๐๐„ ๐ƒ๐ˆ ๐๐ˆ๐†๐๐€๐“๐€๐‘๐Ž ๐Œ๐€๐†๐†๐ˆ๐Ž๐‘๐„

โ€‹Si chiude dopo soli otto mesi lโ€™amministrazione guidata dal sindaco Giovan Giuseppe Palumbo. Poco fa, la parola fine รจ stata sancita ufficialmente.

โ€‹Cosa รจ successo: Sette consiglieri comunali hanno rassegnato le proprie dimissioni, decretando lo scioglimento anticipato del Consiglio.

โ€‹Le conseguenze: L'avventura amministrativa di Palumbo termina prematuramente. A breve verrร  nominato un Commissario Prefettizio che guiderร  lโ€™ente fino a nuove elezioni.

โ€‹Il futuro: I cittadini di Pignataro Maggiore saranno chiamati nuovamente alle urne nella prossima tornata elettorale di maggio/giugno 2026.

16/01/2026

๐Ÿ”ด๐Ÿ”ด๐Ÿ”ด DEVASTANO LE COLLINE, NOI SAREMO BOSCO, SAREMO PRIMAVERA!

Sono bastati due giorni di lavoro per devastare ettari di terra. Completamente sradicato il noceto che insisteva sulla proprietร . Saccheggio e devastazione.

Questa รจ la situazione in Localitร  Cauciano, a Pignataro Maggiore, dove vorrebbero far nascere lโ€™ennesimo impianto: una centrale biomasse.

E stavolta non parliamo di zona industriale. Ma della parte alta dell'Agro Caleno, la zona collinare, un territorio incontaminato, fatto di verde e coltivazioni.

Due giorni che non sono stati, perรฒ, sufficienti al sindaco Palumbo per rompere il silenzio ed uscire dal mutismo che lo caratterizza.

Chi brinda รฉ sicuramente lโ€™ala โ€œmagliocchianaโ€ guidata dal vicesindaco โ€œimpiantistaโ€ Cesare Cuccaro.

Ma stiano sicuri che non resteremo a guardare. Brinda bene chi brinda ultimo!

Giovedรฌ ore 19, Ex Refettorio Monteoliveto di Pignataro Maggiore, Assemblea Popolare .

"๐‹โ€™๐ฎ๐ง๐ข๐œ๐š ๐ฏ๐ž๐ซ๐š ๐จ๐Ÿ๐Ÿ๐ž๐ฌ๐š ๐œ๐ก๐ž ๐ฎ๐ง๐š ๐œ๐จ๐ฆ๐ฎ๐ง๐ข๐ญ๐šฬ€ ๐ง๐จ๐ง ๐ฉ๐ฎ๐จฬ€ ๐ฉ๐ž๐ซ๐ฆ๐ž๐ญ๐ญ๐ž๐ซ๐ฌ๐ข, ๐๐จ๐ฉ๐จ ๐ฎ๐ง ๐๐ข๐ฌ๐ฌ๐ž๐ฌ๐ญ๐จ, ๐ง๐จ๐ง ๐žฬ€ ๐ฎ๐ง๐š ๐œ๐ซ๐ข๐ญ๐ข๐œ๐š ๐๐ฎ๐ซ๐š (๐š ๐ฆ๐ข๐จ ๐š๐ฏ๐ฏ๐ข๐ฌ๐จ ๐ง๐ž๐œ...
16/01/2026

"๐‹โ€™๐ฎ๐ง๐ข๐œ๐š ๐ฏ๐ž๐ซ๐š ๐จ๐Ÿ๐Ÿ๐ž๐ฌ๐š ๐œ๐ก๐ž ๐ฎ๐ง๐š ๐œ๐จ๐ฆ๐ฎ๐ง๐ข๐ญ๐šฬ€ ๐ง๐จ๐ง ๐ฉ๐ฎ๐จฬ€ ๐ฉ๐ž๐ซ๐ฆ๐ž๐ญ๐ญ๐ž๐ซ๐ฌ๐ข, ๐๐จ๐ฉ๐จ ๐ฎ๐ง ๐๐ข๐ฌ๐ฌ๐ž๐ฌ๐ญ๐จ, ๐ง๐จ๐ง ๐žฬ€ ๐ฎ๐ง๐š ๐œ๐ซ๐ข๐ญ๐ข๐œ๐š ๐๐ฎ๐ซ๐š (๐š ๐ฆ๐ข๐จ ๐š๐ฏ๐ฏ๐ข๐ฌ๐จ ๐ง๐ž๐œ๐ž๐ฌ๐ฌ๐š๐ซ๐ข๐š), ๐ฆ๐š ๐ฅโ€™๐ž๐ง๐ง๐ž๐ฌ๐ข๐ฆ๐š ๐ฌ๐ž๐ฆ๐ฉ๐ฅ๐ข๐Ÿ๐ข๐œ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž".

di Pietro Fera

Quando un Comune finisce in dissesto, le interpretazioni sbagliate arrivano sempre puntuali. Da un lato cโ€™รจ il fatalismo elegante: โ€œรจ il sistemaโ€, โ€œรจ la congiunturaโ€, โ€œรจ il destino dei piccoli comuniโ€. Dallโ€™altro cโ€™รจ la scorciatoia opposta: โ€œsono stati loroโ€, โ€œbasta cambiare facce e si riparteโ€, con il sottotesto non troppo nascosto di una campagna elettorale permanente. In mezzo, come corollario, spuntano le soluzioni semplicistiche: formule consolatorie e ideali da manifesto, che stanno in una frase e crollano alla prima riga di un atto.

Da docente universitario ormai adottato da questo territorio, leggo la realtร  locale con unโ€™attenzione forse inevitabile: curiositร  e deformazione professionale, per chi si occupa da anni della complessitร  dei sistemi contabili.

Ecco, il punto non รจ scegliere quale favola raccontare, ma รจ evitare che, nel rumore, Calvi Risorta diventi lโ€™ennesimo caso in cui ci si divide tra chi assolve tutto โ€œper sistemaโ€ e chi condanna tutto โ€œper propagandaโ€. Perchรฉ un dissesto รจ sempre due cose insieme: una fragilitร  strutturale che rende gli enti piccoli vulnerabili, e una storia locale fatta di scelte, omissioni, controlli (o mancati controlli) e qualitร  amministrativa. Negare una delle due dimensioni significa mentire โ€“ magari in buona fede โ€“ ma mentire.

In questo senso, lโ€™intervento di Alberico Martino ha un merito che va riconosciuto: rifiuta la caccia al capro espiatorio e ricorda che il dissesto non รจ una macchia morale, ma una questione serissima. Una questione che trova eco in analisi di settore (Fondazione Nazionale dei Commercialisti + CNDCEC, 2024; IFEL-Fondazione ANCI + Universitร  Caโ€™ Foscari, 2024; Corte dei conti โ€“ Sezione delle Autonomie, 2022): la crisi degli enti locali, soprattutto piccoli, ha cause ricorrenti โ€“ dalla riscossione debole alla rigiditร  della spesa, fino alla carenza di personale e competenze โ€“ e non nasce quasi mai in un solo giorno.

Su questo snodo, perรฒ, si apre la zona dโ€™ombra dellโ€™impostazione di Martino, a cui indirettamente fa eco lโ€™intervento di Massimo Zona, perchรฉ la cornice non puรฒ e non deve diventare mai un alibi: non cercare il capro espiatorio non significa che non esistono responsabilitร ; non significa che tutto si sciolga in una nube sociologica; e soprattutto non significa che, davanti ad atti ufficiali che descrivono criticitร  molto concrete, si possa parlare come se il problema fosse solo โ€œla realtร  dei piccoli comuniโ€. Gli atti richiamano elementi tuttโ€™altro che astratti: squilibri di parte corrente, previsioni non attendibili, fondi non corretti, uso improprio di vincoli, disordine amministrativo.

Queste non sono congiunture: sono tracce di gestione. E quando la contabilitร  diventa opaca o strutturalmente debole, il โ€œsistemaโ€ non รจ piรน una spiegazione: รจ il contesto dentro cui qualcuno ha comunque operato, firmato, deciso, controllato โ€“ o non controllato.

Su questa frattura, quasi come contrappasso, si innesta lโ€™intervento di Vito Taffuri, a cui va riconosciuto un merito: riportare il dibattito a terra. Dire che la crisi non รจ unโ€™entitร  metafisica, ma un insieme di fatti documentati, รจ salutare e fa bene a ricordare che, su Calvi Risorta, esistono verbali, relazioni, rilievi: la realtร  non si sposta con una dichiarazione e neppure con una buona intenzione.

Tuttavia, Taffuri inciampa nel vizio speculare: la sicurezza che diventa slogan. โ€œI numeri hanno nomi e cognomiโ€ รจ una frase perfetta per un comizio, molto meno perfetta per unโ€™analisi concreta. Perchรฉ i nomi e cognomi, se vogliamo davvero pronunciarli, non sono un bersaglio unico: includono la politica, certo, ma anche gli apparati, le firme, le istruttorie, i controlli, la catena amministrativa tutta. Quando invece si afferma con certezza assoluta che la responsabilitร  ha un perimetro โ€œgiร  definitoโ€, la linea di confine tra analisi e campagna politica si assottiglia pericolosamente.

Infine, tra la colpevolizzazione e lโ€™autocommiserazione spuntano le soluzioni semplicistiche, tra cui si rinviene la piรน elegante perchรฉ si traveste da โ€œsoluzione di sistemaโ€: lโ€™idea che unioni e fusioni siano, di per sรฉ, lo strumento risolutivo del dissesto. Martino la evoca come sbocco naturale e Massimo Zona la rivendica con toni ancora piรน netti, richiamando incentivi, deroghe e prioritร  nei finanziamenti che, sia chiaro, rappresentano un forte nucleo di veritร : il legislatore incentiva davvero le fusioni con contributi pluriennali e misure di favore.

Il salto che non regge, perรฒ, รจ trasformare quellโ€™impianto incentivante in una promessa di โ€œcuraโ€ automatica e rapida. Lo dicono, paradossalmente, anche fonti istituzionali che pure promuovono lโ€™associazionismo: la stessa Corte costituzionale (richiamata in un dossier della Camera) ha messo in guardia dallโ€™idea che lโ€™aggregazione sia sempre efficiente, sottolineando che lโ€™obbligo rigido รจ irragionevole quando non consente di dimostrare che, in concreto, non si realizzano economie di scala o miglioramenti del servizio (problemi di prossimitร , geografia, dispersione territoriale).

E lo conferma anche lโ€™evidenza โ€œtecnicaโ€ piรน solida: nello studio della Banca dโ€™Italia: โ€œLโ€™Unione (non) fa la forza?โ€, la relazione fra dimensione e costi/efficienza non รจ una retta ascendente di benefici, ma una curva a U: le economie di scala possono emergere fino a una certa soglia (mediamente 7.500 abitanti), prima che possano comparire delle diseconomie legate a complessitร , coordinamento, distanza, congestionamento. Peraltro, gli effetti della gestione associata non sono uniformi e tendono a manifestarsi solo su alcune funzioni e โ€œcol tempoโ€, non come miracolo immediato.

In aggiunta, va considerato che i contributi non sono una bacchetta magica: sono limitati, temporanei e condizionati, e non cancellano la sostanza economica e giuridica di una crisi. La fusione non รจ un tasto โ€œresetโ€: il nuovo ente subentra nei rapporti attivi e passivi, e cambiare cappello istituzionale non fa sparire passivitร  e contenziosi.

Insomma: unioni e fusioni possono essere una scelta politica legittima e persino utile, ma non sono โ€œlโ€™unico toccasanaโ€ e non autorizzano la promessa implicita โ€“ troppo comoda โ€“ dellโ€™uscita rapida dal dissesto.

Quando si proclamano certezze su effetti e tempi, si sta facendo proprio ciรฒ che si dovrebbe evitare: sostituire un problema complesso (molto complesso) con una soluzione troppo semplice.
Perchรฉ lโ€™unica vera offesa che una comunitร  non puรฒ permettersi, dopo un dissesto, non รจ una critica dura (a mio avviso necessaria), ma lโ€™ennesima semplificazione.

16/01/2026
๐‚๐š๐ฅ๐ฏ๐ข ๐‘๐ข๐ฌ๐จ๐ซ๐ญ๐š: ๐ข๐ง ๐š๐ซ๐ซ๐ข๐ฏ๐จ ๐ฎ๐ง๐š ๐ง๐ฎ๐จ๐ฏ๐š ๐š๐ฎ๐ญ๐จ ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฅ๐š ๐Œ๐ฎ๐ง๐ข๐œ๐ข๐ฉ๐š๐ฅ๐ž. ๐Œ๐š ๐ฅ๐š ๐ฌ๐ข๐œ๐ฎ๐ซ๐ž๐ณ๐ณ๐š ๐ง๐จ๐ง ๐ฌ๐ข๐š ๐ฌ๐จ๐ฅ๐จ ๐ฎ๐ง ๐š๐ง๐ง๐ฎ๐ง๐œ๐ข๐จ.โ€‹Con la determinazio...
15/01/2026

๐‚๐š๐ฅ๐ฏ๐ข ๐‘๐ข๐ฌ๐จ๐ซ๐ญ๐š: ๐ข๐ง ๐š๐ซ๐ซ๐ข๐ฏ๐จ ๐ฎ๐ง๐š ๐ง๐ฎ๐จ๐ฏ๐š ๐š๐ฎ๐ญ๐จ ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฅ๐š ๐Œ๐ฎ๐ง๐ข๐œ๐ข๐ฉ๐š๐ฅ๐ž. ๐Œ๐š ๐ฅ๐š ๐ฌ๐ข๐œ๐ฎ๐ซ๐ž๐ณ๐ณ๐š ๐ง๐จ๐ง ๐ฌ๐ข๐š ๐ฌ๐จ๐ฅ๐จ ๐ฎ๐ง ๐š๐ง๐ง๐ฎ๐ง๐œ๐ข๐จ.

โ€‹Con la determinazione n. 6 del 14 gennaio 2026, lโ€™ente ha ufficializzato i passi avanti per lโ€™acquisto di una nuova autovettura a basse emissioni inquinanti. Lโ€™iter era partito nel giugno 2025, quando lโ€™allora amministrazione commissariale presentรฒ domanda per i contributi regionali destinati alla sicurezza urbana.

โ€‹Il progetto, ammesso a finanziamento dalla Regione Campania, prevede una spesa complessiva di 28.300,00 euro. La ripartizione dei costi vede:

โ€‹19.810,00 euro coperti da fondi regionali;
โ€‹8.490,00 euro a carico del bilancio comunale.

โ€‹Sebbene l'ottenimento di un finanziamento che copre il 70% della spesa sia tecnicamente un'operazione vantaggiosa, resta il nodo delle risorse proprie dellโ€™ente. In un Comune dove, per usare un eufemismo calzante, "lโ€™acqua รจ poca e la papera non galleggia", ogni euro investito dai cittadini caleni deve tradursi in benefici tangibili e immediati.

โ€‹Lโ€™acquisto del veicolo non deve essere un semplice aggiornamento del parco auto, ma lo strumento per attuare quanto previsto dal bando e dalla stessa determina comunale. Gli obiettivi dichiarati sono ambiziosi.

โ€‹Prevenzione del degrado: contrastare i fenomeni di disagio sociale e degrado urbano in base alle criticitร  del territorio.

โ€‹Potenziamento tecnologico: intensificare i controlli attraverso lโ€™uso di strumentazione moderna.

โ€‹Presenza sul territorio: garantire unโ€™organizzazione logistica che permetta una vigilanza costante e capillare

โ€‹I contribuenti caleni, giร  gravati da una pressione fiscale non indifferente, hanno il diritto di vedere i propri sacrifici trasformati in servizi efficienti. La sicurezza non puรฒ restare chiusa in un garage o limitarsi a una questione di "immagine" istituzionale.

โ€‹Il nuovo veicolo ecologico deve rappresentare lโ€™inizio di una fase di maggiore controllo del territorio, specialmente nelle zone piรน isolate o colpite da fenomeni di sversamento illecito e microcriminalitร .

Ci si aspetta, dunque, che gli impegni assunti dallโ€™ente non restino sulla carta della determina n. 6, ma diventino pattugliamenti, prevenzione e sicurezza reale. โ€‹La cittadinanza resterร  vigile: a fronte di un investimento pubblico, i risultati devono essere altrettanto pubblici e verificabili.

I Love Calvi Risorta

15/01/2026

Cโ€™รจ unโ€™Italia che non finisce nei comunicati ufficiali, che non entra nelle celebrazioni del 25 aprile nรฉ nei discorsi sulla legalitร  a uso e consumo dei convegni. รˆ lโ€™Italia dei cronisti di frontiera. Quelli che non hanno scorte, uffici stampa, protezioni vere. Quelli che restano soli, co...

๐‹'๐ฎ๐ง๐ข๐จ๐ง๐ž ๐ญ๐ซ๐š ๐‚๐จ๐ฆ๐ฎ๐ง๐ข ๐ง๐จ๐ง ๐žฬ€ ๐ฎ๐ง'๐ข๐ฅ๐ฅ๐ฎ๐ฌ๐ข๐จ๐ง๐ž.di Massimo Zona "Chiariamo subito un punto: non intendo entrare in polemica con ...
15/01/2026

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di Massimo Zona

"Chiariamo subito un punto: non intendo entrare in polemica con altri opinionisti. Ognuno รจ pienamente libero di avere la propria visione e di esprimerla. Il confronto di idee รจ sempre legittimo e, quando รจ serio, รจ anche utile. Vorrei solo dire la mia idea sullโ€™unione e sulla fusione di comuni.

Non รจ unโ€™illusione nรฉ una semplificazione.

La legge prevede incentivi cosรฌ ampi e strutturali alle unioni e alle fusioni di comuni da renderle, nei fatti, uno strumento risolutivo, soprattutto sul piano finanziario. Parliamo di trasferimenti statali aggiuntivi pluriennali, di prioritร  assoluta nellโ€™accesso ai fondi, di allentamento dei vincoli di finanza pubblica, di deroghe sul personale, di razionalizzazione immediata dei costi. Non di auspici, ma di norme vigenti.

Unendo tre o quattro comuni:

โ€ข si azzera il disavanzo strutturale nel medio periodo grazie ai contributi straordinari;

โ€ข si supera la frammentazione degli uffici, concentrando personale, competenze e funzioni;

โ€ข si riducono drasticamente duplicazioni, consulenze, micro-appalti inefficaci;

โ€ข si accede a bandi e finanziamenti preclusi ai piccoli enti;

โ€ข si rafforza la capacitร  di riscossione e di programmazione.

Altro che โ€œsomma di debolezzeโ€: la fusione crea massa critica amministrativa, che รจ esattamente ciรฒ che oggi manca ai piccoli comuni. Dire che โ€œnon risolve nullaโ€ significa ignorare il disegno del legislatore, che da anni spinge in questa direzione perchรฉ ha preso atto di un dato semplice: il comune piccolo, isolato e sottodimensionato non รจ piรน sostenibile.

Il dissesto non nasce perchรฉ gli amministratori sono cattivi o incapaci (anche se capita), ma perchรฉ la scala non regge piรน. La fusione non รจ una scappatoia, รจ una cura sistemica pensata proprio per:

โ€ข sanare i conti,
โ€ข rendere efficiente la macchina amministrativa,
โ€ข restituire capacitร  di governo al territorio.

Continuare a difendere lโ€™autonomia del โ€œpiccolo comune a tutti i costiโ€ non รจ realismo amministrativo: รจ nostalgia istituzionale.
E la nostalgia non paga stipendi, non chiude bilanci, non evita il default.

La veritร  รจ semplice e scomoda: chi oggi rifiuta lโ€™unione dei comuni, spesso rifiuta la soluzione perchรฉ mette in discussione rendite di posizione, micro-poteri e identitร  amministrative ormai insostenibili. Le fusioni non sono un rischio. Sono lโ€™unico vero toccasana previsto dallโ€™ordinamento per uscire dal dissesto e tornare a governare, invece di sopravvivere".

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