21/12/2025
PASSO DOPO PASSO VERSO POSSIBILI CONDIZIONI PIÙ INVERNALI.
A partire dai primi giorni della settimana entrante ci aspetta un periodo piuttosto lungo caratterizzato dalla presenza di un campo anticiclonico alle alte latitudini, la cui posizione oscillerà tra la pen*sola scandinava e il settore atlantico prossimo alle Isole Britanniche. Come abbiamo già più volte ribadito, si andrà così aprendo una fase meteorologica propensa alla discesa di impulsi di aria fredda che scivoleranno lungo il fianco orientale dell’alta pressione per essere incanalati verso questa o quella regione europea a seconda della posizione che andrà ad assumere il massimo gradiente del campo barico, cioè il dislivello di pressione più accentuato che rappresenta da sempre il motore delle irruzioni. Saranno dinamiche di stampo invernale che andranno seguite passo dopo passo perché un po’ indigeste alla modellistica numerica che, in questi casi, si trova a fare i conti con movimenti settentrionali o retrogradi su un territorio complesso che presenta non pochi ostacoli orografici.
Ci vorrà quindi del tempo per districare la matassa di calcoli e di soluzioni che, pur confermando anche oggi nelle linee generali quanto abbiamo scritto nelle ultime analisi, devono ancora trovare la convergenza verso quelli che saranno gli scenari più probabili per i possibili eventi per potrebbero scaturire da questa configurazione che si sta per delineare a grande scala. Il primo di questi episodi riguarderà il movimento di un piccolo nucleo di aria artico-continentale di circa -28/-30 °C a 500 hPa che, sotto la spinta dell’anticiclone scandinavo e della circolazione ciclonica in procinto di isolarsi sul Mediterraneo a seguito del passaggio della perturbazione ormai prossima a interessarci, nel corso della vigilia di Natale attraverserà i paralleli centrali del nostro continente per raggiungere la Francia (figura a sinistra).
La parte più intensa dell’irruzione, caratterizzata da isoterme comprese tra -6 e -9 °C a 850 hPa, transiterà a nord dell’arco alpino ma permetterà comunque che qualche refolo possa raggiungere anche la Pianura Padana per poi dare qualche segno più tangibile, in termini di raffreddamento, a ridosso delle alpi piemontesi (figura a destra). In un contesto di tempo instabile governato dall'ampia circolazione ciclonica presente in quota sulla verticale dell’Italia e in particolare da un minimo al livello del mare che dovrebbe collocarsi in prossimità del Mare di Sardegna, questa dinamica comporterà probabilmente il passaggio di una fase con precipitazioni sulle regioni settentrionali proprio tra mercoledì 24 e giovedì 25 dicembre.
È ovvio che, essendoci di mezzo proprio la cerchia alpina nel dosare quanta aria fredda potrebbe entrare sul nostro versante e trattandosi del moto retrogrado di un nucleo di limitata estensione spaziale, sono ancora possibili correzioni anche lievi ma determinanti nel definire i dettagli delle condizioni atmosferiche attese nelle prossime 72-96 ore. Teniamo comunque presente questo scenario ed entro martedì forniremo qualche dettaglio in più relativo a questa evoluzione che avrà certamente caratteristiche un po’ più consone alla stagione invernale, iniziata oggi anche dal punto di vista astronomico.