GoTourig Storytelling

GoTourig Storytelling Raccontaci il tuo viaggio

24/01/2026

“Sogna, ragazzo sogna”.È il filo che unisce i suoi passi, dalle strade del Matese ai tracciati più estremi del mondo.Rob...
24/01/2026

“Sogna, ragazzo sogna”.

È il filo che unisce i suoi passi, dalle strade del Matese ai tracciati più estremi del mondo.

Roberto Boiano corre da sempre con un sogno cucito addosso, lo stesso che parte dal Matese e arriva ovunque ci sia una strada da percorrere.

Quando la fatica si fa sentire e il silenzio diventa compagno di viaggio, Roberto continua a correre, fedele alle sue parole e ai suoi ideali.

Ogni chilometro è una scelta, ogni ultramaratona è un atto di coraggio.

Non ha mai lasciato il suo sogno solo contro il mondo.

L’ha difeso con la costanza, con il sacrificio, con la passione di chi crede che correre significhi essere liberi.

Lo sa quando indossa la sua livrea, quando porta il nome di San Gregorio Matese nel mondo, quando corre non solo per sé ma per un’intera comunità.

Lo sa perché nessuno può più dirgli niente: la vittoria più grande è restare fedeli a se stessi.

E allora, ogni volta che Roberto passa la mano sul percorso già fatto, sui 350 ultramaratone, sui 300.000 chilometri di vita corsa, sorride e riparte. Perché il sogno non finisce mai.

Roberto Boiano affronta l’Ultra Trail Gazelles nel Sahara: la luna decorata dalle stelleSan Gregorio Matese, Italia – Ro...
17/01/2026

Roberto Boiano affronta l’Ultra Trail Gazelles nel Sahara: la luna decorata dalle stelle

San Gregorio Matese, Italia – Roberto Boiano, il maratoneta del Matese, ha scritto un nuovo capitolo della sua incredibile carriera ultramaratoneta partecipando all’Ultra Trail Gazelles nel cuore del Sahara tunisino. Una sfida estenuante di 110 km tra dune di sabbia, venti impetuosi e temperature che oscillano dal caldo afoso di giorno al freddo intenso di notte.

Per Roberto correre nel Sahara significa vivere l’ultramaratona nella sua forma più pura: lontano da ogni comodità, immerso in paesaggi mozzafiato e affrontando le sfide più estreme. “Essere un maratoneta estremo è questo”, racconta Roberto, “correre dove ogni passo è una lotta, ma anche un’emozione indescrivibile”.

La gara parte all’alba con una temperatura mite che presto lascia spazio al caldo cocente del deserto, e solo al calar del sole il freddo comincia a farsi sentire. Dopo 60 km, Roberto si prepara per affrontare la notte, quando la stanchezza e il gelo diventano nemici costanti. Ogni passo sulla sabbia instabile è un test di resistenza e concentrazione.

E proprio di notte, sotto il cielo africano l'amico di Roberto Mohi Eddin Rabhi Mouheddine Rebhi, campione africano e figlio di Ghazala Al-Ba racconta la sua esperienza con parole che diventano quasi poesia:

قمر جميل حين تزينه النجوم ⭐️هكذا هي الغزالة مع ابنائها💫العداء محي الدين رابحي Mouheddine Rebhi بطل افريقيا ماستار و ابن الغزالة البار 🌟 له كل الشكر والتقدير على كل ما يقدمه لي إنجاح Ultra Gazelles ⭐️0-6⭐️ وكل سابقتها … متمنين له مزيد من التالق والنجاح 🤩والغزالة ما تروق وتحلى إلى بأبنائها 🦌

“La luna è bella quando è decorata dalle stelle ⭐️”. Ho tutti i ringraziamenti e gli apprezzamenti per tutto quello che mi ha fatto per il successo di Ultra Gazelles... e tutti quelli prima di lei... Gli auguriamo più brillantezza e successo 🤩 e i cervi saranno felici con i loro bambini 🦌 ينه النجوم

Questa metafora simbolo di bellezza e magia, descrive perfettamente il contesto unico del Sahara notturno. La luna, le stelle e l’immensità del deserto accompagnano ogni passo del maratoneta matesino, rendendo l’esperienza al contempo dura e affascinante.

Al termine della gara, Roberto Boiano ha raggiunto un prestigioso secondo posto, dimostrando ancora una volta la sua determinazione e il valore di anni di allenamenti e ultramaratone estreme in tutto il mondo.

Questa impresa conferma Roberto non solo come un atleta straordinario, ma anche come ambasciatore del Matese e dello sport estremo a livello internazionale, portando con sé la passione per la corsa e la bellezza dei luoghi che rappresenta, dalla sua terra fino ai deserti più remoti del mondo.

Sardegna Wild West: quando il tempo si perde e il viaggio restaDal cammino di Elio Pagliaro e Anna RosaLa linea dell’ori...
06/01/2026

Sardegna Wild West: quando il tempo si perde e il viaggio resta

Dal cammino di Elio Pagliaro e Anna Rosa

La linea dell’orizzonte continua a spostarsi, ma senza mai davvero allontanarsi.
Dopo i Giorni 4, 5, 6 – ormai fusi in un unico flusso – il viaggio di Elio e Anna Rosa prosegue e si allarga.

Sardegna Wild West, Giorni 8-9-10.
210 km andati.

Dieci giorni in cui il mare e la m***agna si sono osservati a vicenda, come due poli che non smettono mai di chiamarsi. Le m***agne viste dal mare, il mare guardato dall’alto delle creste: un continuo scambio di prospettive che è poi il senso stesso del camminare.

Le notti di luna piena hanno cancellato il buio: si cammina, si m***a la tenda, si vive anche quando dovrebbe essere notte. Una luce sospesa che rende tutto più reale, più nitido, quasi fuori dal tempo.

E poi gli incontri. Persone che, a sentirle parlare e a guardarle vivere, sembrano appartenere a “un’altra nazione”. Non per distanza geografica, ma per modo di stare al mondo. Gesti lenti, parole dirette, vite che seguono ritmi antichi e solidi, come la terra su cui poggiano.

Qui la Sardegna si conferma wild non per spettacolo, ma per autenticità. È aspra, generosa, ironica, forte.
E quando le parole finiscono, resta una sola certezza condivisa davanti a una birra: Ichnusa. Un simbolo semplice, concreto, che sa di appartenenza e di fine giornata.

Elio e Anna Rosa continuano a camminare così: senza fretta, senza contare davvero i giorni, lasciando che siano i chilometri, la luce e gli incontri a fare da bussola.
E noi continuiamo a seguirli, perché in questo andare lento c’è un modo diverso – e necessario – di guardare il mondo.

29/12/2025
Tra vento, silenzi e tramonti: Elio e Anna Rosa nella Sardegna più selvaggia Sardegna Wild West – Giorno 3San Giovanni i...
29/12/2025

Tra vento, silenzi e tramonti: Elio e Anna Rosa nella Sardegna più selvaggia

Sardegna Wild West – Giorno 3
San Giovanni in Sinis
Circa 50 km andati

Elio e Anna Rosa proseguono la loro camminata in uno dei luoghi più sconosciuti e autentici della Sardegna occidentale. Qui il tempo sembra avere un altro passo, e anche loro, lentamente, si adeguano.

“La Sardegna, però, pretende rispetto e restituisce emozioni soprattutto quando cala il sole. Di notte dà il meglio di sé, ma lo fa a modo suo.

Al mattino i denti battono per il freddo, la notte il vento arriva da più direzioni, imprevedibile, come se volesse mettere alla prova chi osa fermarsi. Le condizioni climatiche non sono le più favorevoli: vento e freddo, soprattutto dopo il tramonto. Eppure, la bellezza della natura è disarmante, e ogni disagio passa in secondo piano.

San Giovanni in Sinis è uno dei luoghi più suggestivi del Golfo di Oristano, nel cuore della Sardegna centro-occidentale: colori intensi in ogni stagione, mare cristallino, panorami mozzafiato ovunque si posi lo sguardo. Scenografiche insenature si alternano a tratti di costa selvaggia, dove il silenzio è rotto solo dal vento e dal mare.

Il giorno, finalmente, scalda. E quando arriva, vorrebbero non finisse mai. Ma la sera cala in fretta e la routine del cammino impone i suoi ritmi: cena alle 17:30, “manco in una casa di riposo”, scrivono ridendo.
Qui, però, non è questione di età: è sopravvivenza, adattamento, ascolto del luogo.

E domani si riparte. Sempre più dentro la Sardegna più vera.

Elio e Anna Rosa, dove c’eravamo lasciati?Alla fine di un’estate epica, 3.200 km fino a Trondheim, con le biciclette fin...
28/12/2025

Elio e Anna Rosa, dove c’eravamo lasciati?
Alla fine di un’estate epica, 3.200 km fino a Trondheim, con le biciclette finalmente a riposo e il cuore ancora in viaggio. Ma chi si ferma è perduto, dice il proverbio. E loro, Elio e Anna Rosa, nei meandri della normalità non hanno alcuna intenzione di perdersi.

Perché per loro il tempo dedicato al viaggio non è mai tempo sottratto: è tempo guadagnato. Guadagnato in sguardi nuovi, in emozioni che non si consumano, in strade – o sentieri – che diventano casa anche solo per un giorno. Cambiano i mezzi, non lo spirito: questa volta la bici resta appoggiata al muro, sostituita da piedi, zaino e autonomia totale. Nuovo giro, nuova avventura. E noi, spettatori affezionati, siamo di nuovo qui, pronti a seguirli passo dopo passo, almeno con il pensiero.

Dove ci troviamo oggi?
Per la serie “Armiamoci e partiamo”, Elio e Anna Rosa aprono un nuovo capitolo:

Sardegna Wild West – Giorno 1

200 km a piedi in autonomia
Santa Caterina di Pittinuri, nel comune di Cuglieri (OR), è una località della costa occidentale della Sardegna nota per la sua spiaggia sabbiosa mista a ciottoli, incastonata tra scogliere di calcare bianco che le conferiscono un fascino unico. A dominare il paesaggio è la Torre di Pittinuri, mentre poco distante si trova il celebre S’Archittu, un suggestivo arco naturale scavato dal mare.

Le acque cristalline, che sfumano dal verde smeraldo all’azzurro intenso, rendono questa zona ideale per snorkeling, immersioni e sport acquatici. La località offre anche servizi essenziali, pur mantenendo un forte legame con la natura e un’atmosfera autentica, che regala tramonti spettacolari, tra i più suggestivi dell’isola.

È una Sardegna aspra e rigogliosa insieme, lontana dal turismo di massa, fatta di silenzi, di tramonti spettacolari e di cammini che non concedono sconti. Un territorio ideale per chi cerca autenticità, per chi non ha fretta di arrivare ma desidera attraversare.

Elio e Anna Rosa ripartono così: passo dopo passo, con lo stesso spirito che li ha portati fino a Trondheim. Cambia il panorama, cambia il ritmo, ma resta intatta la voglia di scoprire, di mettersi alla prova, di vivere il viaggio come forma di libertà.

E noi li seguiamo ancora, con la certezza che ogni loro partenza non è mai una fuga, ma un ritorno all’essenziale.

A Daytona, Roberto Boiano ha vissuto un’ultramaratona diversa da tutte quelle affrontate finora, lontana dalle sue m***a...
20/12/2025

A Daytona, Roberto Boiano ha vissuto un’ultramaratona diversa da tutte quelle affrontate finora, lontana dalle sue m***agne ma non meno dura. La Daytona 100 Miles parte da Jacksonville e termina a Daytona, proprio sotto la celebre Ponce Inlet Lighthouse, un arrivo spettacolare che ripaga ogni sofferenza.

Fin dai primi chilometri si corre con l’oceano Atlantico sulla sinistra, sempre presente, quasi ipnotico. Il percorso regala paesaggi bellissimi: lunghe strade costiere, villette in perfetto stile americano, grandi SUV che sembrano usciti da un film, e quell’atmosfera tipica degli Stati Uniti che accompagna il corridore per ore e ore.

Ma se lo scenario è affascinante, la gara è durissima. Le 100 miglia sono completamente piatte, senza una sola salita o discesa che permetta di “respirare”. Per Roberto, abituato ai saliscendi del Matese, questa è stata forse la difficoltà maggiore. I rettilinei infiniti, veri e propri “spacca-cervello”, mettono a dura prova la mente: uno in particolare, lungo quasi 40 chilometri, senza nemmeno una mezza curva, sembrava non finire mai. Guardare troppo avanti significava sentirsi la testa imballata, così bisognava spezzare la corsa in piccoli tratti, un passo alla volta.

Le aid station, posizionate circa ogni 10 miglia, diventavano punti di riferimento fondamentali, piccole oasi dove riorganizzarsi prima di ripartire contro caldo, fatica e monotonia.

A rendere ancora più speciale l’esperienza è stato l’incontro con alcuni veri miti dell’ultramaratona mondiale: atleti come Cris Costman, Mario Lacerda e Bob Bacher, 80 anni, finisher della leggendaria Badwater 135. Incrociare questi nomi lungo il percorso dà forza, motivazione e la sensazione di far parte di una grande famiglia globale di ultrarunner.

E poi il traguardo. Arrivare sotto la torre del faro di Ponce Inlet, dopo 160 chilometri di oceano, asfalto e sabbia, è un’emozione che resta impressa. A Daytona, Roberto non ha solo corso una gara: ha affrontato una sfida mentale estrema, diversa da quelle di m***agna, portando ancora una volta con sé lo spirito del Matese, dimostrando che la vera forza dell’ultramaratoneta è saper resistere ovunque, anche quando la strada sembra infinita e tutta uguale.

Indirizzo

San Lucia 45
Campobasso
86100

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando GoTourig Storytelling pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi