30/07/2026
New York, come tutte le grandi metropoli, è ricca di contraddizioni dove convivono persone schifosamente ricche, come il suo cittadino più illustre Donald Trump che possiede grattacieli come il Trump Tower che celebra il mito del quarantacinquesimo presidente americano, e persone che vivono nella miseria più nera, passando da un consumismo esagerato a un immenso senso del lavoro.
Si dice che New York sia la città che non dorme mai ed è vero, ma non nel senso che la gente entra ed esce da un bar all'altro, bensì nel senso che si lavora giorno e notte ininterrottamente.
Credo che il benessere di una città non si valuti da quanto siano pieni i locali la sera ma da quanta gente la sera va a letto presto perché il giorno successivo deve andare a lavoro.
Il comune di New York conta oltre otto milioni di cittadini mentre la sua area metropolitana supera i venti milioni di abitanti, e tutto quello che di grande è stato fatto lo si è realizzato in appena duecento anni.
In questo secondo viaggio negli Stati Uniti mi ha colpito molto una crescita di sensibilità salutista dei cittadini.
Ho sempre pensato che salutismo e ambientalismo fossero due facce della stessa medaglia.
Invece no e questo ai miei occhi è parsa come un'altra enorme contraddizione.
Gli americani non sono ambientalisti, tutt'altro, vivono costantemente in locali dove la temperatura è di diciotto gradi con un consumo energetico non indifferente, non conoscono cosa significhi la raccolta differenziata e viaggiano per lo più in auto con motori termici tradizionali inquinanti, eppure quando nella pausa pranzo scendono dai grattacieli per pranzare, mangiano le loro bowl assolutamente bilanciate fra proteine, carboidrati e fibre. Non si fanno mai mancare abbondanti porzioni di frutta fresca di stagione.
In fondo non esistono gli “americani” trattandosi di un miscuglio di tutti i popoli del mondo: asiatici, africani, europei, sudamericani in un miscuglio di culture dove non si sceglie se mangiare carne o pesce ma si sceglie se mangiare asiatico, italiano, indiano, turco o ispanico ecc ecc.
In quei giorni pensavo che in Italia c'è chi parla di stop agli sbarchi, di remigrazione e altre sciocchezze del genere, facendomi l'idea che la storia, quella millenaria come la nostra, dopo un certo periodo si riavvolge su se stessa facendoci tornare indietro.
Attualmente siamo all’incirca nell’alto medioevo.
Un popolo progredisce quando è capace di integrare culture, saperi e tecnologie. Lo ha fatto l’impero romano prima, lo hanno fatto gli Stati Uniti dopo, ma sembra che noi questa verità l’abbiamo dimenticata.