23/04/2026
A maggio, milioni di persone assisteranno al 70esimo Eurovision Song Contest.
Per il terzo anno consecutivo, Israele sarà celebrato sul palco, nonostante il genocidio in corso a Gaza e l’accanimento di oggi sul Libano.
Ciò mentre la Russia rimane al bando per la sua invasione illegale dell’Ucraina.
Come musicisti e operatori culturali che vivono e lavorano nell’ambito d’azione dell’Unione Europea di Radiodiffusione (Ebu), rifiutiamo che anche una manifestazione canora come l’Eurovision venga utilizzata per insabbiare e normalizzare il genocidio, l’assedio e la brutale occupazione militare di Israele contro i palestinesi e contro Beirut.
Roger Waters, Peter Gabriel, Massive Attack, Kneecap, Brian Eno, Sigur Rós, Nadine Shah e altri mille artisti hanno firmato il manifesto stilato su iniziativa di “No music for genocide”.
Oggi le firme sono 1001; quella nuova è la mia.
Paolo