22/06/2026
". Splendeva in lui anche lo spirito di profezia,"
Una fonte Francescana al giorno
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3. Splendeva in lui anche lo spirito di profezia, tant'è vero che prevedeva il futuro e leggeva i segreti dei cuori, vedeva le cose lontane come se fossero presenti e lui stesso si faceva vedere presente in maniera meravigliosa, alle persone lontane.
Quando l'esercito cristiano stava assediando Damiata, c'era anche l'uomo di Dio, munito non di armi ma di fede.
Venne il " giorno della battaglia ", in cui i cristiani avevano stabilito di dare l'assalto alla città.
Quando seppe questa decisione, il servo di Cristo, uscendo in forti lamenti, disse al suo compagno: " Se si tenterà I'assalto, il Signore mi ha rivelato che non andrà bene per i cristiani. Ma, se io dirò questo, mi riterranno un pazzo; se tacerò non potrò sfuggire al rimprovero della coscienza. Dunque: a te che cosa sembra meglio? ".
Gli rispose il suo compagno: " Fratello, non preoccuparti affatto del giudizio della gente: non è la prima volta che ti giudicano pazzo. Líberati la coscienza e abbi timore più di Dio che degli uomini ".
A queste parole, I'araldo di Cristo affronta pieno di slancio, i crociati e, preoccupato di salvarli dai pericolo, cerca di impedire l'attacco, preannuncia la disfatta.
Ma la verità viene presa per una favola: indurarono il loro cuore e non vollero convertirsi.
Si va, si attacca battaglia, si combatte, e tutto l'esercito cristiano si volge in fuga: frutto dell'attacco non è il trionfo, ma l'obbrobrio. Le schiere dei cristiani tornarono decimate da un terribile macello: circa sei mila tra morti e prigionieri.
Allora fu ben chiaro, ben evidente che non si doveva disprezzare la sapienza del povero, poiché il cuore delI'uomo giusto annuncia talvolta le cose vere meglio di sette sentinelle in vedetta.