22/03/2026
Ieri sera cena con il Wine Club di Castelleone.
Regola: bottiglia nascosta, tema obbligatorio 100% Pinot Nero.
Sei bottiglie, tre paesi, due metodi spumante e due fermi. Ecco com’è andata.
🍾 Gabriel-Pagin Fils – Brut Nature Blanc de Noirs Premier Cru
Champagne 100% Pinot Nero, 84 mesi sui lieviti.
La complessità si sentiva tutta. Struttura, profondità, persistenza.
Una delle due preferite della serata.
🍾 Calatroni – Poggio dei Duca
Metodo Classico Oltrepò Pavese, 48 mesi di affinamento.
Molto piacevole, fresco e pulito. Confrontato con il Gabriel-Pagin risultava però ancora giovane nel suo percorso.
🍷 Bourgogne Pinot Noir 2023 – Gilbert et Christine Felettig
Borgogna nel senso più classico del termine. Elegante, preciso, con quella leggerezza tipica del Pinot Nero quando è fatto bene.
L’altra preferita della serata.
🍷 Glen Pinot Nero Riserva 2022 – Kurtatsch, Alto Adige
Frutto vivace, tannini setosi, buona struttura. Un Alto Adige che sa il fatto suo.
🍷 Glen Pinot Nero Riserva 2017 – Kurtatsch, Alto Adige
Stessa bottiglia, cinque anni di differenza. La 2017 aveva già superato il suo momento migliore. Un promemoria utile: il Pinot Nero ha una finestra di bevibilità precisa, e rispettarla fa tutta la differenza.
🍾 Contratto – For England Rosé, Alta Langa Pas Dosé 2019
Piemonte, 100% Pinot Nero in versione rosé. Interessante sulla carta, ma non ha convinto il tavolo.
La Francia ha fatto la voce grossa, ma il vero momento della serata è stato aprire due bottiglie identiche con esiti completamente diversi.
Il Pinot Nero non perdona chi aspetta troppo.
Voi avete mai vissuto una situazione simile? 🍷