23/07/2026
Quando in famiglia c'è un anziano non autosufficiente, un bambino piccolo da accudire o, semplicemente, una casa da mandare avanti, la risposta più comune ha quasi sempre lo stesso nome: una colf o una badante.
È su queste figure che si regge l'equilibrio di moltissime famiglie, anche a Catania. Ogni giorno, la cura dei propri cari e della quotidianità viene affidata a lavoratori spesso trovati tramite passaparola, pagati in contanti e senza un regolare contratto. Un accordo informale e privo di tutele, che tuttavia tiene insieme la vita di chi lavora e quella di chi viene assistito.
Di recente, il rinnovo del contratto collettivo nazionale ha introdotto tutele più forti per il settore: dagli aumenti salariali a limiti più rigidi sull'orario di lavoro, fino a regole chiare su ferie e malattia.
Su Dossier ho cercato di capire come Catania stia recependo queste novità. Incrociando i dati ufficiali con la realtà del territorio, emerge però un quadro ben diverso: a giudicare dagli annunci che si trovano online, il mercato locale sembra muoversi ancora quasi del tutto fuori dalle regole👇
Un'indagine sul mercato dell'assistenza domestica svela come l'ultimo accordo nazionale resti ignorato sul territorio etneo.Tra ispezioni impossibili e spese insostenibili per curare gravi patologie, quasi un addetto su due opera privo di garanzie. Basterà il nuovo sportello dedicato per contrastar...