Prospettive

Prospettive Servizio di informazione della Diocesi di Catania

«Scoprire e vivere la dimensione di infinito che è in ogni coppia cristiana». È stato questo il tema dell’incontro che, ...
09/09/2026

«Scoprire e vivere la dimensione di infinito che è in ogni coppia cristiana». È stato questo il tema dell’incontro che, martedì 1° settembre, dalle 19.30 alle 21.00, ha riunito numerose coppie di sposi dell’Arcidiocesi di Catania nella parrocchia di Santa Maria della Salute in Catania.

A guidare la riflessione è stato Mons. Renzo Bonetti, sacerdote della diocesi di Verona e per molti anni direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Famiglia della CEI. L’appuntamento è stato realizzato dalla parrocchia, con la collaborazione dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Famiglia e della sezione Famiglia del Rinnovamento nello Spirito Santo di Catania.

É stata una serata dedicata non tanto a ciò che gli sposi devono “fare”, quanto anzitutto alla riscoperta di ciò che sono. Mons. Bonetti ha infatti invitato le coppie a riconoscere nella loro stessa esperienza d’amore quei «frammenti di infinito» che rivelano la loro identità più profonda di uomo e donna creati a immagine e somiglianza di Dio.

«Un tempo un cantiere era un luogo della terra dove gli uomini erano felici. Oggi un cantiere è un luogo della terra dov...
09/09/2026

«Un tempo un cantiere era un luogo della terra dove gli uomini erano felici. Oggi un cantiere è un luogo della terra dove gli uomini recriminano, si odiano, si battono; si uccidono. Ai miei tempi tutti cantavano […] Nella maggior parte dei luoghi di lavoro si cantava; oggi vi si sbuffa». Charles Péguy lo scriveva in quella sua lucida diagnosi della modernità che è Il denaro, come uno che ha visto la gioia cadere dalle mani degli uomini.
E noi, in questo settembre, mentre torniamo al lavoro, davvero possiamo liquidare quelle parole come un ricordo nostalgico, o non sono piuttosto una provocazione che ci brucia addosso?
Perché il lavoro, dice più avanti Péguy, era radice, canto, onore. Oggi spesso è un corridoio dove si passa senza guardarsi, un ingranaggio che non conosce più il nome di chi lo muove, un algoritmo che prova a desiderare al posto nostro. Eppure, qualcosa resiste, come una vena nascosta che continua a pulsare sotto la superficie del tempo.

Questa resistenza la avverti camminando lungo i pannelli della mostra “La profezia di un’impresa” del Meeting di Rimini, che ho avuto la fortuna di visitare, dedicata a Léon Harmel (1829‑1915), industriale francese della lana. Le foto del lanificio, i volti degli operai, le carte ingiallite sui pannelli: tutto sembra dire che la modernità, quando dimentica l’uomo, diventa una macchina che stritola. Harmel lo capì prima di molti, forse prima di tutti.

La mostra visitata da Leone XIV al Meeting di Rimini: tra Rerum Novarum e Magnifica Humanitas «Un tempo un cantiere era un luogo della terra dove gli uomini erano felici. Oggi un cantiere è un luogo della terra dove gli uomini recriminano, si odiano, si […]

Un tempo di silenzio, di ascolto e di preghiera, ma soprattutto un’occasione preziosa per ritornare al cuore della nostr...
08/09/2026

Un tempo di silenzio, di ascolto e di preghiera, ma soprattutto un’occasione preziosa per ritornare al cuore della nostra vocazione sacerdotale. È stata questa l’esperienza vissuta durante il corso di esercizi spirituali rivolto ai sacerdoti dell’Arcidiocesi di Catania e predicato da Mons. Renzo Bonetti, del clero della Diocesi di Verona, presso la Casa di esercizi spirituali dei Padri Passionisti a Mascalucia, dal 31 agosto al 4 settembre.

Il filo conduttore delle meditazioni è stato particolarmente significativo: la complementarietà tra il sacramento dell’Ordine e il sacramento del Matrimonio, due vocazioni che, pur nella loro specificità, scaturiscono dall’unico amore di Cristo e sono orientate alla medesima meta: la santità e l’evangelizzazione.

Gli esercizi spirituali del clero dell’Arcidiocesi di Catania predicati da Mons. Renzo Bonetti di don Giovanni Mazzeppi Un tempo di silenzio, di ascolto e di preghiera, ma soprattutto un’occasione preziosa per ritornare al cuore della nostra vocazione sacerdotale. È stata questa l’esperienza ...

A quanto pare, ce l’hanno tutti con l’Europa. Tutti i grandi, specialmente. Stati Uniti, Russia e Cina vedrebbero volent...
08/09/2026

A quanto pare, ce l’hanno tutti con l’Europa. Tutti i grandi, specialmente. Stati Uniti, Russia e Cina vedrebbero volentieri un’Europa disgregata, per il semplice motivo che farne un sol boccone – politico ed economico – rischia d’essere un obiettivo indigesto, mentre mangiarsela a pezzi sarebbe di gran lunga più facile. Ma francamente non c’è bisogno che la martellino, come stanno facendo, a colpi di dazi, minacce, guerre commerciali e guerre ibride, e anche a colpi di subdoli algoritmi che come il pifferaio magico incantano le menti meno solide. No davvero, possono risparmiarsi ogni sforzo, e invece starsene ad aspettare e vedere. Perché l’Europa riesce benissimo a farsi del male da sola.

L’ultimo capolavoro di autolesionismo dell’acciaccato Vecchio Continente è stato il voto di domenica scorsa nel Land della Sassonia-Anhalt, che ha premiato trionfalmente Alternative für Deutschland, in breve AfD, Alternativa per la Germania, il partito dell’ultradestra (e oltre) tedesca, incoronato con poco meno del 44% dei voti, praticamente un plebiscito.

Foto ANSA/SIR A quanto pare, ce l’hanno tutti con l’Europa. Tutti i grandi, specialmente. Stati Uniti, Russia e Cina vedrebbero volentieri un’Europa disgregata, per il semplice motivo che farne un sol boccone – politico ed economico – rischia d’essere un obiettivo indigesto, mentre mangi...

Caro Direttore,oggi mi sono accaduti due fatti che, messi insieme, mi hanno costretto a guardare dentro di me. Li raccon...
07/09/2026

Caro Direttore,
oggi mi sono accaduti due fatti che, messi insieme, mi hanno costretto a guardare dentro di me. Li racconto perché forse, leggendoli, qualcuno potrà riconoscere qualcosa di ciò che sta vivendo lui.
Il primo è stata una litigata con il mio direttore. Dopo il confronto, invece di fermarmi alla ferita o alla difesa, mi sono chiesto che cosa potessi fare di diverso per migliorare il mio lavoro. Parlando con i colleghi, mi sono accorto che nel territorio in cui operiamo ci sono persone che non conosciamo più. Dopo il Covid molte relazioni si sono allentate. Ognuno si è abituato a vivere nella propria piccola realtà, e alcune istituzioni che prima erano punti di riferimento sono diventate quasi invisibili. È come se si fosse interrotto il legame con il territorio.
Da quella litigata è nata un’opportunità: uscire dal modo in cui ho sempre svolto il mio ruolo.

Caro Direttore,oggi mi sono accaduti due fatti che, messi insieme, mi hanno costretto a guardare dentro di me. Li racconto perché forse, leggendoli, qualcuno potrà riconoscere qualcosa di ciò che sta vivendo lui.Il primo è stata una litigata con il mio direttore. Dopo il confronto, invece di [...

La velocità sembra essere, ormai, non solo una delle caratteristiche del progresso scientifico e tecnologico, ma qualcos...
07/09/2026

La velocità sembra essere, ormai, non solo una delle caratteristiche del progresso scientifico e tecnologico, ma qualcosa che pervade la quotidianità, investendo tutti gli ambiti dell’esistenza umana; non sempre con esiti positivi. La vita – personale, sociale e, talvolta, anche quella ecclesiale – rischia di essere travolta da un ritmo frenetico scandito dal continuo passaggio da un evento ad un altro evento, che non lascia la possibilità di vivere e gustare fino in fondo ciò che si vive. E questo è un vero “peccato”! Per questo accolgo volentieri l’invito di Prospettive a riflettere sull’anno agatino, su quanto abbiamo vissuto, sulle esperienze fatte, su quanto queste esperienze possano avere contributo alla nostra crescita; perché non si è trattato di un anno riempito di attività e manifestazioni, ma di un anno – culminato ad agosto nei giorni dello storico rientro dei resti mortali di Agata da Costantinopoli – che è stato un tempo propizio in cui sperimentare e riscoprire l’appartenenza alla comunità cristiana, a partire dall’esperienza e dalla testimonianza di Agata e della primitiva comunità dei discepoli e delle discepole di Cristo a Catania.

di Gabriella La Mendola MC-M La velocità sembra essere, ormai, non solo una delle caratteristiche del progresso scientifico e tecnologico, ma qualcosa che pervade la quotidianità, investendo tutti gli ambiti dell’esistenza umana; non sempre con esiti positivi. La vita – personale, soc...

In un tempo pieno di rumore, fermarsi può diventare un atto controcorrente. A Catania e alle pendici dell’Etna c’è chi h...
07/09/2026

In un tempo pieno di rumore, fermarsi può diventare un atto controcorrente. A Catania e alle pendici dell’Etna c’è chi ha scelto il silenzio come spazio per ritrovarsi, ascoltarsi e ricostruire qualcosa di sé.

Ci sono ferite che non fanno rumore. Non si vedono, non chiedono necessariamente aiuto e spesso convivono per anni con una vita apparentemente normale. Sono le inquietudini, le solitudini, le relazioni spezzate, la fatica di trovare un senso. Ma anche quella dispersione quotidiana che riempie […]

Anche quest’anno la Diocesi di Catania ha preso parte al “Laboratorio giovani – Credere domani”, svoltosi dal 23 al 26 a...
04/09/2026

Anche quest’anno la Diocesi di Catania ha preso parte al “Laboratorio giovani – Credere domani”, svoltosi dal 23 al 26 agosto 2026 presso la Casa di Spiritualità San Fidenzio di Verona. A rappresentare la Chiesa catanese sono stati Gabriele Cammisa e Gabriella Grasso, delegati dell’équipe di Pastorale giovanile diocesana, che hanno vissuto quattro giorni di ascolto, confronto, preghiera e lavoro condiviso con giovani e operatori pastorali provenienti da diverse realtà ecclesiali.

Quella di Catania non è stata una presenza occasionale. La Diocesi, infatti, ha preso parte al Laboratorio fin dal suo avvio nel 2024, accompagnandone tutte le tappe e inserendosi in un cammino che, anno dopo anno, ha permesso di approfondire il rapporto tra giovani, ricerca spirituale e comunità cristiana.

L’iniziativa, promossa dagli Istituti Superiori di Scienze Religiose di Verona e dell’Emilia e con il patrocinio e il supporto tecnico dell’istituto Giuseppe Toniolo di Milano, è giunta quest’anno al terzo e ultimo appuntamento. Dopo aver affrontato nel 2024 la domanda “Quale spiritualità?” e nel 2025 il tema “Quale felicità?”, l’edizione 2026 ha posto al centro un nuovo interrogativo: “Quali comunità?”.

Anche quest’anno la Diocesi di Catania ha preso parte al “Laboratorio giovani – Credere domani”, svoltosi dal 23 al 26 agosto 2026 presso la Casa di Spiritualità San Fidenzio di Verona. A rappresentare la Chiesa catanese sono stati Gabriele Cammisa e Gabriella Grasso, delegati dell’équip...

Capita così, senza preavviso. Un pomeriggio d’agosto, in Valle d’Aosta, il cielo in quota non promette nulla di buono pe...
02/09/2026

Capita così, senza preavviso. Un pomeriggio d’agosto, in Valle d’Aosta, il cielo in quota non promette nulla di buono per avventurarsi sui sentieri alpini. Così, con alcuni amici, decidiamo di deviare il giorno: niente camminate, niente panorami. Andiamo in città proprio per vedere la mostra di Chagall. Entriamo al Museo Archeologico Regionale di Aosta come si entra in un luogo che non avevi programmato fino al mattino, e invece scopri che quelle opere sembrano attendere il tuo sguardo.
Perché i frutti artistici di Marc Chagall non stanno semplicemente appesi sulle pareti del museo: stanno in veglia. Sono opere vive, creature che hanno attraversato il secolo più feroce e portano ancora addosso il tremore del dolore e una luce che non si spegne.

Viaggio nella mostra di Aosta “Marc Chagall. Tra poesia e spiritualità” Capita così, senza preavviso. Un pomeriggio d’agosto, in Valle d’Aosta, il cielo in quota non promette nulla di buono per avventurarsi sui sentieri alpini. Così, con alcuni amici, decidiamo di deviare il giorno: nient...

Oltre la polemica tra Vescovo e sindaco, c’è una questione che riguarda molte delle nostre feste patronali: che cos’è da...
01/09/2026

Oltre la polemica tra Vescovo e sindaco, c’è una questione che riguarda molte delle nostre feste patronali: che cos’è davvero un atto di affidamento? E perché «si rivolga alla Madonna» non è soltanto un’indicazione, ma dice molto sul significato di quel momento?

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