27/05/2026
La primavera è universalmente considerata la stagione del risveglio e dell'amore.
Dal punto di vista botanico, è pura poesia: alberi e fiori affidano al vento nuvole di polline, veri e propri messaggi romantici che viaggiano nell'aria per chilometri per garantire la continuità della vita e le fioriture future. Un meccanismo perfetto, affascinante e inarrestabile.
Peccato che, per una buona fetta di esseri umani, questa danza poetica si traduca in una vera e propria -. Quello che per la natura è il trionfo della riproduzione, per noi è l'inizio del periodo degli antistaminici, degli starnuti a catena e della ricerca disperata di un pacchetto di fazzoletti in fondo allo zaino.
È il grande paradosso di maggio: mentre la terra celebra la sua meravigliosa rinascita, molti di noi guardano quella brezza primaverile con profondo sospetto, invidiando chiunque riesca ancora a respirare a pieni polmoni.
E voi state sopravvivendo a questa primavera?