07/01/2026
Domani mattina, tra le 10,30 e le 11,00 circa, passerà la transumanza delle pecore, interesserà Via Martiri delle Foibe, passando poi da Via Luigi e Pietro Pozzoni, scenderà in Via Santa Caterina da Siena, attraverserà la statale diretta in Via Colombera di Sotto preseguendo verso Via Tre Fontane.
Oggi, la transumanza, è vista come un fatto curioso, una novità. Forse c’è più interesse per il fiume che cammina belante di qualche tempo fa. Non pochi anni fa le pecore erano considerate un residuo arcaico di un mondo che era meglio archiviare, che “disturbava”, che sporcava, che puzzava. Non è un fatto locale ma epocale, globale, l’effetto della post-modernità o, se si vuole, del rigetto di una modernità ormai estrema e dagli sviluppi inquietanti. Non a caso l’Unesco nel dicembre 2019 ha dichiarato la transumanza “patrimonio immateriale dell’umanità.
Le pecore svolgono anche il servizio di tosa-siepi. Scherzi a parte, oggi sono più le persone felici di questa irruzione di una dimensione diversa che quelle che si lamentano per i piccoli inconvenienti del passaggio.
Partecipare, anche per un attimo fuggente, a un evento che trasmette il senso di un ritmo che non si arresta, che continua ad essere cadenzato con la crescita dell’erba, è oggi quanto mai terapeutico. Ma è anche occasione, al di là delle sensazioni, della dimensione emozionale, per riflettere sulla relazione tra la città e la montagna, tra il presente e il passato. Per chiederci anche che futuro vogliamo.