Federazione Montanari

Federazione Montanari La Fiamma dell'Alpinista non si spegne a pochi tiri dalla Cima, anche se il tempo peggiora.

Vita invernale in Comelico.Il trasporto del fieno dei prati alti stipato nei BARKI ad Agosto, e della legna da ardere de...
12/01/2026

Vita invernale in Comelico.
Il trasporto del fieno dei prati alti stipato nei BARKI ad Agosto, e della legna da ardere dei KULNES, accatastata in TASOÑ, era favorito dalla neve.

📜11 gennaio 1986 prima invernale 🇵🇱 al Kangchenjunga, terza montagna più elevata della Terra con i suoi 8586 m s.l.m. Si...
11/01/2026

📜11 gennaio 1986 prima invernale 🇵🇱 al Kangchenjunga, terza montagna più elevata della Terra con i suoi 8586 m s.l.m. Situata al confine fra il Nepal e lo Stato indiano del Sikkim, è la cima più alta dell'India.

Fu compiuta da Jerzy Kukuczka e Krzysztof Wielicki, per la via normale sulla parete sud-ovest. Durante la salita il dramma si abbatte sulla spedizione polacca il fortissimo alpinista polacco Andrzej Czok membro della spedizione p***e la vita in seguito ad un edema polmonare.
Jerzy Kukuczka definiva Andrzej Czok il migliore e affidabile, un "bue" per i lavori in alta montagna.

Fino al 1985 il Kangehenjunga fu tentato solo una volta in inverno, da una piccola squadra di 3 uomini guidata dal medico americano Chris Chandler, dal versante nord. L'impresa si concluse in un completo disastro e Chandler morì nel tentativo.

Le stelle brillano ancora nel cielo, ma la casa è già tutto un andirivieni. Il pentolone è sul fuoco: all'alba l'acqua d...
10/01/2026

Le stelle brillano ancora nel cielo, ma la casa è già tutto un andirivieni. Il pentolone è sul fuoco: all'alba l'acqua dovrà bollire. Ed ecco arrivare il macellaio con il paniere degli attrezzi sulle spalle: « Allora, bolle l'acqua? Sono pronte la panca, le corde, le carrucole? » Oggi pare non sia di buon umore, forse sta solo scherzando... « Ehi! , grida qualcuno; è Gerolamo che viene ad aiutarci: questo è un lavoro che gli piace e che sa fare veramente bene.
Le donne, intanto, hanno preparato la colazione: su un piatto fanno misera figura gli ultimi due salami dello scorso anno tocca al macellaio tagliare la prima fetta; assaggiandola si complimenta con Victor, il padrone: « Hai saputo conservarli proprio bene: sono ancora gustosi come quando li ho fatti. Ma ho un piccolo rimprovero da farti... gli altri sono finiti tutti male! >. « Oh, come mai? ». « Eh sì, sono stati mangiati..! La giornata inizia con il buon umore; prima di notte, quante « cavale » si udranno ancora! La caffettiera fa il giro del tavolo emanando un buon profumo; fuori, le prime luci del giorno rompono le tenebre. Siamo pronti... Victor davanti ed il macellaio dietro, entrano nella stalla, aprono lo sportello, ed il bestione, ignaro. mette fuori il muso; le grandi orecchie quasi toccano terra, gli occhi piccoli sono tutti nascosti nel grasso, grugnisce un po' e torna a ritirarsi: forse intuisce qualcosa. Victor entra nel recinto, gli lega una corda ad una zampa posteriore, e lo spinge fuori; macchè, non vuole uscire! Allora entriamo anche Gerolamo ed io e lo afferriamo per le orecchie e, aiutati da Victor che lo tira per la coda, finalmente lo portiamo fuori: le sue urla assordanti risvegliano tutto il villaggio. Il macellaio veloce gli mette il morso stringendo forte e lo trasciniamo fino alla panca; per fortuna è arrivato anche Pierre a darci una mano: da soli non ce l'avremmno fatta a sdraiarlo. Una coltellata precisa gli squarcia la gola: il sangue, d'un bel rosso scuro, zampilla in un paiolo, ed il macellaio lo rimesta con un ramoscello biforcuto perché non coaguli... più tardi servirà per fare i sanguinacci. Ancora qualche debole grugnito, qualche respiro, ed il maiale è morto; lo sistemiamo su una slitta e, mentre una donna gli versa addosso secchi di acqua bollente, noi, maneggiando veloci i coltelli, radiamo le dure setole su quella cotenna tesa Terminata la raschiatura si pratica un foro nei garretti posteriori, vi si passano le cordee, con l'aiuto delle carrucole, l maiale viene sollevato, quindi lavato ed asciugato. Ora con un'abilità tutta sua il macellaio lo squarta: gl'intestini vengono raccolti nel « van », i polmoni, il fegato, il cuore e la milza sono appesi ad un gancio e portati via. Gerolamo ha vuotato la vescica e, con uno stelo, l'ha gonfiata, poi l'ha offerta ai bambini che sono li a guardare, ma nessuno ha steso la mano per prenderla.
"Smorfiosi, esclama scuotendo il capo, come sono cambiati i tempi! Quando noi eravamno giovani, la vescica era il nostro unico pallone... e che corse e che calci per quelle poche ore che durava"!
Intanto, intorno al maiale, tutti tentano di valutarne il peso e fanno scommesse; fra un attimo lo si peserà, ed anche se nessuno avrà indovinato esattamente poco importa, tanto lo mangeremo tutto noi.. e dovremmo economizzare anche.
Gerolamo ed io, ognuno con una metà ('na mezzana) sulle spalle, entriamo in casa per deporle sul grande tavolo. Fuori il freddo è intenso: l'acqua usata per la raschiatura si è ghiacciata sul terreno; una bella terrina di vino caldo ci rimette di buon umore.

Tratto dal libro capolavoro"Solo le pietre sanno"
di Quirino Joly e Gianfranco Bini.
Fotografia ©️ Gianfranco Bini.

📜 Il 10 Gennaio del 1929 debutta la striscia a fumetti TINTIN nato dalla matita del belga Hergè, all'anagrafe Georges Pr...
10/01/2026

📜 Il 10 Gennaio del 1929 debutta la striscia a fumetti TINTIN nato dalla matita del belga Hergè, all'anagrafe Georges Prosper Remi.

La MONTAGNA è cara a Hergé.
Nel 1922 Hergé lasciò per la prima volta il Belgio con il suo gruppo scout per esplorare le DOLOMITI. Aveva solo 15 anni quando fece questo viaggio. Il giovane Georges Remi, disegnava abissi e vette vertiginose nei suoi taccuini di viaggio.
Questi panorami stupiranno il giovane esploratore e alimenteranno le future avventure di TINTIN.

Dalle cime innevate del Tibet alle aspre creste dei monti Syldavan, passando per i ripidi pendii di RAWHAJPOUTALAH, Tintin è il leader di molte scalate.

Tra i vari personaggi del fumetto che accompagnano Tintin ci sono il capitano HADDOCK e l'inseparabile cagnolino MILOU.

Proprio il capitano Haddock è sempre il primo a lamentarsi ma anche a seguire il giovane reporter nelle sue avventure più folli.
Diceva anche nella prima pagina di Tintin in Tibet : “La montagna, come paesaggio, non mi disturba molto... Ma persistere nell'arrampicarsi su mucchi di pietre, questo non mi riesce!... Soprattutto visto che alla fine devi sempre tornare giù. Allora qual è il punto, vi chiedo..." .
Il capitano Haddock pone quindi senza mezzi termini la domanda sul significato dell''ALPINISMO.

Probabilmente Hergé si è interrogato lui stesso su questo argomento.
Senza giungere alle stesse conclusioni! L'autore veniva dalla pianura ma era affascinato dalle montagne. Non è quindi un caso che PASSI e VETTE appaiano come ambientazioni ricorrenti ne "Le avventure di Tintin".
In tutto, 11 album presentano picchi elevati.

Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere ne confini.[Jurij Gagarin]In fotografia tramonto al Lagazuoi.©️L. Meris...
09/01/2026

Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere ne confini.
[Jurij Gagarin]

In fotografia tramonto al Lagazuoi.
©️L. Merisio

Il "Patou", chiamato anche “Cane da montagna dei Pirenei”, “Montagna dei Pirenei”, “Pastou” o anche “Pastore” in occitan...
09/01/2026

Il "Patou", chiamato anche “Cane da montagna dei Pirenei”, “Montagna dei Pirenei”, “Pastou” o anche “Pastore” in occitano, costituisce un razza canina ancestrale originaria dei Pirenei, un'importante catena montuosa situata tra Francia e Spagna.

Patou è tradizionalmente usato come cane da protezione del gregge, in particolare per proteggere le pecore dai predatori come lupi e orsi.

Il Patou, vive appieno solo quando si trova nel cuore delle sue montagne Pirenei dove rende preziosi servizi ai pastori.
Oggi, molti "Patous" nascono in Bergerie dove sono destinati ad una vita pastorale dove le loro qualità di fondo possono esprimersi appieno. Fa parte del patrimonio dei Pirenei anche se molti rappresentanti della razza vivono in continenti diversi dove rendono gli stessi servizi dei loro antenati originari dei Pirenei.

Nelle altre stagioni sono le semine, i raccolti, i lavori pesanti nei campi e nei prati che ritmano la giornata del cont...
08/01/2026

Nelle altre stagioni sono le semine, i raccolti, i lavori pesanti nei campi e nei prati che ritmano la giornata del contadino.

In INVERNO sono le bestie, soltanto loro. Ora che si potrebbe dormire un po' di più, forse, al mattino sono le mucche a reclamare.
Al canto del gallo, quando fuori è ancora buio, la giornata ha inizio e con essa il lavoro. Il fieno, « a groppà », « a fiorà », è già pronto accanto alla porta dalla sera innanzi, oppure se la notte è stata particolarmente fredda, è già dentro, scaldato in un angolo della stalla.

E con che cura è stato preparato !

II buon pastore conosce le sue bestie:
E le bestie riconoscono il loro pastore. Appena entra nella stalla, girano la testa, allungano il muso tirando sulla catena, emettono un muggito di gioia : "i meuoton ".
E il contadino parla loro:
« Di qu'i-te? Pa piéna? I-te bu trop? Oma coutcha-tè! ».

E quando finalmente sazie. dopo due, tre ore di cure, si sdraiano e ruminano tranquille, anche lui, il contadino, può sedersi e mangiare li accanto alle sue bestie :
la sua seconda "famiglia", quella che gli dà la di che ti**re avanti la prima.

Testo: Sandrino Bechaz
Fotografia: Gianfranco Bini.

"Non ho mai cercato di essere la prima, volevo solo dimostrare a me stessa che ero capace" . In seguito ha chiarito il s...
07/01/2026

"Non ho mai cercato di essere la prima, volevo solo dimostrare a me stessa che ero capace" . In seguito ha chiarito il suo desiderio di ottenere il diploma di guida d'alta montagna, dicendo che "inizialmente, per me, non è stata una lotta femminista, ma lo è diventata".
[Martine Rolland]

Marine Rolland nel 1983, all'età di 34 anni è diventata la prima guida alpina d'alta montagna in Europa.
Praticava già l'alpinismo d'alta quota da diversi anni quando, nel 1979, sostenne i primi esami per diventare guida alpina, ritenendo di possedere le competenze necessarie per superare l'esame . Ottenne uno dei cinquanta posti disponibili in formazione presso la Scuola Nazionale di Sci e Alpinismo su 250 candidati. Inizialmente aspirante guida , conseguì il diploma di guida nel 1983 , a Chamonix

La partecipazione di Martine Rolland all'esame del 1979 per diventare guida alpina non passò inosservata. Numerosi giornalisti erano presenti per seguire l'evento. Fu persino citata in un articolo sulla rivista Elle nel 1979, "A Mother on the Rise" . Fu una delle cinquanta candidate selezionate su duecentocinquanta candidati iniziali; divenne un'aspirante guida .
Alcune guide disapprovarono l'ingresso di una persona di sesso femminile tra loro ed espressero dubbi sul desiderio dei clienti di avere una donna come guida . Martine Rolland racconterà in seguito che l'alpinista " René Demaison disse alla stampa che non dovevano esserci guide donne" e che i suoi colleghi maschi scommettevano "per tre quarti sul suo fallimento", in particolare a livello commerciale .
Secondo Martine Rolland, "ha danneggiato l'ego degli uomini svalutando l'immagine della guida eroica".

Nel giugno 1982, lei e suo marito scalarono la parete sud del Monte McKinley 6.190 m in Alaska , dove affrontarono anche delle tempeste; la spedizione durò 22 giorni in completa autonomia e senza ossigeno .

Nell'estate del 1984, scalò il Broad Peak 8.047 m , il suo primo 8.000 nell'Himalaya, in Pakistan . Lei e suo marito lo fecero senza ossigeno .

Ha percorso anche importanti rotte nello Yosemite negli Stati Uniti , o in Madagascar , per esempio .

Nel 1987, si fratturò la mano destra mentre si avvicinava alla cima del K2 in Pakistan, la seconda montagna più alta del mondo [ 1 ] . Decise a malincuore di ridurre le sue attività e di aprire un rifugio invernale .

Intorno al 2011 si è ritirata dall'attività di guida, ma ha continuato a dedicarsi all'alpinismo per il tempo libero, continuando in particolare l'arrampicata su roccia e lo sci alpinismo .

Nel 2015 è coautrice della guida di arrampicata Briançon Climbs, Haut Val Durance, Queyras , pubblicata in francese e inglese da Éditions du Fournel.

Nel 2018, Martine Rolland è stata presidente onoraria della 28a edizione della "Fiera Internazionale del Libro di Montagna di Passy" .

In foto la Guida Alpina Martine Rolland.

🇮🇹7 Gennaio giornata NAZIONALE della BANDIERA.Perché una bandiera non è un oggetto: è la storia viva di un popolo che an...
07/01/2026

🇮🇹7 Gennaio giornata NAZIONALE della BANDIERA.
Perché una bandiera non è un oggetto: è la storia viva di un popolo che ancora oggi si riconosce nei suoi colori.

Nonostante la legge n. 22 del 1998 e il Dpr n. 121 del 2000 disciplinano esposizione, decoro, proporzioni e codici cromatici;in cui le bandiere devono essere integre, pulite, illuminate se esposte di notte. Non sono formalità: sono regole di cerimoniale che tutelano la dignità del simbolo nazionale.
Purtroppo non è così .....

In foto il tricolore italiano MARTORIATO dalla battaglia (Isonzo - M.Santo), sventola sulla vetta del Monte Santo.
Da l'Illustrazione Italiana, anno XLIV, n. 35, 2 settembre 1917.
Foto di ©️DeAgostini

"Alla Befana" di Gianni Rodari.Mi hanno detto, cara Befana,che tu riempi la calza di lana,che tutti i bimbi, se stanno b...
06/01/2026

"Alla Befana" di Gianni Rodari.

Mi hanno detto, cara Befana,
che tu riempi la calza di lana,
che tutti i bimbi, se stanno buoni,
da te ricevono ricchi doni.
Io buono sono sempre stato
ma un dono mai me l’hai portato.
Anche quest’anno nel calendario
tu passi proprio in perfetto orario,
ma ho paura, poveretto,
che tu viaggi in treno diretto:
un treno che salta tante stazioni
dove ci sono bimbi buoni.
Io questa lettera ti ho mandato
per farti prendere l’accelerato!
O cara Befana, prendi un trenino
che fermi a casa d’ogni bambino,
che fermi alle case dei poveretti
con tanti doni e tanti confetti.

Alla Befana è una poesia di Gianni Rodari che mette al centro i meno fortunati, proprio nel giorno dell’Epifania, quando la tradizione celebra doni, dolci e attese felici. Il bambino che scrive alla Befana non chiede semplicemente un regalo: chiede attenzione.

Sembra la scena di un film neorealista, un bambino di una famiglia povera che anche la Befana ha dimenticato di visitare. E il bambino reclama la sua attenzione, sollecitando in tal senso l’intero mondo degli adulti a reagire e fare concretamente qualcosa per dare pari dignità a tutti i bambini del mondo. I bambini sono il futuro e come tale meritano la massima cura.

In FOTOGRAFIA Werfel, bambino di sei anni, che vive in un orfanotrofio in Austria nel 1946, e abbraccia un nuovo paio di scarpe regalategli dalla Croce Rossa .
Questa foto è stata pubblicata dalla rivista LIFE. Lo scatto è del fotografo Gerald Waller

Trasporto di LEGNAME e LETAME :nella frazione di Cherz nel comune di Livinallongo del Col di Lana (BL).Per il trasporto ...
05/01/2026

Trasporto di LEGNAME e LETAME :
nella frazione di Cherz nel comune di Livinallongo del Col di Lana (BL).

Per il trasporto della legna grossa e lunga 1 metro (CLAPONS) e per il trasporto dei tronchi di 4 metri (TÀIE) viene adoperata una particolare slitta, detta "la STÔZA".

Invece per il trasporto del letame, dalla concimaia al campo, si usa il tipo detto "el GRATÓN da la GRÀSEDA".

Entrambe queste slitte vengono trainate sempre a forza di BRACCIA.

📜5 gennaio 1950 nasce a Szklarka Przygodzicka (Poland) la leggenda vivente KRZYSZTOF WIELICKI:"Anche quando in montagna ...
05/01/2026

📜5 gennaio 1950 nasce a Szklarka Przygodzicka (Poland) la leggenda vivente KRZYSZTOF WIELICKI:
"Anche quando in montagna sono solo, non mi sento solo.
So che qualcuno mi sta aspettando alla base.
La solitudine di pochi giorni è un esperienza piacevole, perché nasce dalla realizzazione di un sogno.
Quel che mi fa paura è la solitudine della vita".
[krzysztof Wielicki].

Tratto dal Libro: "In Solitaria"
di krzysztof Wielicki.

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