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Redazione 27 agosto Quando la magia si scontra con la maleducazione: la svolta del Bosco Incantato a ClusoneNel cuore de...
27/08/2026

Redazione 27 agosto
Quando la magia si scontra con la maleducazione: la svolta del Bosco Incantato a Clusone
Nel cuore delle Prealpi Orobiche, lungo i sentieri che salgono verso il Rifugio San Lucio e il Roccolo Zuccone a Clusone, la natura e la creatività umana si sono fuse per anni in un angolo di pura meraviglia. È il Bosco Incantato, un museo a cielo aperto nato dall'ingegno e dalla passione di Giannino Trussardi, l'artista locale che ha trasformato il legno in poesia.

🪵 Dal legno ferito alle creature fantastiche
La genesi di questo luogo custodisce un profondo rispetto per l'ambiente. Di fronte agli alberi sradicati dalla furia del vento o decimati dai parassiti come il bostrico, Trussardi ha scelto di non arrendersi alla distruzione, donando a quei ceppi una seconda vita.

Armato di scalpello e talento, ha dato forma a centinaia di sculture mimetizzate tra la vegetazione:

Animali del bosco come gufi e scoiattoli.

Figure mitologiche e fiabesche, tra cui fate, folletti e giganti.

Dettagli surreali che trasformavano una normale passeggiata in un'esperienza sensoriale e immersiva per grandi e piccini.

🛑 La decisione drastica: addio all'accesso libero
Per molto tempo meta prediletta di famiglie ed escursionisti, il regno incantato di Giannino ha dovuto fare i conti con il rovescio della medaglia del turismo di massa. L'aumento di episodi di inciviltà, comportamenti irrispettosi e veri e propri atti di vandalismo contro le opere d'arte lignee ha esaurito la pazienza del creatore.

Stanco di tollerare la mancanza di rispetto — spesso legata a visitatori e genitori che trattavano un'arredo d'autore e una proprietà privata come un parco giochi incontrollato — Trussardi ha detto basta, serrando gli ingressi liberi ai sentieri del Roccolo Zuccone.

🗝️ Come visitare oggi il Bosco Incantato
La chiusura non cancella la bellezza del luogo, ma ne muta radicalmente le regole d'accesso. Trattandosi di un'area rigorosamente privata, il bosco non è più liberamente calpestabile senza preavviso:

Visite su accordo: L'ingresso è ora consentito esclusivamente previo contatto diretto con l'autore per concordare l'accesso con comitive e gruppi organizzati.

La regola del "permesso": Una misura forte ma necessaria, pensata per educare al valore della custodia e per permettere a Giannino di proteggere la sua arte.

📞 Riferimenti e Contatti Utili
Per chi desidera informazioni, chiarimenti o organizzare una visita concordata all'area (inclusi i punti di appoggio della zona):

Creatore e Custode del Bosco: Giannino Trussardi (accesso all'area privata su accordo diretto).

Rifugio San Lucio (Punto di riferimento escursionistico in zona Clusone / Roccolo Zuccone): Ottima base logistica per raggiungere i sentieri circostanti.

Comune di Clusone (Ufficio Turistico / InfoPoint): Per indicazioni generali sui sentieri montani e le escursioni autorizzate sul territorio.

Un monito importante per chi frequenta la montagna: la natura e le opere d'arte custodite nei boschi non sono spazi anonimi di cui abusare, ma patrimoni fragili che richiedono cura, attenzione e il semplice rispetto di chiedere permesso.

Audio articolo https://canva.link/kyrp7iufnga94zf

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CEDESI ATTIVITA’ PER PROBLEMI FAMILIARIINFORMAZIONI TEL 340 4720361
26/08/2026

CEDESI ATTIVITA’ PER PROBLEMI FAMILIARI
INFORMAZIONI TEL 340 4720361

Redazione 20 agosto Paura al Parco del Castello: aggressione e minacce a un gruppo di giovanissimi alla vigilia di Ferra...
20/08/2026

Redazione 20 agosto
Paura al Parco del Castello: aggressione e minacce a un gruppo di giovanissimi alla vigilia di Ferragosto
CLUSONE — Una serata di festa e spensieratezza si è trasformata in un incubo per alcuni giovanissimi in villeggiatura nella zona della Conca della Presolana. Intorno alle ore 22 della vigilia di Ferragosto, all'interno del Parco del Castello di Clusone, un gruppo di ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 13 anni è stato vittima di un'aggressione immotivata a opera di alcuni adolescenti più grandi.

La dinamica nei pressi del campetto da calcio
Mentre i genitori si trovavano seduti ai tavolini del bar situato all'interno dell'area verde, i ragazzi stavano trascorrendo il tempo giocando a palla vicino al campetto da calcio.

Il contatto e la reazione: La tensione è esplosa quando i giovanissimi si sono avvicinati a un gruppetto di tre adolescenti presenti sul posto, chiedendo semplicemente di potersi unire alla loro partita.

L'aggressione fisica: Per tutta risposta, uno dei ragazzi più grandi ha allontanato il pallone, afferrando bruscamente per il volto il figlio di una delle donne presenti e spingendolo violentemente a terra.

Le minacce e le percosse: Subito dopo, l'aggressore ha rivolto alla vittima pesanti intimidazioni: «Se chiami tua mamma ti porto ancora più al buio e ti picchio». Nel frattempo, un secondo componente del branco ha iniziato a colpire con degli schiaffi un amico del ragazzino.

L'intervento dei genitori e la fuga del branco
Insospettita dal passare del tempo e dai rumori provenienti dall'area sportiva, una delle madri si è avvicinata al campetto per controllare la situazione, accorgendosi subito di quanto stava accadendo. La donna è intervenuta prontamente per allontanare gli aggressori e mettere in salvo i figli. Alla vista e alle urla dei genitori, il gruppetto si è rapidamente dileguato nel buio.

La denuncia e le richieste di sicurezza
Profondamente scossi dall'accaduto, i ragazzi sono rientrati a casa e, il giorno successivo, una delle madri si è recata presso la caserma locale per formalizzare una denuncia contro ignoti, fornendo agli investigatori una descrizione dettagliata dei tre responsabili.

Sull'episodio sono in corso gli accertamenti da parte dei Carabinieri della Compagnia di Clusone. Le forze dell'ordine stanno analizzando le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza della zona per risalire all'identità del branco.

Nel frattempo, la vicenda ha sollevato forti polemiche sulla sicurezza del parco: le famiglie hanno infatti evidenziato come la zona del campo da calcio sia scarsamente illuminata, trasformandosi in un punto critico e pericoloso nelle ore serali. I militari hanno accolto la segnalazione dei genitori, ponendo l'attenzione sulla necessità di potenziare l'illuminazione e i controlli nell'area.
AUDIO ARTICOLO https://canva.link/z14hkcfni8y8m7i

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Redazione 19 agosto  Articolo promosso da Ristorante Pizzeria Don Bosco OnoreIl Comune di Valgoglio dice "no" alla minie...
19/08/2026

Redazione 19 agosto Articolo promosso da Ristorante Pizzeria Don Bosco Onore
Il Comune di Valgoglio dice "no" alla miniera di uranio: inviato al Ministero il parere negativo sulla VIA
VALGOGLIO — Sulla riapertura delle vecchie ricerche minerarie nel territorio bergamasco si registra la ferma opposizione delle istituzioni locali. È stato formalmente inviato al Ministero un parere negativo riguardo alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) presentata da Futuro Energetico Italiano Srl (Fei) — società italiana del gruppo canadese Zenith Energy — in merito alle possibili esplorazioni del giacimento di uranio di Novazza.

Un tuffo nel passato: la storia della miniera tra scoperte e stop storici
La vicenda del giacimento di Novazza, frazione di Valgoglio, affonda le radici nel secondo dopoguerra e rappresenta uno dei capitoli più dibattuti della storia industriale e ambientale della Val Seriana:

La scoperta (1959): La storia dell'uranio in alta valle ha inizio il 27 maggio 1959, quando il contatore di un geologo dell'Agip rivelò inaspettatamente la presenza del minerale radioattivo nella pietra dei muri delle case e a ridosso della montagna. La scoperta portò la società a comprare i terreni e ad avre i primi scavi, realizzando anche la prima strada di collegamento.

Le prime esplorazioni e lo stop petrolifero (1959-1963): Tra il 1959 e il 1963 la Somiren (gruppo Eni) scavò le prime gallerie di esplorazione per circa sei chilometri. Tuttavia, a causa dei costi del petrolio all'epoca fortemente concorrenziali, il cantiere venne chiuso.

La ripresa negli anni Settanta: Con la crisi petrolifera del 1974, l'Agip Mineraria decise di riattivare i cantieri. Nacque la Simur e si riprese a scavare, portando lo sviluppo dei tunnel a circa 14 chilometri e quantificando uno dei giacimenti di uranio più grandi d'Italia, stimato in circa 1.500 tonnellate. Negli anni successivi, tuttavia, crebbe a dismisura la mobilitazione popolare e la contestazione degli abitanti e degli ambientalisti contro lo sfruttamento del minerale.

La chiusura definitiva (1987): Le forti proteste locali, culminate negli anni Ottanta, e soprattutto il referendum abrogativo del 1987 (indetto a seguito del disastro di Chernobyl) decretarono lo stop definitivo all'energia nucleare in Italia e la chiusura della miniera, i cui impianti furono progressivamente smobilitati.

Il nodo centrale: le gallerie inaccessibili e il "vuoto conoscitivo"
Oggi, il ritorno dell'interesse internazionale si scontra con il muro eretto dal territorio. Può sembrare un paradosso, ma il nucleo della contestazione istituzionale risiede proprio nei limiti strutturali dello studio presentato dalla nuova proprietà. Come evidenziato nella relazione del geologo incaricato dal Comune, esiste un evidente «squilibrio nella documentazione prodotta»: c'è un luogo che lo studio di impatto ambientale non riesce a descrivere in modo esaustivo, ovvero l'interno della miniera stessa.

Le gallerie sotterranee, dove dovrebbero concentrarsi le future attività di ricerca e campionamento, risultano tuttora inaccessibili in quanto sottoposte a provvedimento di sequestro da parte dell'autorità giudiziaria (a causa di vicende legate all'abbandono di rifiuti nell'area esterna). Proprio questo profondo vuoto conoscitivo e documentale costituisce uno dei pilastri su cui il Comune di Valgoglio ha fondato la propria ferma opposizione all'iter avviato dalla società energetica.

La tutela del territorio e le preoccupazioni locali
La presa di posizione dell'amministrazione comunale riflette le storiche e profonde perplessità della comunità della Val Seriana. La tutela dell'ambiente alpino, la sicurezza idrogeologica e la salvaguardia della salute pubblica e della quiete della valle si scontrano con un progetto ritenuto non compatibile con le caratteristiche del territorio, confermando la linea di netta contrarietà a qualsiasi intervento di sfruttamento o esplorazione dell'uranio nell'area.
AUDIO ARTICOLO https://canva.link/wcgln83uqx5g4zz

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Redazione 16 agostoLa trappola dei gruppi WhatsApp sul traffico: quando segnalare un posto di blocco costa una denuncia ...
15/08/2026

Redazione 16 agosto
La trappola dei gruppi WhatsApp sul traffico: quando segnalare un posto di blocco costa una denuncia penale
Negli ultimi anni, l’uso degli smartphone e delle applicazioni di messaggistica istantanea ha rivoluzionato il modo in cui ci spostiamo. I gruppi WhatsApp e le community su Telegram dedicate al traffico, alle buche stradali e agli autovelox sono diventati strumenti quotidiani per milioni di automobilisti. Tuttavia, quello che molti considerano un semplice "aiuto tra amici" per evitare code o controlli della polizia può trasformarsi in un vero e proprio reato.

Segnalare la presenza di posti di blocco, pattuglie o controlli antidroga non è solo un comportamento rischioso dal punto di vista della sicurezza stradale: dal punto di vista legale, può integrare gli estremi di una denuncia penale sia per chi invia la segnalazione, sia — in modo ancora più diretto — per chi gestisce il gruppo.

Chi rischia la denuncia penale? Non solo chi segnala, ma anche gli amministratori
Un aspetto cruciale che molti sottovalutano riguarda la posizione di chi crea e gestisce questi gruppi. La legge italiana e la giurisprudenza non colpiscono soltanto l'utente che materialmente digita la posizione della pattuglia, ma chiamano in causa gli amministratori del gruppo WhatsApp.

La responsabilità degli utenti: Chi pubblica la posizione esatta di un posto di blocco compie un atto che vanifica l'azione di prevenzione e controllo delle forze dell'ordine, esponendosi a gravi accuse penali.

La responsabilità degli amministratori: I giudici e la Corte di Cassazione equiparano spesso il ruolo dell'amministratore a quello di un garante. L'amministratore ha il dovere di controllo e moderazione all'interno dello spazio virtuale che ha creato o che gestisce. Se all'interno del gruppo vengono pubblicate sistematicamente segnalazioni di posti di blocco e l'amministratore non interviene rimuovendo i messaggi o bannando i responsabili, risponde penalmente dello stesso reato per omesso impedimento o per concorso materiale/morale.

Cosa dice la legge: i reati contestati
Mentre l'utilizzo di app di navigazione commerciali (come Waze o Google Maps) che segnalano autovelox fissi è legale e regolamentato, la condivisione in tempo reale di posti di blocco dinamici all'interno di chat private o gruppi aperti configura reati ben precisi:

Interruzione di un ufficio o servizio pubblico (Art. 340 del Codice Penale): I posti di blocco e i controlli delle forze dell'ordine tutelano la sicurezza pubblica, prevengono i reati e permettono di intercettare latitanti o veicoli non assicurati. Segnalarne la posizione permette a chiunque (inclusi malintenzionati o guidatori in stato di ebbrezza) di eludere i controlli, bloccando di fatto la funzione di pubblica utilità dell'operazione. Questo reato prevede pene che possono arrivare fino a un anno di reclusione.

Favoreggiamento personale (Art. 378 del Codice Penale): Nei casi in cui la segnalazione serva a far sfuggire un soggetto specifico alle ricerche delle autorità, si configura anche questo illecito penale.

Le conseguenze pratiche
Le sanzioni per chi viene sorpreso ad alimentare o gestire questi canali non si limitano a semplici multe amministrative. Si rischia:

L'apertura di un procedimento penale con iscrizione nel registro degli indagati.

Condanne penali con precedenti.

Il sequestro preventivo dello smartphone di utenti e amministratori, utilizzato per diffondere le informazioni.

Conclusioni: prevenzione o complicità?
L'intento di chi anima questi gruppi è spesso quello di eludere i controlli per pigrizia o per paura di sanzioni minori. Tuttavia, il confine tra la condivisione di informazioni sulla viabilità e l'agevolazione dell'illegalità è sottile. Le forze dell'ordine monitorano costantemente il web: trasformarsi in "vedette" digitali della strada — sia scrivendo messaggi sia tollerandoli in qualità di amministratori — è un gioco pericoloso che può trasformare una chat in una pesante vicenda giudiziaria con conseguenze penali dirette.
Audio articolo https://canva.link/4v3h2hmiwc3y19t

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Redazione 14  agosto  CIRCO KINO Magia, tradizione e tendoni sotto le stelle: viaggio nel mondo del Circo KinoNel panora...
14/08/2026

Redazione 14 agosto CIRCO KINO
Magia, tradizione e tendoni sotto le stelle: viaggio nel mondo del Circo Kino
Nel panorama dello spettacolo viaggiante italiano, poche realtà mantengono intatto il sapore autentico della grande tradizione circense quanto il Circo Kino. Di proprietà della famiglia di Rudy Caveagna, questo complesso rappresenta un punto di riferimento storico per le famiglie e gli appassionati, solcando regolarmente le piazze e le province del Nord Italia – dalle tappe in Brianza e nel Milanese fino alle suggestive trasferte estive nelle valli alpine e bergamasche.

La storia e l'identità familiare
Nato e cresciuto tra i sacrifici e la passione viscerale tipica dello spettacolo viaggiante, il Circo Kino incarna la quintessenza dell'arte circostante tramutata in impresa familiare. La carovana dei Caveagna ha fatto della strada la propria casa, muovendosi di città in città con una struttura a misura d'uomo che sa unire il calore dell'accoglienza popolare alla professionalità della pista. Anni difficili, come quelli legati alle emergenze sanitarie e ai blocchi forzati, hanno messo a dura prova la tenuta della struttura – costringendo la famiglia a ingenti sforzi per la gestione e il mantenimento degli animali anche durante i lunghi stop —, ma la determinazione della troupe ha permesso al tendine di continuare a montarsi e risplendere di luci a ogni ripartenza.

Gli spettacoli: tra acrobazie e grandi illusioni
Il cartellone del Circo Kino unisce numeri di abilità tecnica a momenti di puro stupore visivo. Tra le attrazioni che compongono il programma spiccano:

Le grandi illusioni: Numeri di magia e mistero firmati Magic Kino, capaci di lasciare il pubblico a bocca aperta.
L'acrobatica aerea: Suggestive performance sospese nel vuoto, come le evoluzioni al cerchio aereo (frequentemente interpretate da artisti della troupe come Silvia Caprioli).
La giocoleria e la comicità classica: Momenti dedicati al sorriso e all'interazione diretta con il pubblico, immancabili sotto il tendone.
Il ruolo degli animali e il dibattito contemporaneo
Uno degli elementi distintivi (e al contempo al centro del dibattito moderno) del Circo Kino è la scelta di mantenere e valorizzare la componente faunistica all'interno dei propri spettacoli, in controtendenza rispetto a molti complessi di pari portata che hanno scelto di eliminarla.

Il circo vanta uno zoo viaggiante che comprende cammelli, lama, alpaca, struzzi, pony, tori scozzesi (Highlander) e rettili. Tra i numeri di punta figurano i caroselli di animali esotici presentati da Rudy Caveagna e le esibizioni in gabbia (come quelle storicamente curate da Nelson Zamperla con esemplari di leoni bianchi come Simba).

Tale impostazione ha reso tuttavia il Circo Kino bersaglio frequente delle proteste delle associazioni animaliste locali durante le tappe in vari comuni. Non sono mancate polemiche e scontri amministrativi (ad esempio in Lombardia, tra Opera e Siziano), con richieste di boicottaggio da parte dei consiglieri d'opposizione e comitati per l'applicazione dei regolamenti comunali restrittivi sugli spettacoli con fauna esotica. Da parte loro, i gestori hanno spesso dovuto bilanciare i permessi regolari ottenuti dagli enti con la necessità di mediare localmente di fronte alla pressione mediatica e alle sensibilità dell'opinione pubblica.

Il futuro tra analogico e modernità
Oggi il Circo Kino continua a rappresentare un baluardo di un'arte antica che resiste all'era digitale. Tra montaggi millimetrici, carovane colorate e il profumo di zucchero filato all'ingresso, la famiglia Caveagna continua a difendere un'idea di spettacolo dal vivo in cui il brivido dell'esibizione e la meraviglia negli occhi dei bambini restano immutati nel tempo.
Audio articolo https://canva.link/srht6b3sofsniec
Visual narrativo
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Redazione 13 agosto - Articolo promosso da CIRCO KINO  Rovetta BG  Un nuovo volto per la Conca Verde: presi il via i lav...
13/08/2026

Redazione 13 agosto - Articolo promosso da CIRCO KINO Rovetta BG
Un nuovo volto per la Conca Verde: presi il via i lavori di riqualificazione dell'Area Naturalistica del Biellone
11 agosto 2026 – Partiti ufficialmente in questi giorni i cantieri per la radicale riqualificazione dell'Area Naturalistica del Biellone (Conca Verde, Via Fermi, ex percorso vita). Un intervento strategico fortemente voluto per valorizzare il patrimonio verde locale e migliorare la fruibilità del territorio, la cui partenza ha scelto di non fermarsi neppure di fronte alla tradizionale pausa feriale di agosto.

Finanziamenti e tempistiche: perché iniziare a Ferragosto?
La scelta di avviare le grandi manovre proprio in questa settimana non è casuale, ma rappresenta una mossa obbligata per rispettare rigorosamente la tabella di marcia e la scadenza finale imposte dal bando regionale.

L'intera opera, dal valore complessivo stimato in circa 400.000 euro, gode di una copertura economica d'eccezione: ben il 90% dei costi è infatti finanziato a fondo perduto da Regione Lombardia, grazie alle risorse stanziate nell'ambito del bando "Valli Prealpine Altopiano delle Famiglie".

Tutti i dettagli del progetto: mobilità dolce e servizi
Il progetto di restyling ridisegnerà completamente il volto della zona, puntando con decisione sulla mobilità sostenibile, sull'accoglienza e sulla sicurezza dei collegamenti:

Percorsi rinnovati per pedoni e cicliste: Verrà completamente risistemato l'attuale tracciato pedonale e realizzato un nuovo percorso dedicato alle biciclette. Questa nuova pista ciclabile si connetterà direttamente con la VASP (Via Agrosilvopastorale) del Biellone, oltre che con Via SS Trinità e Via degli Aroli.

Nuova area sosta camper e area picnic: Spazi pensati per accogliere i visitatori e le famiglie, incrementando l'offerta turistica all'aria aperta della zona.

Miglioramento della viabilità pedonale: Verrà realizzato un collegamento sicuro tramite marciapiede in grado di unire via del Lo’, via Fermi e la strada Agrosilvopastorale, agevolando gli spostamenti in sicurezza per residenti e turisti.

Con questo cantiere, l'area della Conca Verde si prepara a compiere un salto di qualità definitivo, trasformandosi in un hub naturalistico e ricreativo all'avanguardia e pienamente integrato con la rete dei percorsi locali.
Audio articolo https://canva.link/0s78q2k70eg3eil
Visual narrativo
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Redazione 13 agosto Caldo record e foreste in allerta: scatta il codice arancione per il pericolo roghi in LombardiaLa m...
12/08/2026

Redazione 13 agosto
Caldo record e foreste in allerta: scatta il codice arancione per il pericolo roghi in Lombardia
La morsa del caldo estivo si fa sentire con forza sui boschi lombardi, facendo scattare l'allarme per la vegetazione. Regione Lombardia ha dichiarato ufficialmente lo stato di alto rischio per gli incendi boschivi su tutto il territorio regionale a partire dalle ore 14:00 del 10 agosto 2026, con validità fino a nuova revoca. L'attivazione ha fatto scattare il codice arancione, che corrisponde al terzo livello di allerta su una scala di quattro, motivato principalmente dalle temperature torride registrate in questi giorni.

Il monitoraggio h24 dalla sala operativa di Milano
La situazione di criticità moderata, certificata dai rilievi di Arpa Lombardia, viene seguita minuto per minuto dal Centro operativo regionale della Protezione civile. La struttura ha sede a Palazzo Pirelli a Milano ed è stata recentemente intitolata alla memoria di Giuseppe Zamberletti, riconosciuto come il padre del moderno sistema italiano di Protezione civile.

All'interno della sala, aperta 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, tecnici, istituzioni e volontari operano incessantemente per coordinare la risposta sul territorio. Per prevenire e fronteggiare eventuali emergenze, il centro si avvale di strumenti tecnologici avanzati, flussi di dati in tempo reale e sistemi di controllo satellitari, garantendo un supporto costante alle squadre operative. L'assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa, ha espresso il proprio riconoscimento a chi è in prima linea: "Agli nostri operatori e ai volontari va il nostro ringraziamento per l’insostituibile lavoro quotidiano che svolgono a tutela della sicurezza delle nostre comunità".

Le regole da seguire, i divieti e le forze in campo
Il provvedimento regionale comporta l'immediata applicazione delle normative di prevenzione stabilite dalle leggi nazionali e regionali in materia di difesa dei boschi dal fuoco (tra cui la legge quadro n. 353/2000, la legge regionale n. 31/2008 e le disposizioni urgenti di protezione civile).

Inoltre, il piano prevede il coinvolgimento attivo delle autorità militari per le esercitazioni, l'attivazione della Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri Forestali per i compiti di vigilanza e prevenzione, e il dispiegamento delle organizzazioni di volontariato Antincendio Boschivo (AIB).

Per scongiurare inneschi e proteggere il patrimonio naturale, la Protezione civile rivolge un appello alla cittadinanza al rigoroso rispetto di alcune fondamentali regole di prudenza:

Divieto assoluto di accendere fuochi all'interno delle aree boschive e nelle zone limitrofe.

Massima attenzione ai rifiuti: è vietato gettare mozziconi di sigaretta o qualsiasi altro materiale infiammabile.

Stop agli abbruciamenti: sono sospese le operazioni di pulizia di sterpaglie e residui vegetali.

Attenzione ai parcheggi: evitare di lasciare l'auto su manti di erba secca, poiché il forte calore delle marmitte può facilmente innescare le fiamme.

Segnalazione tempestiva: in caso di avvistamento di fumo o principi d'incendio, è fondamentale allertare subito le autorità competenti.
Audio articolo https://canva.link/i0y4ouk1t265o54

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10/08/2026

Indirizzo

Via Fantoni, 59
Clusone
24020

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