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03/06/2026

Redazione 03/06 CONTENUTO PROMOSSO DA Rist. Pizzeria Vecchio Pozzo Albino Bg
ATTENZIONE ALLA "TRUFFA DELLE MONETE": l'inganno per svuotare le auto nei parcheggi. In manette un 52enne.
Massima allerta nei parcheggi dei supermercati e dei centri commerciali: i malviventi stanno usando un trucco psicologico molto efficace per distrarre le vittime e rubare borse e oggetti di valore direttamente dai sedili delle automobili.
L'ultimo episodio si è registrato in questi giorni nel territorio bergamasco, dove un cittadino cubano di 52 anni, volto già ben noto agli archivi giudiziari per reati contro il patrimonio, è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l'accusa di furto aggravato in concorso.
Per lui il Giudice ha già disposto il divieto assoluto di dimora in tutta la provincia orobica, mentre l'Ufficio Immigrazione della Questura gli ha notificato il decreto di espulsione formale dall'Italia. La caccia all'uomo è ora aperta per identificare il secondo complice, riuscito a dileguarsi.

La dinamica del raggiro è fulminea e punta tutto sulla gentilezza apparente e sulla sorpresa. Ecco come funziona l'inganno e come difendersi per non cadere in trappola.

Come funziona il raggiro
Il copione è studiato per azzerare i tempi di reazione della vittima attraverso tre passaggi precisi:

L'avvicinamento: Avete appena terminato la spesa, caricate i sacchetti, salite a bordo della vettura e appoggiate la borsa sul sedile del passeggero, pronti a mettere in moto.

L'esca: Prima che partiate, un uomo si avvicina alla vostra portiera, bussa al finestrino e vi indica con fare gentile delle monete a terra vicino alla ruota, facendovi credere che vi siano cadute dal portafoglio.

Il blitz del complice: Nel momento esatto in cui aprite la portiera e vi chinate per recuperare gli spiccioli, distogliendo lo sguardo dall'abitacolo, entra in azione il secondo malvivente. Appostato dal lato opposto della vettura, apre silenziosamente la portiera del passeggero, afferra la borsa lasciata incustodita e scatta la fuga.

Nell'ultimo caso di cronaca, la vittima si è accorta del furto un istante troppo tardi e ha cercato coraggiosamente di inseguire i malviventi urlando. A fare la differenza è stato il senso civico di alcuni passanti presenti nel piazzale che hanno inseguito, placcato e immobilizzato il 52enne tra le auto in sosta, trattenendolo fino al tempestivo arrivo delle pattuglie della Squadra Volante.

L'amara realtà: un sistema che non funziona
Davanti a episodi del genere, però, emerge una realtà frustrante che lascia l'amaro in bocca a cittadini e operatori. Il decreto di espulsione notificato al delinquente, infatti, si rivela spesso un pezzo di carta simbolico: una volta tornato in libertà, l'immigrato irregolare non fa altro che gettare il provvedimento nel primo cestino della spazzatura fuori dalla Questura, rimanendo sul territorio italiano a piede libero e pronto a colpire ancora.

A questo punto, è lecito dichiarare apertamente che il lavoro della Polizia rischia di diventare del tutto inutile. Donne e uomini in divisa mettono a repentaglio la propria incolumità fisica e rischiano la vita ogni giorno sulle strade per assicurare questi soggetti alla giustizia, per poi assistere a un paradosso normativo che vede gli stessi delinquenti tornare in circolazione come se nulla fosse successo.

Il vademecum della Polizia per evitare i raggiri
Proprio perché non possiamo fare totale affidamento sulle conseguenze penali per questi soggetti, l'unica vera arma immediata resta la prevenzione personale nelle aree commerciali, zone calde soprattutto nelle ore serali:

Chiudetevi dentro: Non appena salite a bordo dell'auto, prendete la fondamentale abitudine di attivare subito la chiusura centralizzata delle portiere tramite l'apposito pulsante interno.

Nascondete i valori: Non lasciate mai la borsa, il borsello, il telefono o il computer visibili sul sedile del passeggero. Riponeteli sul pavimento dell'auto, sotto il sedile o direttamente nel bagagliaio.

Non scendete mai d'impulso: Se uno sconosciuto vi bussa al vetro segnalando anomalie (monete a terra, chiavi cadute, ruote sgonfie o piccoli urti sulla carrozzeria), non scendete mai impulsivamente lasciando l'auto aperta.

Se decidete di controllare: Spegnete il motore, togliete le chiavi dal cruscotto, prendete la borsa con voi e chiudete l'auto a chiave dietro di voi prima di fare qualsiasi verifica all'esterno.

Condividete questo avviso con parenti e amici, soprattutto anziani, che spesso sono i bersagli preferiti da questi malviventi per via della loro buona fede. In caso di movimenti o persone sospette nei piazzali, la tempestività resta decisiva: chiamate subito il 113.

"La parola passa a voi nei commenti: cosa ne pensate?"

Redazione 3/06  CONTENUTO PROMOSSO DA Rist. Pizzeria Vecchio Pozzo Albino BgQuei giganti di ferro nel cuore delle Orobie...
03/06/2026

Redazione 3/06 CONTENUTO PROMOSSO DA Rist. Pizzeria Vecchio Pozzo Albino Bg
Quei giganti di ferro nel cuore delle Orobie: viaggio nel Museo Storico Militare di Schilpario

Schilpario (BG) — C’è un momento preciso, lungo la strada che porta alla Località Fondi di Schilpario, in cui il paesaggio maestoso della Val di Scalve si fonde in modo inaspettato con la grande storia del Novecento. Accanto ai profili delle storiche miniere e alle piste che richiamano gli amanti dello sci di fondo, emergono le sagome imponenti di veicoli storici e velivoli. È qui che ha sede il Museo Storico Militare, una delle realtà espositive più sorprendenti e dettagliate del Nord Italia, capace di trasformare la memoria dei conflitti mondiali in un percorso vivo, accessibile e profondamente umano.

Un progetto nato dal basso, che oggi rappresenta un pilastro del turismo culturale della provincia di Bergamo.

Un'impresa da pionieri: trent'anni di ricerca
Capire il museo di Schilpario significa prima di tutto comprendere la storia di chi lo ha creato. Dietro ai padiglioni espositivi non ci sono grandi stanziamenti ministeriali, ma la passione viscerale e la determinazione di due uomini: Silvano Bettineschi e Adamo Marelli.

Per oltre trent’anni, con la pazienza dei collezionisti e il rigore degli storici, i due fondatori hanno setacciato l'Europa alla ricerca di pezzi unici, salvando dalla rottamazione e dall'oblio mezzi e cimeli che oggi hanno un valore inestimabile. La loro intuizione ha trovato il supporto dell'associazione “Lombardia Ricorda” e il prestigioso riconoscimento dell'ASI (Automotoclub Storico Italiano), che ha inserito la struttura nei suoi circuiti d’eccellenza, certificando il valore storico e il perfetto stato di conservazione dei veicoli.

Il percorso espositivo: due piani tra reperti unici, aerei e carri armati
Il museo si sviluppa su due ampi piani espositivi ed è strutturato per colpire l'attenzione sia degli appassionati di meccanica sia dei semplici curiosi. La collezione, incentrata principalmente sulla Seconda Guerra Mondiale (senza tralasciare importanti testimonianze del primo conflitto globale), si è arricchita notevolmente negli ultimi anni, arrivando a ospitare pezzi di eccezionale rarità.

Tra i punti salienti del percorso si possono osservare da vicino:

I pezzi forti della flotta: Camion e auto militari d'epoca (tra cui un esemplare unico in tutta Europa), un elicottero e due aerei. Inoltre, di recente la collezione ha visto l'importante ingresso di un carro armato, diventato subito una delle attrazioni principali.

Cimeli e cimeli d'area: Uniformi originali logorate dal fango e dal freddo, buffetterie, elmetti e armi disinnescate appartenute ai diversi schieramenti.

La vita quotidiana del soldato: Lettere dal fronte, diari, strumentazioni radio da campo e apparecchiature mediche che restituiscono la dimensione umana, dura e logorante, vissuta da soldati, artiglieri e carristi in prima linea.

Il rigore scientifico della catalogazione non scade mai nell'esaltazione del conflitto. Al contrario, l'impatto emotivo è tutto orientato a far comprendere la durezza della guerra, trasformando i giganti d'acciaio in un potente monito di pace.
Museo Storico Militare - Lombardia Ricorda
Immagine mezzi rappresentativa.

02/06/2026
Redazione  01/06FOCUS TERRITORIO / Tra turismo di massa e valli impervie: viaggio dietro le quinte del sistema di vigila...
01/06/2026

Redazione 01/06
FOCUS TERRITORIO / Tra turismo di massa e valli impervie: viaggio dietro le quinte del sistema di vigilanza che tutela dieci comuni dell'Altopiano orobico.

🏔️ Alta Val Seriana Sicura: La Rete Invisibile che Protegge i Paesi della Presolana.
CLUSONE – Gestire la sicurezza in un territorio che cambia pelle a seconda delle stagioni non è un compito semplice. Passare, nel giro di poche settimane, dalla quiete dei piccoli borghi montani al caos controllato del turismo estivo e invernale richiede una macchina organizzativa flessibile, capace di presidiare sia le grandi arterie di comunicazione sia i sentieri più isolati dell'Altopiano.

Questo delicato ingranaggio fa capo alla cittadella della sicurezza operativa da poco tempo nel polo strategico di Via Sant'Alessandro 74. Il complesso, ricavato grazie a un'importante opera di rigenerazione degli spazi dell'ex Comunità Montana, ha sostituito definitivamente i vecchi e storici uffici di Viale Venezia, offrendo una base logistica all'avanguardia per le donne e gli uomini dell'Arma coordinati dal Capitano Diomede Chierchia.

La Geografia del Controllo: Dai Prati di Onore alle Cime di Castione
La vera sfida di questo comando è l'eterogeneità del quadrante geografico affidato alla sua responsabilità diretta. Parliamo di ben dieci municipalità che formano un mosaico complesso:

I centri nevralgici del commercio e dei servizi come Clusone e Rovetta.

Le realtà residenziali e di fondovalle come Villa d'Ogna, Piario e Oltressenda Alta.

I passaggi collinari di Cerete, Songavazzo e Fino del Monte.

La macro-area turistica di Castione della Presolana, dove le seconde case e le strutture ricettive moltiplicano le presenze nei fine settimana.

Oltre a questa f***a rete locale, la base di Clusone funge da cabina di regia per un territorio ancora più esteso, fungendo da vertice per le storiche stazioni dislocate lungo l'asse della valle e del lago, comprese le zone di Albino, Gandino, Fiorano al Serio, Lovere e Costa Volpino.

Dietro la Divisa: Le Tre Anime della Prevenzione
La risposta alle richieste dei cittadini si articola su tre livelli operativi distinti, ognuno con una missione specifica:

Il Pronto Intervento (NORM): È la componente dinamica, quella che i cittadini incrociano lungo la strada statale 671. Le gazzelle del Nucleo Radiomobile pattugliano il territorio giorno e notte, pronte a trasformarsi in scudi stradali o in unità di primo soccorso in caso di incidenti e criticità meteorologiche.

Il Presidio di Prossimità (La Stazione): Rappresenta il contatto umano, l'ascolto e la prevenzione dei reati più odiosi, come le truffe mirate alle fasce più vulnerabili della popolazione o i furti nelle abitazioni isolate.

La Logistica (Nucleo Comando): L'apparato burocratico e di raccordo che dialoga costantemente con le dieci amministrazioni locali per mappare le nuove esigenze di sicurezza e videosorveglianza.

Una Centrale Connessa con le Emergenze
Il vero cuore tecnologico della struttura è la sua Centrale Operativa, un nodo di interscambio dati perennemente collegato al Numero Unico Europeo 112. È da queste scrivanie che vengono smistate le chiamate e coordinate le pattuglie, spesso in stretta sinergia con i nuclei di Protezione Civile e il soccorso alpino quando l'emergenza si sposta dalle strade ai sentieri d'alta quota.

👀 Informazioni di Servizio per la Comunità
Per facilitare il dialogo con i cittadini e lo svolgimento delle pratiche quotidiane, il comando mantiene attivi presidi fisici e digitali:

📍 Indirizzo di riferimento: Clusone, Via Sant'Alessandro 74.

📞 Linea telefonica interna: 0346.89800 (per comunicazioni ordinarie e uffici).

⏰ Sportello al pubblico: Gli uffici per la ricezione di esposti e segnalazioni formali sono aperti tutti i giorni, nella fascia oraria compresa tra le 10:00 e le 22:00.

🚨 Urgenze: Resta fondamentale l'utilizzo del canale gratuito 112, attivo 24 ore su 24.

🖥️ Pre-denuncia digitale: Sul portale web istituzionale è possibile avviare la pratica per lo smarrimento di documenti o piccoli furti, accorciando drasticamente i tempi di attesa per la successiva convalida di persona.

APP 112 L'applicazione ufficiale per il Numero Unico di Emergenza Europeo 112 . È totalmente gratuita e serve a localizzarti all'istante quando chiami i soccorsi. Puoi scaricarla direttamente dagli store ufficiali del tuo smartphone :🤖
Per Android: Scarica da Google Play Store
https://play.google.com/store/apps/details?id=it.Beta80Group.whereareu&hl=it
Per iPhone (iOS): Scarica da Apple App Store
https://apps.apple.com/it/app/112-where-are-u/id888964800

ONORE: IL PARADOSSO DI VIA POERZA  ALTA VAL SERIANA (BG) "La parola passa a voi nei commenti: cosa ne pensate?"Muoversi ...
30/05/2026

ONORE: IL PARADOSSO DI VIA POERZA ALTA VAL SERIANA (BG)
"La parola passa a voi nei commenti: cosa ne pensate?"
Muoversi lungo le arterie stradali che collegano i centri dell'altopiano alla spina dorsale della Presolana sta diventando un esercizio di costante vulnerabilità. Nonostante i flussi turistici in crescita e la presenze importanti per l'economia locale, la mappa della viabilità seriana continua a presentare "punti neri" strutturali. Si tratta di incroci a raso ideati decenni fa, oggi non più in grado di assorbire l'eterogeneità del traffico moderno, dove la convivenza tra mezzi pesanti, vetture private e veicoli per l'outdoor genera ciclicamente situazioni di massima emergenza.

IL FOCUS SU ONORE: IL PARADOSSO DI VIA POERZA
L'esempio più lampante di questa paralisi infrastrutturale si concentra nel territorio di Onore, all'altezza dello snodo di Via Poerza. Questa via rappresenta una doppia colonna portante per il paese: nella prima parte serve l'intero comparto industriale e manifatturiero, mentre proseguendo verso l'interno si trasforma nell'unica via d'accesso alle abitazioni e al frequentato Campeggio Residence Don Bosco.

La configurazione attuale dell'intersezione a raso con la strada statale presenta però un vero e proprio controsenso geometrico e logistico, che penalizza pesantemente la sicurezza e i collegamenti:

Accessibilità a senso unico (Solo da Castione): Lo svincolo, così come è concepito oggi, risulta fruibile in condizioni di relativa fluidità soltanto per i veicoli che scendono da Castione della Presolana. Chi procede in discesa può infatti immettersi in via Poerza sfruttando la manovra di svolta a destra, che non richiede l'incrocio o il taglio della corsia opposta.

Il blocco totale per chi sale da Rovetta: Al contrario, per la direttrice di traffico opposta — ovvero per chi sale da Rovetta in direzione Presolana — l'accesso diretto a via Poerza si trasforma in una sostanziale impossibilità. La totale assenza di una corsia di preselezione o di canalizzazione protetta , unita alla velocità sostenuta dei mezzi che scendono in senso opposto, rende la svolta a sinistra un'operazione ad altissimo rischio, interdetta dalla stessa segnaletica.

Questo sbilanciamento costringe quotidianamente auto e i turisti alla guida di camper ingombranti a proseguire oltre lo svincolo, inventandosi inversioni di marcia improvvisate o manovre azzardate pur di riuscire a ritornare sui propri passi e imboccare la via calando dall'alto.

CONCLUSIONI
La gestione della sicurezza stradale dell'altopiano non può più muoversi sulla scia dell'emergenza o della contabilità dei danni dopo ogni report delle forze dell'ordine. La richiesta che si leva dalle aree residenziali di Rovetta è univoca: trasformare le promesse dei programmi in cantieri reali. Solo la transizione dagli incroci a raso alle rotatorie moderne potrà garantire la sopravvivenza economica e la tutela dell'incolumità pubblica su una delle direttrici turistiche più importanti della provincia.

NOTE DI PRODUZIONE ED EDITORIALI
I contenuti testuali, l'analisi delle traiettorie stradali e le ricostruzioni urbanistiche presenti in questa inchiesta sono frutto di elaborazione autonoma della redazione sulla base dei rilievi geomorfologici e dei verbali di viabilità dell'alto bacino del Serio.

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Redazione 29/05L'immagine documenta i soccorsi relativi allo scontro avvenuto proprio lungo l'asse di via Fantoni, intor...
29/05/2026

Redazione 29/05
L'immagine documenta i soccorsi relativi allo scontro avvenuto proprio lungo l'asse di via Fantoni, intorno alle ore 12:00.

I veicoli coinvolti: L'impatto ha visto scontrarsi un'autovettura e un motociclo. Ad avere la peggio è stato il conducente delle due ruote, un ragazzo di 17 anni.

La macchina dei soccorsi: Nella foto si nota l'intervento dell'equipaggio della Croce Blu di Gromo, che ha prestato le prime cure al diciassettenne direttamente sull'asfalto prima del trasferimento in ospedale. Il giovane è stato stabilizzato e soccorso in codice giallo.

Le autorità sul posto: Carabinieri della Compagnia di Clusone, incaricati di effettuare i rilievi per stabilire le responsabilità e la dinamica.

STORICO DEI SINISTRI NELLO STESSO SNODO
La pericolosità di via Fantoni, in particolare nei punti di svolta verso il centro e nell'intersezione a raso con via Papa Giovanni XXIII, è supportata da una ricorrenza di eventi analoghi:

Scontro fronto-laterale all'incrocio: In passato, lo stesso identico punto d'intersezione con via Papa Giovanni XXIII è stato teatro di una collisione tra una Fiat Punto e una Opel. Anche in quel caso, l'impatto avvenne nella prima mattinata (ore 9:00 circa) a causa di una mancata precedenza durante la manovra di svolta, richiedendo l'intervento della Polizia Locale e del soccorso stradale per rimuovere le lamiere che bloccavano la carreggiata.

Investimenti di pedoni: Poco più avanti, dove via Fantoni curva per immettersi verso piazza Ferrari, la conformazione della strada e la scarsa visibilità hanno causato il grave investimento di una donna, travolta da una Honda guidata da un automobilista di Clusone. La forza dell'impatto proiettò la passante al suolo, rendendo necessario il ricovero d'urgenza all'ospedale di Piario.

IL NODO POLITICO: DALLA CAMPAGNA ELETTORALE ALLO STALLO
L'accumularsi di questi rapporti di incidente ha trasformato via Fantoni in un argomento caldo nel dibattito pubblico di Rovetta.

La totale riconfigurazione dell'area, con la sostituzione dell'incrocio a raso mediante una rotatoria, era stata inserita come una priorità assoluta all'interno dei programmi elettorali per l'amministrazione del paese. L'obiettivo dichiarato era quello di moderare la velocità dei veicoli in ingresso e azzerare i punti di conflitto delle traiettorie di svolta, particolarmente ingannevoli per i non residenti.

Da notare che da questo incrocio vi sono 7 possibilità di svolta compresa strada verso abitazioni private.

Ad oggi, nessun fatto concreto ha seguito quelle promesse: non sono stati stanziati i fondi definitivi, né è stato aperto il cantiere per l'opera. La viabilità è rimasta immutata, limitata a piccoli interventi di manutenzione ordinaria sull'asfalto, mentre i residenti continuano a segnalare la vulnerabilità di un tratto stradale che ciclicamente torna a congestionarsi e a far registrare nuovi feriti.

L'ILLUSIONE DEL PRESIDIO: UN ORGANICO RIDOTTO ALL'OSSO
Di fronte a un quadro così complesso, la logica direbbe che la gestione dei momenti più critici della giornata richiederebbe un monitoraggio costante. Durante gli orari di punta, infatti, la presenza di una pattuglia della Polizia Locale dell’Unione dei Comuni della Presolana sarebbe la soluzione ideale per regolare i flussi, scoraggiare le infrazioni e facilitare le manovre d'immissione dei mezzi d'alto ingombro.

Un'ipotesi che, tuttavia, si scontra brutalmente con la realtà operativa del comando. A causa di uno scarso organico cronico, garantire un presidio su questo snodo diventa un obiettivo praticamente impossibile. Gli agenti in servizio si trovano a dover gestire un territorio vastissimo, frammentato in diverse municipalità, con una varietà di compiti istituzionali che va ben oltre il controllo stradale: dai rilievi edilizi alle notifiche giudiziarie, dai servizi di prossimità alla gestione dei mercati e delle emergenze di protezione civile. Con un ventaglio di funzioni così ampio e così pochi uomini a disposizione, la Polizia Locale è costretta a operare in modalità reattiva anziché preventiva, intervenendo purtroppo a sinistro già avvenuto.
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Redazione 28/05  CONTENUTO PROMOSSO DA Rist. Pizzeria Vecchio Pozzo Albino BgL’OMBRA DELL’URANIO SULLE OROBIE: IL RITORN...
28/05/2026

Redazione 28/05 CONTENUTO PROMOSSO DA Rist. Pizzeria Vecchio Pozzo Albino Bg
L’OMBRA DELL’URANIO SULLE OROBIE: IL RITORNO DELLA MINIERA DI NOVAZZA TRA STORIA E ALLARME AMBIENTALE
VALGOGLIO (BG)
Il passato energetico d'Italia bussa di nuovo alle porte della Val Seriana. La richiesta di esplorazione presentata dalla società Zenith per il sito minerario di Novazza, frazione del comune di Valgoglio, ha riaperto una ferita mai del tutto rimarginata nella memoria storica della provincia bergamasca. Nelle viscere di questa montagna si nasconde infatti il più importante giacimento di uranio del territorio nazionale: circa 1.500 tonnellate di metallo pesante che, tra gli anni '60 e '80, proiettarono una piccola comunità alpina al centro della strategia geopolitica ed energetica del Paese.

Mentre i movimenti politici e ambientalisti locali tornano a far sentire la propria voce, definendo "inaccettabile" qualsiasi ipotesi di ritorno allo sfruttamento del sito, la cronaca odierna impone di guardare indietro, a quando la Val Seriana visse la sua personalissima "corsa all'oro atomico", e di analizzare la complessa eredità ambientale che queste gallerie portano con sé.

LA CRONOLOGIA: DALL'ILLUSIONE DELLO SVILUPPO AL BLOCCO
La storia del giacimento di Novazza si snoda lungo quarant'anni di esplorazioni, tensioni sociali e colpi di scena legislativi.

I primi scavi e la febbre dell'uranio
1959–1963
La Somiren (società del gruppo ENI) avvia le prime prospezioni geominerarie. Vengono scavati circa 6 chilometri di gallerie pilota. Il progetto viene temporaneamente accantonato a metà anni '60 a causa dei costi allora ridotti del petrolio, che rendevano l'estrazione dell'uranio antieconomica.

La crisi petrolifera e il progetto SIMUR
1974–1976
La crisi energetica globale del 1973 cambia le carte in tavola. L'AGIP Mineraria riattiva il cantiere tramite la controllata SIMUR. I chilometri di tunnel sotterranei passano da 6 a ben 14. Nel 1976 il Ministero dell'Industria rilascia le concessioni ufficiali di sfruttamento del giacimento.

La rivolta della Val Seriana
1980–1981
La percezione della comunità locale cambia radicalmente. Quella che inizialmente era vista come un'opportunità economica inizia a fare paura per i potenziali rischi ambientali e di contaminazione radioattiva. Nel maggio 1980, migliaia di manifestanti sfilano a Bergamo. Nel febbraio 1981, il Ministro dell'Industria Filippo Maria Pandolfi sale a Clusone per difendere il sito, ma viene duramente contestato dalla popolazione.

L'addio dell'AGIP e lo smantellamento
1983
Sotto la pressione popolare e a seguito di una rivalutazione dei costi, l'ENI sopprime l'Agip Nucleare. La SIMUR avvia la smobilitazione degli impianti di Novazza. Il minerale rimarrà sigillato nella roccia senza mai essere effettivamente commercializzato su larga scala.

Il Referendum sul nucleare
1987
A seguito del disastro di Chernobyl del 1986, l'Italia vota il referendum che sancisce l'abbandono del programma nucleare nazionale, mettendo una pietra tombale giuridica (almeno fino ad oggi) su qualsiasi piano di estrazione a Novazza.

I NUMERI DEL GIACIMENTO
I dati tecnici raccolti durante i decenni di carotaggi restituiscono la dimensione di un sito che, pur non potendo competere con i colossi estrattivi mondiali, rappresentava un unicum nel panorama italiano.

Parametro Valore stimato Note tecniche
Riserve complessive ~1.500 tonnellate Calcolate come ossido di uranio naturale.
Concentrazione nel minerale 0,1% – 0,15% Circa 1 / 1,5 kg di uranio puro per ogni tonnellata di roccia estratta.
Estensione gallerie ~14 chilometri Un reticolo di cunicoli disposti su più livelli nel cuore della montagna.
Stato attuale Inattivo / Sotto monitoraggio L'area esterna è stata recentemente al centro di indagini per la gestione di materiali abbandonati.

LE CRITICITÀ AMBIENTALI E IDROGEOLOGICHE
Il dibattito sulla riapertura dei siti estrattivi nelle Orobie non è solo ideologico, ma si scontra con nodi tecnici complessi. L'abbandono o il nuovo "disturbo" di queste strutture sotterranee solleva tre ordini di problemi principali.

1. Il Drenaggio Acido di Miniera (AMD) e l'Inquinamento Idrico
È il rischio chimico più insidioso. Quando le gallerie sotterranee vengono abbandonate o ispezionate, l'acqua piovana e le falde idriche penetrano nei cunicoli, entrando in contatto con la roccia viva esposta all'aria.

L'ossigeno e l'acqua reagiscono con i minerali solforati (come la pirite, molto comune nelle Orobie), creando acido solforico. Questa soluzione acida agisce come un solvente, sciogliendo i metalli pesanti presenti nella roccia (zinco, piombo, cadmio e, a Novazza, potenziali tracce di radionuclidi). Le acque di scolo, diventate tossiche, rischiano di riversarsi nei torrenti superficiali (come il Serio) o di contaminare le falde acquifere profonde, con danni irreversibili per l'ecosistema.

2. Instabilità del Terreno e Dissesto
Le montagne bergamasche sono geologicamente fragili. La presenza di 14 chilometri di vuoti artificiali nel sottosuolo amplifica i rischi di dissesto idrogeologico. Se non monitorato, il crollo delle volte interne può causare cedimenti del terreno in superficie (subsidenza). Inoltre, i crolli possono bloccare il naturale deflusso delle acque sotterranee, creando dei laghi artificiali sotterranei sotto pressione che, in caso di cedimento improvviso, genererebbero pericolosi flussi di fango a valle.

3. L'Inquietante Specificità di Novazza: Radon e Polveri Radioattive
Il sito di Valgoglio presenta una criticità unica rispetto alle vicine miniere di ferro o zinco della bergamasca: la presenza di uranio e dei suoi prodotti di decadimento, in primis il gas Radon (
222 Rn).

Nelle gallerie sigillate di Novazza, questo gas radioattivo, incolore e inodore, tende ad accumularsi in concentrazioni molto elevate. Qualsiasi progetto di ispezione o riapertura richiede sistemi di ventilazione massicci per evitare che gli operatori o l'ambiente esterno siano esposti a livelli pericolosi di radiazioni. A questo si aggiunge il rischio delle polveri sottili generate dagli scavi che, se disperse nell'aria e trasportate dal vento sui pascoli circostanti, potrebbero entrare nella catena alimentare locale.

L'eredità del cantiere: Nonostante l'attività estrattiva vera e propria non sia mai decollata, le gallerie di Novazza rimangono un ecosistema ingegneristico monitorato speciali. Negli ultimi anni l'area circostante l'imbocco ha sofferto problemi di incuria, culminati in interventi delle autorità per la rimozione di materiali e vecchi mezzi abbandonati nel cantiere degli anni '80.

Il nuovo interesse manifestato dalle compagnie minerarie per la ricognizione del sottosuolo ha riacceso istantaneamente i riflettori sulla Val Seriana. Se da un lato l'evoluzione tecnologica e la ricerca europea di indipendenza per le materie prime spingono verso il riesame delle risorse continentali, dall'altro la comunità locale e i comitati territoriali promettono barricate, forti di una consapevolezza ambientale nata su questi stessi sentieri più di quarant'anni fa. Il monitoraggio di enti come ARPA Lombardia sarà fondamentale nei prossimi mesi per garantire che la roccia di Novazza rimanga chimicamente e radiologicamente isolata dall'ambiente circostante.

28/05/2026
Redazione 26/05ALLERTA TRUFFE IN ALTA VAL SERIANA: IL RAGGIRO DEL "CAMBIO VALUTA" ARRIVA AI DISTRIBUTORI DI BENZINAUn fi...
26/05/2026

Redazione 26/05
ALLERTA TRUFFE IN ALTA VAL SERIANA: IL RAGGIRO DEL "CAMBIO VALUTA" ARRIVA AI DISTRIBUTORI DI BENZINA
Un finto stato di necessità, la richiesta urgente di fare rifornimento e la promessa di un cambio vantaggioso: i truffatori della strada colpiscono ancora, e questa volta le segnalazioni arrivano direttamente dal territorio della Val Seriana. Un tranello studiato nei minimi dettagli che trasforma la solidarietà di ignari automobilisti in una vera e propria stangata.

La dinamica: il trucco del pieno e il prelievo forzoso di contanti
Il copione si è arricchito di una variante particolarmente insidiosa, andata in scena nei pressi di alcune stazioni di servizio della valle. Secondo le ultime segnalazioni, ad agire sarebbero due persone: un uomo sui 40 anni e un bambino di circa 10 anni, che si muovono a bordo di una Mercedes nera targa straniera,

I malviventi avvicinano la vittima direttamente nell'area di rifornimento, simulando un'emergenza: sostengono di essere rimasti a secco, di denaro in euro . La presenza del minore viene spesso sfruttata per abbassare le difese della vittima e fare leva sull'empatia.

Con questa scusa, convincono il cittadino non solo a pagare e fare un pieno di carburante per la loro vettura, ma riescono a spingersi oltre: sfruttando la confusione, la pressione psicologica si fanno consegnare dalla vittima anche 200 euro in contanti.

Per sdebitarsi del favore e rassicurare il malcapitato, i truffatori consegnano mazzette di banconote straniere – nello specifico rubli bielorussi – sbandierando un controvalore nominale equivalente.

La vittima, convinta di aver fatto una buona azione.. La doccia fredda arriva però poco dopo, al momento di verificare il denaro: quelle banconote sono completamente fuori corso, vecchie e prive di qualsiasi valore legale. Il risultato? Il truffatore si allontana sulla sua Mercedes nera con il serbatoio pieno e 200 euro di banconote vere in tasca, mentre alla vittima resta in mano solo carta straccia.

Come difendersi: il vademecum delle forze dell'ordine
Per evitare di cadere in questi raggiri lungo le strade della Val Seriana, le autorità rinnovano l'invito alla massima allerta attraverso alcune regole d'oro:

- Niente transazioni ai distributori: Non accettate mai di pagare il carburante o di anticipare contanti a sconosciuti in cambio di valuta estera, oggetti preziosi o altre promesse di pagamento. I canali di cambio ufficiali sono esclusivamente le banche e gli sportelli autorizzati.

- Diffidate dello scambio troppo vantaggioso: Se qualcuno vi offre una somma apparentemente molto superiore rispetto al valore della benzina o dei contanti che vi chiede, si tratta sempre di un inganno. I malviventi sfruttano la fretta e l'empatia del momento.

- Non mostrate mai il denaro: Evitate di aprire il portafoglio o di far vedere quante banconote avete in presenza di estranei che vi hanno appena fermato.

- Annotate i dettagli e chiamate il 112: Se vi imbattete in auto sospette (in questo caso una Mercedes nera con a bordo un uomo di mezza età e un bambino) che tentano questo approccio nei distributori della zona, allontanatevi immediatamente. Segnalate l'episodio al Numero Unico di Emergenza 112, cercando di memorizzare parzialmente o totalmente la targa del veicolo.

Indirizzo

Via Fantoni, 59
Clusone
24020

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