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La fotocronaca della carriera di agosto 2015 dalla mossa fino all'arrivo al bandierino. Le foto del giubilo in Piazza, i...
18/08/2015

La fotocronaca della carriera di agosto 2015 dalla mossa fino all'arrivo al bandierino. Le foto del giubilo in Piazza, in Duomo e nella contrada festante. Le pagelle dei dieci fantini, il voto sul loro comportamento alla mossa e durante la corsa. La cronaca, il commento, le voci dei protagonisti, oltre che il racconto dei giorni, partendo dell'assegnazione passando per le prove fino ad arrivare alla Carriera.
Questo e molto altro sarà "Il Palio", edito dalla Seb Editori che da più di 20 anni racconta il Palio e che anche quest’anno il giorno dopo la Carriera potrete trovare in edicola. Un nuovo numero da sfogliare a poche ore di distanza dal Palio, ma anche da conservare ed essere inserito nell'archivio di tutti i passionisti. Perché il Palio ve lo racconta "Il Palio"

PALIO DEL 17 AGOSTO 2015: IL COMMENTOUn palio di testa, di quelli che filano lisci e chiudono a qualsiasi incertezza. Co...
18/08/2015

PALIO DEL 17 AGOSTO 2015: IL COMMENTO
Un palio di testa, di quelli che filano lisci e chiudono a qualsiasi incertezza. Così Selvalta è ancora prima sul Campo e Vallepiatta può folleggiare fino all’alba. E non si cerchi di spiegare l’ennesimo successo col fatto che non ha rivali. Il fatto è che la dirigenza della Selva ci ha saputo fare, puntando su una m***a eccellente: il teutonico e saldo Tittia, al suo quinto alloro. E Polonski, una magnifico sauro al suo quarto cimento nel Campo, ha rivelato una potenza impressionante. Esultano capitan Targetti e il Priore Marini. Tanto più netta e indiscutibile è una vittoria – la numero 38 per il sornione Rinoceronte – tanto più cocenti sono le delusioni di chi qualche speranza la nutriva. La Tartuca ha finito la sua corsa subito a san Martino. Torre e Oca anche loro precipitate sul tufo: niente cappotto e niente rivincita. Era dal 2010 che la Selva, non abituata a lunghi digiuni, non assaporava i fastigi del primato. Ed ora può portare a spasso un drappellone che le s’intona, dedicato com’è alle delizie della terra e ai frutti dei boschi. Sarà alle stelle anche Andrea Causarano, insignito di fresco del Mangia. Dal racconto della sua vita e dalle immagini che scorrevano in parallelo sulla ribalta dei Rozzi, ben risaltava un dimensione corale ed il senso di una comunità stretta, legata da amicizie tenaci e da dinastiche presenze. Inerpicata su per il Costone, fiera d’un Ricreatorio che è spazio di vivaci legami, la Selva si fregia di figure che hanno goduto e godono di una popolarità da tutti riconosciuta. L’affetto manifestato a mezz’agosto al medico della Juve – un magico folletto – ha esemplificato in termini biografici dello spirito del rione che ha per asse la via prediletta dei Francesi. Si dice sempre che le rivalità sono il sale del sistema che governa il dinamismo emulativo delle Contrade. È proprio vero o si tratta di un luogo comune? L’olimpica volontà di quiete della Selva è così alta che si permette di avere per alleate due rivali coi fiocchi, Tartuca e Chiocciola. Mi rammento di un’affollata cena, dove sedevano fianco a fianco in paritaria proporzione rappresentanti dei due popoli. E tutto filò liscio. Bisognerebbe recuperare un certo ironico distacco da passioni che son belle se aiutano a ridere e a sbarcare il lunario. E a coltivare senza fanatismi i focosi contrasti d’una città “dove i più schietti parlatori d’italiano – scrisse nel ’38 Aldo Palazzeschi – giuocano con tanta grazia alla discordia, astutamente solleticando l’istinto profondo che dorme nell’uomo o sonnecchia”. Tra le fronde di Selvalta – toponimo ombroso e fiabesco – un po’ almeno di quella grazia, così rara ormai, sopravvive e avvince.

PALIO DEL 17 AGOSTO 2015: LA CRONACAUn giorno in più di attesa, per “l’inagibilità dell’anello di tufo per le piogge cad...
18/08/2015

PALIO DEL 17 AGOSTO 2015: LA CRONACA
Un giorno in più di attesa, per “l’inagibilità dell’anello di tufo per le piogge cadute”. E finalmente in un insolito 17 agosto si può correre. Chiocciola, Lupa, Oca, Selva, Valdimontone, Nicchio, Torre, Istrice,Tartuca e Onda di rincorsa questo cosa dice la busta, che mette solo due delle nove rivali accanto alla mossa. Si esce dai canapi quattro volte, poi due mosse false prima di andare. Quando l’Onda entra, prende bene il tempo la Lupa che parte prima, anche se alla Fonte Tittia, con Polonski, partito interno, è già davanti a tutti seguito da Lupa, Oca e Chiocciola. Prima di San Martino cade la Tartuca, con Gingillo che va a sb****re sui palchi prima di girare, finendo di fatto il suo Palio. Al primo San Martino è sempre in testa la Selva, con la Lupa ad inseguire e la Torre che si porta al terzo posto superando all’interno Oca e Chiocciola. Tittia spinge Polonski, mantenendo salda la testa di questo Palio, mentre dietro Bellocchio supera la Torre davanti al palco delle comparse. Posizioni invariate dopo il primo Casato, con ancora la Selva in testa e dietro ad inseguire Lupa, Torre e Oca e poi tutte le altre. Si arriva così al secondo San Martino, dove la Selva resta davanti, mentre dietro è bravissimo Enrico Bruschelli ad infilare la Lupa e portarsi al secondo posto. Con quest’ordine si arriva al secondo Casato, dove la Torre tocca la Lupa in uscita e va a sb****re sui palchi, con Roba e Macos che sembra accusare il colpo (non ci sarebbero comunque problemi per il cavallo) con Brio che ferma subito il barbero. Tittia prosegue la sua cavalcata trionfale facendo scorrere Polonski sul tufo, mentre dietro l’Oca cerca la rim***a e l’Istrice avvicina la Lupa. All’ultimo San Martino cade Bellocchio e la Selva può andare ancor più sola e senza problemi a vincere. Al bandierino Tittia può alzare il nerbo e far esplodere la sua gioia dopo un luglio a dir poco difficile. Vince per la prima volta Polonski, mentre diventano 5 i successi di Giovanni Atzeni, che riprende Andrea Mari nel computo delle vittorie in Piazza. Fa festa il rione di Vallepiatta, che centra il quinto successo negli anni duemila, diventando la contrada più vittoriosa di questo XXI secolo con cinque affermazioni.

13/07/2015
La fotocronaca della carriera di luglio 2015 dalla mossa fino all'arrivo al bandierino. Le foto del giubilo in Piazza, i...
13/07/2015

La fotocronaca della carriera di luglio 2015 dalla mossa fino all'arrivo al bandierino. Le foto del giubilo in Piazza, in Provenzano e nella contrada festante. Le pagelle dei dieci fantini, il voto sul loro comportamento alla mossa e durante la corsa. La cronaca, il commento, le voci dei protagonisti, oltre che il racconto dei 4 giorni, partendo dell'assegnazione passando per le prove fino ad arrivare alla Carriera. Questo e molto altro sarà "Il Palio", che da più di 20 anni racconta il Palio e che anche quest’anno il giorno dopo la Carriera potrete trovare in edicola. Un nuovo numero da sfogliare a poche ore di distanza dal Palio, ma anche da conservare ed essere inserito nell'archivio di tutti i passionisti. Perché il Palio ve lo racconta "Il Palio"

SICILIA. L'Isola e il Mediterraneo. Storie di amori e viniUscito dal baglio mi avvio lungo uno dei tanti stradoni argill...
13/07/2015

SICILIA. L'Isola e il Mediterraneo. Storie di amori e vini

Uscito dal baglio mi avvio lungo uno dei tanti stradoni argillosi, grandi come autostrade, che dividono e intersecano gli appezzamenti seminati a grano che si susseguono uno dietro l'altro e colorano di giallo oro tutte le colline circostanti. Non vedo un albero nel raggio di chilometri.

PROSECCO ON THE ROADStile inconfondibile quello del Palladio, che dette vita a una scuola architettonica importante, tan...
13/07/2015

PROSECCO ON THE ROAD

Stile inconfondibile quello del Palladio, che dette vita a una scuola architettonica importante, tanto da segnare questo territorio e dar vita, nei decenni successivi alla sua scomparsa, a innumerevoli e splendide costruzioni come Villa Sandi a Crocetta del Montello.
Ecco che ancora una volta le pietre si raccontano e io provo ad ascoltarle.

ASTICE CON VERDURE E PROSECCOIngredienti per 4 persone1 astice da circa 0,7/1 kg.500 ml di Prosecco100 gr di carote100 g...
13/07/2015

ASTICE CON VERDURE E PROSECCO

Ingredienti per 4 persone

1 astice da circa 0,7/1 kg.
500 ml di Prosecco
100 gr di carote
100 gr di sedano (parte bianca)
3 gr di lecitina di soia
salsa a base di frutto della passione
salsa a base di piselli
salsa di Prosecco

Scottiamo l’astice nell’acqua salata bollente per circa 15 minuti.
Puliamolo, togliendo la polpa che lasceremo macerare nel succo ottenuta dalla schiacciatura della testa.
PER LA SALSA AL PROSECCO
Al vino aggiungiamo la lecitina di soia in polvere e con il frullatore a immersione mixiamo creando una schiuma, che sarà “l’aria di Prosecco”.
Prepariamo quindi un letto di carote e sedano tagliate a julienne, leggermente bollite, sulle quali poseremo la polpa dell’astice, bagnandolo con un filo d’olio extravergine d’oliva che avremo mescolato con il succo ottenuto dalla spremitura della testa dell’astice.
Per concludere appoggiamo sopra “l’aria di Prosecco” e decoriamo con salse a fantasia.

DA PRINCIPE A RE, IL COMMENTO DEL PALIODella corsa non c’è che da essere entusiasti. Trecciolino conferma alla mossa il ...
13/07/2015

DA PRINCIPE A RE, IL COMMENTO DEL PALIO
Della corsa non c’è che da essere entusiasti. Trecciolino conferma alla mossa il suo senso impeccabile del tempo e sguscia via primo, ancora una volta. Brio lo tallona furiosamente e lo infila da dentro a San Martino, al secondo giro. Malgrado l’irruenza di Salasso e l’ultimo suo disperato guizzo, il Mari tiene la testa e alza vittorioso il nerbo per Salicotto. La sequenza ha il sapore di una successione tra il Monarca che non s’arrende al declino ed il giovane Principe che viene incoronato nuovo Re del Campo. Sono passati appena quindici anni da quando Andrea esordì in Tartuca nell’agosto 2001, e non gli andò bene. Poi il primo alloro con la Pantera nel 2006, i due trionfi con la Civetta e la smagliante vittoria con la Giraffa. Questa è la quinta volta che il furetto dalle cento vite assapora il premio più bello. E avrà – c’è da giurarlo – un futuro pieno di soddisfazioni. La Selva la davano tutti per favorita, ma il baio Quit Gold si è rivelato meno robusto e gestibile delle aspettative. La Torre ha indovinato l’accoppiata con una strategia perfetta: e replica alla rivale giostrando la stessa Morosita. L’Onda comunque non ha nulla da rimproverarsi. Liquidata così una cronaca che la girandola delle immagini rende orami inutile è doveroso notare quanto non va o desta serie preoccupazioni. Non si può ammettere che occorra più di un’ora e un quarto per ottenere un allineamento accettabile. Solo il buonsenso a questo punto può aiutare. A chi giova un’indisciplina così ostentata e plateale? Il mossiere Bartolo Ambrosione è uomo coerente e testardo, e non si è arreso. È bene dire con nettezza che la responsabilità per quanto è accaduto tra i canapi non può essere riversata solo sui fantini. Quando si sostiene che sono loro a farla da padroni e ci si lamenta perché ormai i dirigenti delle Contrade non contano nulla non si coglie la verità. E l’azione di killeraggio messa in atto con programmata disinvoltura da Massimo Columbu detto Veleno ai danni del Tittia ha dell’incredibile. È sembrato di rivivere in controluce cronache ottocentesche, degne più di un sottobosco malavitoso che dello schietto agonismo del Campo. Il placcaggio con cui è stato atterrato Giovanni Atzeni lascia allibiti. Difficile trovare le parole per commentarlo. A meno che non si voglia ricorrere alla cecità di eufemismi da espungere seccamente. Come si può dire che il fantino del Nicchio “è caduto” o che l’eugubino in vena di bravate si è limitato a “controllare” il rivale? I due – sarà da aggiungere – navigavano nelle retrovie ed il gesto aveva una gratuita grossolanità. Poi c’è il capitolo cavalli. La morte di Periclea ha gettato un’ombra giusto alla soglia della contesa. Ponderate riflessioni sono state rivolte alla ricorrenti proteste di un astorico animalismo. Eppure conviene ammettere che il tema va ripreso e va approfondito. Le misure preventive di tipo medico e i meticolosi protocolli adottati valgono fino a un certo punto se, anche per i tempi estenuanti (e non solo), non si pratica coi cavalli assegnati dalla sorte un rapporto più rispettoso, e non se ne garantisce una conduzione meno disinvolta.

Indirizzo

Z. I. Belvedere, Ingresso 2
Colle Di Val D'Elsa
53034

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